{"id":189,"date":"2017-05-03T08:34:41","date_gmt":"2017-05-03T06:34:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/?p=189"},"modified":"2017-05-03T08:34:41","modified_gmt":"2017-05-03T06:34:41","slug":"la-macchina-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/la-macchina-del-tempo\/","title":{"rendered":"La Macchina del Tempo"},"content":{"rendered":"<p>Flashback, flashforward, ellissi temporali, ritmo. In una parola: <strong>montaggio<\/strong>. Anche se non lo sai, ti piace leggere delle storie perch\u00e9, a differenza della tua vita che \u00e8 noiosa e priva di colpi di scena, le storie non hanno punti morti, situazioni superflue, attese estenuanti di qualcosa che non arriver\u00e0 mai. O perlomeno le storie <em>belle<\/em> sono cos\u00ec.<\/p>\n<p>Se in questo momento ti regalassero una macchina del tempo non vorresti saltare subito ad agosto per goderti il sole della Sardegna o, che so, avanzare di 5 anni nel futuro per saltare a pi\u00e8 pari tutta la fase pannolini del tuo neonato erede? In una storia si pu\u00f2 fare. Si chiama <strong>ellissi temporale<\/strong>.<\/p>\n<p>E non vorresti rivivere, ora e subito, quella volta che hai baciato la ragazzina dei tuoi sogni adolescenziali sentendoti un dio, anche se era solo una penitenza del gioco della bottiglia?<\/p>\n<p>O sbirciare in quello squarcio di futuro in cui saprai se hai ancora il tuo lavoro oppure ti hanno licenziato, per poter tornare a vivere il presente con pi\u00f9 serenit\u00e0 o definitivamente immerso nella depressione pi\u00f9 cupa?<\/p>\n<p>In una storia si pu\u00f2 fare. Si chiamano rispettivamente <strong>flashback<\/strong> e <strong>flashforward<\/strong>.<\/p>\n<p>E non vorresti accorciare i tempi sprecati nel trovare parcheggio, fare un kilometro a piedi per raggiungere la posta, attendere il tuo turno e sentirti dire che devi tornare un\u2019altra volta coi contanti perch\u00e9 non accettano le carte per il tipo di operazione che devi fare? Un\u2019inquadratura per il parcheggio, una per la camminata, una per l\u2019attesa, una per la risposta e, se ti gira, ce ne metti un\u2019ultima con te di nuovo davanti allo sportellista mentre gli piazzi davanti un sacchetto bello gonfio con disegnato sopra il simbolo del dollaro. In una storia si pu\u00f2 fare. Si chiama <strong>ritmo<\/strong>, e in questo specifico caso \u00e8 ottenuto col <strong>montaggio sincopato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il Montaggio \u00e8 la Macchina del Tempo degli sceneggiatori<\/strong>. \u00c8 una cosa meravigliosa che non esiste nella vita vera e che permette a personaggi inventati di viaggiare di qua e di l\u00e0 nel pianeta-storia senza dover fare la fila per comprare il biglietto di imbarco e poi sorbirsi tutto il viaggio in una cabina con l\u2019aria condizionata rotta.<\/p>\n<p>In una storia scritta come si deve non c\u2019\u00e8 nulla di inutile. Ogni scena \u00e8 concepita con uno scopo ben preciso: dare informazioni al lettore. E ogni scena concorre verso un unico obiettivo: il <strong>messaggio<\/strong> dell\u2019autore. Quella cosa che chiunque scrive vuole lasciare ai propri posteri. Le informazioni sui personaggi, il loro passato, il loro modo di agire e interagire, le sfide che devono superare, la vittoria o la sconfitta alla fine del Viaggio di vogleriana memoria, tutto in una storia deve essere pensato per arrivare al punto: che cosa ti ho voluto raccontare?<\/p>\n<p>Per questo, in una storia <em>bella<\/em>, non esistono sprechi. Sei proprio sicuro di voler raccontare di quando da piccolo il povero John Gein venne violentato dal cugino di secondo grado nello scantinato della casa al mare? S\u00ec, perch\u00e9 questo spiega come mai da grande John Gein ammazza solo cugini di secondo grado e li seppellisce in spiaggia. No, perch\u00e9 con la mia storia voglio dirti che il Male non ha moventi n\u00e9 giustificazioni. \u00c8 tutto relativo, come disse Einstein. Conta il Messaggio. Il Come, chiamatelo plot, trama, struttura, serve ad arrivarci. Dritti come fusi, senza intoppi, senza freni, senza soste.