Fumetti post Lockdown: come riparte l’editoria secondo Bonelli

Fumetti post Lockdown: come riparte l’editoria secondo Bonelli
Michele Masiero, direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore, ci ha parlato del lavoro, mai interrotto, ai tempi del coronavirus.

MasieroCome ha vissuto la quarantena un editore di fumetti? E cosa accade ora che si deve ripartire?
Lo abbiamo domandato ad alcuni autorevoli editori italiani che, fra il desiderio di lasciarsi il lockdown alle spalle e la speranza che una situazione del genere non si ripeta, ci hanno raccontato come vedono il futuro. Fra le preoccupazioni maggiori il probabile annullamento delle principali fiere di settore.
In questo terzo appuntamento di una serie di interviste, risponde per

Per gli editori di fumetti in generale, e per la vostra casa editrice in particolare, quali sono stati i problemi più gravi causati dall’emergenza Coronavirus?
Problemi gravi, per fortuna, direi di no. Da un lato abbiamo incentivato lo smart working ma la redazione è sempre rimasta operativa: una piccola presenza, qualche giorno a settimana, indispensabile per mandare in stampa gli albi. Così la macchina non si è mai fermata e, con le edicole sempre aperte, posso dire che non abbiamo perso quasi nessuno per strada. Con i video a casa con l’autore e con la redazione abbiamo voluto dare, e continuiamo a farlo, un segnale di vicinanza ai lettori e agli appassionati, mostrando i dietro le quinte dei collaboratori e, appunto, della redazione.

Come cambierà a vostro avviso il mercato del fumetto dopo il lockdown?
Non credo cambierà. È cambiato per gli editori e i colleghi che hanno solo una presenza in libreria, come accaduto del resto anche alle nostre uscite libraie, con le grandi difficoltà causate dai mesi di stop. Ora per proposte e promozioni aspettiamo il ritorno alla normalità. E per ricominciare bisognerà essere molto creativi.

Le fiere, le mostre, gli incontri in fumetteria, gli eventi culturali: saranno ancora possibili, e come?
Questo è un grosso problema. Tutte le iniziative della prima metà dell’anno sono ovviamente state annullate e ora siamo in attesa di sapere cosa accadrà per le prossime e per il Lucca Comics & Games. Non è facile e non vorrei essere nei panni degli organizzatori perché si tratta di mobilitare decine di migliaia di persone e al momento è tutto una scommessa. Credo, personalmente, che per quest’anno sarà molto difficile. Ma noi non vediamo l’ora di ritornare. 

Se ne esiste uno, qual è l’insegnamento che il Covid-19 ha lasciato agli editori di fumetti?
Non credo lasci un insegnamento “solo” a un editore, ma a noi tutti. Dal punto di vista creativo avevamo previsto tutto (ride): i fumettari e chi scrive letteratura di genere avevano già immaginato scenari simili e adesso l’abbiamo vissuto. Per il futuro, sperando naturalmente che non ricapiti una cosa del genere, dovremo cercare di essere più preparati ad affrontarla.

Qual è il vostro piano editoriale per la ripresa e quali sono i cambiamenti principali che avete dovuto apportare?
Dal punto di vista delle uscite va tutto come previsto perché, come detto, non ci siamo mai fermati e ringraziamo gli edicolanti per il loro prezioso servizio. La parte libraria è stata invece ricalendarizzata e rivista per le chiusure. Non possiamo infatti uscire, nello stesso momento, con tutti i titoli previsti, che andranno spalmati nel tempo. Poi dovremo organizzare un autunno che, non avendo probabilmente il riferimento delle grandi fiere, dovrà puntare al Natale inventando un nuovo modo promozionale. sbe-logo

Intervista realizzata via mail nel mese di giugno 2020

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