First Issue #85: corporazioni mutanti e sindacati temporali

First Issue #85: corporazioni mutanti e sindacati temporali
Da X-Corp a Time Before Time, passando per Fantastic Four – Life Story. Senza dimenticare uno sguardo ad alcune novità degli autori indipendenti.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #85 ci occupiamo di alcune delle novità uscite tra il 12 e il 19 maggio 2021.

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Marvel Comics

X-Corp #1

X-Corp 1Uno degli elementi più intriganti e interessanti introdotti da nel nuovo corso degli è stato quello di togliere i mutanti dalle semplici dispute supereroistiche e gettarli nell’agone politico, sociale ed economico del nostro mondo, creando una vera e propria nazione che deve confrontarsi con le altre potenze mondiali. L’elemento economico è sicuramente quello con il potenziale di riflessione socio-culturale più ampio: la recente pandemia ha portato per l’ennesima volta a discutere (senza l’ambizione di risolvere) le profonde contraddizioni del capitalismo, oppure la potenza e l’impatto delle multinazionali farmaceutiche nel nostro mondo. La scelta di lanciare una serie dedicata a X-Corp è quindi forse una delle più affascinanti dell’intera operazione nata dal rilancio di HoX/PoX: reinterpretando uno dei numerosissimi spunti sgorgati dalla geniale mente di , X-Corp diventa la multinazionale mutante incaricata di diversificare gli investimenti di Krakoa, sfruttando i ricavi che arrivano dal commercio dei “fiori” farmaceutici dell’isola. A guidarla sono Monet St. Croix e Warren Worringthon III, mutanti già esperti di temi finanziari e imprenditoriali (basta tornare proprio agli anni del lavoro su Uncanny X-Men di , gestione parallela alla rivoluzione morrisoniana e mai troppo celebrata). Da queste premesse Tini Howard cerca di costruire un primo numero che bilanci thriller corporativo e avventura supereroistica, dialoghi tecnici e brillanti con altri più action e roboanti: il risultato è decisamente a fasi alterne. L’autrice non sembra aver trovato un vero equilibrio tra le varie anime dell’albo: se la parte prettamente d’azione risulta farraginosa e quasi inserita a forza, quella dedicata allo scontro economico e politico appare più ispirata, con alcuni passaggi particolarmente smaglianti alternati ad altri troppo lenti e prolissi, che per ora perdono il confronto con riflessioni simili, più cupe e sottili, viste proprio nelle run di Casey e Morrison.   Howard centra il segno nel caratterizzare i due protagonisti e co- CEO (anzi, CXO) della compagnia, riuscendo a creare la giusta chimica e mettendo in bocca loro i dialoghi migliori: in particolare Penance risalta come il personaggio più riuscito e più forte dell’albo, parlando con una voce riconoscibile, magnetica e travolgente. Gli altri personaggi del ristretto gruppo mutante (Madrox e Trinity) per ora restano a fare un po’ da tappezzeria.
La parte più debole è però quella artistica: Alberto Foche appare incostante dall’inizio alla fine dell’albo, non riuscendo mai a creare tavole che siano di impatto nei momenti action o espressive nei momenti più focalizzati sui confronti tra i personaggi. La mimica di volti e i corpi non riesce mai ad accompagnare dialoghi e trama in maniera convincente, i dettagli si perdono in un tratto eccessivamente semplice, che sembra sempre lasciato abbozzato e mai messo a fuoco, lo stile non sembra mai decidersi se essere più realistico o più essenziale. Solo la rappresentazione del bell’Angelo evoca di tanto in tanto l’idea di apparenza come prodotto, così pervasiva del mercato capitalistico.
Un primo numero che delude le alte aspettative che si potevano e dovevano avere per una serie cardine del grande mosaico mutante, ma che fortunatamente presenta tanti ottimi spunti che potrebbero essere ben sviluppati correggendo alcune storture.
Emilio Cirri

