{"id":127,"date":"2016-09-12T19:38:59","date_gmt":"2016-09-12T17:38:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/?p=127"},"modified":"2016-09-12T19:38:59","modified_gmt":"2016-09-12T17:38:59","slug":"kirkman-il-reietto-di-zombie-esorcismi-e-quantaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/kirkman-il-reietto-di-zombie-esorcismi-e-quantaltro\/","title":{"rendered":"Kirkman, il reietto: di zombie, esorcismi e quant&#8217;altro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Ed eccomi qua, con la prontezza che mi contraddistingue, a parlare, tra le altre cose, di <strong>Outcast<\/strong>, l\u2019ultima fatica fumettistica e televisiva di quel ragazzotto americano che ha cambiato per sempre la percezione dell\u2019horror nel mondo, ovvero <strong>Robert Kirkman<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo so, ne hanno gi\u00e0 parlato tutti, della serie a fumetti e di quella televisiva, ma io sono lento a digerire e rielaborare le cose. Sono un ruminante dell\u2019intrattenimento. Che poi ho letto giusto i primi due volumi <strong>Saldapress<\/strong> di Outcast, che racchiudono i primi 12 albi americani, e visto le prime tre puntate dell\u2019omonima serie tv. Ma mi basta. Mi basta per capire due cose fondamentali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1- i best-seller non si pianificano, <strong>capitano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2- Fumetto e TV sono due media irrimediabilmente diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prendo alla larghissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non credo che il giovane Rob quando inizi\u00f2 a scrivere il suo <strong>The Walking<\/strong> <strong>Dead<\/strong> nel lontano 2003 sapesse che di l\u00ec a pochi anni la sua putrefatta creatura sarebbe diventata un\u00a0successo mondiale con tanto di serie tv da record. Me lo vedo che butta gi\u00f9 l\u2019idea di una mini serie di nicchia, perch\u00e9 di nicchia era il genere zombie in quel periodo, per il puro godimento personale, per scrivere qualcosa di autenticamente suo, qualcosa in cui sguazzare allegramente senza pensare troppo al futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Praticamente un survival horror con pochissimi punti in comune con l\u2019unico termine di paragone di allora, ossia il fortunatissimo <strong>Resident Evil<\/strong> della Capcom, la pi\u00f9 famosa saga videoludica a tema zombie che giusto l\u2019anno prima aveva goduto anche del successo cinematografico dell\u2019adattamento di Paul W.S. Anderson (a cui faranno seguito svariati capitoli), ma tanti punti in comune col <strong>Maestro George A. Romero<\/strong>, l\u2019inventore dello zombie moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli zombie di Resident Evil corrono, urlano, sparano, si trasformano in mostri giganteschi\u2026 sono creature ottenute in laboratorio, macchine da guerra frutto di esperimenti chimico\/genetici, con tanto di corporazione malvagia alle loro spalle che trama per conquistare il mondo. \u00c8 pi\u00f9 sci-fi\/action che horror. Perfetto come intrattenimento videoludico. Pessimo come intrattenimento narrativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli zombie di Romero camminano a stento, gorgogliano, si putrefanno e hanno un unico e solo istinto che li guida: divorare i vivi. Non perch\u00e9 ne abbiano bisogno, non devono nutrirsi (come dimostra il simpatico scienziato de <strong>\u201cIl giorno degli zombi\u201d<\/strong> \u2013 Romero \u201885 \u2013 avvicinando una mano alla bocca famelica di uno zombie incatenato a un lettino a cui ha appena asportato l\u2019apparato digerente ma che tenta lo stesso di addentarlo). \u00c8 solo cieco e immotivato istinto, metafora di un consumismo inesorabile che trae linfa vitale unicamente da se stesso, un consumismo che divora tutto perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tutto da divorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E quel geniaccio di Romero ce lo mostra nella maniera pi\u00f9 sfacciata e imbarazzante nel suo secondo