Frigolandia, l’arte e la verità: intervista a Vincenzo Sparagna

Frigolandia, l’arte e la verità: intervista a Vincenzo Sparagna
Frigolandia, il progetto di Vincenzo Sparagna, rischia di chiudere. Abbiamo chiesto a lui stesso quanto sia importante che questo non accada.

La Repubblica di Frigolandia è sede di due riviste storiche per il fumetto e la società italiana come Frigidaire e Il Nuovo Male, ma è anche museo e luogo di cultura e aggregazione. Situato nel comune di Giano nell’Umbria, aperta dal 2005 e diretta da , oggi rischia di scomparire per un’ordinanza di sgombero da parte dell’amministrazione locale. Il mondo del fumetto si è mobilitato per far sentire la propria voce e sostenere Frigolandia: noi abbiamo raggiunto via mail Sparagna, che di Frigidaire fu uno degli ideatori e direttore fin dal primo numero, per capire cosa è Frigolandia e perché sia importante sostenerla e farla sopravvivere.

FRIGIDAIRE_259_IL_MALE_30_libro_Cristoforo_SparagnaBenvenuto Vincenzo Sparagna, grazie di aver accettato questa intervista. Vorrei iniziare parlando prima di tutto di cosa è Frigolandia. Museo, luogo di aggregazione e di cultura e, non ultima, redazione di due storiche riviste italiane: Frigidaire e Il Nuovo Male. Che funzione hanno oggi queste riviste, dopo il loro importante contributo sociale e culturale negli anni ’80?
Frigidaire è nata nel 1980 e ha avuto in quel decennio momenti di grande splendore e lucidità. Ma il suo percorso non si è mai interrotto. Negli anni ’90 è proseguito con l’invenzione anche di giornali paralleli in formato tabloid come il Lunedì della Repubblica (1990/1991) e Tempi Supplementari (1991/1992), la prima serie de Il Nuovo Male (1995/1996), una testata che si riallacciava allo storico Il Male (1978/1982) e che abbiamo rilanciato nel 2011. Un altro momento creativo importante si è avuto tra il 2001 e il 2003. Anche in quel caso a Frigidaire si è accompagnata l’invenzione di un giornale parallelo, La piccola Unità (2001/2002), diretta da Vincenzino Gramsci, immaginario nipote del grande Antonio. Infine dal 2006 la rivista è diventata non più solo una sequenza di pagine, ma un territorio, ovvero Frigolandia, città, laboratorio e Museo dell’Arte Maivista, il movimento serio e beffardo che creammo Pazienza ed io nel 1985 sulle pagine di Frìzzer. Insomma Frigidaire c’è sempre stata ed ha accolto in ogni decennio nuove generazioni di autori. Il segreto della nostra durata è la curiosità per le trasformazioni del mondo, che continuiamo a esplorare anche oggi, guardando avanti. Certo i soggetti cambiano. Oggi i protagonisti sono in gran parte diversi, anche se intrecciano le loro creazioni con quelle dei “classici” (del resto divenuti tali con Frigidaire) di venti, trenta o quaranta anni fa.
La cosa più bella è che in ogni nuovo numero debutta sempre qualche giovane, che magari abbiamo appena conosciuto o semplicemente ci ha inviato le sue cose via mail. Gli autori sono tanti, c’è molta libertà e tutti, i più esperti come i giovanissimi, sono con gli occhi ben aperti sul presente e sul futuro. Per esempio a guidare la grafica e le pagine web è la disegnatrice romana Maila Navarra, vera colonna portante della rivista e della nostra repubblica immaginaria. Ai “vecchi” ancora in piena attività, tra l’altro tutti molto più giovani di me, come Ugo Delucchi, Gianni Cossu, Massimo Giacòn, Giuseppe Palumbo, Giorgio Franzaroli o Bicio Fabbri si sono dunque aggiunti molti autori nuovi di talento come Ivan Manuppelli (Hurricane), Giuseppe Del Buono, Tommy Gun, Maurizio Ercole, Marco Pinna, Oro Boro, Saverio Montella, Gaetano Ciciriello ecc. Ed altri ne arrivano a ogni nuovo numero. Tra gli anzianissimi rimane l’intramontabile Giuliano, che ha dieci anni più di me, e il mio coetaneo e cofondatore Filippo Scozzari, forse un po’ imprigrito, ma sempre geniale.

