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First Issue #3 – Le novità a stelle e strisce

Consueto appuntamento con "First Issue", la rubrica che ogni quindici giorni presenta e recensisce le nuove uscite del panorama fumettistico statunitense.

Ogni mercoledì in USA esce quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica bisettimanale de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! Allacciate le cinture e preparatevi a un nuovo viaggio nel variegato e produttivo mondo del fumetto americano: stavolta ci occupiamo degli esordi editoriali avvenuti il 24 e il 31 maggio 2017.

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisce

La Casa delle Idee continua a far uscire nuove serie legate tanto ai maggiori eventi fumettistici in atto nel Marvel Universe, quanto all’ormai imprescindibile produzione cinematografica del Marvel Cinematic Universe.

Direttamente connessi alla recente seconda pellicola dedicata ai Guardiani della Galassia il 24 maggio, sono usciti il primo numero della serie dedicata a Groot e il primo annual della testata di Star Lord.
I am Groot #1 porta la firma di Christopher Hastings (visto all’opera su The Unbelievable Gwenpool) e del disegnatore di Power Man & Iron Fist, Flaviano. La serie si ricollega direttamente agli eventi di Guardiani della Galassia Vol #2 e vede protagonista dunque un piccolo Groot che sembrerebbe non possedere più la capacità di crescere e di tornare alle sue dimensioni adulte. Christopher Hastings e Flaviano catturano in pieno l’atmosfera divertente e spensierata del nuovo corso dei Guardiani, introducendo fin da subito nuove razze e dimensioni.

Star Lord Annual #1 contiene un’avventura dai toni smaccatamente western scritta da Chip Zdarsky e disegnata da Djibril Morissette-Phan sotto una copertina del disegnatore della serie regolare Chris Anka.

Continua l’esordio di nuove testate dedicate al rilancio mutante, dopo gli eventi della saga Inhumans vs X-Men. Il 31 maggio è toccato a Nathan Christopher Summers avere di nuovo, dopo qualche anno, l’onore di una serie a lui dedicata. Ha letto per noi Cable #1 Federico Beghin che ce ne parla qui sotto:

Cable #1

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisceAvendo a che fare con i mutanti Marvel, spesso si finisce a spasso nel tempo, soprattutto se è coinvolto Nathan Summers, per James Robinson (sceneggiatore) e Carlos Pacheco (disegnatore) semplicemente “Cable”. Nel primo capitolo della serie, il protagonista che troviamo già nell’Arizona del 1874, balza nel Giappone del 1543, dopo essersi ritagliato giusto il tempo per malmenare qualche brutto ceffo e per farsi condurre presso uno strano simbolo inciso nel paesaggio roccioso.
Robinson sceglie di sfruttare la scarsa attitudine al dialogo del personaggio per velocizzare il ritmo, accompagnando il lettore verso un finale che lascia col fiato sospeso, dopo alcune sequenze d’azione poco originali. L’identità del nemico rimane un mistero, ma destano curiosità le tecnologiche armi a disposizione dei suoi sgherri.
Con efficacia Pacheco immerge in ambientazioni suggestive il suo Cable imponente ma non ipertrofico, mostrandosi a suo agio anche quando deve contrapporlo a cowboy e ronin. Le tavole colorate da Jesus Aburtov assecondano le accelerazioni della narrazione, grazie a una suddivisione in vignette elastica ma intelligibile.
Questo numero è un punto d’inizio ideale per nuovi lettori e per chi desideri accompagnare Nathan nelle sue avventure, senza doverne conoscere il passato né lo status all’interno dell’universo Marvel.

Iniziano ad arrivare gli one-shot collegati alla saga in corso di svolgimento nell’universo Marvel, Secret Empire, quei numeri speciali che approfondiscono linee narrative minori tangenti a quella portante raccontata nella miniserie principale.
Secret Empire Uprising, uscito il 31 maggio, segue le gesta della Vedova Nera e del gruppo di giovani eroi (Hulk/Amadeus Cho, Wasp, Ironheart, Viv Vision, Falcon e Spider-Man/Miles Morales) che hanno decisa di seguirla nella sua missione per porre fine alla dittatura instaurata in USA dall’Hydra di Steve Rogers.
La storia è scritta da Derek Landy per i disegni di Joshua Cassara e la copertina di Meghan Hetrik e risulta molto efficace tanto nella caratterizzazione degli eroi quanto soprattutto nel delineare uno dei vari aspetti che il regime dittatoriale dell’Hydra sta portando avanti negli Stati Uniti: quel corporativismo giovanile che deve sviluppare lo spirito di appartenenza all’ideologia dominante, come tristemente visto nella Germania nazista e nell’Italia fascista.