capitolo zombesco, quello <strong>\u201cZombi\u201d<\/strong> del 1978 ambientato in buona parte dentro un mega centro commerciale assediato da orde di morti viventi che ciondolano senza meta da un reparto all\u2019altro (pi\u00f9 sfacciato di cos\u00ec) mentre un gruppo di vivi cerca di sopravvivere all\u2019interno, fracassando di tanto in tanto crani di zombie\u00a0 e godendo dell\u2019infinit\u00e0 di prodotti che il gigantesco e abbandonato tempio del 3X2 offre (pi\u00f9 imbarazzante di cos\u00ec&#8230; sfido <em>chiunque<\/em> a non aver desiderato almeno una volta nella vita di ritrovarsi in quella situazione!)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mezzo secolo fa Romero, partendo dal mito dello zombie della cultura voodoo haitiana, inventa il concetto di M<em>orto Vivente<\/em>, ossia un morto che torna in vita semplicemente perch\u00e9 \u00e8\u2026 morto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo <strong>zombie haitiano<\/strong> \u00e8 un morto controllato da uno stregone che l\u2019ha rianimato col preciso scopo di trasformarlo in suo schiavo per le faccende pi\u00f9 disparate (uccidimi quello l\u00e0, spaventami quest\u2019altro, vammi a prendere il latte, eccetera). Che \u00e8 praticamente lo stesso tipo di zombie di Resident Evil, cambia solo il modus creandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo <strong>zombie romeriano<\/strong> invece non \u00e8 stato creato da nessuno, semplicemente esiste, dal momento stesso che esiste la morte. E qui sta la novit\u00e0 assoluta, il colpo di genio che cambia per sempre l\u2019horror nell\u2019anno domini 1968, quando esce il primo film del maestro <strong>\u201cLa notte dei morti<\/strong> <strong>viventi\u201d<\/strong>: TUTTI siamo zombie perch\u00e9 lo diventeremo una volta morti. \u00c8 un \u201ccontagio\u201d che tocca tutti, nessuno escluso (nemmeno la bimba che nell\u2019esordio romeriano aggredisce la madre attonita con una cazzuola, madre che si lascia massacrare perch\u00e9 come fai a uccidere tua figlia? Una delle scene pi\u00f9 sconvolgenti del cinema horror tout court).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Mostro non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019Altro, non si nasconde pi\u00f9 in un castello della Transilvania o nella brughiera gallese. Il Mostro sei Tu, il Tuo Vicino di Casa, Tua Moglie e Tuo Figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 una cura, dal momento che non c\u2019\u00e8 una causa. La Morte fa semplicemente parte del\u00a0naturale scorrere degli eventi. Ed \u00e8 proprio su questa impossibilit\u00e0 di comprendere e sconfiggere il Male che si fonda tutto l\u2019Horror Moderno. E il pap\u00e0 di tutto ci\u00f2 \u00e8 l\u2019ormai 76enne registra newyorkese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma nel 2003 nessuno si ricorda pi\u00f9 di lui. Il 1985 \u00e8 lontano, \u201cMonkey Shines\u201d e \u201cLa met\u00e0 oscura\u201d se li filano in pochi fedeli fan (io tra questi, \u00e7a va sans dire) e il 2005 deve ancora arrivare (per quanto il ritorno del Maestro agli zombie con <strong>\u201cLa terra dei morti viventi\u201d<\/strong> non sia riuscitissimo&#8230; meno male che recuperer\u00e0 alla grande con <strong>&#8220;Diary of the Dead&#8221;<\/strong> due anni dopo, a dimostrazione che il cinema indipendente batte il cinema mainstream 1-0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2003 nessuno si ricorda pi\u00f9 di Lui, tranne un giovane sceneggiatore di fumetti del Kentucky, che sta lavorando contemporaneamente a una sua personalissima serie supereroica (il divertente e originale <strong>\u201cInvincible\u201d<\/strong>) e a The Walking Dead, per l\u2019appunto. E su quest\u2019ultima serie opta per lo zombie romeriano anzich\u00e9 haitiano. Scelta ovvia, da grande fan del regista e di tutto l\u2019horror che le sue pellicole hanno ispirato e generato negli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kirkman opta per Romero perch\u00e9 a lui, sostanzialmente, importano pi\u00f9 i personaggi che ha creato e le