First Issue #107: Vendicatori-robot, pipistrelli-zorro e fumetti sui fumetti

First Issue #107: Vendicatori-robot, pipistrelli-zorro e fumetti sui fumetti
First Issue si congeda prima della pausa estiva con una puntata dedicata a metà a Chip Zdarsky, che esordisce su “Batman” e con una nuova serie per Image.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #107 analizziamo alcune delle novità più interessanti uscite nelle prime tre settimane di luglio 2022.

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Marvel Comics

Mech Strike: Monster Hunters #1

Mech Strike - Monster Hunters 1A mali estremi, estremi rimedi. Tradotto: quando i Vendicatori non bastano, ci vogliono i Vendicatori nei robottoni. Con Mech Strike: Monster Hunters, Christos Gage cala nuovamente Pantera Nera, Hulk, Wasp e Iron Man nelle armature ipertecnologiche già sdoganate in Avengers: Mech Strike, facendo scontrare i supereroi con le versioni potenziate del Dottor Destino, Goblin, Venom e Loki. I presupposti per una grossa scazzottata e una bella tamarrata ci sono tutti e non vengono disattesi.
Lo sceneggiatore suddivide l’albo in tre parti: la prima con lo scontro tra buoni e cattivi; la seconda in cui il ritmo rallenta e vengono fornite le informazioni necessarie; la terza con la svolta e il colpo di scena che deve spingere il pubblico a leggere il seguito. Gage non scrive personaggi tridimensionali, tuttavia rispetta le loro caratteristiche principali, evitando di mettere in scena delle macchiette, da sfruttare solo per fondere due elementi, gli eroi e i robottoni, molto famosi. Con la Terra in grave pericolo, i toni del racconto da leggeri diventano drammatici, nonostante siano stemperati da un’estetica molto colorata e vivace.
Dono Sánchez-Almara usa tinte brillanti per accendere le armature degli Avengers e in alcuni casi crea un effetto metallizzato perfettamente in linea con ciò che si vede nelle pagine. Dal canto suo, il disegnatore Paco Diaz sviluppa la storia in vignette di grandi dimensioni, utili per contenere queste versioni gigantesche dei protagonisti e degli antagonisti. Più delle due splash-page, è interessante sottolineare come il penciler preferisca disegnare una vignettona di sfondo dedicata all’azione e inserire in essa un rettangolo di dimensioni ridotte nel quale esplicitare un dettaglio: è una soluzione che gli consente di conservare la spettacolarità della scena, senza sacrificare la narrazione di aspetti importanti per la trama.
Federico Beghin

Di seguito, le copertine delle novità Comics.

DC Comics

#125

Batman 125Inizia una nuova era per il Cavaliere Oscuro e questo #125 può essere considerato, a tutti gli effetti, una first issue che segna il debutto della gestione della testata Batman firmata Chip Zdarsky. Dopo , James Tynion IV e il veloce interregno di Joshua Williamson, tocca dunque all’esuberante sceneggiatore canadese tessere le trame delle future avventure di Batman.
Per Zdarsky lavorare sull’Uomo Pipistrello non è certo una novità. È in corso di pubblicazione la maxiserie Batman – The Knight nella quale, affiancato da alla parta grafica, lo sceneggiatore sta raccontando – con bravura ed efficacia – la propria versione delle origini dell’eroe, quel tempo in cui Bruce Wayne si allontanò da Gotham per girare il mondo alla ricerca dei migliori maestri per imparare a essere il più grande detective e giustiziere di sempre. A ciò si aggiunga che la firma di Zdarsky è comparsa anche nell’antologico Batman – Urban Legends, testata raccoglitore di brevi storie del Pipistrello che presenta una qualità media di scrittura e disegni decisamente alta.
Dunque l’approdo di Zdarsky su Batman non dovrebbe risuonare come niente di eccezionale, eppure – a cominciare da parte dell’autore stesso – questa nuova run si preannuncia ricca di aspettative, anche alla luce di quel che Chip è riuscito a fare in con un altro eroe urbano iconico qual è Daredevil.
Batman #125 si configura a tutti gli effetti come un entry point per nuovi lettori. Zdarsky riporta Bruce stabilmente a Gotham – dopo la parentesi girovaga di Williamson – nella condizione in cui è stato lasciato alla fine della gestione Tynion: non più multimiliardario, lontano da Villa Wayne e dalla Batcaverna, ora con abitazione e annessa base segreta dentro Gotham.
La storia parte subito come un mistery crime nel quale i ricchi di Gotham vengono sterminati in efferati omicidi il cui mandante pare essere, in modo conclamato, il Pinguino. Ovviamente le cose sono più complesse di come sembrano e, altrettanto ovviamente, Zdarsky ammanta i personaggi con il suo tipico approccio ravvicinato, mettendo in evidenza pensieri, dubbi, psicosi, debolezze e anche punti di forza.
In questo albo di esordio, che può tranquillamente essere definito “classico” per il tipo di narrazione scelta per la storia (io narrante è lo stesso Batman, nel più puro stile hard boiled), non mancano una morte a sorpresa, un evento tragico, una sorte di visione di cose future, un mistero dal passato e una chiusura con cliffhanger che a quel mistero si lega. Ci sono cioè tutti gli ingredienti per una storia che si preannuncia interessante, anche e soprattutto per il trattamento dei vari protagonisti.
Ai disegni troviamo colui che può essere definito l’artista batmaniano di questi primi anni ’20, cioè lo spagnolo Jorge Jimenez (Tomeu Morey colori, Clayton Cowles lettering) che ormai è il custode di una certa estetica del Pipistrello, fatta di tavole adrenaliniche, muscolari ma al contempo eleganti e piene di oscurità. In questo albo il disegnatore appare ancora più ispirato, con alcune sequenze di grande impatto come le vignette in cui le ombre di Gotham disegnano sul volto di un Bruce appena sveglio una sorta di cappuccio.
L’albo si completa con la prima puntata di una back up story, sempre firmata da Zdarsky e con Belén Ortega ai disegni (Luis Guerrero colori, Clayton Cowles lettering), che si lega alla storia principale ma che ha come protagonista Catwoman.
David Padovani

Di seguito, le copertine delle novità .

