First Issue #63: Nebula, Unkillables e tanto altro

First Issue #63: Nebula, Unkillables e tanto altro
Sono tante le novità uscite nelle ultime due settimane sul mercato fumettistico USA e in questa puntata di First Issue proviamo ad analizzare le più interessanti.

Ogni mercoledì in USA esce quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #63 ci occupiamo delle novità uscite il 12 e il 19 febbraio 2020.

Nebula #1

Nebula 1Nebula ha goduto di un ruolo rilevante nell’ultima fase del Marvel Cinematic Universe culminata in Avengers: Endgame, perciò c’era da aspettarsi che Marvel Comics desse spazio nei propri fumetti al personaggio interpretato da Karen Gillan. Ecco allora che la Casa delle Idee ha chiamato Vita Ayala (sceneggiatura) e Claire Roe (matite) per realizzare una miniserie di cinque capitoli, che si apre con la protagonista desiderosa di mettere le mani su un congegno in grado di predire il futuro.
Senza l’ambiguità morale che è emersa dalle pellicole, la mercenaria non fa sconti a nessuno pur di raggiungere il proprio obiettivo, modus operandi che la avvicina a uno scienziato non del tutto innocente. Ayala, tirando giustamente in ballo anche la hybris (quella tracotanza spesso al centro della produzione epica e teatrale dell’antica Grecia), riflette sui limiti che la scienza dovrebbe auto-imporsi, a partire da un interrogativo molto semplice: se è possibile creare qualcosa, è sempre giusto farlo?
Dopo aver posto le premesse, in Nebula #1 le spiegazioni lasciano spazio all’azione in un’ambientazione prevalentemente chiusa di tipico stampo fantascientifico, con un combattimento in cui a saltare agli occhi, più delle singole mosse, sono le strategie adottate. A tal proposito si segnala una tavola dalla griglia 3×3 tornata in auge negli ultimi anni, nella quale Roe analizza i potenziali esiti dello scontro con il tratto netto e affilato che caratterizza l’intero albo d’esordio. Se i movimenti non appaiono molto dinamici, le pose plastiche risultano decisamente riuscite e accompagnano efficacemente i testi abbondanti ma scorrevoli inseriti nei balloon. Le tinte fredde scelte in alcune pagine da Mike Spicer, l’uso abbondante del nero e delle ombre e la presenza dei retini amplificano la sensazione di trovarsi in un mondo lontano e in una storia cupa, all’apparenza slegata dalla continuity ma non per questo priva di potenziale.
Federico Beghin

Di seguito, le copertine delle altre novità targate Marvel Comics.

DCeased - Unkillables #1

DCeased - The Unkillables 1Tom Taylor e il suo DCeased sono stati una delle sorprese del 2019. Dopo esser stato capace di creare un universo coeso e funzionante nella linea di fumetti tratta da Injustice, videogioco dedicato agli eroi DC, lo sceneggiatore in DCeased ha dato vita a un presente narrativo distopico, sconvolto dall’apocalisse portata dall’epidemia scaturita dall’equazione Anti-Vita di Darkseid.
Nella miniserie originale, su una storia solo superficialmente simile a una ormai scontata epopea zombie, Taylor innestava una serie di interessanti ragionamenti e analisi sul significato di eroismo e di sacrificio, ma soprattutto creava un mondo che da subito faceva capire che poteva essere usato per raccontare tante altre storie (per una bella analisi di Fabrizio “Bam” Nocerino sulla prima miniserie si rimanda a questa puntata di Wednesday Warriors).
Lo sceneggiatore non si è fatto scappare la possibilità e torna adesso a DCeased con la miniserie in tre parti Unkillables. Tre albi – dal numero di pagine extra size – in cui si racconta l’apocalisse vissuta attraverso gli occhi dei supercriminali, forse i più “attrezzati” per vivere in un mondo in cui la sopravvivenza a qualunque costo è diventata la priorità.
Taylor alza anche la posta, inserendo nella storia un elemento interessante legato al fattore rigenerante di Deathstroke, che potrebbe avere sviluppi da non sottovalutare nei prossimi numeri.
Azzeccato lo strano trio di coloro che paiono i protagonisti della miniserie, ma ancora di più è azzeccata la loro interazione, i loro dialoghi, il loro rapporto: Jim Gordon, Jason Todd e Cassandra Cain appaiono da subito un trio disfunzionale ma al contempo perfetto per la storia da raccontare.
I disegni di Karl Mostert presentano una linea chiara interessante, con influenze evidenti dallo stile di Frank Quitely, ma risultano ondivaghi tra tavola e tavola, soprattutto nella resa dei lineamenti dei personaggi (ciò potrebbe anche essere dovuto alla presenza di tre inchiostratori diversi), mentre lo storytelling è chiaro ed efficace. Rex Lokus ai colori, che aveva già fatto parte del team creativo di Injustice, opta per una palette densa e smaccatamente digitale, con una resa quasi da animazione e con un “effetto sangue” (che scorre abbondante nelle pagine) in “stile” Avatar Press.
 David Padovani

Di seguito, le copertine delle novità DC.

