{"id":160,"date":"2016-11-18T16:48:13","date_gmt":"2016-11-18T15:48:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/?p=160"},"modified":"2016-11-18T16:50:28","modified_gmt":"2016-11-18T15:50:28","slug":"sabato-del-villaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/sabato-del-villaggio\/","title":{"rendered":"Il sabato del villaggio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giacomo Leopardi<\/strong> individuava nell\u2019attesa della festa la vera gioia. Il pensiero della gioia che verr\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 intenso del godimento della gioia in s\u00e9, che in realt\u00e0 non arriva mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il malaticcio poeta di Recanati la condizione umana \u00e8 questa: la felicit\u00e0 \u00e8 irraggiungibile, godiamo almeno al pensiero di essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pensiero, non speranza. Ch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla da sperare, si sa gi\u00e0 che la festa della domenica sar\u00e0 di una noia mortale. Tartine insipide, cola dell\u2019LD, gente antipatica, ballo lento no, gioco bottiglia no, niente cortesia n\u00e9 ampio parcheggio all\u2019ingresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realizzazione del sogno \u00e8 una cocente delusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leopardi, con curiosa lungimiranza, aveva previsto la condizione dei fumettisti del XXI secolo. Eterni adolescenti che non han fretta di crescere, che vivono una beata giovinezza nell\u2019attesa di diventare grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cGrandi\u201d da intendersi non anagraficamente ma artisticamente. E con le dovute sfumature e distinzioni: <em>per taluni la crescita artistica coincide col successo editoriale, per tal altri significa il raggiungimento di uno stile col quale identificarsi ed essere identificati<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma vogliamo davvero crescere? Vogliamo davvero diventare grandi? E se poi non ci piace? Se poi rimaniamo delusi dal successo che non \u00e8 come immaginavamo o dalle critiche che ribadiscono che, dopotutto, abbiamo ancora un sacco di strada da fare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amletico dilemma<em>: ricercare la felicit\u00e0 o la realizzazione?<\/em> E le due cose, forse, coincidono?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 se cerchiamo la felicit\u00e0 ce l\u2019abbiamo gi\u00e0. Per me che scrivo, per esempio, ogni giorno \u00e8 un sabato del villaggio! Butto gi\u00f9 idee, stendo soggetti, riscrivo scene, rileggo sceneggiature, leggo i commenti degli editor e rifaccio finali, vedo bozze e storyboard, mi complimento con un disegnatore, non mi complimento con un disegnatore, leggo pdf del fumetto pronto per la stampa\u2026 insomma, come la donzella leopardiana, raccolgo fasci d\u2019erba e mazzolin di rose come se non ci fosse un domani (\u2026) e li porto in giro freneticamente, ornando qui e abbellendo l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi arriva la domenica e la storia viene pubblicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fumettista festeggia cos\u00ec la sua domenica: gli amici comprano la sua opera, i pi\u00f9 gli porgono dei complimenti generici, i pi\u00f9 sinceri gli fanno notare i difetti, i lettori in generale si esprimono sui social, chi positivamente, chi negativamente, l\u2019editore\u00a0lo promuove, gli addetti al settore\u00a0lo notano, gli addetti al settore non\u00a0lo notano, va alle fiere, firma i suoi albi, si sforza di riconoscere quel tizio coi baffi e gli occhiali tondi che dice di conoscerlo dal \u201997, e il cerchio della vita si ripete. Arriveranno altre domeniche e sar\u00e0, pi\u00f9 o meno, sempre la stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, <em>\u00e8 pi\u00f9 appagante creare o pubblicare?<\/em> Cosa conta di pi\u00f9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta \u00e8 troppo soggettiva. Io mi sento pi\u00f9 leopardiano. \u00c8 impagabile la soddisfazione che mi da aggiustare una scena che prima non funzionava, rendere credibile un passaggio narrativo che rischiava di rovinare l\u2019intera storia, modificare un personaggio per renderlo pi\u00f9 interessante nel contesto che ho creato, optare per un finale pi\u00f9 semplice ma pi\u00f9 chiaro\u2026 ma del resto senza pubblicazione non muoverei un dito. \u00c8 da quando ho 20 anni che non riesco pi\u00f9 a scrivere per me stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intendiamoci: <em>il fumettista non pubblica tutto ci\u00f2 che crea. Ma crea tutto ci\u00f2 che vuole pubblicare<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui ci metto tutti, nessuno escluso. Nessun professionista del nostro settore, noto o meno noto che sia, disegna o scrive senza avere almeno una vaga idea di chi potrebbe essere interessato a vedere o leggere le sue cose. Se piace o no, non importa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 impossibile creare senza pensare a chi potrebbe piacere ci\u00f2 che facciamo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche l\u2019autore pi\u00f9 introverso e ostinatamente ermetico ha in mente un suo target. Probabilmente lui stesso e la sua setta, ma \u00e8 comunque un pubblico. E se l\u2019editore, nel senso di colui che sgancia i soldi per la stampa, \u00e8 il suo pap\u00e0, \u00e8 comunque un riferimento concreto su cui basarsi e basare il proprio talento, piccolo o grande che sia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo bisogno di sapere che la domenica arriver\u00e0, altrimenti non ci si alza dal letto nemmeno per mettere su il caff\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>, non ricordo in quale film, fa dire a un personaggio una frase che mi si \u00e8 marchiata a fuoco nella mente\u2026 (facevo pi\u00f9 bella figura se dicevo \u201cPPP una volta disse\u201d. Wiki mi dice che il film \u00e8 \u201cIl Decameron\u201d ed \u00e8 Pasolini stesso, nel ruolo dell\u2019allievo di Giotto, a pronunciare la frase. Ma certo, ora ricordo. Facile).