First Issue #60: il Thor di Cates e il Batman di Tynion IV

First Issue #60: il Thor di Cates e il Batman di Tynion IV
Ritorna “First Issue” con il primo appuntamento del 2020 che vi offre una carrellata delle nuove uscite avvenute in USA durante il periodo natalizio e i primi giorni di gennaio, tra cui spiccano il nuovo Thor firmato Donny Cates, il Batman post-King di James Tynion IV e il rilancio di...

Ogni mercoledì in USA esce quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #60 tiriamo le fila di tutte le novità uscite tra il 18 dicembre 2019 e l’8 gennaio 2020.

Thor #1

Re Thor è morto, lunga vita a Re Thor!
Potremmo riassumere così l’inizio di Donny Cates e Nic Klein sul tonante, dopo la lunga e iconica run di Jason Aaron. Non era facile arrivare dopo lo scrittore dell’Alabama su questo titolo, dopo sette anni di costruzione e ricostruzione concettuale, di esplorazione di un personaggio complesso e difficile, un Dio che cammina tra gli uomini come un supereroe.
Alla fine della gestione di Aaron, Thor è diventato il nuovo Padre-di-tutto, prendendo il posto di Odino come nuovo reggente di Asgard. Ed è qui che lo ritroviamo all’inizio di questo numero, un Thor gravato dalle responsabilità, onnipotente come non lo era mai stato eppure (o forse proprio per questo) annoiato. Ma la noia si interrompe quando una nuova tragedia incombe sui cieli di Asgard, nella forma di un Galactus ferito che cade sulla città, annunciando l’arrivo dell’Inverno Nero e della sua fine. Per affrontarla, l’essere cosmico compie l’impensabile: trasforma Thor nel suo araldo.
Ecco quindi che Cates prende in mano il personaggio, l’eredità di Aaron e li fa rapidamente evolvere per riconnetterli alla trama più grande che sta costruendo da quando è in Marvel, ripiegando in un certo senso su un sentiero per lui più confortevole. Se da una parte si vede l’intenzione di Cates di realizzare un progetto ambizioso e di volerlo fare con una impostazione epica che pare sin da subito coinvolgente e solida, dall’altra si ha la sensazione che Cates non riesca a uscire da quell’universo dentro il Marvel Universo, una sorta di Cates-verso, che si è sviluppato da Thanos Vince fino a Silver Surfer: Black, passando per Guardiani della Galassia, Venom e La morte degli Inumani. In particolare, è un peccato non vedere sfruttato a pieno il lascito di Aaron, liquidato qui troppo velocemente: si spera che in futuro questo venga ripreso.
Thor #1 resta comunque un numero iniziale dal gran ritmo e dalle ottime caratterizzazioni dei personaggi, che sicuramente riesce a stuzzicare e sorprendere il lettore.
Ma sono soprattutto i disegni di Nic Klein a colpire nel segno: l’artista sembra nato per questo genere di storie, riuscendo a ricostruire la possenza epica di personaggi e ambienti, immergendoci completamente nell’atmosfera dei miti nordici con un segno ruvido ma dettagliato, violento eppure elegante: basta vedere la prima apparizione del suo Thor, guercio, con barba e capelli incolti, a petto nudo, per vedere il perfetto Dio del tuono nordico, nato dal lampo e dal fango delle battaglie. Spettacolari le tavole di battaglia e devastazione, ricche di dinamismo e di potenza cinetiche, in particolare quelle che coinvolgono Thor e Galactus.
Un esordio convincente che, se saprà aprirsi oltre l’universo chiuso di Cates, potrebbe dar vita ad un’altra, epica saga del Tonante.
Emilio Cirri

Incoming

La Casa delle Idee chiude il 2019 con uno one-shot fatto uscire il giorno di Natale che si configura, a un tempo, come una dichiarazione d’intenti e un’anteprima di ciò che i lettori vedranno arrivare nel 2020. Il titolo stesso dell’albo – In arrivo, la sua traduzione – ne rivela il significato e al suo interno troviamo ospitati molti dei vari team creativi delle testate Marvel, ognuno dei quali si occupa del segmento narrativo con protagonista il personaggio o i personaggi che ha in carico mensilmente.
La trama mistery che lega insieme le tante piccole preview, dando loro coerenza di racconto, svolge a sua volta la funziona di antefatto a Empire, la prima maxisaga marveliana che ci porterà il 2020. Un tipico “enigma della camera chiusa” fa da sfondo all’omicidio di un personaggio che per molti lettori si rivelerà un perfetto sconosciuto, a meno che non abbiano rispolverato da poco l’indimenticata run di John Byrne sui Fantastici Quattro negli anni ’80 del secolo scorso. Ma l’identità del morto non è tanto importante quanto invece lo sia la sua provenienza all’interno dell’arazzo cosmico della Casa delle Idee, visto che Empire andrà a riallacciarsi direttamente alla Guerra Kree-Skrull, una delle più grandi saghe degli Avengers che si sviluppò su nove numeri della loro testata tra il 1971 e il 1972 e firmata da Roy Thomas (e Neal Adams per l’albo finale) ai testi e Sal Buscema ai disegni.
Incoming, il cui impianto generale è stato pensato da Al Ewing, sfrutta il meccanismo della concatenazione in sceneggiatura per passare il testimone dell’azione da un personaggio e da un team creativo all’altro: ognuno porta avanti la trama generale dell’antefatto e, al contempo, offre un assaggio di ciò che troveranno ai lettori nei prossimi mesi sulle proprie testate.
I segmenti più riusciti rispecchiano, guarda caso, i mensili che già nel 2019 hanno riscosso il plauso di lettori e critica. Su tutti, l’Hulk del già citato Ewing e Joe Bennett, gli X-Men di Jonathan Hickman che nell’albo torna a far coppia con R.B. Silva dopo Powers of X.
La lettura scorre piacevole, per quanto resti sempre ben davanti agli occhi che ci troviamo tra le pagine di una grande preview, e sicuramente la curiosità degli appassionati di vedere come si svilupperanno le serie dei vari eroi è ben solleticata.
David Padovani