Tartarus #1

Tartarus-1Gli imperi di Baxnan e Jurian sono in guerra. In mezzo a loro, il pianeta Tartarus, luogo da cui viene estratto il Liquido, una risorsa inestimabile usata per creare qualsiasi cosa, in particolare potentissime armi. Per anni l’organizzazione criminale dei Djinn ha avuto il dominio sul pianeta, iniziando a vendere il Liquido all’impero di Jurian e poi radicalizzandosi come vera e propria forza indipendente sotto la guida di Surka. L’impero di Baxnan ha messo fine al suo dominio con la forza, ma la sua eredità potrebbe non essere stata sradicata: tra i cadetti delle forze di Baxnan c’è anche Tilde, figlia di Surka, che improvvisamente si trova a essere considerata nemica dell’impero.
Queste le premesse di Tartarus, nuova serie di Johnnie Christmas (Sheltered, Firebug) e Jack T. Cole (The Unsound): i due autori confezionano un primo numero ultrasize diviso in due parti, una nel passato e una nel presente, una sotto (ambientata nella prigione del Pozzo) e una sopra (nella stazione orbitante Olympus).
Christmas e Cole puntano tutto sul ritmo e la velocità: la fuga di Surka, la sua scomparsa, la presentazione di Tilde e il successivo attacco a Olympus si susseguono senza soluzione di continuità, lasciando poco spazio all’introspezione e molto a una azione coinvolgente e serrata che trascina il lettore nel mondo di Tartarus. Lo sceneggiatore presenta quindi personaggi e situazioni in maniera sintetica e diretta, pur mantenendo un alone di mistero sul futuro di Tilde e sul suo effettivo rapporto con la madre mai conosciuta. Se quindi la trama non appare per il momento particolarmente chiara e affascinante, quello che colpisce è l’ambientazione di Tartarus e il ritmo della narrazione.
I disegni di Cole risentono dell’influenza della fantascienza europea anni ’70 e ’80, ma anche delle produzioni statunitensi più recenti, in particolare quelle di Brando Graham (Multiple Warheads, Prophet, Island): un tratto molto fine e tremolante rende i corpi vibranti ed energici, le vignette sono ricolme di dettagli e ambientazioni particolareggiate, e queste scelte conferiscono grande dinamicità e quasi frenesia alla storia. L’artista non risulta sempre convincente, soprattutto nelle scene di combattimento che risultano a volte mal coreografate o inaspettatamente legnose, ma si rifà sia nelle scene in campo aperto, piene di personaggi e oggetti, che nelle inquadrature più focalizzate sui personaggi, dove riesce a dipingere espressioni convincenti grazie alla grande attenzione ai particolari.
Una serie che parte sicuramente con il piglio giusto, ma che deve ancora far capire le proprie intenzioni.
Emilio Cirri

On the Stump #1

On-the-Stump-1Esiste una espressione inglese che indica l’essere in tour per fare comizi elettorali: on the stump. E sappiamo bene come negli ultimi anni tali comizi si siano fatti sempre più feroci, sempre più violenti, in una società sempre meno abituata al dialogo e alla discussione civile.
Chris Browne e Francesco “Prenzy” Chiappara portano alle estreme conseguenze questo aspetto della politica, trasformandone l’arena in un vero e proprio ring, in cui senatori e parlamentari si affrontano in brutali corpo a corpo per far passare o respingere una legge, un emendamento, una proposta. Oppure affrontano con violenza senza remore giornalisti troppo invadenti, o ancora progettano di far cadere i propri avversari politici con ogni mezzo possibile.
I due autori costruiscono un racconto fatto di dialoghi brillanti e di scene frenetiche, in cui a farla da padrone è la velocità che deforma i corpi, che punta sull’esagerazione della violenza e sull’azione più forsennata.
Lo storytelling di Prenzy fa scorrere la storia con grande ritmo e divertimento, con una suddivisione della tavola che cambia costantemente, volta a enfatizzare il senso di rapidità e costante disequilibrio. At tempo stesso il disegnatore italiano è bravo anche a rallentare nei momenti più riflessivi, a focalizzarsi sui personaggi, rappresentandoli con linee curve più sinuose e rilassate, pur non perdendo mai il gusto per il cartoonesco. In questi momenti Browne, pur non sacrificando mai il ritmo, fa emergere alcuni tratti salienti dei protagonisti e soprattutto del mondo in cui si muovono.
Pur essendo un fumetto che punta tutto sull’azione, le premesse grottesche alla sua base creano un cortocircuito che fa riflettere sulla situazione del nostro mondo reale: proprio per questo, per approfondire gli aspetti più seri della nostra attualità, in chiusura dell’albo si trovano gli interventi del professor Julian Chambliss, docente di inglese alla Michigan State University e interessato alla rappresentazione delle minoranze nere, e Michael Kennedy, professore di sociologia e affari pubblici alla Brown University. Un esperimento interessante che coniuga fumetto e ricerca sociologica per creare uno spazio di discussione e approfondimento.
Emilio Cirri