Come nascono i nuovi numeri delle riviste, quanto lavoro di redazione c’è dietro?
Da un paio d’anni abbiamo smesso di andare in edicola, poiché due terzi dei punti vendita hanno chiuso rendendo l’uso di quel canale di diffusione quasi impossibile. Perciò mandiamo le riviste (Frigidaire e Il Nuovo Male) ai soli abbonati (che restano tanti) e a chi ce le chiede. Dietro ogni numero c’è molto lavoro, di Maila Navarra più di tutti che, oltre a disegnare e coordinare le collaborazioni, cura la grafica, i colori ecc. Il tema varia, tutti hanno la massima libertà di seguire le loro ricerche, l’unità dell’insieme è assicurata dai miei interventi editoriali, dalle copertine, dalla comune sensibilità a quello che sta accadendo e accadrà.

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La Sedia del Cittadino, Frigolandia.

Il “Museo dell’Arte Maivista” di Frigolandia contiene originali e opere sue e di altri autori di fondamentale importanza come Pazienza, Tamburini, Scozzari, Vincino, Liberatore, Igort, Echaurren: come è nato il museo, quante opere ospita, come è organizzato?
Il Museo è nato dalla volontà di mostrare l’insieme delle nostre produzioni artistiche, anzi di una ricerca sulla figurazione che dura anche da molto prima della stessa nascita di Frigidaire. Così ci sono quadri e sculture di mio padre Cristoforo Sparagna, cui abbiamo appena dedicato un volume illustrato, che è anche la storia di un altro novecento controcorrente. Come ci sono i miei disegni a china degli anni ’60, tanto apprezzati da Pazienza che da quelli nacque l’idea dell’Arte Maivista. E poi naturalmente ci sono i grandi classici nostri, Pazienza, Scozzari, Tamburini, Vincino, Perini, Liberatore, Munoz, Cadelo, Cossu, Mattioli, Echaurren, Ecke, Aidinis, Caro, Topor, Palumbo, Vanni, Delucchi, Franzaroli, Fabbri, Carpinteri, Igort, Jori, Teobaldelli, Giuliano, Oski e tanti ancora fino ai più recenti, come Maila Navarra e gli altri citati prima. L’elenco è lungo. In esposizione permanente ci sono circa 500 opere, tra originali, poster, serigrafie originali ecc. A quelli in mostra bisogna aggiungere le opere conservate in archivio, circa 4000 tavole, disegni, vignette, fumetti, quadri ecc. Il Museo è nel salone principale, ma anche in ogni stanza di Frigolandia. L’archivio è pieno fino all’inverosimile. Tutto è catalogato e in parte digitalizzato.

Quanto è importante mantenere una collezione del genere unita, aperta a tutti? Cosa raccontano queste opere dell’Italia di qualche decennio fa e dell’Italia di oggi?
Onestamente credo che un Museo e un archivio simile siano importantissimi. Non è solo una raccolta di memorie, ma un concentrato di immagini, spunti, idee, esperimenti che sono materia viva per chiunque venga a visitarci. Perché viviamo in un’epoca dell’immagine e qui c’è una sorta di percorso storico/attuale che offre infiniti spunti per nuove creazioni. L’Italia è raccontata da mille angolazioni diverse, vista da ogni lato. Senza dimenticare che una sezione importante del nostro Museo è dedicata alla fotografia. Sistemate e catalogate ci sono migliaia di stampe e diapositive.

Frigolandia è anche molto di più, quali sono le principali iniziative che avete e che continuate a mettere in atto?
Frigolandia è da sempre proiettata anche all’esterno, abbiamo organizzato mostre, sempre affollate, in moltissime città. Si sono tenuti seminari di ricerca su scrittura, incisione, disegno, satira, acquerello, fotografia. Innumerevoli gli incontri e le conferenze in varie università, centri culturali, musei come il Mart di Rovereto o il Macro di Roma. E poi ci sono le nostre bellissime feste aperte a tutti, nelle quali non mancano mai gruppi musicali, letture di poesie e grandi pranzi all’aperto. Vi partecipano non solo artisti o intellettuali, ma pure semplici lettori e amici, giovanissimi e anziani. Li unisce la comune passione per il bello e un’idea, un sogno positivo di pace e dialogo tra le genti e le generazioni. Le principali sono la Festa della Liberazione dei Frigoriferi Intelligenti il 25 aprile, la Festa della Rivoluzione e della Libertà, intorno alla metà di luglio in memoria della presa della Bastiglia e il Thanksgiving Day nell’ultimo sabato di novembre che celebra l’accoglienza dei nativi americani ai Padri Pellegrini del Mayflower che fuggivano dalle persecuzioni religiose in Europa, migranti del ‘600 per definirli in termini attuali. 