<\/p>\n<p>Ma allora non posso rallentare il ritmo della mia storia? Non posso mettere delle, diciamo, pause all\u2019interno delle mie sequenze? Certo che puoi, le pause sono fighissime ma, come ogni componente della narrazione, non devono essere inutili. Guarda qua:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/blacksad.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-190 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/blacksad.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"1104\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/blacksad.jpg 740w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/blacksad-536x800.jpg 536w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/blacksad-686x1024.jpg 686w\" sizes=\"auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 utile rallentare il ritmo se la scena lo richiede. In quella tavola di dialogo tratta dal primo volume di <strong>Blacksad<\/strong>, la prima pausa \u00e8 sul mezzobusto del nostro detective felino preferito, che rimane senza parole di fronte alla proposta indecente (illegale) del suo \u201cnemico\u201d per antonomasia, il pastore tedesco Smirnov, il capo della polizia. La pausa sottolinea il suo stupore misto a disorientamento (bisogna saperla disegnare \u2018sta roba, comunque). Tutto si aspettava che accadesse in quella cella, in cui \u00e8 stato rinchiuso proprio dal cagnone, tranne questo.<\/p>\n<p>La seconda pausa \u00e8 di Smirnov stesso. Un altro tipo di pausa, che sottolinea una sfumatura diversa di un personaggio diverso. Smirnov prende tempo prima di confessare la sua motivazione, ci\u00f2 che lo spinge ad andare contro la sua natura, il suo ruolo, la sua immagine. Non si dicono di getto certe cose. Bisogna prima prendere fiato. Il tutto impreziosito dal fumo delle sigarette dei due personaggi, un flusso lento e costante che sottolinea l\u2019atmosfera di apparente staticit\u00e0 di una scena pregna di contenuti. Amo il tabagismo nei fumetti.<\/p>\n<p>In generale, <strong>aggiungere inquadrature a una scena rallenta il tempo di lettura<\/strong>. Per esempio, se \u201cun tizio tira un pugno a un altro tizio\u201d lo mostriamo in due vignette (la prima con lui che carica, la seconda con l\u2019altro che prende il cazzotto in faccia) l\u2019azione \u00e8 rapida e istantanea. Se il medesimo gesto lo rappresentiamo in sei, otto, dieci vignette, l\u2019azione rallenta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/zagor-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-206 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/zagor-3-e1493674579525.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"386\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Zagor<\/strong> \u00e8 molto veloce e preciso nel mettere ko il mostro della laguna nera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/comeuncane.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-192 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/comeuncane.jpg\" alt=\"\" width=\"603\" height=\"884\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/comeuncane.jpg 603w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/comeuncane-546x800.jpg 546w\" sizes=\"auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mentre il mio Paulinho in <strong>\u201cCome un cane\u201d<\/strong> si muove al rallentatore e ci mette tutta la concentrazione di cui dispone per vincere il suo primo incontro di lotta clandestina. Tempi diversi per significati diversi di azioni simili (una mazzata, un calcio).<\/p>\n<p>Epper\u00f2 il fumetto \u00e8 un linguaggio straordinario. Perch\u00e9 se all\u2019anagrafe fai <strong>Miller<\/strong> di cognome e <strong>Frank<\/strong> di nome, puoi bypassare come se niente fosse questa regola e regalarci questo:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/sincity-1-e1493674608871.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-194 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/sincity-1-e1493674608871.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"577\" \/><\/a><\/p>\n<p>Solo una creatura senz\u2019anima pu\u00f2 leggere questa splendida sequenza muta (che \u00e8 l\u2019inizio di <strong>\u201cSilent Night\u201d<\/strong>, storia breve della saga di <strong>Sin City<\/strong>) nei due secondi che occorrono\u00a0per posare gli occhi sulla prima tavola e poi spostarli fisicamente sull\u2019altra. Io, ogni volta che la leggo, questa sequenza, un buon mezzo minuto ce lo metto tutto. Perch\u00e9 sento il freddo nelle ossa, il vento che mi taglia la pelle della faccia, la neve che mi si scioglie gelida nel collo, il buio della notte silenziosa.