Altri editori

Undone by Blood #1

Undone-By-Blood-1Ethel è un’adolescente che fa ritorno alla sua città natale in Arizona, dopo un lungo periodo di tempo e con un obiettivo ben preciso: uccidere l’uomo responsabile dell’assassinio della sua famiglia. L’unica compagnia sulla quale può contare è quella di un romanzo di genere western che la ragazza porta sempre con sé e la cui storia rispecchia per certi versi la caccia all’uomo che lei sta conducendo. Quella imbastita da Lonnie Nadler e Zac Thompson sulle pagine di Undone by Blood della è una storia di vendetta dalle premesse molto classiche, finanche banali.
Il plot si sviluppa con un incedere rilassato, gli autori fanno un uso parsimonioso dei dialoghi e lasciano spesso che siano le azioni dei personaggi a raccontare gli accadimenti o, in altri casi, si prendono il loro tempo per lasciare il lettore in contemplazione delle aride e affascinanti atmosfere di una tipica cittadina rurale americana degli anni ’70. Poche sono le informazioni che vengono date al lettore in questo primo numero, in primis riguardo la protagonista, la quale non viene mai approfondita al di là di quale sia la natura del suo obiettivo, esplicitato fin dalle primissime pagine. Una narrazione sicuramente poco briosa ma in realtà non priva di un certo fascino ermetico.
Alla vicenda di Ether, poi, si alterna il racconto di The Shadow of a Wanted Man, il libro che lei sta leggendo. Queste sequenze, incentrate sul pistolero Solomon in missione per salvare il figlio rapito da un bandito, aggiungono senz’altro varietà alla lettura ma la linea narrativa che portano avanti finisce per risultare fin troppo scontata e dallo scarso mordente.
L’elemento più riuscito dell’albo è però quello artistico. Tanto i disegni di Sami Kivelä, dal tratto graffiante e sgraziato, quanto la colorazione di Jason Wordie, caratterizzata da tonalità calde e smaglianti per le scene inerenti Ether, più slavate per quelle con protagonista Solomon, riescono a trasmettere vividamente le atmosfere western e il clima desertico che permeano la storia.
Marco Marotta

Alienated #1

Alienated-1Tre adolescenti più uno, una piccola città statunitense e un alieno nel bosco: questi gli ingredienti di Three Kids Called Sam Go Walking in the Woods, primo capitolo di Alienated – serie creata da Simon Spurrier (testi) e Chris Wildgoose (disegni), colorata da André May e pubblicata da BOOM! Studios.
Il racconto procede inizialmente per scene brevi che ci fanno conoscere i tre protagonisti ma fra le quali è il quarto ragazzo, un piccolo bullo velleitario, a fare da trait d’union. Li seguiamo nel tragitto verso la scuola, assistiamo all’incontro che innesca la vicenda: una strana entità nel bosco che offre loro sul momento un dono avvelenato (il collegamento telepatico costante e non controllato fra le loro menti) e, successivamente, un’ambigua protezione. Il ritmo è serrato la giornata scolastica scorre cadenzata da scene a singola tavola, suddivisa in quattro vignette orizzontali sotto il titolo (First Period – Fourth Period), durante le quali i ragazzi sono presentati attraverso i loro pensieri ma senza didascalismi. Fin qui il tono è da commedia scolastica, ma nell’ultima sequenza nel bosco l’atmosfera diventa inquietante, per chiudere con un cliffhanger.
La griglia regolare offre una lettura fluida e le inquadrature danno sempre preminenza ai personaggi, mantenendoli sempre al centro, in primi piani e piani medi su sfondi funzionali alla contestualizzazione della scena ma senza una particolare ricchezza di dettagli che possa fermare lo sguardo.
È un debutto pieno di buone promesse, quello di Alienated, soprattutto per la leggerezza ed efficacia nella presentazione dei personaggi e la disinvoltura con la quale il racconto attraversa i vari toni emotivi, sempre marcati da specifiche dominanti cromatiche.
Simone Rastelli

