First Issue #109: famiglie fantastiche, occhiali magici e tocchi mortali

First Issue #109: famiglie fantastiche, occhiali magici e tocchi mortali
In questa puntata novembrina di First Issue, ci concentriamo sull’esordio del nuovo corso di Fantastic Four e su due novità targate Image e BOOM! Studios.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #109 analizziamo alcune delle novità più interessanti uscite nelle prime tre settimane di novembre 2022.

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Marvel Comics

Fantastic Four 1Ryan North per la sua gestione dei ricomincia dalla Cosa. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la sinossi dell’albo d’esordio del nuovo corso di Fantastic Four. Il nuovo sceneggiatore decide di incentrare il suo numero uno su una storia con protagonisti Ben Grimm e la moglie Alicia, in un viaggio on the road che li porta a vivere un’avventura stile Ricomincio da capo (titolo italiano del famoso film con Bill Murray e Andie McDowell), catturati nel loop temporale che dura fin dal 1947 di una cittadina di provincia.
Cosa e consorte si ritrovano invischiati in un’avventura dai toni sentimentali in salsa fantascientifica che sciolgono con delicatezza e che sembra rappresentare il manifesto di intenti di questa nuova gestione: non l’epica sensazionale, ma non sempre efficace, che ha caretterizzato la precedente era di , bensì un focus ravvicinato sui personaggi, sui loro sentimenti e le loro relazioni.
In effetti in questo albo a balzare subito agli occhi è la capacità di North di scrivere un personaggio come la Cosa perfettamente centrato e bilanciato tra la sua innata sensibilità, il suo carattere irascibile ma buono e il mai represso rimpianto per la perdita delle sue fattezze umane in cambio di quelle rocciose e arancioni.
Ma gli altri membri del gruppo e il resto della famiglia allargata che circondano i che fine hanno fatto? North accende la curiosità del lettore con un paio di dialoghi tra Ben e Alicia sparsi qua e là nelle pagine, per poi farla deflagrare con la tavola finale che accompagna un cliffhanger inaspettato che riporta la vicenda su quei binari tipici ai quali la prima famiglia di supereroi ci ha abituato in sessant’anni di storie.
I disegni di questo rilancio sono affidati a Iban Coello, affiancato ai colori da Jesus Aburtov (mentre il lettering è opera di VC’s Joe Caramagna). L’autore spagnolo ha un tratto morbido ed espressivo – in una parola, fumettistico – che perfettamente si adatta al tono di questo albo. Mantenendo una costruzione molto geometrica della tavola, il disegnatore ci stupisce con alcune sequenze dalla soluzione compositiva molto interessante a livello narrativo, e regala ai lettori una Cosa tradizionale nell’immagine ma ottimamente rappresentata. Aburtov accompagna i colori coi toni caldi di una palette cromatica particolarmente accesa in cui rosa e azzurro sottolineano il tono soft del racconto.
È una lettura dunque piacevole questo (ennesimo) nuovo first issue di Fantastic Four, ma bisogna aspettare il proseguo della serie per capire la strada intrapresa da North.
David Padovani

Di seguito, le copertine delle novità .

DC Comics

Di seguito, le copertine delle novità .