relazioni tra i medesimi, piuttosto che gli zombie in s\u00e9. Esattamente come nei film di Romero, gli eroi per caso di Kirkman si ritrovano in situazioni di estremo pericolo, vita o morte, e devono cavarsela da soli, senza una preparazione e\/o un armamentario adeguati, spesso senza nemmeno sapere precisamente con chi\/cosa hanno a che fare. I Morti Camminanti per Kirkman, come per Romero, non sono personaggi, sono IL contesto dentro il quale i personaggi si muovono. Sono la metafora della fine del mondo, una fine lenta e inesorabile, che non puoi fermare semplicemente perch\u00e9 non sai come e da dove \u00e8 iniziata, puoi solo arrenderti o cercare di sopravvivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli antagonisti, nel senso narrativo del termine, in The Walking Dead <em>non<\/em> sono gli zombie ma gli umani. Umani degradati a bestie senza scrupoli, cannibali, dittatori sanguinari, veri e propri mostri che hanno trovato nell\u2019apocalisse zombesca il loro habitat naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma queste cose le sanno anche i sassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che mi affascina di Kirkman e del fenomeno di The Walking Dead \u00e8 la totale mancanza di pianificazione del progetto e del suo conseguente successo. Perch\u00e9, scusate se insisto, nel 2003 <em>nessuno<\/em> si cagava gli zombie, quelli fighi, e nessuno avrebbe mai scommesso su un fumetto americano in B\/N senza esplosioni o tizi che volano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kirkman stesso aveva in mente una miniserie, niente di cos\u00ec potenzialmente infinito com\u2019\u00e8 poi diventato il suo must, come dichiarava nelle prime interviste dopo il successo planetario o come dimostra, per esempio, l\u2019affair \u201cRick vs. Shane\u201d che \u00e8 il fulcro del primo ciclo di albi a fumetti (6 episodi) e che si conclude quindi abbastanza velocemente su carta, mentre domina le prime due stagioni nell\u2019adattamento televisivo, e parliamo di 19 puntate (non entro nei dettagli non tanto per evitare spoiler ma perch\u00e9 tutti sanno cos\u2019ha fatto Shane a Rick, suvvia). L\u2019antagonismo tra i due \u00e8 stato effettivamente terreno fertile per la serie tv, \u00e8 giusto che l\u2019abbiano portato al limite, mentre nel fumetto Kirkman l\u2019ha chiuso relativamente in fretta perch\u00e9 voleva proseguire la sua piccola serie con altri conflitti e altri personaggi. Non pensava che presto avrebbe avuto tutto il tempo e le pagine che si possano immaginare per sviluppare tutte le sue idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, quindi, come ha fatto un fumetto di nicchia sugli zombie a diventare un successo planetario? Kirkman \u00e8 un grande sceneggiatore, i suoi personaggi sono perfetti, sono vivi sia in senso letterale che narrativo, le loro vicende appassionano, avvincono, emozionano. Walking Dead, sia fumetto che serie tv, \u00e8 la mia soap-opera preferita. Ma non basta\u2026 Quanti sceneggiatori scrivono bene, quando storie vengono raccontate bene?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Io non lo so com\u2019\u00e8 successo. Non lo so come la AMC, una major della tv via cavo statunitense, abbia accettato e deciso di produrre una roba coi morti che si trascinano a terra con le budella di fuori e gente che spara a una bambina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non lo so com\u2019\u00e8 successo che <em>queste cose<\/em> ora siano viste da una maggioranza di spettatori e non da una minoranza. Non lo so come hanno fatto gli zombie romeriani a prendersi la loro rivincita sul mondo. Probabilmente non lo sa nemmeno Kirkman, ma \u00e8 successo.\u00a0Se fossi il Comico di Watchmen esclamerei:\u00a0il sogno americano si \u00e8 avverato!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E questo \u00e8 il mio personalissimo punto 1: <strong>i best-seller non si pianificano, capitano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, non sono un addetto ai lavori, ma credo che quando la Fox abbia dato l\u2019ok alla versione televisiva di Outcast abbia pensato di giocare facile: \u00e8 dell\u2019autore di The Walking Dead, cosa mai potr\u00e0 andare male?