Periodo parco di uscite questo per la DC Comics, in vista di una estate bollente in fatto di novità con l’arrivo in agosto degli speciali one-shot dedicati a Jack Kirby nel centenario della sua nascita e, soprattutto, con l’avvio del progetto Dark Nights: Metal.
A proposito di quest’ultimo, il suo creatore Scott Snyder in due sue recenti interviste a CBR e a Newsarama (entrambe ben riassunte in italiano in questo articolo pubblicato su Comicus) ha rivelato importanti dettagli dell’evento che non sarà Batman-centrico, come molti potevano aspettarsi, ma vedrà invece in una posizione di rilievo la Justice League e soprattutto Hawkman, personaggio adorato da Snyder.

Tornando alle nuove uscite, segnaliamo che il 31 maggio è stato pubblicato il primo Annual dedicato a Wonder Woman, contenente una serie di storie brevi realizzate da vari autori tra cui Greg Rucka, che sino a oggi ha tenuto il timone della serie regolare dell’amazzone e Nicola Scott, la disegnatrice che insieme a Liam Sharp si è occupata delle tavole del primo anno di pubblicazioni dopo Rebirth. Qualità altalenante delle storie, questo il giudizio di Andrea Fornasiero che ne ha parlato nella sua rubrica settimanale su Fumettologica.

Primo Annual anche per la testata Trinity dedicata alla triade DC Wonder Woman-Batman-Superman, anch’esso uscito il 31 maggio. Ce ne parla Marco Marotta:

Trinity Annual #1

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisceSuperman, Batman e Wonder Woman sono chiamati a sventare le macchinazioni di Circe e Ra’s al Ghul, i quali intendono liberare il demone Etrigan dal suo vincolo con Jason Blood e scatenare la sua furia contro l’umanità.
Col primo Annual di Trinity, Rob Williams firma una storia dal ritmo ben dosato, ben strutturata, che vanta un’ottima caratterizzazione dei personaggi coinvolti e che, in particolare nel suo climax, riesce ad avvincere il lettore con scene d’azione adrenaliniche e spettacolari.
Al suo nocciolo, però, questa è soprattutto una storia celebrativa, che esplora la natura dei tre protagonisti e il legame che li unisce. Un legame puro, reso indissolubile dagli ideali di giustizia che tutti e tre condividono e che trascende la semplice amicizia, assumendo connotati quasi di predestinazione. Un legame che trova un suo riflesso corrotto nell’alleanza tra i due villain, laddove l’ossessiva volontà di Circe di creare una sua “Trinità malvagia” è invece alimentata dall’odio e da quella che sembra essere invidia nei confronti del rapporto che lega i tre eroi. L’autore coglie poi l’occasione per imbastire una riflessione sull’eroismo e sui sacrifici che questa strada comporta.
A impreziosire l’albo ci pensano i disegni di Guillem March, dallo stile affilato e ricchi di dettagli, particolarmente efficaci nel rendere le fisionomie statuarie dei personaggi, oltre che la vibrante colorazione di Tomeu Morey, che fa un ottimo uso delle ombreggiature per conferire tridimensionalità ai corpi.

Ultima uscita per questa puntata in casa DC è un altro Annual, quello dedicato ai Teen Titans che ospita la conclusione di Lazarus Contract, il crossover che si è sviluppato tra le testate Deathstroke, Titans e Teen Titans. L’albo, uscito il 31 maggio, porta la firma di Christopher Priest (testi) e Paul Pellettier (disegni) con una copertina di Mike McKone.

Solo una nuova serie in uscita, nelle precedenti due settimane, per la Image, ma degna di rilievo. Il 31 maggio è uscito Paklis #1, antologico completamente realizzato da Dustin Weaver, che ha letto per noi e di cui ci parla Emilio Cirri:

Paklis #1

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisceVedere il nome di Dustin Weaver su un progetto creator owned ha fatto drizzare le orecchie di più di un fan, me compreso. Uno di quelli che ha adorato l’ambizioso, bislacco e incompiuto S.H.I.E.L.D. Con il suo tratto spigoloso, espressivo e delicato al tempo stesso, una grande capacità compositiva e un particolare gusto nella scelte di inquadrature, Weaver è emerso nel mercato statunitense grazie progressione costante che lo ha portato ad affinare ed evolvere il suo stile, seppur con una lentezza a volte penalizzante (parlando di lentezza… dove sono gli ultimi due maledetti capitoli di S.H.I.E.L.D, per dire?).
Ciò premesso, che cosa dire del primo numero di Paklis?
Cinquanta pagine e tre storie che trattano i temi più disparati: da criptici incubi kafkiani a viaggi interstellari, dall’iperrealismo claustrofobico alla stilizzazione bicromatica, passando per bianchi e neri e linea chiara. Una esplosione di creatività che permette all’autore di sperimentare in totale libertà, guidato solo dal’ispirazione momentanea (molto interessanti, in chiusura dell’albo, le spiegazioni dell’autore sulla nascita delle storie e il loro sviluppo). Si passa dall’horror onirico Mushroom Bodies, caratterizzato da un’estrema cura del dettaglio, raffinatezza stilistica ed eccezionali doti compositivo-registiche capaci di creare un’atmosfera soffocante e disturbante, al fantascientifico Amnia Cycle, realizzato con un tratto più rapido e meno curato, una costruzione della tavola votata all’azione e un ritmo più “hollywoodiano”. Un numero uno convincente dal punto di vista formale e artistico, ma che soffre la frammentazione tipica dei racconti a puntate e la grande distanza dei temi trattati nelle singole storie: il tipico problema della “potenza senza il controllo” che influenza un autore molto dotato ma ancora in divenire dal punto di vista della sceneggiatura.

Comics e

In questa puntata meritano una segnalazione un paio di uscite pubblicate da due delle maggiori case editrici indipendenti del panorama statunitense.
Dark Horse Comics ha pubblicato il 24 maggio Joe Golem Occulte Detective Outer Dark #1, nuova miniserie in cinque numeri dedicata all’investigatore dell’occulto creato da Mike Mignola e Michael Golden che firmano anche i testi di questa nuova avventura per i disegni di Patrick Reynolds e i colori dell’immancabile Dave Stewart. In una Manhattan invasa dalle acque e completamente trasformata, il detective Joe Golem si ritrova ad indagare ancora una volta su eventi sovrannaturali legati in qualche modo a incubi che gli impediscono di dormire. Un numero uno studiato per connettersi alle vicende precedenti ma anche per catturare l’attenzione di nuovi lettori, grazie ad una prosa scorrevole, uno storytelling dotato di grande ritmo e uno stile grafico squisitamente pulp.

In casa Valiant Comics è da segnalare l’uscita, il 31 maggio, del primo numero di Rapture, miniserie in quattro numeri che vede protagonisti Ninjak e Shadowman e di cui ho il piacere di parlarvi:

Rapture #1

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisceIl Deadside è un reame oltre la realtà, una sorta di aldilà – o forse più semplicemente una dimensione parallela – nella quale transitano i vivi come i morti, esseri umani, demoni e varie creature.
Il Deadside è lo scenario che fa da sfondo a Rapture, miniserie scritta da Matt Kindt per i disegni di Cafu e i colori di Andrew Dalhouse, che vede protagonisti Ninjak e Shadowman.
Sin da questo primo numero l’impianto della storia è smaccatamente fantasy e la costruzione narrativa di Kindt ricalca pedissequamente le regole del genere. A quella che si annuncia essere una tipica quest, con elementi “biblici” e un villain dal nome Babele, fa da apertura in questo numero d’esordio la classica costruzione della squadra di eroi che comporranno il gruppo dei protagonisti.
A fronte di un costrutto narrativo che non brilla per originalità, dunque, è da mettere in evidenza il lavoro che lo sceneggiatore svolge sui singoli personaggi, in particolare qui su Tama, la giovane geomante che pare avere un ruolo fondamentale nella vicenda.
Kindt è capace di caratterizzare eroi e comprimari attraverso dialoghi efficaci che in poche vignette offrono al lettore spaccati caratteriali approfonditi di ciascuno, in questo coadiuvato da Cafu, artista capace di una costruzione della pagina estremamente narrativa e fluida e, allo stesso tempo, disegnatore dotato di una visionarietà che gli permette la realizzazione di paesaggi alieni e surreali convincenti, come quelli che caratterizzano il reame del Deadside.

, Boom! Studios, , & Co.

