{"id":174,"date":"2017-03-08T08:28:48","date_gmt":"2017-03-08T07:28:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/?p=174"},"modified":"2017-03-08T14:46:12","modified_gmt":"2017-03-08T13:46:12","slug":"90","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/90\/","title":{"rendered":"90"},"content":{"rendered":"<p>Per \u201cquelli della mia generazione\u201d, quelli nati nel bel mezzo degli anni di piombo, del rock progressivo e dei poliziotteschi, gli anni \u201980 sono stati il decennio che li ha traghettati dall\u2019infanzia all\u2019adolescenza, con tutti i traumi che ne conseguono (provate voi a girare con le Lumberjack a 12 anni in piena era paninara. C\u2019\u00e8 gente che \u00e8 morta per questo. Ne ho parlato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/2016\/07\/21\/80\/\">QUI<\/a>).<\/p>\n<p>I \u201990 invece ci hanno accompagnati nell\u2019altrettanto traumatico passaggio dall\u2019adolescenza all\u2019et\u00e0 adulta. Ma considerando che \u201cquelli della mia generazione che fanno fumetti\u201d non sono mai, diciamocelo, cresciuti davvero (ho amici dottori che, nella migliore delle ipotesi, ancora mi chiedono che minchia di lavoro faccio; nella peggiore mi immaginano a-casa-tutto-il-giorno-a-far-nulla-beato-te), forse dovremmo interrogarci sul perch\u00e9 quel decennio ci ha segnati in maniera cos\u00ec indelebile. Cos\u2019\u00e8 successo, cos\u2019\u00e8 scattato di tanto significativo da farci restare ingabbiati in una bolla spaziotemporale da cui, forse, non usciremo mai? Non che sia una cosa negativa in s\u00e9. C\u2019\u00e8 chi sta peggio. C\u2019\u00e8 chi non \u00e8 mai uscito dalla bolla spaziotemporale di Star Wars, per esempio.<\/p>\n<p>Quelli come me che hanno vissuto i \u201890 nell\u2019et\u00e0 in cui si doveva decidere il futuro suo e del mondo, <strong>hanno scelto di non scegliere<\/strong>. Non scegliere di crescere, nel senso pi\u00f9 classico e pragmatico del termine. Quando hai vent\u2019anni crescere significa prendere decisioni importanti come: universit\u00e0 o lavoro? single o fidanzato? Monolocale in affitto o pap\u00e0&amp;mamm\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 che quando io avevo vent\u2019anni un certo Quentin butta fuori Le Iene e Pulp Fiction, un certo Ennis scrive The Preacher e la Camunia pubblica i romanzi di Sclavi che prima di Dylan non se li filava nessuno. Risultato: mollo giurisprudenza per la Scuola del Fumetto, mi trasferisco in un monolocale in affitto a Milano e opto per il celibato (non esattamente una scelta mia quest\u2019ultima, ma mi piace ricordarla cos\u00ec).<\/p>\n<p>Il danno \u00e8 fatto. Da allora non sono pi\u00f9 uscito dalla mia personale bolla spaziotemporale. Una bolla fatta di gangster che infilano siringhe di adrenalina nel petto di Uma Thurman, fidanzati serial killer che girano l\u2019America sparando in faccia a chiunque senza pregiudizi, predicatori col Verbo, vampiresse sexy che lavorano al Titty Twister. In questa bolla succede di tutto. E soprattutto non smette <strong>mai<\/strong> di succedere di tutto. \u00c8 la mia croce e la mia delizia.<\/p>\n<p>Rivediamo alla moviola tutti i passaggi che mi hanno portato a questo.<\/p>\n<p>Per motivi pratici non metto gli anni di tutte le opere perch\u00e9 sarebbe fuorviante. Nel senso che alcune cose le ho scoperte (le abbiamo scoperte) qualche anno dopo la loro effettiva uscita sul mercato, vuoi perch\u00e9 in Italia la distribuzione di figate ha i tempi di reattivit\u00e0 di un bradipo sotto morfina, vuoi perch\u00e9 un fenomeno mediatico ci metteva un po\u2019 di pi\u00f9 a crescere senza facebook. Quello che segue \u00e8 l\u2019ordine cronologico in cui mi sono pappato film, fumetti, libri, nel decennio della mia maturit\u00e0. Oh, e poi c\u2019\u00e8 wikipedia.<\/p>\n<p><strong>LE IENE<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-176\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/le-iene-1-1356587-0x410-3631177_0x410.