First Issue #86: horror, fantascienza, fantasy ed escapisti

First Issue #86: horror, fantascienza, fantasy ed escapisti
Puntata di “First Issue” dedicata ad alcune novità a fumetti made in USA che approfondiscono tre generi di punta anche nel fumetto.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #86 ci occupiamo di alcune delle novità uscite tra il 25 maggio e il 2 giugno 2021.

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Di seguito, le copertine delle novità Comics.

DC Comics

Mister Miracle #1

Mister Miracle - The Source of Freedom 1Ultimo, in ordine di tempo, a vestire i panni di Mister Miracle dopo Thaddeus Brown e Scott Free, l’afroamericano Shilo Norman diventa il protagonista della nuova miniserie DC Comics dedicata all’eroe escapista, The source of freedom.
Scritta da Brandon Easton, sceneggiatore afroamericano che si sta ritagliando spazi sempre maggiori, per i disegni di Fico Ossio, i colori di Rico Renzi e le copertine di , l’albo d’esordio riprende l’eroe nel presente narrativo, con la sua identità segreta ancora celata e non di dominio pubblico come lo avevamo trovato nel futuro dell’evento Future State di inizio 2021.
Easton, non nuovo nei suoi fumetti ai temi razziali, punta i riflettori sul dissidio interiore del protagonista, impaurito dalla necessità “pubblicitaria” di rivelare al mondo la sua vera identità, che da un lato farebbe aumentare gli introiti economici della sua attività di escapista e supereroe, ma dall’altro lo esporrebbe a una società sempre più razzista e conservatrice che sembra regredita alle peggiori dinamiche che scossero gli USA negli anni ’60 del XX secolo.
Lo sceneggiatore evidenzia molto bene il contrasto tra la percezione esterna di Mister Miracle, perfettamente calato nel meccanismo dello show business contemporaneo, e la sua condizione psicologica piena di dubbi e contraddizioni. La storia tuttavia è tutt’altro che intimista, bensì dinamica e ricca di azione molto ben resa nelle tavole di Ossio e Renzi, attraverso un montaggio vario e adrenalinico. Meno riusciti invece alcuni primi piani, con i volti dei personaggi discontinui e non sempre coerenti.
Il colpo di scena che chiude l’albo si pone in totale discontinuità con l’intero impianto narrativo fino a quel momento e, se da un lato pare calato dall’alto e si fatica a comprenderne il senso, dall’altro bisogna ricordare che gli autori hanno a disposizione altri cinque numeri per sviluppare la loro storia e riescono a creare la giusta curiosità per proseguirne la lettura nei prossimi mesi.
David Padovani

The Nice House on the Lake #1

The Nice House on the Lake 1Dodici personaggi, riuniti da un misterioso ospite in una meravigliosa casa presso un lago, mentre il mondo intorno crolla: questo lo scenario presentato dal numero d’esordio di The Nice House on the Lake, nuova serie DC , firmata da (testi), Alvaro Marinez (disegni), (colore) Andworld Design (lettering).
La tensione del racconto nasce innanzitutto dalla sua natura di flashback: nelle tavole iniziali, infatti, ci accoglie Ryan Cane, la protagonista, che, rivolgendosi direttamente al lettore, inizia a raccontare la storia. È seduta sulla scalinata di quello che, poche pagine dopo, scopriremo essere un angolo del parco della villa, sotto una fitta pioggia; alle sue spalle brilla una luce che evoca un incendio. Ecco quindi che ci troviamo subito immersi nell’atmosfera del racconto, che dalla tavola successiva torna indietro, a quando Ryan conobbe il misterioso padrone della villa e fu coinvolta nella vicenda. Costruito sui dialoghi, il tono della vicenda è amplificato dall’espressionismo visivo: i colori caldi non solo, infatti, illuminano gli sfondi e definiscono oggetti, corpi e volti, ma, soprattutto, si manifestano da subito come il vettore fondamentale delle suggestioni, in ogni scena, in ogni immagine.
Un esordio efficace, quindi, per una storia che ritorna su quel tema, la crisi delle strutture del nostro mondo, al quale Tynion ha dedicato numerosi racconti: dalla trilogia delle mutazioni (Memetic, Cognetic, Eugenic), dove il focus è sulle trasformazioni dei corpi, fino al più recente The Department  of Truth, nel quale è la natura stessa della percezione della realtà ad essere drammatizzata. La serie è prevista svolgersi in dodici numeri e, da queste premesse, potrebbe essere in grado di dare finalmente un’identità all’etichetta Label, che di identità ha disperatamente bisogno.
Simone Rastelli

Di seguito, le copertine delle novità DC Comics.