<\/p>\n<p>Ora che 30 secondi son passati, posso riprendere a scrivere.<\/p>\n<p>E a proposito di silenzi e lentezza, dall\u2019altra parte del mondo il compianto <strong>Taniguchi<\/strong> raccontava cos\u00ec la storia de <strong>\u201c<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/cammino-uomo-cammina\/\">L\u2019uomo che cammina<\/a>\u201d<\/strong>, un uomo che staccava la spina e si godeva per la prima volta il mondo che ha sempre avuto intorno a s\u00e9 ma non si \u00e8 mai fermato ad osservare ed ascoltare veramente:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/taniguchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-195 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/taniguchi-e1493674639618.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"575\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019ambiente domina sul personaggio, le onomatopee mai invasive suggeriscono suoni delicati e perfettamente integrati nel contesto (anche quando si tratta di un aereo che solca il cielo), le inquadrature sono \u201cin movimento\u201d, sempre prese da angolazioni spiazzanti, mai canoniche, a sottolineare il pacato, ma deciso, deambulare del protagonista. Questa scena \u00e8 poeticamente lenta, non inutilmente statica. C\u2019\u00e8 una bella differenza.<\/p>\n<p>Ma sono tanti gli effetti che uno sceneggiatore pu\u00f2 ottenere plasmando il tempo con le sue abili mani da scienziato pazzo. <strong>Si pu\u00f2 anche far ridere col montaggio, ci credete?<\/strong> La parola al dottor <strong>McCloud<\/strong>:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/mccloud1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-196 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/mccloud1.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"571\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/mccloud2-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-199 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/mccloud2-1.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"570\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/mccloud3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-198 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/mccloud3.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"170\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vi ho risparmiato la prima versione della storia col triplo delle vignette della prima che ho inserito, ma il concetto \u00e8 chiaro. In <strong>\u201cCapire il Fumetto\u201d<\/strong> (sempre in tema di Tempo: ci ho messo due minuti buoni prima di decidere se scrivere o meno questo titolo, perch\u00e9 lo do talmente per scontato da queste parti che boh\u2026 McCloud fa rima con quel titolo, lo sanno anche i sassi\u2026 e va beh, ormai l\u2019ho messo. E son tre minuti) McCloud dimostra un sacco di cose sul nostro media preferito, e qui in particolare che <strong>la velocit\u00e0 del racconto pu\u00f2 essere direttamente proporzionale all\u2019ironia del contenuto dello stesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci sono poi autori che hanno utilizzato la narrazione per esprimere nuove concezioni del Tempo<\/strong>, dando un significato diverso a quello che noi, nella nostra noiosa e limitata esistenza reale, percepiamo come una linea retta che va dall\u2019ora della nostra nascita fino all\u2019ora della nostra morte. Il Tempo, cos\u00ec come \u00e8 concepito dall\u2019Uomo, \u00e8 soltanto un insieme di numeri (ore, date, anni) che servono a organizzare la nostra esistenza e, tendenzialmente, evitare di star male. \u201cCazzo, son le 20:00 di sabato sera, non mi sono ancora lavato, arriver\u00f2 tardi all\u2019appuntamento con Gisella e lei mi moller\u00e0!\u201d. Per esempio.