First Issue #111: magia, eroi dimenticati, bianchi assassini e noir fantasy

First Issue #111: magia, eroi dimenticati, bianchi assassini e noir fantasy
Nella prima puntata del 2023, First Issue si concentra sulla nuova Scarlet Witch, Danger Street della DC, il ritorno di Nemesis e un fantasy oscuro.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #111 analizziamo alcune delle novità più interessanti uscite tra la fine di dicembre 2022 e nelle prime tre settimane di gennaio 2023.

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Marvel Comics

Scarlet Witch #1

Scarlet Witch 1Passata dal ruolo negativo di the Pretender a quello positivo di the Reedemer, dopo gli eventi narrati nel 2021 nella miniserie mutante Il processo di Magneto, Wanda Maximoff inaugura il 2023 della Casa delle Idee come protagonista di una nuova miniserie, Scarlet Witch, firmata da ai testi per i disegni di , le chine di Elisabetta D’Amico e i colori di .
Insieme a Darcy Lewis, alla sua prima apparizione a fumetti dopo varie apparizioni nel MCU, Wanda ha deciso di aprire un negozio di chincaglierie varie che al suo interno nasconde un oggetto arcano, l’Ultima Porta, una soglia che magicamente possono attraversare coloro senza più speranza e in cerca di un aiuto.
Orlando sfrutta l’albo di esordio per sviluppare un’avventura autoconclusiva, ambientata in Italia ad Amatrice, che da un lato serve per mostrare il meccanismo di trama che presumibilmente sarà il leit motiv della miniserie –  Wanda che aiuta le persone che attraversano l’Ultima Porta – e dall’altro esplica l’interpretazione che della protagonista vuol dare lo sceneggiatore. Scarlet non è più un personaggio definito dai suoi traumi, dalle sue fragilità e dagli errori commessi in passato, bensì una donna consapevole degli sbagli fatti con i quali però ha saputo venire a patti per andare oltre e provare a essere migliore.
Il finale a sorpresa dell’albo aggiunge un ulteriore livello narrativo, con Orlando che pare nei prossimi vorrà testare la forza della nuova Wanda con alcuni elementi provenienti dal suo difficile passato.
Pichelli e D’Amico ai disegni fanno un lavoro come sempre efficace e degno di nota. La mimica e la recitazione dei personaggi, nei gesti dei corpi come nelle smorfie facciali restituisce alla perfezione i loro stati d’animo, all’interno di una struttura di tavola sempre ordinata ma mai banale che si apre a splash page e vignette più grandi nei momenti topici della trama.
La colorazione di Wilson è poi l’elemento essenziale alla completa riuscita grafica dell’albo. La scia rossa che nasce dai capelli e avvolge la figura della protagonista quando fa uso dei suoi poteri magici è una trovata cromatica tanto d’effetto quanto elegante.
Limitando il giudizio a questo primo numero, questa miniserie potrebbe avere tutte le carte in regola per rilanciare la figura di Wanda all’interno dell’universo Marvel, al contempo innovandola e portandola verso direzioni narrative inesplorate.
David Padovani

Di seguito, le copertine delle novità .