Star Wars: the rise of Kylo Ren #1
Star Wars The Rise Of Kylo Ren 001 (2019) (2 covers) (digital) (aKraa)

Star Wars: the rise of Kylo Ren inizia con un flashback che presenta i Cavalieri di Ren e continua passando al presente narrativo, nel quale Ben Solo sostiene di essere stato attaccato da suo zio Luke Skywalker e di aver reagito uccidendolo.
Lo sceneggiatore Charles Soule, nuovamente chiamato da Marvel Comics a esplorare i meandri della galassia lontana lontana, riprende alcune scene del film Star Wars: gli ultimi Jedi per approfondire il passato di Kylo Ren. Il capitolo lascia presto sullo sfondo una carneficina e si concentra sul confronto tra il giovane Ben e i suoi ex compagni Jedi: il faccia a faccia offre all’autore l’opportunità di mettere in risalto il conflitto interiore del protagonista, una lacerazione evidente anche nelle tre pellicole della terza trilogia.
Per quanto riguarda la trama secondaria, anche se lo spazio concesso ai Cavalieri di Ren è risicato, il character design del loro leader attira l’attenzione del lettore, così come il modus operandi del gruppo. Molto probabilmente Soule, nei prossimi episodi della miniserie, approfondirà le dinamiche di questo misterioso ordine, andando a fare luce su un elemento affascinante, solo accennato e mai indagato nei lungometraggi.
Se, come spesso accade, uno sceneggiatore incaricato di scrivere un fumetto di Star Wars deve riuscire a dare il meglio di sé con un margine di manovra molto limitato, un discorso diverso può valere per un disegnatore, al quale è concessa una libertà espressiva più elevata, seppur all’interno di alcune linee guida. Infatti, restando fedele alla fisionomia di Adam Driver quando raffigura Ben Solo, Will Sliney si diverte a giocare con le inquadrature, alternando primi piani intensi a campi larghi che offrono un bel colpo d’occhio sul tempio Jedi in fiamme, sulle astronavi ferme sulla pista e sullo spazio aperto rischiarato dalle stelle. A colpire particolarmente è la base orbitante di Snoke – altro personaggio che sarebbe interessante vedere analizzato – poiché è assimilabile a una sorta di variopinto e rigoglioso orto botanico sospeso nella galassia.
Sia in questo caso che nelle sequenze notturne si può cogliere il valore del lavoro di Guru-eFX, il colorista che distribuisce con efficacia ombre e luci nelle tavole. Visto che l’estetica dell’esordio di Star Wars: the rise of Kylo Ren è accattivante, a maggior ragione se si tiene conto dell’iconica copertina realizzata da Clayton Crain, l’unica perplessità è legata al plot: può risultare avvincente anche per un lettore occasionale o soltanto per i fan più affezionati alla saga creata da George Lucas?
Federico Beghin

Di seguito, le copertine delle altre novità targate Marvel Comics.