Ricco di nuovi esordi il sottobosco degli editori indipendenti.
Il 24 maggio Aftershock Comics ha fatto uscire The Normals #1, albo che ha letto per noi Simone Rastelli:

The Normals #1

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisceLa serie di Adam Glass (creatore e scrittore) e Dennis Calero (disegnatore) debutta con un prologo di poca personalità. Con un soggetto da fantascienza classica degli anni ’70 del secolo scorso, con chiara filiazione dickiana, sul concetto di identità individuale, questo primo numero soffre pesantemente di un debole lato emozionale.
Se da una parte la scelta di narrare in flashback impone un’atmosfera di catastrofe incombente sulla sequenza iniziale, costruita su momenti di ordinaria quotidianità familiare, e il cromatismo cupo (colorista, Adriano Augusto) mantiene un senso di oppressione costante lungo tutto l’episodio, dall’altra l’inespressività dei volti e alcune scelte di ellissi per comprimere gli eventi smorzano pesantemente qualsiasi empatia.
Glass e Scalero sembrano contare sul ritmo degli eventi per avvincere il lettore, ma l’impressione risultante è quella di un prologo con l’obiettivo di definire il contesto. Una volta messi in fila tutti gli elementi, infatti, il colpo di scena finale si presenta come il vero inizio del racconto, ma il coinvolgimento nella vicenda rimane a livello di mero whodunit, su una vicenda che per l’appassionato di genere non ha però proposto niente di particolarmente accattivante e tutto o quasi di già visto.

BOOM! Comics offre ai lettori il primo numero di Victor Lavalle’s Destroyer, serie legata al mito di Frankenstein declinato in chiave contemporanea, in cui i testi di Victor Lavalle sono accompagnati dai disegni di Dietrich Smith. Un primo numero che mostra buon potenziale soprattutto grazie ad un ritmo sostenuto, ma che appare un po’ ingessato dal punto di vista dei disegni, ottimi nel creare una atmosfera di serpeggiante pericolo ed esplicito splatter, ma ondivaghi dal punto di vista compositivo.

In uscita il 31 Maggio anche l’Annual dei Mighty Morphin Power Rangers, una delle serie di maggior successo della casa editrice: vari sceneggiatori e disegnatori, tra cui l’attuale autore della serie regolare Kyle Higgins, uniscono le forze per raccontare cinque storie dedicate ad altrettanti personaggi dell’universo narrativo dei supereroi della Saban, in quasi cinquanta pagine che stupiscono per la varietà e l’elevata qualità di testi e disegni.

Dynamite Entertainment ha pubblicato il 24 maggio un nuovo one-shot dedicato alla spia britannica per eccellenza creata da Ian Fleming. James Bond Service Special offre ai lettori l’efficace interpretazione data a 007 da Kieron Gillen per i disegni dell’italiano Antonio Fuso, il tutto sotto una copertina del sodale di Gillen in varie avventure editoriali Jamie McKelvie. La scrittura solida di Gillen ci offre un James Bond assolutamente classico ma calato in uno scenario internazionale e politico estremamente contemporaneo. Peccato che in alcuni passaggi i disegni di Fuso, apprezzabile per il tratto minimalista ma efficace, pecchino nel dinamismo richiesto dalla narrazione. Piccola chicca che forse solo i lettori italiani potrebbero individuare: Fuso, per il volto del politico protagonista della storia, si è chiaramente ispirato al volto dell’ex premier italiano Matteo Renzi!

Ma Dynamite non è soltanto fumetti pulp o di avventura: il 31 maggio è uscito Animal Jam #1, opera basata sull’omonimo gioco online dedicato ai più piccoli: coloratissimi disegni di Fernando Ruiz per i testi di Eric M. Esquivel e dello stesso Ruiz.

Il 24 maggio IDW Publishing ha dato alle stampe Saucer State #1, seguito e conclusione della serie Saucer Country – pubblicata dalla linea Vertigo della DC Comics e candidata nel 2013 al prestigioso premio Hugo nella categoria Best Graphic Story – sempre incentrata su politica e alieni, firmata dai creatori Paul Cornell e Ryan Kelly. Un must per gli appassionati della fantascienza anni ’80, ricca di complottismi e lisergia.

E parliamo anche di Space Goat Productions, piccola casa editrice con alcune interessanti proposte in catalogo. Il 31 maggio ha esordito Heroines di Ted Naifeh, autore dotato di una interessante capacità tecnica e narrativa, per una avventura di supereroi tutti al femminile dalla narrazione solida e con alcuni spunti interessanti.

Per gli appassionati di cinema, ritorna Keyser Soze, il misterioso e insospettabile antagonista del film culto I soliti sospetti: Keyser Soze – Scorched Earth, pubblicato da Red 5 Comics per i testi di Paul Ens e i disegni dell’italiana Livia Pastore, promette di rivelarne le origini. Un primo numero senza particolari guizzi che pone le basi per una nuova indagine di polizia, senza riuscire a riprodurre le intriganti atmosfere e la tensione del film.