DC Comics

Danger Street #1

Danger Street 1Cosa può unire un gruppo di ragazzini scapestrati in cerca di avventura, una poliziotta di quartiere, un trio di supereroi dimenticati degli anni ’70 (Warlord, Metamorpho e Mikaal Tomas, il quarto Starman) che vuole fare il colpaccio ed entrare nella , un altro gruppo di cinici ragazzetti supermilionari che assoldano l’antieroe Jack Ryder, in arte Creeper e addirittura i Nuovi Dei e l’elmo del Dottor Fate? All’apparenza niente, e forse proprio per questo DC First Issues, la testata antologica creata da Carmine Infantino nel 1975, composta da soli numeri uno (ci sia consentito dire che sarebbe stata perfetta per questa rubrica) e dedicata a questi personaggi non ebbe successo, venendo dimenticata fino a oggi.
Ma come tutti sanno, se un concept del genere finisce nelle mani di Tom King, esperto nel recupero di personaggi minori o misconosciuti, il risultato non può che essere quantomeno interessante o stuzzicante, se non completamente riuscito e appassionante.
Danger Street rientra in questa categoria: affidando all’elmo del Doctor Fate una voce narrante esterna sospesa a metà tra l’epica leggendaria e la fiaba (simile a quanto visto nella miniserie dedicata a ), in questo primo numero King presenta i numerosi fili della sua storia, iniziando a intrecciarli con colpi di scena tragici e momenti cupi ma raccontati con una voce spesso inaspettatamente leggera, in sintonia con l’atmosfera speranzosa e solare dei ’70 statunitensi, qui resa senza sguardo nostalgico. Atmosfera ricreata con grande attenzione dai disegni chiari e ben definiti di Jorge Fornes, sempre abilissimo nel ricreare dettagli del mondo reale con un tratto sintetico e non realistico, e dai colori caldi e avvolgenti di .
King riesce fin da subito sia a far affezionare il lettore ai vari personaggi e alle loro sorti, sia a costruire un noir pieno di misteri e di sviluppi inaspettati che tengono l’attenzione sempre alta: anche in questo caso, il lavoro di Fornes è fondamentale sia nel definire i personaggi e soprattutto nel farli recitare, sia nel costruire un ritmo sostenuto, attento ai piccoli movimenti di camera e ai cambi di tono.
Sulla carta, Danger Street non avrebbe nessuna possibilità di risultare minimamente interessante: alla fine del primo (e ormai anche del secondo) numero, le probabilità che il team King, Fornes e Stewart abbia sfornato uno dei migliori fumetti DC del 2023 sono già altissime.
Emilio Cirri

Di seguito, le copertine delle novità DC Comics.

Image Comics

Nemesis Reloaded #1

Nemesis - Reloaded 1Write another song for the money” cantavano Fabolous e Nicki Minaj nel loro brano For the money del 2010. Basta sostituire “song” con “comic book” ed ecco spiegata l’origine di Nemesis Reloaded, il reboot della miniserie pubblicata nello stesso anno della canzone. Mark Millar non è certo l’unico a scrivere i fumetti per guadagnare (anche dalle trasposizioni in altri media effettivamente realizzate o solo opzionate), però lui lo dice chiaramente, almeno nel caso della nuova serie edita da Image Comics. Infatti, nella sua introduzione, l’autore spiega che i quattro capitoli della prima mini vendettero persino più di , lasciandolo piacevolmente sorpreso. Facendosi affiancare da Jorge Jiménez al posto di Steve McNiven, ha deciso di tornare a raccontare le gesta del più grande criminale del mondo ripartendo da zero e inserendolo a tutti gli effetti nel Millarworld.
Lo scozzese pesca dal cinema che porta sullo schermo furti e piani impossibili, strizza l’occhio al Bane di e ambienta la vicenda nel presente che più presente non si può. Ci sono gli smartphone, le dirette, il Covid e le promesse di un futuro migliore. In questo scenario realistico, che non esclude le persone comuni, il protagonista agisce con spregiudicatezza e, nel primo numero, assolutamente indisturbato. Nei prossimi albi Millar dovrà essere bravo a non alzare troppo l’asticella, altrimenti sarà difficile opporre al killer qualcuno davvero capace di contrastarlo, creando la suspense necessaria per avvinghiare il lettore alle pagine.
Per il momento, le smargiassate del villain tengono banco e si caricano il fumetto sulle spalle senza problemi, aiutate da una scrittura immediata, ricca di rimandi alla cultura pop e in particolare cinematografica. Restando in tema, è interessante notare come lo sceneggiatore sembri quasi accostarsi a Quentin Tarantino, nel bene e nel male, in un gioco metanarrativo nel quale da un lato celebra sé stesso e dall’altro fa autocritica.
Nessuna critica, invece, per Jiménez, bravo a mettere al centro delle tavole i personaggi in qualsiasi situazione. Li disegna fermi, di fronte o di spalle, e colti in movimenti ordinari o in acrobazie ai limiti dell’impossibile, scegliendo sempre soluzioni registiche non scontate, valorizzate dalla colorazione di Giovanna Niro. Il segno è preciso e dinamico, attento ai particolari ma anche a evitare la saturazione degli spazi. Questi ultimi paiono non avere limiti per l’uomo vestito di bianco: corre da una vignetta all’altra come se fosse sempre nel vialetto di casa.
Ora lui è tornato, resta da capire se verrà nuovamente premiato dal pubblico anche in un’operazione al rialzo, ambiziosa ma meno genuina della precedente.
Federico Beghin