Fantastic Four – Life Story #1

Fantastic Four - Life Story 1Dopo il successo nel 2019 di : Life Story, firmato da Chip Zdarsky e , in questo 2021 che segna il sessantennale dei Fantastici Quattro, la Marvel decide di ripetere l’esperimento narrativo con la più famosa famiglia dei supereroi, affidando il compito a Mark Russell (testi), Sean Izaakse (disegni) e Nolan Woodward (colori).
L’idea di fondo del concetto Life Story è di per sé intrigante e si colloca a metà tra un what if e un racconto canonico dell’universo supereroistico della Casa delle Idee: narrare la vita e le gesta dei supereroi come se anche per loro gli anni scorressero realmente e ambientandole in una realtà nella quale gli eventi storici accadono e modificano il corso della Storia esattamente come nel nostro mondo.
Ecco allora che Russell, nel primo numero della miniserie dedicata al Quartetto e che copre gli anni ’60 del secolo scorso, lega la nascita dei FF e il famoso volo che donò loro i superpoteri alla corsa spaziale che contrappose Stati Uniti e Unione Sovietica, esplicitando di fatto l’ispirazione che fu alla base della creazione dei personaggi da parte di Lee e Kirby nel 1971. In effetti, la linea guida che lo sceneggiatore tiene in questo esordio è proprio quella di ripercorrere le classiche tappe fondative del quartetto evidenziandone il legame con gli eventi storici reali. L’intuizione narrativa che rende questo percorso, che potrebbe facilmente scivolare nel pedissequo, efficace è una serie di piccole ma fondamentali deviazioni dal canone che rendono originale il racconto, anch’esse peraltro basate su due elementi presenti nel fumetto sin dalle origini: il rancore provato da Ben nei confronti di Reed per averlo trasformato in un mostro arancione e il senso di colpa di Mister Fantastic che Russell trasforma in una sorta di visione che egli ha durante il volo spaziale e che gli mostra l’arrivo di Galactus. Proprio con questo tassello narrativo lo sceneggiatore pare dimostrare di essere un conoscitore della fantascienza contemporanea – per esempio di Cixin Liu e del suo Il problema dei tre corpi – dichiarando che l’evento che ha regalato i poteri a Sue, Reed, Ben e Johnny è stato di fatto l’evento che ha fatto conoscere l’esistenza della Terra al Divoratore di Mondi.
Le tavole di Izaakse sono tanto classiche nell’impostazione quanto contemporanee nel segno, con un tratto realistico ed espressivo, con il disegnatore che si mostra attento al dettaglio di ambientazioni, tecnologia e modi di vestire tipiche del decennio in cui si svolge la storia. Il tutto ravvivato dai colori di Woodward che predilige tinte accese e solari, a richiamare il senso del fantastico che le avventure del Quartetto hanno sempre avuto nel loro DNA.   
David Padovani

Di seguito, le copertine delle novità Marvel Comics.

DC Comics

Di seguito, le copertine delle novità DC Comics.

Image Comics

Time Before Time

Time Before Time 1“Sembra non esserci mai abbastanza tempo per fare tutte le cose che vorremmo fare”
Con questa frase nell’editoriale di fondo, Declan Shalvey racchiude il senso più profondo di Time Before Time, prima serie che lo vede solo in veste di sceneggiatore, coadiuvato da Rory McConville, con i disegni di Joe Palmer, i colori di Chris O’Halloran e il lettering di Hassan Otsmane-Elhaou (team creativo della graqphic novel Write it in blood).
Nell’anno 2140, in un mondo che non sembra avere futuro, il Sindacato si occupa di trasportare cose e soprattutto persone tra il passato e il presente, per dar loro una vita diversa per il giusto prezzo. Dopo anni passati a lavorare per l’organizzazione, barcamenandosi tra debiti e una vita miserabile, Tatsuo and Oscar decidono di fuggire. Ma le cose non vanno bene, con Tatsuo che si ritrova solo e invischiato in una misteriosa missione di un’agente dell’FBI.
Un primo numero extrasize che mette in campo tutto il meglio che il team creativo ha da offrire: sparatorie, riflessioni sulla vita e lo scorrere del tempo, piani criminali sono sapientemente mescolati tra loro con un ritmo narrativo perfettamente cadenzato, che attinge al meglio della fantascienza distopica alla Blade Runner e all’hard boiled (Criminal, per fare un esempio supereroistico); un tratto geometrico e ricco di chiaroscuri, che guarda sia a Mignola e a Risso, ma anche all’eleganza di Mazzuchelli e a influenze manga; colori plumbei e dai contrasti forti, con una texture sgranata che ricorda le atmosfere malinconiche di Cowboy Bebop. Tutti elementi che si sposano alla perfezione e che esaltano ogni situazione, raggiungendo il culmine nel confronto tra Tatsuo e Oscar: nella musica assordante di una discoteca, un Oscar ormai invecchiato riflette sul tempo che è trascorso durante la sua terribile avventura, un tempo che nessuno gli ridarà mai e in cui non ha potuto concludere quello che avrebbe voluto, invitando Tatsuo a vivere il suo tempo al meglio. Un passaggio in cui il ritmo viene costruito con attenzione estrema, in cui ogni parola viene centellinata da Shalvey e McConville, in cui ogni inquadratura viene costruita da Palmer per esaltare piccoli gesti e piccole espressioni: un momento di altissima intensità emotiva, che racchiude in sé un messaggio semplice, potente e prezioso, prima che la vita e l’avventura portino Tatsuo in un mondo mai visto, lasciando il lettore frastornato e incuriosito per quello che succederà.
Emilio Cirri