Concludiamo con Zone Lords, uscito il 24 maggio per Awe and the Abyss. La serie di Ryan Von Minus e Ausilio C. Santo ci trasporta in un mondo post apocalittico, in cui uomini e demoni convivono e intrattengono affari criminali e pericolosi: un inizio non dei più brillanti, una serie dal potenziale affascinante, sovrastato da uno stile non eccellente e spesso tendente all’esagerazione, soprattutto nei dialoghi ricchi di accenti diversi (a volte di ostica comprensione) e sovrabbondanti.

Uno sguardo alle esclusive

First Issue #3 - Le novità a stelle e strisceGrazie al nostro Emilio Cirri, rinnoviamo l’appuntamento con le esclusive Comixology, in una settimana in chiaroscuro per i numeri uno disponibili per la prima volta sulla piattaforma digitale dei fumetti di Amazon.

Partiamo con le note dolenti, in particolare con Rogue di David Scacchi and David St. Johns: un thriller politico-militare infarcito di retorica e cliché, scritta in una inglese che suscita più di un dubbio, con una trama contorta e dalla difficile comprensione, non aiutata dal lavoro a tratti confuso di Johns.

Sulla stessa linea è anche Frontiers di Geoffrey Ashley e Caesar Adrian Carrasquel: un’atmosfera fantascientifica banale con spunti stuzzicanti ma nel solco del già visto, il tutto supportato da disegni molto acerbi, al limite della fan fiction amatoriale.

Più interessante Palm Cove di Rohan Fraser, la storia di un robot supereroe asservito a una multinazionale del tabacco che perde la testa, diventando un fuorilegge. Tante scene grottesche, divertenti, a tratti insospettabilmente satiriche e caustiche, messe in scena con uno stile colorato che fonde ispirazioni orientali con il tratto tipico dei fumetti statunitensi per ragazzi.

Suihira di Riana Dorsey si rivela una grande sorpresa: il tratto dolce e delicato dell’autrice è messo al servizio di una storia di speranza, di fede e di lotta tutta al femminile, una storia che segue i passi delle recenti storie delle “principesse” disneyane (che principesse, finalmente, più non sono!). Comixology ha il merito di portare in evidenza il webcomic di una brava autrice che negli ultimi anno ha prodotto purtroppo poche storie (come potete vedere sul suo sito).

Dark Plotter è la terza serie di fila di J. Ruthland promossa da Comixology, come fatto per The Little Preacher e Robot (Samurai) Penguin, che avevamo segnalato nella scorsa puntata: un autore dallo stile molto interessante, che si cimenta questa volta nel raccontare le divertenti avventure (non tanto) segrete di un bambino che vuole sfidare continuamente i propri genitori.

Chiudiamo infine con il primo numero di Tales from the kingdom of Tundo in cui M.A. del Rosario affonda nelle radici della mitologia filippina per creare una saga fantasy dalle grande ambizioni, usando una narrazione onniscente che, sebbene desueta nel fumetto moderno, riesce nell’intento di creare un’atmosfera epica ed elegante, grazie anche a uno stile in bianco e nero ispirato alle grandi avventure epico-storiche del fumetto classico europeo e statunitense.

Anche per questa volta è tutto: prossimo appuntamento il 21 giugno con una nuova puntata nella quale focalizzeremo l’attenzione sulle uscite del 7 e 14 giugno.
Stay tuned!

 

2 Commenti

2 Comments

  1. LiquidSamurai

    14 giugno 2017 a 14:24

    Ma qualcuno sa se e quando vedremo Parklis in Italia?
    Ho letto l’articolo e mi ha veramente ispirato! :D

  2. David Padovani

    David Padovani

    14 giugno 2017 a 16:51

    Ciao e grazie per l’apprezzamento della recensione di Paklis #1 scritta dal nostro Emilio Cirri.
    Essendo per il momento uscito soltanto un numero – seppur corposo – della serie, ritengo che dovremo aspettare ancora qualche mese prima di vederlo pubblicato in Italia, vista che la consuetudine delle case editrici nostrane che pubblicano materiale Image Comics è quella di raccogliere in volumi più numeri di una testata.
    Bisogna inoltre vedere come andrà in USA la serie e se il suo autore Dustin Weaver riuscirà a mantenere una certa costanza e regolarità nelle uscite, cosa non sempre da dare per scontata.

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