First Issue #94: Simbionti, apocalissi radio e “dinamici dui”

First Issue #94: Simbionti, apocalissi radio e “dinamici dui”
In questa puntata: dal nuovo Venom alla nuova miniserie dedicata a Robin e Batman, passando per alcune interessanti novità degli editori più piccoli.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #93 analizziamo alcune delle novità più interessanti uscite tra il 10 e il 17 novembre 2021.

DIY-ComicsDisplayRack-05s2

Marvel Comics

Darkhold: Wasp

The Darkhold - WaspLa testata The Darkhold, con il pretesto del ritrovamento di un antico volume (il libro dei Dannati, scritto dal’antico dio Chton), propone una serie di What if sulle vite di alcuni protagonisti dell’universo Marvel. Il racconto dedicato a Janet Van Dyne/Wasp, scritto e colorato da per i disegni di Claire Roe, si concentra sulla sua tormentata relazione con Hank Pym.
Le tavole restituiscono un’atmosfera d’epoca passata, grazie alle campiture di colore e alle tonalità lontane dai vivaci effetti rei possibile dal digitale, mentre Il tratto restituisce volti segnati e occhi pieni di espressività. Il dolore e lo smarrimento della protagonista sono immediatamente evidenti e rapidamente siamo in grado di catalogare il suo rapporto con il marito come totalmente squilibrato.
Il racconto si pone dal punto di vista di Janet, non indulge in sottigliezze; tuttavia, il ritmo al quale si accumulano le angherie di Pym fa sì che, in corso di lettura, la carica emotiva di ogni scena generi una tale ostilità nei confronti di Pym da superare l’oggettivo didascalismo della costruzione.
Il finale pieno di violenza, di per sé rapidissimo, risulta così verosimile e catartico: l’ocra della tavola diventa rossa e le figure diventano silhouette nere attraversate dal sangue; il gesto liberatorio riporta la luce e sul volto di Janet vediamo finalmente un sorriso.
In conclusione, Darkhold: Wasp torna su una delle relazioni più tragiche dell’universo Marvel e nel suo didascalismo, mette in scena una rivalsa che, se non porta giustizia, almeno rinuncia all’ambigua pietà che da sempre aveva salvato Hank Pym.
Simone Rastelli

Venom #1

Venom 1Dopo il triennio di gestione firmato da Donny Cates – iniziato alla grande, continuato su una media qualitativa tutto sommato buona ma con un finale decisamente in tono minore – la testata dedicata al Simbionte più famoso dell’universo Marvel ricomincia con un nuovo #1 e, visto il team creativo, le aspettative non possono che essere alte.
Ai testi, come capita ormai sovente in varie testate supereroiche, troviamo una coppia di autori che sono tra le attuali punte di diamante del fumetto statunitense: e Ram V, il primo fresco reduce dai fasti della gestione di Immortal Hulk e il secondo che in casa DC sta concludendo la prima stagione di una sorprendente serie dedicata a . Ai disegni abbiamo invece un autore che, ultimamente sta tornando ai fasti e ai livelli di qualche anno fa: Bryan Hitch, coadiuvato alle chine da Andrew Currie e ai colori da .
Ewing e V decidono di riprendere la storia esattamente dove si era interrotta alla fine dell’evento King in Black, che aveva segnato la conclusione della precedente gestione di Venom.
In una trama che si suddivide in due segmenti, da un lato seguiamo le vicende spaziali di Eddie Brock, che ha ereditato il titolo di Re dei Simbionti da Knull e che gira l’universo come un protettore per fare ammenda di tutta la distruzione portata dal suo precedessore. Dall’altro vediamo il figlio di Eddie, Dylan, alle prese con un padre assente e un disagio adolescenziale che si concretizza in una vita senza regole dettate da adulti e da frequenti scontri con i compagni di scuola, il tutto in aggiunta al fatto che il ragazzo è anche il custode/amico di Venom, l’ex simbiote del padre. Le due linee narrative ovviamente si incrociano, in un modo non banale né scontato e portano a un finale a sorpresa che apre la vicenda a un interessante sviluppo a cui assisteremo nei prossimi numeri.
Nell’albo sono presenti tutti i topoi preferiti dai due sceneggiatori: l’ambientazione spaziale, il rapporto padre-figlio, il racconto horror non scontato né fine a se stesso, bensì strumento di approfondimento psicologico. La scrittura è omogenea e fluida ed è difficile distinguere dove finisca l’apporto di Ewing e comincia quella di Ram V, o viceversa.
Le tavole di Hitch sono efficaci per costruzione, storytelling e attenzione al dettaglio, con una resa esplosiva di Venom, quando entra in azione. Le chine di Currie esaltano sapientemente i volumi muscolari dei molti costumi neri presenti in scena mentre i colori di Sinclair, virati a una palette spenta per evidenziare il malessere esistenziale di Dylan, si accendono nelle scene spaziali e negli scontri.
David Padovani

Di seguito, le copertine delle novità Marvel Comics.