 

Altri editori

City #1

Silver City 1Aereoporto Internazionale di Los Angeles. Un giorno come tanti nel quale nessuno può sospettare che la catastrofe sia in agguato, proprio dietro l’angolo, sotto forma di un deflagrante disastro. Passeggeri viaggianti e persone in attesa del proprio volo vengono investiti dall’esplosione di un aereo, passando a migliore o peggiore vita in una città purgatorio chiamata Silver City. Un luogo speculare del nostro ambiente urbano, intriso di burocrazia, regole e nonsense che sembra essere solo uno dei gradini della scala che attraversa i misteriosi territori dell’aldilà.
Olivia Cuartero-Briggs rispolvera l’idea e le pagine di un suo romanzo del 2010 costruendo una sceneggiatura che desta curiosità senza mai giungere ad apparire realmente interessante. Lo script, affetto da un senso di pesantezza che passa attraverso dialoghi verbosi, non tarda a divenire insipido e indigesto nell’introdurre gli elementi salienti del mondo dell’oltretomba immaginato dall’autrice. La stessa Ru, personaggio principale del racconto, recita con fortune alterne la parte di donna dal passato traumatico e misterioso, costretta a confrontarsi e adattarsi a un ambiente nuovo e pericoloso. Anche l’interazione e le dinamiche tra i diversi attori non arriva ad aggiungere brio alla narrativa, che si dimostra priva di particolari sorprese e dallo sviluppo orizzontale.
Decisamente di maggiore interesse risultano i disegni e la colorazione di Merli, che riesce nel compito di donare un tocco di leggerezza alla vicenda con una costruzione delle tavole improntata a un buon dinamismo. Grazie a un riuscito character design tutti i personaggi risultano credibili ed espressivi nel loro attraversare le pagine, riuscendo a costruire con un’efficace narrazione per immagini che spesso sovrasta e supera l’intento della sceneggiatura scritta.
propone un racconto che, in queste battute iniziali, dimostra scarsa leggerezza e vivacità mancando l’obiettivo di intrattenere il lettore. A causa di una sceneggiatura che non riesce a discostarsi dalle sue aspirazioni originali (quelle di essere pensata e codificata in chiave di romanzo), la storia non brilla per scorrevolezza andando a infrangersi contro la presenza di linee di testo e dialoghi, utili a rallentare lo scorrere degli eventi. Occasione fino a qui mancata, per un progetto negli intenti ambizioso ma che nei fatti non sembra trovare la giusta collocazione nell’ambito della narrazione fumettistica. 
Ferdinando Maresca

Rangers of the divide #1

Rangers of the Divide 1Un uomo solitario si trova a guidare un gruppo di giovani: chiamato a essere un leader suo malgrado, deve addestrare dei cadetti, affinché diventino ranger pronti ad affrontare un grave pericolo. Ecco la premessa e il nucleo del primo capitolo di Rangers of the divide, nuovo fumetto edito da e interamente realizzato da Megan Huang.
L’autrice accenna soltanto i personaggi e il mondo in cui è ambientata la storia, lasciando che a diventare protagonisti siano principalmente i colori e secondariamente i disegni. I primi sono molto luminosi e trasmettono serenità e allegria; i secondi consentono una fruizione semplice, immediata e piacevole, poiché il tratto pulito e dinamico delinea creature a metà strada tra animali veramente esistenti ed esseri frutto di fantasia, enfatizzando poi alcune espressioni dei volti dei ragazzi coinvolti nelle esercitazioni.
La trama, per ora, è piuttosto lineare e priva di guizzi. Per un #1, di solito, si può trovare una giustificazione sottolineando il fatto che debba rispondere a determinate esigenze, risultando quindi “semplicemente” introduttivo o eccessivamente didascalico. In questo caso, però, Huang non si preoccupa di gettare le basi per gli eventi futuri, mostrando qualcosa: si limita a servire ai lettori due sequenze d’azione e qualche dialogo in modo alquanto meccanico. Da uno degli scambi di battute si ricava uno spunto relativo alla possibilità di trovare uno spirito affine anche quando sembra impossibile. Troppo poco per invogliare a proseguire la lettura.
Federico Beghin

 

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento al 9 giugno 2021 con First Issue #86.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover sulla pagina Facebook de Lo Spazio Bianco per ogni puntata di First Issue.]

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