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"410\" \/><\/p>\n<p>1992. Mi contraddico fin da subito. Ma l\u2019anno in questo caso \u00e8 importante. Perch\u00e9 Pulp Fiction usc\u00ec nel 1994. Ebbene, grazie a un pap\u00e0 cinefilo come pochi, quell&#8217;anno\u00a0mi ritrovo in casa la vhs di un film d\u2019esordio di un perfetto sconosciuto, che per\u00f2 aveva gi\u00e0 folgorato la critica al Sundance Film Festival (s\u00ec, sapevo cos\u2019era il Sundance sempre grazie al suddetto padre). Dai, mettilo su (che ai tempi delle vhs significava: inserisci la videocassetta nel videoregistratore e premi play, sempre che il precedente noleggiatore abbia riavvolto il nastro), pare sia bello. Il resto \u00e8 storia, in tutti i sensi: gangster in giacca e cravatta nere che litigano per le mance alle cameriere, colonna sonora fatta di vere canzoni e non insipidi arrangiamenti di archi e synth, Mr.Blonde che trancia l\u2019orecchio fuoricampo al poliziotto torturato, Mr.Orange che si esercita a ripetere l\u2019aneddoto da criminale di bassa lega per risultare credibile come infiltrato (quella scena andrebbe studiata in tutte le scuole di cinema per la regia, i dialoghi e la spaventosa interpretazione di Tim Roth che passa da una recitazione volutamente indecisa e traballante fino a calarsi letteralmente dentro il personaggio\u2026 forse il pi\u00f9 riuscito esempio di meta-cinema meno sfacciato della Storia), sangue&amp;pallottole e, cosa che mi colp\u00ec parecchio e mi colpisce tuttora, non un fotogramma della rapina alla gioielleria in un film che parla esattamente di una banda che rapina una gioielleria. Quentin mostr\u00f2 solo il prima e il dopo. Capii pi\u00f9 avanti che quella roba aveva un nome: \u201cmontaggio\u201d. Ma allora ero pronto a stupirmi di tutto.<\/p>\n<p><b>PULP FICTION<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-177\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/Pulp-Fiction-streaming-con-John-Travolta-Uma-Thurman-Samuel-L_-Jackson-Bruce-Willis-di-Quentin-Tarantino1.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"238\" \/><\/p>\n<p>Lo davano nel cinema pi\u00f9 piccolo della mia provincia, che allora contava 4 sale. Un numero fantascientifico rispetto ad ora che, mi dicono, resiste solo un cinema parrocchiale con le sedie di legno e i ceci sul pavimento per guardare in ginocchio i film d\u2019essai. Non \u00e8 per dire, ma io in quella sala, allora, ero l\u2019unico che conosceva gi\u00e0 Quentin. Nessuno aveva visto Le Iene, tutti erano l\u00ec per l\u2019Oscar alla sceneggiatura originale che aveva costretto i gestori della mini sala a proiettare quella pellicola quando gli altri cinema davano Forrest Gump e facevano il pienone. Beati gli ingenui, perch\u00e9 staccheranno pi\u00f9 biglietti di tutti gli altri nel fine settimana. Per tutti i presenti in sala Pulp Fiction fu una folgorazione. Per me una conferma dello stile del regista destinato a cambiare la percezione del cinema negli anni a venire. Quentin ha dato un senso compiuto alla parola \u201cpost-moderno\u201d portando il cinema di serie B in serie A. L\u2019ha fatto, nel suo primo periodo, prendendo tutti gli stereotipi del noir (personaggi, situazioni, location) e portandoli all\u2019estremo, fino al punto di rottura oltre il quale i medesimi fanno un giro di 360\u00b0 e ritornano al loro posto trasmutati in qualcosa di nuovo, originale, inedito. Violenza, ironia, tensione, ribrezzo: emozioni base portate all\u2019eccesso in un continuo gioco con lo spettatore che si chiede costantemente se deve credere o no a tutto quello che sta capitando sullo schermo. E alla fine ci crede. Far\u00e0 lo stesso in futuro con altri generi. E gi\u00e0 il fatto che un regista diventi Autore sporcandosi le mani coi Generi \u00e8 motivo di orgoglio per tutti noi. E tutto il citazionismo tarantiniano di cui si \u00e8 parlato per pi\u00f9 di vent\u2019anni \u00e8 giusto la ciliegiona su una torta gi\u00e0 grassissima di suo. \u00c8 cos\u00ec che si trasforma il proprio cognome in un aggettivo da applicarsi non necessariamente solo alla materia di cui sei Maestro. \u00c8 cos\u00ec che si diventa immortali.