<\/p>\n<p>Il primo nome che mi viene in mente \u00e8 <strong>Kurt Vonnegut<\/strong>, uno dei pi\u00f9 grandi scrittori di fantascienza nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 grandi scrittori tout court del XX secolo. A lui si deve l\u2019invenzione del pianeta Tralfamadore e dei suoi bizzarri abitanti, alieni che attraversano alcuni romanzi del suo primo periodo e che si esprimono al meglio in quello che \u00e8 unanimemente considerato il suo capolavoro: <strong>\u201cMattatoio n\u00b05\u201d<\/strong>. I Tralfamadoriani hanno una caratteristica peculiare: percepiscono contemporaneamente ogni istante del Tempo, nel senso che ne hanno una concezione onnicomprensiva, non frammentaria come la nostra. Noi viviamo istante dopo istante, loro vedono letteralmente il Tempo come se fosse un oggetto solido, non un concetto astratto. <strong>Come una scatola chiusa con un buco per sbirciare dentro, i Tralfamadoriani possono osservare tutto il Tempo dell\u2019Universo dall\u2019Origine alla Fine.<\/strong><\/p>\n<p>Mattatoio n\u00b05 \u00e8 il romanzo catartico di Vonnegut, il suo personale esorcismo della Guerra vissuta in prima persona, in particolare del bombardamento di Dresda del febbraio del 1945 da cui si era salvato miracolosamente riparandosi all\u2019interno di un mattatoio sotterraneo, il numero 5 del titolo. Ci mise pi\u00f9 di vent\u2019anni (il romanzo esce nel \u201969) per elaborare questa storia che mischia fantascienza, guerra e autobiografismo, ed \u00e8 proprio attraverso la figura dei Tralfamadoriani che riesce a dare un senso agli orrori che ha vissuto. Quando Billy Pilgrim, il soldato protagonista, \u00e8 triste e abbattuto di fronte all\u2019ennesimo cadavere di un suo commilitone ucciso, <strong>il Tralfamadoriano che lo accompagna non capisce il suo dolore e gli dice che lui, quando vede un suo amico morto, pensa \u201cin questo momento non se la passa molto bene\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E ogni volta che rileggo <strong>Watchmen<\/strong> (cosa che accade annualmente, visto che per me \u00e8 materia di insegnamento) non riesco a non pensare che <strong>Alan Moore<\/strong> non abbia avuto presente gli alieni di Vonnegut quando ha concepito il suo <strong>Dr. Manhattan<\/strong>, l\u2019unico personaggio del fumetto dotato di superpoteri. I quali derivano, come tutti sanno, dall\u2019accidentale scissione degli atomi del suo corpo e la successiva auto-ricomposizione, cosa che gli ha donato il totale controllo sulla materia sua e altrui. Manhattan si \u00e8 cos\u00ec ritrovato anche con una nuova concezione del Tempo: pu\u00f2 vedere letteralmente il suo passato, il suo presente e il suo futuro, ma li vive come spettatore passivo. Sa (sapeva) di Dallas, ma non pu\u00f2 (non ha potuto) fare niente per impedire l\u2019omicidio di Kennedy, giusto per dirne una. <strong>Si sente, come tutti, un burattino nelle mani di una forza a cui non sa dare un nome <\/strong>(perch\u00e9 fato, caso, destino, dio, sono parole senza significato per uno che non fa distinzione tra un corpo vivo e uno morto perch\u00e9 contengono lo stesso numero di particelle) <strong>ma, a differenza di tutti, \u00e8 un burattino che vede i fili.<\/strong><\/p>\n<p>Le prime due tavole del quarto capitolo di Watchmen (uno dei pi\u00f9 belli dell\u2019intera opera e forse il mio preferito) esprimono alla perfezione la concezione del Tempo di Manhattan. Anzi, la rappresentano. Perch\u00e9 quel genio di Moore \u00e8 assolutamente consapevole che<strong> il linguaggio del fumetto \u00e8 l\u2019unico in grado di raccontare la coesistenza di pi\u00f9 istanti temporali contemporaneamente<\/strong>. Non ci crede? Guardate:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-200 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/01.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"1400\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/01.jpg 900w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/01-514x800.jpg 514w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/01-658x1024.jpg 658w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-201 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/02.