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">B\u00e9, tanto per cominciare Outcast NON \u00e8 TWD. Kirkman ha sempre dichiarato che con Outcast ha voluto affrontare di petto uno dei temi horror pi\u00f9 classici, demoni&amp;esorcismo, per realizzare qualcosa che facesse realmente paura. E ce l\u2019ha fatta, lui. Il fumetto funziona, fa paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-130\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/09\/Screen-Shot-2014-08-29-at-11_25_08-AM.png\" alt=\"screen-shot-2014-08-29-at-11_25_08-am\" width=\"613\" height=\"607\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Walking Dead ha il respiro della saga corale, ormai pi\u00f9 vicina all\u2019avventura che all\u2019horror puro, mentre Outcast \u00e8 una \u201cstoria piccola\u201d, con un protagonista assoluto, Kyle Barnes (il <em>reietto<\/em> del sottotitolo italiano), e un ottimo co-protagonista, il poco tradizionale reverendo Anderson. La vicenda \u00e8 circoscritta (per ora) alla cittadina fittizia di Rome, West Virginia, e il tema \u201cesorcismo\u201d \u00e8 ben gestito e sviluppato col giusto crescendo e di situazioni e di informazioni. Semplificando (ma non troppo): Kyle \u00e8 un esorcista fuoriclasse che non sa\/non vuole esserlo, mentre l\u2019amico reverendo \u00e8 solo un dilettante e vuole diventare il suo coach.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, punto 2, <strong>fumetto e tv sono due media irrimediabilmente diversi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La coralit\u00e0 che \u00e8 il punto di forza del Walking Dead televisivo, la cosa che ti aggancia e ti fa sbranare ogni episodio per seguire i tuoi personaggi preferiti, in Outcast non c\u2019\u00e8 e, per quanto bravo (\u2026) possa essere l\u2019attore che incarna Kyle e la regia possa essere relativamente al passo coi tempi dell\u2019horror cinematografico (ma neanche tanto\u2026 la broda nera digitale che esce dagli indemoniati nun se po\u2019 ved\u00e9), l\u2019Outcast televisivo non funziona bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non fa schifo, ho visto di peggio. Gli manca giusto quella grinta che Kirkman sa mettere nei suoi fumetti e un certo tipo di ritmo che solo in certi fumetti si pu\u00f2 ottenere. Un esempio su tutti \u00e8 dato dai continui flashback del protagonista che gli fanno rivivere il conflitto (umano e non) con sua madre, che \u00e8 il fulcro del suo trauma e l\u2019origine dell\u2019apatia in cui si trova ora: nel fumetto sono risolti in una tavola al massimo, a volte in poche vignette, mentre nella serie tv occupano intere scene che, alla lunga, risultano davvero troppo ripetitive col risultato di non essere pi\u00f9 n\u00e9 interessanti n\u00e9 spaventose. Un bel problema in una serie horror\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kirkman poi, assieme al valido disegnatore <strong>Azaceta<\/strong>, trova soluzioni davvero intriganti per gestire il ritmo delle sequenze all\u2019interno delle tavole, ossia delle semplici ma efficacissime vignettine inserite nelle o tra le vignette grandi (insert panel, per fare i saccentoni) che rendono molto bene i campi e controcampi o le pause in un dialogo, per esempio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-131\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/09\/outcast-2-800x615.jpg\" alt=\"outcast-2\" width=\"800\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/09\/outcast-2-800x615.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/09\/outcast-2-1024x788.