Made in Korea #1

Made in Korea 1La , genere narrativo popolare le cui origini risalgono al Novecento, affonda le sue radici nel filone letterario dello “scientific romance”, termine utilizzato per catalogare le prime opere di science fiction realizzate da autori anglosassoni o francesi. Scrittori quali Jules Verne o H.G. Wells che hanno saputo sfruttare a pieno il potenziale anticipatore di questa particolare letteratura che, tramite l’utilizzo del pretesto scientifico giunge a porre domande e analizzare la collettività e gli individui che la compongono. Nel corso degli anni la fantascienza ha saputo conquistare sempre maggiori fette di pubblico approdando ai medium di massa e al fumetto, giungendo nei giorni attuali a rappresentare la brillante tematica racchiusa tra le pagine di Made in Korea, primo numero di una nuova miniserie edita da .
La storia, che si dimostra fresca e coinvolgente, risalta e convince perché votata a una riuscita e costante sottrazione letteraria fino a giunge alla completa eliminazione del superfluo da testo e dialoghi. Dallo script di Jeremy Holt emergono le idee, i personaggi, il loro colloquiare e più in generale il corretto utilizzo dei topoi del genere adatti a indagare particolari aspetti e mutamenti della società e della famiglia moderna.
Ambientata in un futuro realmente prossimo, il cui sentore si avverte appena in piccoli dettagli e sfumature, la storia si focalizza su di una coppia non più in giovane età, formata da Suelynn e Bill Evans. Entrambi estremamente genuini e dalla spiccata personalità, doti che emergono dalla loro limpida capacità interpretativa, dai loro dialoghi misurati e dal semplice linguaggio corporeo, ritratti nell’atto di interrogarsi sulla loro mancata genitorialità biologica. Una problematica che riguarda l’infertilità della coppia e che qui incontra la possibilità di adottare bambini robot, donando un ampio respiro alla sceneggiatura che suggerisce riflessioni su quello che comunemente chiamiamo Intelligenza Artificiale, sulla sua capacità di imitare e adattarsi all’essere umano e forse, poi, di superarlo. Il narrato, che sembra ampliarsi in tanti cerchi concentrici, si insinua sotto le maglie del tessuto sociale ponendo l’accento sull’identità e sulla natura dei moderni nuclei familiari, mostrando tutto il potenziale di un racconto che pur partendo da presupposti fiction giunge, con estrema naturalezza, a focalizzarsi su tematiche grandemente attuali. Lo sguardo dei protagonisti arriva così a sovrapporsi a quello dello sceneggiatore che attraverso lo script compie una personalissima analisi della sua condizione di bambino adottato, ponendo domande sulla sua identità di uomo e sul significato della famiglia stessa.
La semplicità e il lavoro di sottrazione narrativa che rendono Made in Korea un brillante esempio fumettistico, vengono a corredarsi di un comparto grafico fatto di linee morbide e pulite che colgono appieno tutte le sfumature del domani prossimo venturo raccontato. I disegni di George Schall oltre a rendere naturali i personaggi ritratti in modo essenziale, riescono a restituire un’idea di futuro che passa attraverso l’inserimento di piccoli elementi dissonanti all’interno del nostro ambiente quotidiano, utili a farci pensare di essere in un’altra epoca grazie alla suggestione di qualcosa di lontano ed esotico ma allo stesso tempo vicino, immaginabile e possibile. Mantenendosi lontano dalle ambientazioni decadenti e plumbee del futuro, Schall disegna luoghi colorati in tinte pastello, luminosi e lineari, che nella loro pulizia visiva riescono a cogliere il mood strisciante della storia, rappresentato da un senso di vuoto e solitudine che affligge gli ambienti (che appaiono anche essi attori narranti) e i personaggi. Non manca comunque una sottile tensione che viene percepita dal lettore come un qualcosa di non immediatamente definibile, una nota stonata ripetuta in sottofondo che promette di divenire il drammatico leitmotiv che accompagnerà i personaggi nel progredire della storia.
Made in Korea giunge al lettore come una ventata di aria fresca condensando efficacemente molte tematiche all’interno di una storia intrigante che solo apparentemente tratta la materia fantascientifica. Grazie al perfetto sincronismo di narrazione scritta e per immagini, Holt e Schall dimostrano che il talento può far apparire di semplice realizzazione trame complesse e multistrato, consegnandoci una storia raccontata con toni pacati ma rumorosa e vibrante per le tematiche esposte, incentrate sulla maternità e sulla necessaria prosecuzione della nostra specie.
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle novità Image Comics.

Altri editori

The Witcher: witch’s lament #1

The Witcher - Witch's Lament 1La casa editrice Dark Horse e la software house polacca CD Projekt uniscono le forze e danno alle stampe la miniserie The Witcher: witch’s lament. Ai testi troviamo Bartosz Sztybor, ai disegni Vanesa R. Del Rey, che lavora a partire dal layout di John Starr, e ai colori Jordie Bellaire.
L’albo si apre in medias res, con una prima tavola muta: una donna è legata a un palo e attende tra le lacrime e la rassegnazione che le fiamme del rogo la divorino. Tra gli spettatori c’è anche Geralt di Rivia, lo strigo.
Nel primo dei quattro episodi previsti per sviscerare il senso di colpa del protagonista, i dialoghi rapidi e taglienti conducono il lettore in un’atmosfera malsana, ben restituita dal tratto di Del Rey, in perfetta armonia con le tinte scelte per esaltare l’oscurità. Diversamente dai paesaggi lugubri, valorizzati da un segno scarno e nervoso, i personaggi pagano il fatto di essere spesso poco rifiniti e di diventare a volte delle sagome poco più che abbozzate. Una certa mancanza di profondità estetica si ravvisa principalmente in alcuni sguardi vacui e distorti di Geralt e dei comprimari, che si possono perfino apprezzare nelle scene oniriche e surreali ma non nelle sequenze “ordinarie”. Luci e ombre, quindi, per un incipit scorrevole, ma che perde incisività già dopo la metà del capitolo.
Federico Beghin

 

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento al 23 giugno 2021 con First Issue #87.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover sulla pagina Facebook de Lo Spazio Bianco per ogni puntata di First Issue.]

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