DC Comics

Robin & Batman #1

Robin & Batman 1 (testi) e Dustin Nguyen (matite e colori) tornano a unire le forze dopo aver lavorato insieme per Descender e Ascender e firmano Robin & Batman, una nuova miniserie di tre capitoli. La storia, che parte dalla volontà di narrare ancora una volta le origini del sodalizio anti-crimine tra Bruce Wayne e Dick Grayson, si sviluppa per mezzo di due sequenze d’azione intervallate da dialoghi, momenti di vita quotidiana e un flashback distinto dal presente grazie al ricorso alla scala di grigi. Per accompagnare la narrazione, lo sceneggiatore sceglie le didascalie, nelle quali riporta i pensieri del futuro Robin. Le riflessioni del ragazzo sono interessanti e hanno un andamento circolare che si coglie soprattutto quando si giunge alla conclusione dell’albo, un finale nel quale la trama acquisisce respiro più ampio di quanto lasciato intendere nelle pagine precedenti.
Prima dell’epilogo, che è allo stesso tempo motore dell’indagine che si dipanerà nei due episodi di prossima pubblicazione, Lemire per toccare le corde del lettore, emozionandolo, ricorre a uno dei propri cavalli di battaglia: il rapporto, spesso complesso, tra padre e figlio. Sebbene, in generale, i toni siano drammatici e introspettivi, non manca una modulazione attenta della scrittura, dato che l’autore canadese confeziona per il maggiordomo Alfred dialoghi ricchi di ironia e umanità e lascia spazio alla rabbia giovanile di Dick, messo alle strette dal proprio mentore. Infatti, quello che si lancia tra i grattacieli di una Gotham prospetticamente profonda e algida è un Batman cupo, ossessionato dalla possibilità di mettere a repentaglio la vita del giovane collaboratore. La maschera cesellata sul suo volto tirato e la barbetta di pochi giorni diventano segni della sua preoccupazione, una paura ancora più plausibile se, con il senno di poi dei lettori navigati, si considera il tragico destino di Jason Todd, il secondo Ragazzo Meraviglia. Tenendo conto di tutti questi elementi, si può ritenere questo esordio molto positivo: la versatilità della narrazione di Lemire incontra l’abilità di Nguyen di passare da inquadrature strette a campi larghi, da figure intere a primi piani, senza sacrificare l’intelligibilità del racconto e degli stati d’animo dei personaggi.
Federico Beghin

Di seguito, le copertine delle novità .

Image Comics

What’s the Furthest Place from Here? #1

What's The Furthest Place From Here 1Non ci sono adulti in città. E i ragazzi sono divisi in bande, che si sono spartite i quartieri e rispettano una qualche norma di convivenza. Una regola dice che non si devono ospitare persone che hanno superato l’adolescenza. Dove sono finiti gli adulti? E perché una simile regola? E che cosa ha visto veramente Slug, che se ne era andato perché cresciuto e ora è alla porta dell’edificio che fa da casa al gruppo dei protagonisti? Porta con sé il racconto di un’altra citta (La Città) e una pistola, che Sid usa per scacciare la banda che controlla il quartiere confinante. Dopodiché il rischio che le altre bande si coalizzino diventa palpabile: la notte seguente è illuminata dalle luci che denunciano un’assemblea generale, dalla quale i Nostri sono esclusi.
Già da questo sommario emergono tanti riferimenti, dal Signore delle mosche a The Warriors, a L’ultima primavera, che si propongono come ispirazioni plausibili di What’s the Furthest Place from Here?, data la loro natura di classico, ma che può essere interessante considerare anche solo dal punto di vista dell’affinità tematica: adolescenti che costruiscono da zero una comunità o che vivono entro una serie di norme autonome. Storie di formazione che pongono l’accento sulle interazioni fra i singoli e sulle pressioni sociali, creando l’aspettativa di una storia corale.

Il racconto di Matthew Rosemberg e Tyler Boss in questo primo albo copre circa una giornata ed è suddiviso in brevi episodi (il sesto addirittura composto da una singola tavola) in continuità temporale. Il senso di fluidità è aumentato dall’alta percentuale di tavole a scansione verticale (cioè costituite da più righe di una sola vignetta), che guidano la lettura in un movimento unidimensionale dal basso verso l’alto. Lo sguardo percorre interni squallidi ed esterni degradati: i toni cromatici rendono tuttavia pieni di energia i primi, di stanchezza i secondi – almeno fin quando non esplode lo scontro. Le linee marcate definiscono espressioni stolide, di bambini cresciuti senza guida alcuna, smarriti in un mondo in preda al degrado, sensazione trasmessa dalla bassa definizione degli sfondi.
In definitiva, un numero efficace nella presentazione del contesto, che tramite l’uso dei dialoghi e della scena centrale dello scontro con la banda confinante minimizza il didascalismo tipico dei capitoli introduttivi.
Simone Rastelli

Di seguito, le copertine delle novità .