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/09\/outcast-2.jpg 1300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Efficacissime perch\u00e9 non rallentano la narrazione n\u00e9 appesantiscono il disegno. E visto che il fumetto \u00e8 un linguaggio che unisce l\u2019arte dello scrivere con quella del disegnare, quando queste due convivono allegramente senza pestarsi i piedi l\u2019un l\u2019altra abbiamo un bel fumetto da leggere E guardare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 fare \u2018sta roba con una telecamera? No. E non tiratemi in ballo l\u2019Hulk di Ang Lee con le sue finestre video del cacchio (ci sar\u00e0 un modo per definirle, ma non lo voglio sapere) perch\u00e9 la Storia ha dimostrato che scimmiottare il linguaggio dei fumetti al cinema non paga mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi viene da dire che Outcast \u00e8 pi\u00f9 fumetto di The Walking Dead, nel senso che sfrutta un po\u2019 di pi\u00f9 le qualit\u00e0\/possibilit\u00e0 di questo mezzo espressivo. Se TWD \u00e8 pura narrazione di razza, perch\u00e9 davvero ha il respiro di una saga letteraria di quelle appassionanti, Outcast frena un po\u2019 l\u2019acceleratore della Storia per ingranare la marcia ridotta dell\u2019Atmosfera. Che, come tutte le ridotte, \u00e8 lenta ma efficace, ti porta fino in cima alla vetta, con calma e affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-132\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/frattaglie\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2016\/09\/maxw-654.jpg\" alt=\"maxw-654\" width=\"449\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E per questo, a mio umilissimo parere, la sua versione tv non funziona. Outcast, insomma, va goduto cartaceo, non cinematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ultima ma non ultima considerazione, la pi\u00f9 personale: Kirkman\u00a0<strong>\u00e8 <\/strong>il reietto. Come Kyle Barnes ha un potere pi\u00f9 grande di lui, \u00e8 in grado di cacciare demoni potentissimi (cio\u00e8 creare la saga di zombie pi\u00f9 famosa del mondo) ma allo stesso tempo non lo ammette o non vuole continuare a usare questo potere, preferendo chiudersi in casa a fare altro. Ma c\u2019\u00e8 un reverendo (produttore tv) che insiste affinch\u00e9 esca di casa e torni a usare il suo incredibile potere (cio\u00e8 realizzare un altro TWD).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma Kirkman, come Kyle,\u00a0non risponde: <em>Certo! Sono nato per questo!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kirkman risponde: <em>Forse&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PS: a conferma di come i tempi siano cambiati per noi nostalgici romeriani, mi va di citare il caso di un mio allievo che, come tesi di laurea di un\u2019accademia d\u2019arte, porter\u00e0 un trattato sui nostri cari morti viventi e la loro evoluzione nel cinema e nel fumetto. La cosa mi commuove e riempie di orgoglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non so sinceramente come far comprendere la portata di tale evento a chi non \u00e8 sensibile all\u2019argomento\u2026 \u00e8 come se io (che forse si \u00e8 capito ho un debole per l\u2019horror di un certo calibro) avessi viaggiato indietro nel tempo di 30 anni e, ovviamente, avessi toccato qualcosa, parlato con qualcuno, insomma fatto cose che avrebbero avuto ripercussioni sul corso della Storia e, tornato al presente, mi fossi accorto che effettivamente il mio agire impudente ha generato piccoli, ma rilevanti, cambiamenti nel mondo, come la presenza di auto a idrogeno per le strade, la scomparsa dei Pokemon e l\u2019introduzione di \u201cNecrantropologia\u201d come materia obbligatoria nelle facolt\u00e0 umanistiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed eccomi qua, con la prontezza che mi contraddistingue, a parlare, tra le altre cose, di Outcast, l\u2019ultima fatica fumettistica e televisiva di quel ragazzotto americano che ha cambiato per sempre la percezione dell\u2019horror nel mondo, ovvero Robert Kirkman. Lo so, ne hanno gi\u00e0 parlato tutti, della serie a fumetti e di quella televisiva, ma io sono lento a digerire e rielaborare le cose. Sono un ruminante dell\u2019intrattenimento. Che poi ho letto giusto i primi due volumi Saldapress di Outcast, che racchiudono i primi 12 albi americani, e visto le prime tre puntate dell\u2019omonima serie tv. Ma mi basta. 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