<\/p>\n<p><strong>I ROMANZI DI SCLAVI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-179\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/nero20romanzo.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"638\" \/><\/p>\n<p>E s\u00ec perch\u00e9 il pap\u00e0 di Dylan non scriveva solo sceneggiature. Sono anni che scriveva e pubblicava romanzi ma si dovette aspettare il \u201991 perch\u00e9 uscissero \u201cNero.\u201d (col punto) e \u201cDellamorte Dellamore\u201d. La Camunia aveva gi\u00e0 pubblicato \u201cTre\u201d nell\u201988 sulla scia della nascente fama del nostro Indagatore preferito, ma tra una cosa e l\u2019altra il vero successo dei romanzi arriva nei \u201990, a braccetto col vero successo nazionale di Dyd. \u00c8 ovvio che li ho comprati tutti, quelli citati, quelli passati e quelli ancora a venire. Dylan aveva gi\u00e0 marchiato a fuoco la mia giovanissima mente alla fine degli \u201980, ora toccava alla prosa sclaviana darmi il colpo di grazia. \u201cNero.\u201d \u00e8 un noir che pare pensato da Kafka e scritto dai Coen pi\u00f9 ispirati: conserva e rispetta le regole del genere per raccontare una situazione di ordinaria follia che deraglia nel grottesco pi\u00f9 spinto (ancora adesso mi interrogo su quale sia il modo migliore per far sparire un cadavere chiuso in una valigia). \u201cTre\u201d \u00e8 il primo e migliore romanzo realmente surreale che abbia letto; \u00e8 l\u2019unico che sia riuscito davvero nell\u2019impresa impossibile di coniugare il termine \u201cscrittura\u201d al termine \u201csurreale\u201d; \u00e8 Magritte in prosa; per questo non ricordo nulla della storia ma ogni tanto ho voglia di rileggermela, proprio come si ha voglia di rivedere un quadro in un museo. \u201cDellamorte Dellamore\u201d, da queste parti, non ha bisogno n\u00e9 di presentazione n\u00e9 di spiegazioni; basta ricordare che fu la prima opera italiana (al mondo?) ad adottare lo stile di scrittura della sceneggiatura per fumetto nella narrazione di un romanzo. Esperimento totalmente spiazzante e totalmente riuscito.<\/p>\n<p><strong>PAOLO DI ORAZIO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/image_book.jpg\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"784\" \/><\/p>\n<p>Che gi\u00e0 la rivista Splatter e poi Mostri ci avevano preso a calci in faccia a cavallo dei due decenni. Brevi storie a fumetti senza censura, senza limiti, senza morale. Un coacervo di creativit\u00e0 horror incontrollata. Ma \u00e8 quando escono i primi romanzi di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/paolo.diorazioii?fref=ts\">PdO<\/a> \u201cPrimi Delitti\u201d e \u201cMadre Mostro\u201d che scatta qualcosa di veramente importante. Non avevo mai letto nulla di pi\u00f9 estremo, brutale, macabro. Anni prima che in Italia circolassero termini come Splatter Punk e Giovent\u00f9 Cannibale. Paolo era avanguardia pura. Adottava, e adotta tuttora, una scrittura tremendamente elegante e forbita per raccontare storie di quotidiano orrore con una dovizia di dettagli da far impallidire un anatomopatologo di fama mondiale. Uno stile \u201calto\u201d applicato a situazioni \u201cbasse\u201d. Questo splendido contrasto tra forma e contenuto \u00e8 uno dei motivi per cui uno scrittore deve essere unanimemente considerato uno Scrittore.<\/p>\n<p><strong>NATURAL BORN KILLER<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-181\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/natural-born-killers.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"250\" \/><\/p>\n<p>Su sceneggiatura di Tarantino, stravolta da Oliver Stone, \u00e8 il film che ha messo la parola fine all\u2019aggettivo \u201cvideoclippato\u201d, termine in voga quegli anni per indicare un audiovisivo dal montaggio particolarmente frenetico e confuso (per la percezione di allora, s\u2019intende) e dalla fotografia ostinatamente cangiante. Stone prende i suoi due amanti serial killer e li frulla in questo contenitore multicolor impazzito facendone delle rockstar e disintegrando il mito della TV (allora il media dominante) utilizzando il suo stesso linguaggio. Per alcuni un autentico viaggio lisergico vissuto da sobri, per altri una trashata clamorosa (quando aveva un senso la parola trash). Nessuno ne \u00e8 rimasto indifferente.