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Nel grande parco ci sono anche due case per alloggiare gli ospiti: qual è il loro scopo, con che idea sono nate?
Le abbiamo sistemate con molta cura, perché sono gli spazi destinati ad accogliere gli ospiti, che in gran parte sono anche i nostri principali collaboratori e collaboratrici. Vogliamo che chi soggiorna da noi per lavorare al progetto o per svago e riposo senta tutta la magia tranquilla e la bellezza di questo posto, che in primavera e in estate si riempie del profumo dei tigli e dei fiori e in autunno e inverno ha invece il fascino del grande bosco mosso dal vento o imbiancato dalla neve. 

Come e perché è nata Frigolandia? È un’eredità da un periodo di grande fermento artistico? E’ un monumento nostalgico a qualcosa che non c’è più? È uno sguardo verso un futuro migliore?
Frigolandia è nata per salvare la memoria in funzione del nostro agire di oggi e di domani. Dunque è un progetto per il futuro che non  vuole staccarsi dalle radici dei più alti momenti della critica e della protesta. D’altra parte io credo che la vera cultura abbia sempre una dimensione critica, coltivare il dubbio, interrogarsi sulle presunte certezze delle ideologie dominanti, scambiarsi idee è l’essenza del sapere e dell’arte. Non a caso abbiamo definito Frigolandia un Ashram socratico, perché è un luogo di meditazione e lavoro fondato sull’incontro libero di pensieri ed esperienze di vita. Qui da noi sono importanti i racconti delle nostre imprese giornalistiche, ma anche quelli di chi ha vissuto l’inferno del lavoro in fabbrica o in campagna, in Italia e nell’emigrazione, e simili persone non mancano, anzi sono tra i nostri più affascinanti affabulatori.

È recente la notizia dell’ordinanza di sgombero da parte del Comune di Giano: come è la situazione oggi?
L’ordinanza di sgombero è stata emanata dal sindaco leghista e dalla sua giunta in piena emergenza Corona Virus ed è l’ultimo atto di una persecuzione cominciata già da anni da parte di amministrazioni teoricamente di sinistra. Questo per dire che il colore politico del sindaco attuale c’entra solo per la inqualificabile furbizia con cui, emanando l’ordinanza, ha evitato di ricorrere a un normale tribunale civile, costringendoci a ricorrere al TAR. Il problema è che c’è un regolare contratto di convenzione, firmato da noi e dal Comune nel 2005, sulla base di un bando pubblico andato varie volte deserto. Noi lo rispettiamo, paghiamo il canone annuo stabilito e curiamo il parco e tutto il resto. Per realizzare Frigolandia, oltre al lavoro volontario di centinaia di persone, abbiamo anche speso  centinaia di migliaia di euro. Da ciò la maligna astuzia dell’ordinanza di sgombero, che, arrampicandosi a dei cavilli giuridici, cerca di invalidare il contratto stesso alla radice, contestando i tre rinnovi automatici decennali esplicitamente previsti nel testo firmato e registrato. Al momento siamo sospesi al ricorso presentato da noi al TAR. Se verrà accolto potremo continuare la nostra intensissima attività, in caso contrario saremmo probabilmente costretti, ulteriori ricorsi a parte, a sgomberare, cosa che minaccia non solo il Museo, l’archivio ecc., ma la sopravvivenza delle riviste e il lavoro creativo di un’intera generazione che è diventata la protagonista degli ultimi quindici anni di Frigidaire. Il paradosso poi è che in caso di sgombero il luogo resterà con ogni probabilità nuovamente deserto e abbandonato. Lo stesso sindaco dichiara che al momento non c’è alcun progetto alternativo.

La reazione di tantissimi disegnatori e artisti è arrivata compatta, anche sotto forma di raccolta fondi. E’ stata anche l’occasione per avere un ritorno di quanto sia apprezzata l’esistenza di Frigolandia? Cosa si può fare per sostenere?
Vorrei chiarire intanto che i fondi donati sulla piattaforma change.org finiscono a change.org e non a noi. Il link https://www.change.org/salviamofrigolandiasgombero è dunque utilissimo perché testimonia la grande solidarietà a Frigolandia di migliaia e migliaia di persone da tutta Italia e perfino da altri paesi, ma non serve a raccogliere fondi per noi. Chi vuole aiutarci nelle spese necessarie a sostenere lo scontro giudiziario con il Comune di Giano dell’Umbria può invece comprare quello che vuole tra le riviste antiche e recenti, le t-shirt, i poster, gli originali, insomma le cose che si trovano in vendita sul nostro sito www.frigolandia.eu oppure può sottoscrivere, seguendo le indicazioni del sito, un abbonamento alle riviste o il passaporto della Repubblica (che è un abbonamento sostenitore speciale grazie al quale si può anche soggiornare a Frigolandia). In generale l’adesione di tanti autori è la prova che Frigolandia è una realtà viva e amata. 