Bang! #1

BANG! 1Thomas Cord, agente segreto membro dell’organizzazione MI-X, incarna il perfetto stereotipo di super-spia internazionale. Un personaggio che cita apertamente il James Bond di Ian Fleming, impegnato in una lotta senza quartiere contro gli agenti di Goldmaze, una organizzazione segreta dedita a pianificare la distruzione del mondo, percepito come un luogo immaginario nel quale noi tutti viviamo imprigionati.
Matt Kindt sceneggia quella che, fin dalle prime pagine, sembra una classica spy-story, imbevuta di rimandi alla iconografia di genere, riuscendo poi a imprimere una improvvisa svolta surreale e fantascientifica alla vicenda per il tramite del suo protagonista. Un agente segreto a cui affiorano ricordi/falsi ricordi di missioni precedenti e che sembra essere solo uno dei tanti Thomas Cord avvicendatisi nel corso degli anni all’MI-X.
Kindt, passando per i suoi precedenti MIND MGMT e Revolver, confeziona un racconto basato su società segrete, complottismo, cospirazioni e letteratura pulp, analizzando nel contempo tematiche relative all’identità e alla memoria, elementi ricorrenti nella sua produzione fumettistica. Attraverso l’utilizzo di pagine di sola prosa, in apertura e chiusura dell’albo, l’autore sembra condurci rapidamente all’interno della storia fornendo precise coordinate, successivamente sovvertite in un gioco di rimandi tra letteratura e fumetto. L’indagine sembra così discostarsi dalle gesta di Cord per approdare a una ben più interessante analisi della natura stessa della narrativa e del fumetto, per il tramite del protagonista che arriva a sfiorare l’idea di essere un semplice personaggio all’interno di un mondo letterario. Le gesta della nostra super spia assumono così le sembianze di un pretesto che nasconde una analisi della realtà che ci circonda, di ciò che può essere considerato vero e ciò che può considerarsi falso.
L’incontro tra Il protagonista e lo scrittore di fiction Philip Verve (che genera malcelate reminiscenze di Philip K. Dick), completa il cortocircuito narrativo necessario al cambio di prospettiva del racconto, originando un cliffhanger ricco di pathos che porta alla luce dubbi e domande, capaci di catturare l’attenzione del lettore in attesa della prossima uscita.
L’apporto artistico di Wilfredo Torres si dimostra come il perfetto compendio a uno storytelling snello e privo di fronzoli. Matite dalle linee pulite che ritraggono figure espressive sempre in perfetto contatto con il mood della storia, garantendo una significativa resa del linguaggio corporeo degli attori ed una particolare attenzione ai dettagli. Senza mai discostarsi dalla propria cifra stilistica imbevuta di rimandi al pulp, Torres riesce a garantire leggerezza e dinamicità grazie a una costruzione snella delle tavole e alle giuste inquadrature, mantenendosi lontano dallo scimmiottare l’iconografia di genere.
I colori di Nayoung Kim, dalle riconoscibili venature e rimandi alla pop-art, aggiungono quella parvenza vintage che esalta l’attitudine pulp della storia.
Il primo numero di BANG!, edito da Dark Horse, non tradisce le aspettative, riuscendo a spiazzare e incuriosire. Matt Kindt pone le basi di un racconto intrigante e dai risvolti tutt’altro che scontati. Operando una sostanziale destrutturazione dei cliché di genere, Kindt conduce il lettore in un raffinato gioco di analisi e ricomposizione delle tessere narrative andando a proporre diverse chiavi di lettura e accesso alla realtà che ci circonda, giungendo a inserire nella struttura del fumetto elementi di metanarrazione. Il tutto contenuto all’interno di una leggera patina action e mistery, banale soglia aperta su di una realtà complessa e articolata che sembra svilupparsi in un elegante gioco di scatole cinesi.
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Wednesday Warriors

Nella puntata #58 di Wednesday Warriors su Dimensione Fumetto, Andrea Gagliardi approfondisce, con cipiglio critico, la parabola discendente di Joshua Williamson su The Flash.

The Flash #88

The Flash 88Nell’ultimo periodo della gestione di Flash lo scrittore sembra però aver perso di vista questa sua progettualità a lungo respiro limitandosi a storyarc chiusi costringendosi a presentare, riepilogare e spiegare questo personaggio o quel paradosso temporale di cui nessuno aveva sentito parlare prima.
Questo è il caso di questo preludio a Flash Age, prossimo ciclo di storie del velocista scarlatto, in cui una buona idea e un ottimo disegnatore vengono soffocati da una prosa ingombrante, ridondante e didascalica fino allo stremo.
LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA QUI

Per questa puntata è tutto. First Issue ritorna tra due settimane, con la puntata #64 l’11 marzo 2020.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover sulla pagina Facebook de Lo Spazio Bianco per ogni puntata di First Issue.]

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