<\/p>\n<p><strong>LYNCH<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-182\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/lost-highway-david-lynch-12994282-1024-429-800x335.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/lost-highway-david-lynch-12994282-1024-429-800x335.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/lost-highway-david-lynch-12994282-1024-429.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Ci vorrebbe un post a parte, e sarebbe comunque riduttivo. Ma d\u2019altronde Twin Peaks 3 si avvicina\u2026 Qui basti ricordare che anche il cognome di David, come quello di Quentin, nei \u201890 \u00e8 diventato un aggettivo. Questo regista pazzerello \u00e8 riuscito a coniugare arte visiva, sperimentazione pura, cinema d\u2019autore, cinema di genere e anti-narrazione come nessun altro prima e dopo.<\/p>\n<p><strong>JOHN WOO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-183\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/pigeons-800x450.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/pigeons-800x450.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/pigeons.jpg 853w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>A Hong Kong, a met\u00e0 degli anni \u201980, l\u2019allora 40enne regista reinventa il gangster movie dalle fondamenta partorendo un inedito e inaspettato connubio noir\/mel\u00f2 che condizioner\u00e0 un fott\u00eco di registi americani a venire. In Occidente, e in particolare in Italia, i suoi film si scoprono solo nei \u201990 e il suo nome spalanca letteralmente le porte al cinema orientale, come non capitava dai tempi di Bruce Lee (ed erano i primi anni \u201970). Nel mio caso a farmi scoprire il maestro cinese fu il mio maestro di sceneggiatura, il <strong>Cajelli<\/strong> nazionale. Da allora la mia percezione del mondo cambi\u00f2. Ralenti sontuosi, sparatorie lunghissime e coreografate come fossero scene di danza, killer elegantissimi e dalla morale incorruttibile, sangue, colombe, fuoco e pallottole. La vhs copiata di The Killer (s\u00ec, a quei tempi si duplicava, non si scaricava) l\u2019ho consumata a furia di riavvolgerla. Poi l\u2019ho comprata originale e ho consumato pure quella.<\/p>\n<p><strong>PREACHER<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-184\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/8c59765b133a5cdc68aaf44809b6b1b6-1-970x545-800x449.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/8c59765b133a5cdc68aaf44809b6b1b6-1-970x545-800x449.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/8c59765b133a5cdc68aaf44809b6b1b6-1-970x545.jpg 970w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Garth Ennis \u00e8 entrato a gamba tesa nel mondo del fumetto e ha avuto su di esso il medesimo impatto che in quegli anni Quentin stava avendo sul cinema. Ennis \u00e8 un inglese che odia profondamente gli americani, o meglio quella parte di America che mezzo secolo prima aveva favorito la nascita del Comics Code Authority. Violenza e Volgarit\u00e0 nelle sue storie sono talmente sfacciate ed estremizzate da andare oltre la satira. Diventano Stile. Preacher \u00e8 la storia di Jesse Custer, predicatore che un bel giorno si ritrova il potere del Verbo, ossia la capacit\u00e0 di costringere chiunque a fare qualunque cosa lui dica. Questo perch\u00e9 viene posseduto da un essere che non doveva nascere: il parto di un Angelo e di un Demone, l\u2019unica creatura abbastanza potente da poter sfidare Dio in persona. Che per\u00f2 se la squaglia. Jesse decide di ritrovarlo per fargli un discorsetto e costringerlo a liberarlo dal suo fardello. Storie cos\u00ec anarchiche e dirompenti, allora come oggi, si trovano davvero a fatica.<\/p>\n<p><strong>TRAINSPOTTING<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-185\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/172746559-8e7e794d-c1da-4916-943e-bf66c3284e69-800x400.