Black Cloak #1

Black Cloak 1In un mondo in cui il fantasy, la fantascienza e il noir si intrecciano in una narrazione dal ritmo veloce che ricorda quella di un romanzo poliziesco pulp, il corpo esanime di un componente della famiglia reale elfica viene trovato in un appartamento collocato nella parte malfamata della città. Phaedra e Pax, i due tutori dell’ordine (i Mantelli Neri del titolo) incaricati delle indagini, si trovano a condurre un’investigazione complicata che si sviluppa secondo i topoi dei police procedural.
Collocando il suo racconto in un mondo che vive al crocevia di diversi generi letterari, infonde una particolare aura di brillante mistero alla sua sceneggiatura dalla quale affiorano anche gli intrighi politici della città di Kiros, ultimo baluardo dell’umanità. Una città abitata da creature appartenenti a razze e classi sociali diverse che, dopo essersi unite per sconfiggere un misterioso nemico comune, sono tornate a dividersi sulla base delle loro differenze. Proprio queste differenze sembrano garantire una maggiore profondità alla storia che, pur mantenendo un respiro fantastico, sembra strizzare l’occhio alle moderne società multietniche. Ciò che si percepisce immediatamente è la particolare cura riservata alla caratterizzazione dei personaggi che, oltre a mostrare personalità ben definite, risultano pienamente integrati nella narrazione e pietre angolari di un mondo in costruzione. A ogni protagonista viene attribuita una voce unica, utile a mostrane le sfaccettature e le stranezze caratteriali, che contribuisce a distinguerlo in dialoghi che risultano molto naturali e dai toni spesso umoristici.
È attraverso gli sviluppi dell’indagine che la Thompson alza lentamente il velo sulla città di Kiros e i suoi abitanti, ponendo i riflettori su Phaedra Essex, personaggio multistrato e detective dalla grana spigolosa della quale cominciamo a vedere solo la superficie, al di sotto della quale sembra celarsi un passato difficile. 
La parte grafica, affidata a Meredith McClaren, purtroppo non si dimostra all’altezza delle aspettative, peccando spesso di approssimazione nelle espressioni facciali che, di fatto, depotenziano la presenza scenica dei protagonisti. I disegni riescono comunque a cogliere l’atmosfera suggerita dalla sceneggiatura e conferiscono al fumetto una patina indie con contaminazioni proprie dei cartoon e dell’animazione. Le linee morbide della disegnatrice riescono comunque a garantire un buon livello di dettaglio ai diversi ambienti cittadini, evidenziando particolarità e stranezze di questo nuovo mondo e dei suoi abitanti. La costruzione delle tavole fatte di ampi pannelli e di inquadrature strette sui personaggi, consente poi una lettura realmente immersiva che dà al lettore l’idea di essere realmente a ridosso dei protagonisti. La colorazione, che a tratti si dimostra digitalmente troppo fredda, utilizza toni pallidi e tinte spente che creano un interessante contrasto con il ritmo della narrativa.
Il primo numero di Black Cloak mostra un riuscito mashup di generi che ci apre le porte di un mondo ricco di meraviglie, nascoste sotto le luci e ombre di una società nella quale convivono sfarzo, eleganza e morti misteriose. Un luogo abitato da creature fantastiche e incantevoli, imperfette e profondamente umane, che cercano di condurre la migliore vita possibile all’interno di una società che mostra punti di contatto con la nostra.
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle novità Image Comics.

Altri editori

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Non ci resta che darvi appuntamento a febbraio con First Issue #112.
Stay tuned!

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