Batman #86 – The Deaths of Vic Sage #1

Non fatevi ingannare dal #86 riportato in copertina, il più recente albo di Batman arrivato sugli stand è, a tutti gli effetti, un first issue.
Conclusasi nello scorso numero un’epoca, quella della discussa, affascinante, originale run di Tom King alla guida del paladino di Gotham, i lettori non hanno neanche il tempo di riprendere fiato e assistono all’arrivo della nuova era firmata James Tynion IV, autore che Batman lo conosce bene e che proprio sulla testata omonima debuttò nel mondo del fumetto, sotto l’egida di Scott Snyder, con una serie di back up story al tempo del New 52.
City of Bane – la saga conclusiva del Batman kinghiano – ha lasciato dietro di sè macerie materiali e spirituali: la Wayne Enterprise da un lato e Batman dall’altro provano a ricostruire su entrambi.
Tynion cambia il registro a cui ci eravamo abituati da oltre tre anni, riporta in scena comprimari freschi (Lucius Fox), nuovi villain e imposta sulle pagine una narrazione più classica e tradizionale – più azione, meno poesia – ma, con intelligenza, non rinnega e rispetta ciò che è stato prima di lui.
Il rapporto tra Bruce e Selina continua e le dinamiche tra i due sono molto vicine a quelle di King, così come il dolore di Batman per il suo recente lutto non viene accantonato: è presente sulle pagine e deve essere ancora elaborato.
La tecnologia è l’elemento attorno a cui sembra ruotare questa nuova “incarnazione” del Pipistrello, una tecnologia intrigante che porta in scena fin da questa prima storia novità interessanti per l’eroe.
Ai disegni c’è Tony Daniel, in continuità con il passato, visto che ha varie volte affiancato Tom King. Il disegnatore svolge il suo lavoro, in fondo buono ma senza picchi, con qualche scivolone sui volti e le anatomie, come gli sta capitando sovente: ormai il suo stile si è adagiato in una sorta di manierismo che guarda ai suoi anni migliori, ma la resa è sbiadita.
A chiudere, come nel numero precedente, l’epilogo che sta pianificando la strada al ritorno del Joker. E in questo caso, la narrazione di Tynion è efficacemente arricchita dall’arte di Guillem March.
È iniziata una nuova era a Gotham. Migliore, peggiore: solo il tempo lo dirà. Sicuramente diversa e non necessariamente ciò deve essere un male.
David Padovani

Daphne Byrne #1

Daphne Byrne è creata da Laura Marks (testi) e Kelley Jones (disegni), qui affiancato da Michelle Madsen ai colori, ed è proposta dalla DC nella collana Hill House Comics, curata da Joe Hill. Il primo albo ci porta nella New York del 1866, avvolta da un’atmosfera dai toni horror trasmessi da componenti quanto mai tipici: interni bui, espressioni marcate fino al grottesco, occhi spalancati, visite al cimitero, sedute spiritiche, mendicanti che sembrano non morti e figure fantasmatiche che la protagonista segue in sogno.
Più che una qualche particolarità è il loro accumulo ad essere efficace e il racconto comunica un senso di morbosità malsana: ogni personaggio che si muove attorno alla protagonista sembra avere qualcosa di cattivo, meschino o guasto: le compagne di collegio la disprezzano e i loro volti hanno smorfie di disgusto mentre parlano di lei; la madre sembra mentalmente instabile e quando assistiamo all’incontro fra lei e Daphne la ne scorgiamo inizialmente solo la lunga ombra sottile e inquietante. Il ragazzo che in sogno accompagna la protagonista alla soglia del mondo dei morti è, in questo senso, normalmente ambiguo e, alla fine, l’unico elemento che incrina la costruzione è l’instabilità della rappresentazione della protagonista, che in alcune immagini sembra una bambina e in altre una ragazza; una non uniformità che al momento non ha alcuna spiegazione narrativa e depotenzia l’effetto generale.
In conclusione, sebbene non si segnalino caratteristiche particolari, Daphne Byrne #1 propone un’atmosfera torbida, con un retrogusto vintage per il richiamo visuale alle collane e agli speciali horror degli anni ’70 del secolo scorso.
Simone Rastelli

Di seguito, le copertine delle altre novità DC.

Image Comics

Di seguito, le copertine delle novità Image Comics.

Editori indie

Di seguito, le copertine delle altre novità degli editori indipendenti.

Wednesday Warriors

Nella puntata #52 di Wednesday Warriors su Dimensione Fumetto, il nostro Simone Rastelli in trasferta ha analizzato la fine dell’era di Tom King con Batman #85.

Batman #85

La run di King chiude con uno scioglimento saturo di emozioni e che può essere apprezzato al meglio prendendo in considerazione gli ultimi due numeri (#84 illustrato da Jorge Fornes e #85 illustrato da Mikel Janìn, con un breve inserto di Hugo Petrus) come un tutto unico, perché in essi si risolve la tensione fra la molteplicità delle vicende e l’unitarietà tematica.
I due numeri conclusivi danno senso a tutto quanto raccontato sinora e per farlo riprendono tutti i fili pendenti e li compongono in una tessitura, dispiegandone di fronte al nostro sguardo il disegno unitario. Per far ciò, King esegue prima una compressione narrativa (in #84), nella quale addensa le energie emotive e alimenta/esaspera le aspettative, e poi (in #85) ne gestisce rilascio e soddisfazione. Abbiamo quindi il più classico dei processi di accumulo e scarica, al termine del quale le emozioni sono placate, le tensioni annullate e le energie dissipate. Una chiusura definitiva, insomma.
LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA QUI

Per questa puntata è tutto. First Issue ritorna tra due settimane, con la puntata #61 il 29 gennaio 2019.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover sulla pagina Facebook de Lo Spazio Bianco per ogni puntata di First Issue.]

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