Two graves #1

Two Graves 1È la sensazione di trovarci davanti a qualcosa di molto enigmatico a farla da padrona durante tutta la lettura del primo numero di Two graves, un fumetto che trasmette un senso di mistero accompagnato da molte domande che, alla fine della lettura, restano senza risposte.
La vicenda ci catapulta in quello che appare come un territorio di frontiera americano, nel quale una donna (Emilia) e la sua controparte maschile (che uccide con un tocco) dialogano, facendoci intendere di conoscersi e collaborare da tempo. Entrambi immersi in una atmosfera mistica, alle prese con una strana missione che riguarda l’esplorazione della morte e dei suoi misteri, vivono e si muovono all’interno di una trama a lentissima combustione.
La sensazione del lettore è quella di entrare in contatto con i personaggi in un punto già avanzato della vicenda, senza riuscire a comprendere veramente i loro background e la natura della loro relazione. Genevieve Valentine costruisce una sceneggiatura che fornisce pochi indizi e che fa continui riferimenti a eventi già accaduti, colorandosi di tinte fosche e di una sottile, costante, tensione. Alternando momenti ispirati e poetici nei quali si racconta il mito di Persefone, la regina dell’oltretomba, a sequenze nelle quali i personaggi si confrontano con dialoghi tesi e densi di mistero, l’autrice riesce a ingenerare un senso di particolare curiosità che mantiene alta l’attenzione fino al cliffhanger finale, capace di aggiungere ulteriori elementi di suspense.
I disegni, realizzati dalla coppia Ming Doyle e Wu, riescono a cogliere il particolare senso di sospensione che anima alcune sequenze ben caratterizzando i personaggi e gli ambienti.  Entrambi gli autori imprimono la loro particolare impronta artistica riuscendo ad amalgamare il loro tratto senza mai snaturarlo, trovando un giusto punto di sintesi capace di assicurare la riconoscibilità del loro lavoro. La costruzione della tavola, non particolarmente originale, ospita sequenze dagli sviluppi prevedibili ma comunque efficaci, garantendo ottime inquadrature che scandiscono brillantemente i tempi dell’interazione tra i personaggi.
Two graves è il misterioso capitolo introduttivo di una nuova serie dalle premesse avvincenti ma allo stesso tempo molto vaghe, tanto da risultare frustranti, che gioca e a tratti abusa della pazienza del lettore.
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle novità .

Altri editori

Specs #1

Specs 1Guardi la copertina di Specs e ti viene subito in mente Essi Vivono (They Live), il cult-movie del 1988 scritto e diretto da John Carpenter. Nella pellicola il disoccupato dal cognome allusivo John Nada trova un particolare paio di occhiali da sole che, una volta indossati, mostrano una realtà diversa che sfugge al semplice sguardo. Infatti, il filtro bianco e nero delle lenti riesce a rivelare i messaggi subliminali che tappezzano la città così come il vero volto di esseri alieni simili a zombie che, mischiati alla gente comune, hanno dato il via a una silenziosa invasione per lo sfruttamento delle risorse del nostro pianeta.
Le analogie con questo fumetto però terminano qui, grazie a una storia che, pur ruotando sempre attorno a un paio di occhiali dalle peculiari caratteristiche, arriva a concentrarsi su tematiche più prosaiche, gravitanti attorno al microcosmo della vita dei protagonisti, Ted e Kenny, una coppia di adolescenti nerd ed emarginati abitanti in una piccola cittadina americana alla fine degli anni ’80.
I ragazzi, immersi in un ambiente sociale stagnante e razzista, passano le loro giornate scolastiche disquisendo degli eroi in costume cercando, nel contempo, di opporsi alle angherie di un perfido bullo. Gli occhiali magici che realizzano i desideri di chi li indossa, pubblicizzati sulle pagine di un vecchio fumetto, giungono improvvisi nella loro vita segnando una significativa svolta nelle loro giornate.
Il personaggio di Kenny rappresenta il cuore del racconto, rivelandosi come il faro della sceneggiatura di David M. Booher che ne analizza l’indole, le sofferenze e la complessità dei sentimenti per un amore non corrisposto.
La sceneggiatura, che si sviluppa con lentezza, riesce a costruire un senso di tensione strisciante immergendo il lettore, fin dalle prime battute, in una atmosfera da romanzo noir. Apprezzabile il buon equilibrio tra la costruzione del tono della storia e il setup dei personaggi che riescono a rendersi ben riconoscibili, plausibili e realistici. I dialoghi, elemento caratterizzante e timing della narrazione, sono il valore aggiunto e il sale del racconto.
I disegni di Chris Shehan realizzano immagini dallo stile classico in grado di cogliere l’atmosfera della trama, dimostrandosi però spesso carenti nel definire l’espressività dei personaggi. Anche la costruzione delle tavole non si dimostra particolarmente degna di nota, priva di particolare dinamismo o inventiva.
Specs è un fumetto che sembra voler riproporre tematiche e scenari collocabili in quella zona grigia che sta “ai confini della realtà”, rivisitando le dinamiche di una certa letteratura e cinematografia fantastica. La storia, dotata di una buona dose di suspense, resta ferma al livello di una piacevole lettura non giungendo mai realmente a eccellere.
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Non ci resta che darvi appuntamento a dicembre con First Issue #110.
Stay tuned!

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