NPE UNA VALLE

First Issue Presenta #11 – Justice League #1

First Issue Presenta #11 – Justice League #1
Scott Snyder e Jim Cheung rilanciano la Justice League rimettendo il leggendario supergruppo al centro del DC Universe. Un primo capitolo raccontato dal punto di vista di Martian Manhunter nel segno dell'azione e dell'introspezione.
Justice-League-2018-001-000_First Issue Recensioni
#1

La nuova testata dedicata alla Lega della Giustizia riparte laddove la miniserie Justice League: No Justice ci aveva lasciato, sia da un punto di vista strettamente narrativo che da quello stilistico.
infatti conferma l’intenzione “gigantista” vista nella suddetta miniserie profilando minacce di dimensioni cosmiche per un gruppo dalle palesi caratteristiche mitologiche.

Lo scrittore riesce a catturare l’essenza del supergruppo per eccellenza, quella che lo ha reso un’icona perdurante nei decenni: la Justice League non è un supergruppo “modulare”, come gli Avengers o gli X-Men, che mantiene la propria identità indipendentemente dalla composizione del team, ma è IL gruppo che raccoglie in sé le figure maggiormente sedimentate nell’immaginario collettivo. Si tratta di icone mitologiche, in linea con la filosofia della Justice League anni ‘90, quella scritta da Grant Morrison, alla quale Snyder si ispira palesemente.

Non è un caso che la lineup sia praticamente la stessa della serie animata dei primi anni 2000, e non sono casuali neanche i riferimenti a “I Superamici”, popolarissima serie animata degli anni 70; Snyder pesca a piene mani nella storia editoriale e televisiva della JLA selezionando quegli elementi che maggiormente hanno fatto presa sul pubblico negli ultimi 58 anni.
In questo contesto popolato da conflitti cosmici ed entità semidivine, lo scrittore riesce  però a distaccarsi, quel tanto che serve, dalla tradizione e dalle influenze “morrisoniane” per inserire la sua poetica più personale e originale: la Justice League di Snyder è una famiglia.

Justice-League-2018-001-008_First Issue Recensioni E non si tratta di una famiglia generica, simbolica, ma è la famiglia di J’onn J’onzz, Martian Manhunter.
Uno dei limiti più vistosi di No Justice era – comprensibilmente vista la quantità di personaggi coinvolti – quello di non avere un perno attorno a cui far ruotare l’intera storia: mancava una prospettiva, un punto di riferimento per il lettore.
Questo albo offre invece un punto di vista preciso, la prospettiva è quella del supereroe proveniente da Marte, fulcro narrativo e perno strategico delle azioni del gruppo: vediamo il roboante blockbuster di Snyder attraverso gli occhi di J’onn, la sua solitudine e la sua necessità di sconfiggerla, un disagio che dal passato, dalla morte di tutta la sua specie, si proietta fino alle visioni del futuro. J’onn ha bisogno di una Compagnia, e la trova in Superman e soci.

Il taglio leggero, da commedia, di alcuni dialoghi è asservito a questa funzione “familiare”: le gag, come quella sulle imitazioni della voce di Batman, non sono fini a loro stesse, per strappare qualche risata, ma offrono una connessione emotiva, empatica tra i personaggi e con i lettori; le icone di cui abbiamo parlato sopra si avvicinano a noi, sono più umane, nello spirito di quel Nuovo Umanesimo Supereroico di cui abbiamo parlato più volte.

Non mancano le caratteristiche più ostiche tipiche della scrittura di Snyder: le didascalie prolisse, l’abbondanza di riferimenti alla storia dell’Universo DC e il ricorso a una sorta di “closure della scrittura”, che lascia (volutamente?) dei passaggi all’interpretazione del lettore, possono mettere in difficoltà i novizi o anche i lettori più distratti. Allo stesso tempo lo scrittore riesce a raccontare la sua storia in maniera scorrevole e senza intoppi ricorrendo a ampie dosi di “mestiere” come visto anche QUI.

Justice-League-Legion-of-doom-e1528724267996_First Issue Recensioni
Permane anche il dubbio, già espresso in merito a No Justice, sulla possibilità del lettore nel relazionarsi con dei nemici di scala talmente ampia da essere anonimi, inficiando così lo spessore del villain e la portata del coinvolgimento del lettore. Ma si intuisce che il problema verrà arginato, o magari risolto, grazie alla rinata, e umanissima, Legion of Doom.
A bilanciare queste due anime, quella super-umana e quella umana, contribuisce in maniera determinante il tratto elegante, caratterizzato da linee sottili e ricche tessiture, di un Jim Cheung particolarmente efficace nel descrivere lo sguardo nobilmente sofferente di Martian Manhunter.

L’artista è chiamato a una notevole mole di lavoro, oltre ai membri della League Cheung riesce a caratterizzare in maniera riconoscibile anche il vasto cast di supporto (in questo numero compaiono Green Arrow, i Terrifics, Swamp Thing, Animal Man, Hawkman e Adam Strange) e una considerevole quantità di supercattivi. Le tavole rischiano così di essere congestionate e di difficile lettura, problema che Cheung risolve brillantemente.

Martian-Manhunter_First Issue Recensioni

Tutto viene narrato, come già fatto da Francis Manapul su No Justice, con un layout fatto di vignette widescreen, ricco di splash e spread page, che donano respiro alle inquadrature e conferiscono alla narrazione quell’atmosfera di grandiosità necessaria al grande evento cosmico.

Da un punto di vista più squisitamente editoriale sembra chiaro invece che l’intenzione, lodevole, sia quella di rimettere la Lega al centro delle iniziative editoriali della casa editrice: la serie si inserisce in una storia che prende il via da Metal per dirigersi, sembra, verso la prossima, inevitabile, “Crisi”.

L’obiettivo dichiarato di Snyder è quello di aggiungere complessità all’universo DC, se Crisis on Infinite Earths puntava a semplificare tutto in modo da rendere più coerente un universo narrativo nato da dozzine di anime diverse, Metal, No Justice e questa nuova Lega mostrano un intento diametralmente opposto. Si vogliono espandere le possibilità narrative, i mondi esplorabili, le soluzioni percorribili; si punta ad offrire ai nuovi e ai vecchi lettori il fascino dell’ignoto.

Snyder si prende quindi sulle spalle la responsabilità di far tornare la a uno stadio pre-Flashpoint e pre-Crisi – non dal punto di vista della continuity sia chiaro, ma da quello delle dimensioni dell’universo narrativo – rimettendo in gioco non solo il multiverso, ma, aggiungendo anche il Dark Multiverse e tutto quanto può provenire dalla breccia aperta nel Muro della Fonte (la misteriosa entità/dimensione creatrice dell’universo ideata da Jack Kirby), si rischia di tornare alla situazione degli anni 60/70: quando gli sceneggiatori ricorrevano alle terre parallele come comoda scappatoia per situazioni narrative intricate.

Abbiamo parlato di:
Justice League #1
Scott Snyder, Jim Cheung
DC Comics, Giugno 2018
32 pagine, spillato, colori – 3.99 $

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su