Altri editori

Regarding the Matter of Oswald's Body #1

Regarding the Matter of Oswald's Body 1Inizio questa recensione da dove avevo concluso quella precedente dedicata a Newburn, e inizio a chiedermi se io abbia un limitato immaginario a cui attingere o mi piaccia solo ripetermi. Eppure, leggendo Regarding the Matter of Oswald’s Body, nuova serie edita da BOOM! Studios di , Luca Casalanguida e Giada Marchisio non posso non pensare a quanto Criminal abbia segnato una pietra di paragone per il fumetto pulp e thriller difficile non tanto da superare, quanto anche solo da eludere. A rimandare al capolavoro di Phillips e Brubaker sono soprattutto le atmosfere che permeano questo fumetto, il tratto ruvido ma chiaro e particolarmente pulito di Casalanguida, i colori tersi di Marchisio e l’ambientazione in quegli Stati Uniti (qui del 1963 e del 1981) popolati da personaggi sopra le righe, tra pistoleri frustrati che sognavano di entrare nella CIA, rapinatori da quattro soldi, ladruncoli che si vogliono rifare una vita e attiviste del movimento per i diritti civili per la comunità afroamericana.
Un inizio piuttosto convenzionale, quello di Cantwell, che spende il grosso di questo primo numero a presentare i personaggi, ad assemblare un gruppo per una missione misteriosa, alla caccia di un uomo misterioso, guidati da un uomo misterioso. E forse il punto più interessante di un primo numero altrimenti piuttosto standard è questa componente per ora indecifrabile, un movimento tra presente e passato che nasconde un sottile elemento esoterico che non solo segna le pagine iniziali del fumetto, ma anche i testi a inizio e fine del primo numero che rimandano a storie di spiriti “reali”, di morti che non sono veramente tali. A questo contribuiscono Casalanguida e Marchisio: l’artista guarda alla lezione di Sampayo e Munoz, ma anche , usando con sapienza i chiaroscuri e le ombre che vengono completate da colori che seguono e esaltano questo gioco di luci. Alla fine del primo numero, resta la curiosità di capire in che guaio si sono cacciati i quattro protagonisti e di chi sia il corpo riesumato nella prima pagina, 30 anni dopo l’inizio della vicenda.
Emilio Cirri

Radio Apocalypse #1

Radio Apocalypse 1Questo mese Ram V sembra non temere gli straordinari: non solo e l’esordio di Venom di cui abbiamo parlato pocanzi, o gli impegni con Three Worlds/Three Moons, ma anche l’inizio di Radio Apocalypse per Vault Comics.
Insieme ai collaboratori fidati Anand RK, Anisha e Bidikar, con cui ha realizzato i pluripremiati Grafity’s Wall e Blue in Green, l’autore costruisce un primo numero affascinante che ha la sua forza non tanto in una trama appena accennata e ad alcuni elementi tipici del genere post-apocalittico, quanto nella costruzione del mondo e dei rapporti tra i personaggi.
Al centro della storia c’è l’insediamento di Bakerstown, una delle ultime roccaforti che resistono alla rovina e all’attacco dei misteriosi mutanti Xenos, e il fulcro della comunità è la radio locale, barlume di speranza per chi arriva dalle lande desolate in cerca di salvezza. Come Tan, costretta ad abbandonare la propria compagna ferita Cali poco fuori dalla città per poterla salvare in seguito, oppure Rion, giovane ladruncolo che per non essere condannato a morte certa deve accettare di lavorare per la radio.
In poche scene, Ram V definisce uno scenario credibile, palpitante di vita e disperazione, mentre i personaggi vengono caratterizzati con pochi, sapienti tratti e le loro relazioni vengono stravolte già alla fine del numero. L’atmosfera del racconto è poi evocata dalla musica trasmessa dalla radio, un filo conduttore che l’autore suggerisce al lettore senza l’uso di onomatopee o estratti di testo, quanto piuttosto dai dialoghi, dalle scritte sui dischi o sulle loro custodie.
Il pezzo forte dell’albo sono però i disegni di Anand RK: il vincitore dell’Eisner Award 2021 come Best Painter/Multimedia Artist (interior art) esibisce un tratto ruvido e evocativo, che definisce volti dai lineamenti marcati, in bilico tra realismo e caricatura, fortemente espressivi e drammatici. La scelta delle inquadrature è sempre volta a esaltare i passaggi narrativi e il dinamismo delle scene d’azione grazie a prospettive sghembe, che destabilizzano l’equilibrio delle scene, per poi spostarsi a tavole più regolari che si parcellizzano, si sovrappongono a splash page per focalizzarsi su particolari minimi o su espressioni di grande impatto emotivo. L’uso dei retini e del tratteggio, insieme ai colori al neon di Anisha danno al fumetto un gusto retrò e futuristico al tempo stesso, un misto di cyberpunk e post-apocalittico anni ’80. Pur non scostandosi da una struttura piuttosto classica per un numero d’esordio, Radio Apocalypse cattura con i suoi misteri e soprattutto con le sue atmosfere acide e derelitte.
Emilio Cirri

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento tra due settimane circa con First Issue #95.
Stay tuned!

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su