Esiste un “Piano B” per salvare Frigolandia? Ha ricevuto proposte per una nuova sede per esempio?
Ho ricevuto alcune proposte estemporanee, ma nessuna sufficiente ad assicurare la salvaguardia delle opere, dell’archivio e la continuazione dell’attività. Bisogna anche considerare che trasferire le decine di tonnellate di carte, oggetti, opere, fotografie e arredi avrebbe un costo altissimo e comporterebbe un mostruoso lavoro prima di impacchettamento, poi di riordino, impegno quest’ultimo che potrebbe durare addirittura anni. Insomma la speranza al momento attuale è vincere lo scontro con il Comune. Se poi arrivasse qualche intelligente Babbo Natale privato o pubblico a farsi carico di un trasfertimento in un luogo adeguato potremmo sicuramente pensarci. Resterebbe comunque il rammarico di un eterno andare senza fine, come fossimo un popolo sempre perseguitato e ingiustamente scacciato di terra in terra.

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Crede che l’arte faccia ancora paura al potere, grande o piccolo che sia? È questa una delle funzioni fondamentali dell’arte?
Il potere ha paura della sincerità dell’arte, della sua lungimiranza, della sua misteriosa veggenza. L’arte è verità almeno quanto il potere è mistificazione e inganno, l’arte è lo sguardo del fanciullo che sa stupirsi, mentre il potere è di solito astuzia o cieca avidità di dominio. Naturalmente può anche esistere un potere un po’ meno cieco, un po’ più aperto e rispettoso dell’arte, ma bisogna comunque non esserne dipendenti, non affidarsi a nessuno, contare sulla propria nuda onestà.

Il fumetto è un’arte più libera di altre?
Il fumetto è un’arte straordinaria e liberissima quando riesce a fondere la propria naturale popolarità con la qualità del disegno e della scrittura, senza mai rinunciare alla verità anche satirica, ellittica o grottesca delle sue storie. Per questo abbiamo definito Frigidaire una rivista “popolare d’élite”, perché bisogna parlare e farsi intendere da tutti, ma senza inseguire le pulsioni barbariche o le brutture che spesso sono alimentate dall’ignoranza, dalla marginalità, dalla sofferenza del popolo. Tra l’altro proprio agitando strumentalmente questo fondo melmoso, le paure per nemici immaginari e artificiali, la parte più cinica dei ceti dirigenti, fa crescere nelle coscienze dei semplici il veleno profondo che rende così pericoloso e incerto il futuro di tutti.  

Per salvare Frigolandia potete firmare l’appello su change.org o sostenere direttamente Frigolandia (info su www.frigolandia.eu).

Intervista condotta via mail a giugno 2020.

Vincenzo Sparagna

Vincenzo Sparagna nasce a Napoli nel 1946; figlio d’arte, suo padre Cristoforo Sparagna fu pittore, scrittore e poeta, si appassiona al disegno e alla letteratura. Nel 1978 entra ne Il Male, firmandosi Tersite e diventando parte integrante di una direzione collettiva che comprende Vincino, Angelo Pasquini e Piero Losardo.
Nel 1979, insieme al gruppo della rivista Cannibale (Stefano Tamburini, Filippo Scòzzari, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore), dà vita a Frigidaire, una rivista rivoluzionaria e fondamentale per il fumetto. Nel 1985, in parallelo con Frigidaire, fonda con Pazienza Frìzzer. Nello stesso anno con Tamburini crea la rivista Tempi Supplementari, “un branco di giovani lupi del fumetto a caccia di gloria”.  Nel 1990 inventa il Lunedì della Repubblica, primo giornale vero/falso. Nel 1995 con  Scòzzari  dà vita a Il Nuovo Male. Nel 2005 si trasferisce in Umbria dove presenta la Repubblica di Frigolandia, terra di Frigidaire, prima repubblica marinara di montagna. È una ex colonia affittata dal Comune di Giano dell’Umbria per farne un “museo-laboratorio, un’Accademia delle Invenzioni, un città immaginaria della Arte Maivista, un monastero eurotibetano”. A settembre 2008 esce il volume illustrato Frigidaire, l’incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d’arte del mondo pubblicato da Rizzoli. A tutt’oggi Vincenzo Sparagna è direttore di Frigidaire.
La Repubblica di Frigolandia: www.frigolandia.euwww.facebook.com/frigolandia

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