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"1400\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/02.jpg 900w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/02-514x800.jpg 514w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/02-658x1024.jpg 658w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019ultima opera in cui ho ritrovato una concezione del Tempo simile a quella di Vonnegut e Moore \u00e8 il recente film di fantascienza <strong>\u201cArrival\u201d<\/strong> di Denis Villeneuve, che riprende e rinnova la fantascienza umanistica di \u201cIncontri ravvicinati del terzo tipo\u201d incentrando la vicenda sulla comunicazione umani\/alieni. Qui la comprensione del linguaggio alieno non solo \u00e8 l\u2019obiettivo dei protagonisti ma \u00e8 anche la chiave di lettura del film. E in quel linguaggio (spoiler) \u00e8 racchiuso il messaggio della storia (si torna sempre l\u00ec): gli alieni hanno una visione circolare del Tempo, non percepiscono la distinzione tra passato, presente e futuro; comprendere la loro lingua permette a noi di raggiungere la stessa cognizione del Tempo, il che significa che la conoscenza di una civilt\u00e0 passa dalla conoscenza del loro modo di <strong>comunicare<\/strong>, non dallo studio dei loro usi&amp;costumi, tecnologia, societ\u00e0, biologia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-202 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/05\/arrival05.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p><strong>\u00c8 un mondo perfetto quello delle storie.<\/strong> Si nasce, si vive, si muore e si rinasce, non necessariamente in quest\u2019ordine. E lo si pu\u00f2 fare ovunque e in qualunque periodo storico, esistito, esistente o inventato. \u00c8 cos\u00ec che ritroviamo Vincent Vega che punta una pistola contro Tim Roth nel ristorante del finale di <strong>Pulp Fiction<\/strong>, dopo averlo visto morire crivellato di proiettili per mano di Bruce Willis 20 minuti prima. \u00c8 cos\u00ec che Richard Nixon \u00e8 per la terza volta presidente dopo la vittoria degli Usa in Vietnam nel 1985 alternativo di <strong>Watchmen<\/strong>.<\/p>\n<p>Plasmare il Tempo \u00e8 il sogno di tutti. \u00c8 un po&#8217; come sconfiggere la Morte, andare oltre il concetto di Primo e Ultimo, spezzare la scontata, vetusta, e cos\u00ec prosaicamente umana, Cronologia dei Fatti che vuole il Prima prima e il Dopo dopo.<\/p>\n<p>Non credo nell\u2019aldil\u00e0. La mia idea di Inferno e Paradiso \u00e8 dantesca, e quindi divinamente lirica. Credo per\u00f2 nelle storie che scrivo e che leggo. Credo che l\u2019apprezzamento anche di un solo lettore, un lettore che per qualche istante della sua vita si \u00e8 ritrovato avvinto in quello che per un autore \u00e8 il frutto di tanti istanti della sua di vita, valga pi\u00f9 di qualunque premio in denaro o statistica di vendite.<\/p>\n<p><strong>Sono quei pochi istanti in cui la nostra storia vive nella testa di un altro che ci rendono immortali. <\/strong>\u00c8 nella testa di chi ha letto le nostre fantasie su carta che noi continuiamo a vivere, a dispetto del tempo che passa, inesorabile e lineare come una retta che va da un punto A a un punto B. E se dopo la morte c\u2019\u00e8 qualcosa, credo sia permeato di tutto il mondo che abbiamo immaginato in vita. Senza numeri, senza date, senza inizio e senza fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Flashback, flashforward, ellissi temporali, ritmo. In una parola: montaggio. Anche se non lo sai, ti piace leggere delle storie perch\u00e9, a differenza della tua vita che \u00e8 noiosa e priva di colpi di scena, le storie non hanno punti morti, situazioni superflue, attese estenuanti di qualcosa che non arriver\u00e0 mai. O perlomeno le storie belle sono cos\u00ec. Se in questo momento ti regalassero una macchina del tempo non vorresti saltare subito ad agosto per goderti il sole della Sardegna o, che so, avanzare di 5 anni nel futuro per saltare a pi\u00e8 pari tutta la fase pannolini del tuo neonato<\/p>\n","protected":false},"author":663,"featured_media":206,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La Macchina del Tempo - Frattaglie","description":"Flashback, flashforward, ellissi temporali, ritmo. In una parola: montaggio . 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