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PPP una volta disse: <em>Perch\u00e9 realizzare un\u2019opera quando \u00e8 cos\u00ec bello sognarla soltanto?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La fase rem della creativit\u00e0 \u00e8 una droga. \u00c8 innegabile. Mi viene in mente un capitolo dell\u2019autobiografia di Anthony Kiedis, il cantante dei Red Hot Chili Peppers, in cui affrontava la fuoriuscita dal gruppo dell\u2019ormai leggendario <strong>John Frusciante<\/strong> poco dopo la registrazione del loro capolavoro \u201cBlood Sugar Sex Magic\u201d nel lontano \u201991. Nella villa losangelina in cui la band si era barricata per mesi per sfornare i pezzi che li avrebbero resi famosi in tutto il mondo, si era creato un clima perfetto, un perfetto equilibrio tra tutti e quattro i musicisti e il poliedrico produttore Rick Rubin. Si improvvisava molto, si incideva, si rifaceva, si suonava ininterrottamente per ore, finch\u00e9 quelle 17 tracce non risultarono perfette in ogni minimo arrangiamento, mixaggio, suono, sovraincisione, esecuzione. Il disco usc\u00ec, fu un successo spaventoso e segu\u00ec un tour mondiale. Solo John non avrebbe voluto pi\u00f9 uscire da quella villa. Avrebbe voluto continuare a incidere, arrangiare, fare, rifare, provare nuovi pezzi, non per ampliare il disco, che era gi\u00e0 bello lungo, ma per <em>continuare a creare<\/em>. Voleva vivere un eterno sabato del villaggio. E infatti fu talmente disgustato dalla domenica (Soldi, Sesso, Successo\u2026 che schifo!) che lasci\u00f2 il gruppo e divent\u00f2 il titolo di un romanzo d\u2019esordio italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ebbene, tutta \u2018sta menata nasce dal pi\u00f9 lungo sabato del villaggio che abbia mai vissuto in tutta la mia vita professionale. Un sabato lungo sei anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo interminabile sabato ho visto e fatto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare\u2026 ho scritto scene in cui divinit\u00e0 egizie organizzavano orge con mummie e il cattivo di un videogioco del futuro faceva esplodere il palazzo di una citt\u00e0, ho descritto l\u2019amore platonico di un anatomopatologo verso un cadavere e tolto tutte le \u201cg\u201d di troppo a ogni \u201cggiovane\u201d inserito in dialoghi scritti 20 anni fa\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2026ma ogni volta il pensiero andava a una domenica in particolare che stentava ad arrivare. Tanto che, col tempo, mi ero pure dimenticato che un giorno avrei festeggiato. I preparativi erano gi\u00e0 stati fatti, era tutto in ordine, la tavola apparecchiata, i fottuti fiori posizionati dove andavano posizionati, ma gli ospiti tardavano ad arrivare. E io mi addormentai sul divano. (il mio correttore di bozze interiore mi ordina di piantarla con l\u2019allegoria leopardiana. Adesso.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora per\u00f2 c\u2019\u00e8 una data. Finalmente uscir\u00e0 una storia che ho scritto un sacco di tempo fa e avevo un po\u2019 dimenticato. Sar\u00e0 un piacere rileggerla e chiss\u00e0 che effetto mi far\u00e0, perch\u00e9 nel frattempo non dico che ho cambiato gusti e rivoluzionato il mio stile ma, insomma, qualcosa in me si \u00e8 evoluto e qualcos\u2019altro involuto. Fondamentalmente sono la stessa persona di allora, ma con qualche piccola differenza. Ho smesso di fumare, per esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse mi piacer\u00e0 ancora quella storia, forse non mi piacer\u00e0 pi\u00f9. Lo sapr\u00f2 solo quando la legger\u00f2 stringendo in mano della carta stampata. \u00c8 forse la prima volta che sono pronto a sorprendermi cos\u00ec tanto per qualcosa che ho scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E solo allora capir\u00f2 se stavolta sar\u00e0 stato pi\u00f9 appassionante godersi l\u2019attesa o brindare nel giorno del Signore (e alla faccia del mio correttore di bozze interiore aggiungo: che la festa cominci\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-161\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/11\/Immagine1-800x583.jpg\" alt=\"immagine1\" width=\"800\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/11\/Immagine1-800x583.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/11\/Immagine1-1024x747.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/11\/Immagine1.jpg 1502w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacomo Leopardi individuava nell\u2019attesa della festa la vera gioia. 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