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/172746559-8e7e794d-c1da-4916-943e-bf66c3284e69-800x400.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/172746559-8e7e794d-c1da-4916-943e-bf66c3284e69.jpg 990w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Colpo di fulmine. Visto al cinema appena uscito nel \u201996 mentre ero obiettore di coscienza in una comunit\u00e0 di recupero per tossicodipendenti. Un cortocircuito perfetto. Insieme a Le iene e The killer, il film che ho rivisto pi\u00f9 volte in assoluto. E intendo decine. Ai tempi registrai TUTTO l\u2019audio del film (non la colonna sonora, proprio l\u2019audio: dialoghi, musiche, rumori\u2026) su musicassetta per poterlo ascoltare anche in auto. Le due cassette della colonna sonora le avevo gi\u00e0. Mi rasai i capelli e feci un piercing al lobo sinistro (che porto ancora) come il protagonista Mark Renton, uno splendido Ewan McGregor che per anni rimase il mio attore di culto. Un film epocale, visto al momento giusto e all\u2019et\u00e0 giusta. Inutile citare scene, ognuna \u00e8 un gioiello a s\u00e9 stante. Ognuna \u00e8 entrata, quale pi\u00f9, quale meno, nell\u2019immaginario collettivo dei cinefili di tutto il mondo. Frasi come \u201c\u00e8 il film che avrei sempre voluto realizzare anche se non sono un regista e ho 22 anni\u201d e \u201cvoglio scrivere una sceneggiatura cos\u00ec\u201d per il sottoscritto nascono allora.<\/p>\n<p><strong>DAL TRAMONTO ALL\u2019ALBA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-186\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/2_ClooneyGun.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>La far\u00f2 breve: se hai 20 anni negli anni \u201990 e vieni dalla provincia e internet \u00e8 solo una cosa di cui hai sentito parlare, quando ti ritrovi al cinema Mexico di Milano per vedere l\u2019ultima tarantinata e la fine del primo tempo arriva dopo che un barista messicano si \u00e8 appena trasformato in un vampiro in un film che trasudava pulp fino a un secondo prima\u2026 beh, il termine \u201ccolpo di scena\u201d assume un significato nuovo. Ricordo come fosse ieri lo stupore stampato sulle facce di tutti gli spettatori quando si riaccesero le luci per l\u2019intervallo. Che cacchio sta succedendo?! Ma non era un film scritto dal regista di Pulp Fiction e diretto da quello di El Mariachi? Si \u00e8 trasformato in un film di vampiri?! E s\u00ec. Il secondo tempo \u00e8 un ottimo horror con vampiri e motociclisti che si uccidono a vicenda. Mai pi\u00f9 provato un disorientamento tanto spettacolare durante la visione di un film in sala.<\/p>\n<p><strong>BLAIR WITCH PROJECT<\/strong> e <strong>IL SESTO SENSO<\/strong><\/p>\n<p>1999. Altra data che \u00e8 doveroso segnalare come chiusura del decennio. Il primo no, non \u00e8 un bel film. No, non lo consiglio. No, non \u00e8, tutto sommato, un vero horror. S\u00ec, fu un fenomeno di massa istantaneo senza precedenti nel panorama dell\u2019horror indipendente a zero budget. E il primo esperimento di viral marketing della Storia di Internet (mettiamola cos\u00ec: questo \u00e8 vero per i film, ma per quanto riguarda altri rami boh, magari non era una novit\u00e0). Nel senso che all\u2019epoca circolavano news on line e siti che davano per vero il ritrovamento di una vhs che documentava gli ultimi giorni di vita di tre ragazzi dispersi in un bosco alla ricerca della leggendaria strega. Che ci si credesse o no, il danno era fatto. Non si poteva non andare a vedere quella roba.<\/p>\n<p>Il secondo ha sdoganato il termine \u201ctwist finale\u201d e inaugurato la carriera di Shyamalan, che, pensate!, ebbe il merito di riportare le storie al centro dei film di paura dopo un decennio francamente fiacco su quel versante.<\/p>\n<p>Tirando le somme, nei \u201990 il messaggio subliminale che trasudava da quasi ogni opera d\u2019intrattenimento era questo: <strong>potete fare qualunque cosa, basta che sia stupefacente<\/strong>. Negli \u201980 ci siamo divertiti un sacco, abbiamo viaggiato nel tempo, catturato fantasmi e recuperato arche perdute. <strong>Ora osate di pi\u00f9, tentate strade che altri non hanno ancora percorso, scontratevi col ridicolo, cadete e rialzatevi, sempre a testa alta all\u2019inseguimento di qualcosa che non \u00e8 ancora stato scritto, visto, detto.<\/strong> Non scegliete la via facile, gi\u00e0 percorsa, gi\u00e0 vissuta. Non scegliete i vestiti alla moda, il mutuo, il maxi televisore del cazzo. <strong>Spiazzate voi stessi e spiazzate il mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Qualcuno ce l\u2019ha fatta, qualcuno ha mollato, qualcuno ci prova ancora. A quale categoria apparteniate non conta. Conta la Bolla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-175\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/renton-finale-800x441.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/renton-finale-800x441.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/renton-finale-1024x564.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/03\/renton-finale.jpg 1025w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>PS: questa \u00e8 in realt\u00e0 una recensione di Trainspotting 2. Chi gi\u00e0 mi legge sa che mi piace prenderla dannatamente alla larga. T2 lo considero il mio personale Star Wars Episode VII. Un sequel\/reboot del primo, irraggiungibile, capolavoro di Boyle. Non posso amarlo perch\u00e9 \u00e8 un film\u00a0troppo autoreferenziale\u00a0e che in parte contraddice il mito di riferimento (perch\u00e9 scopriamo che Rent, in tutti questi anni, ha davvero scelto la vita). Non posso odiarlo perch\u00e9 mi ha ricordato che quel sorriso finale consegnato alla Storia da un Ewan McGregor in stato di grazia, un sorriso cos\u00ec tirato, cos\u00ec grottesco, sempre pi\u00f9 sfocato mentre avanza verso di noi con gli Underworld in sottofondo, mi ha accompagnato per vent\u2019anni e continua a farlo, nonostante tutto. Perch\u00e9 Rent pu\u00f2 ripetersi quanto vuole che sceglier\u00e0 la vita e il maxitelevisore del cazzo ma, nella mia testa, non lo far\u00e0 mai. E nemmeno io.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per \u201cquelli della mia generazione\u201d, quelli nati nel bel mezzo degli anni di piombo, del rock progressivo e dei poliziotteschi, gli anni \u201980 sono stati il decennio che li ha traghettati dall\u2019infanzia all\u2019adolescenza, con tutti i traumi che ne conseguono (provate voi a girare con le Lumberjack a 12 anni in piena era paninara. C\u2019\u00e8 gente che \u00e8 morta per questo. Ne ho parlato QUI). I \u201990 invece ci hanno accompagnati nell\u2019altrettanto traumatico passaggio dall\u2019adolescenza all\u2019et\u00e0 adulta. Ma considerando che \u201cquelli della mia generazione che fanno fumetti\u201d non sono mai, diciamocelo, cresciuti davvero (ho amici dottori che, nella migliore delle<\/p>\n","protected":false},"author":663,"featured_media":186,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"90 - Frattaglie","description":"Per \u201cquelli della mia generazione\u201d, quelli nati nel bel mezzo degli anni di piombo, del rock progressivo e dei poliziotteschi, gli anni \u201980 sono stati il decenn"},"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[118,136,138,135,133,129,137,127,119,126,63,121,132,125,128,120,139,124,134,130,131,123,122],"class_list":["post-174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-frattaglie","tag-anni-90","tag-blair-witch-project","tag-bolla-spaziotemporale","tag-dal-tramonto-allalba","tag-danny-boyle","tag-garth-ennis","tag-il-sesto-senso","tag-john-woo","tag-le-iene","tag-lynch","tag-mostri","tag-natural-born-killer","tag-oliver-stone","tag-paolo-di-orazio","tag-preacher","tag-pulp-fiction","tag-robert-rodriguez","tag-sclavi","tag-splatter","tag-steve-dillon","tag-tarantino","tag-trainspotting","tag-trainspotting-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/users\/663"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/media\/186"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}