Image Comics

Public Domain #1

Public Domain 1È il conflitto il sale della storia scritta, disegnata e colorata da Chip Zdarsky, pseudonimo di Steve Murray, poliedrico fumettista, scrittore, giornalista, illustratore e designer canadese.  Il conflitto declinato come conflitto familiare, conflitto lavorativo, conflitto fisico, conflitto generazionale, conflitto con chi una volta ti era amico e, perché no, anche come conflitto con sé stessi. Il punto di origine di questo groviglio di contrasti risiede nell’ingresso dell’industria cinematografica nel mondo dei fumetti e nelle conseguenti problematiche dei team creativi di farsi riconoscere e pagare i diritti sulle loro invenzioni cartacee. Public Domain osserva da vicino le vicende di Syd Dallas, artista che ha contribuito alla realizzazione dell’universo fumettistico del supereroe Domain, e quelle dello scrittore Jerry Jasper al quale vengono riconosciute tutte le royalty del fumetto quando l’industria hollywoodiana mette le mani sulla casa editrice Singular Comics. Syd Dallas viene messo improvvisamente da parte ed osserva il suo ex collega e amico condurre una vita da favola a bordo piscina di una villa faraonica. È tramite il personaggio di Miles Dallas, figlio di Syd, che entriamo in punta dei piedi in questo groviglio di tensioni incrociate, seduti in prima fila ad osservare il denso impasto emotivo che scorre tra i personaggi coinvolti in questo scontro che si gioca sul terreno dei sentimenti prima che su quello di denaro, fama e potere.
Miles, character che sembra ricordare Zdarsky stesso nel suo essere giornalista e scrittore, riesce a ben interpretare la figura del figlio che cerca di affrancarsi dall’ingombrante figura paterna intraprendendo la carriera di reporter. Una scelta di vita che non gli eviterà di finire risucchiato all’interno del vortice delle problematiche familiari che ruotano attorno alla fondamentale mancanza di sensibilità e rispetto verso il sudato lavoro di suo padre. A testimonianza di una certa idea romantica del mestiere di fumettista ecco fare capolino dalle pagine dell’albo Tanya, giovane assistente di Jerry Jasper qui relegata a barista e tuttofare che aspira a diventare scrittrice di fumetti. Figura femminile al quale è agganciato l’ottimo cliffhanger finale, stabilisce un immediato legame empatico con il fino a qui dimenticato Syd Dallas, attribuendogli gli onori e il rispetto dovuti.
Grazie ad una sceneggiatura incentrata sulla vita, sulle emozioni e sulle tensioni esistenti tra i personaggi, Zdarsky riesce a condurci all’interno di una storia fortemente radicata nel presente che illustra i retroscena dei rapporti tra industria cinematografica e fumettistica ed il loro impatto sulle famiglie e le singole persone che le compongono. Un racconto che guardando all’oggi riesce anche a farci volgere lo sguardo verso il passato, riportando alla memoria diatribe che hanno toccato i team creativi fondanti della mitologia fumettistica: Siegel e Shuster, Lee e Kirby e Lee e Ditko.
La parte grafica fatta di linee pulite che ben illustrano ed enfatizzano i personaggi e le loro emozioni complesse, consente al lettore una veloce comprensione dei loro motivi e l’instaurazione di un feeling pressoché immediato con il loro difficoltoso momento di vita. La disposizione delle vignette all’interno della tavola garantisce una particolare fluidità alla storia che vede i personaggi risaltare su fondali spesso neutri che consentono una maggiore evidenza del loro stare in scena e del loro linguaggio corporeo.
La stampa del primo numero di Public Domain segue la precedente pubblicazione digitale attraverso il portale Substack, una piattaforma web nella quale i creatori hanno modo di far giungere al grande pubblico in modo alternativo le loro storie, mantenendo i progetti come propri. Qualcosa che strizza l’occhio alle questioni affrontate in questa prima uscita pubblicata nelle fumetterie americane da .
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle novità .

Altri editori

There’s something wrong about Patrick Todd #1

There's Something Wrong With Patrick Todd 1Patrick Todd ha svariati conti da pagare: la clinica per la madre, costosissima nonostante l’assenza di progressi, l’affitto e tutto il resto. Il problema è che Patrick non ha un lavoro e non c’è un padre o un parente che si faccia carico della situazione; tuttavia, il ragazzo ha un dono: con la sua voce, è in grado di comunicare telepaticamente e spingere le persone a eseguire i suoi ordini. Da una parte, questo gli consente di procurarsi il denaro, dall’altra aumenta la sua disperazione per la madre, poiché quando tenta di entrare in contatto con la sua mente non trova niente, come se fosse morta o si rifiutasse di comunicare. Sulle tracce di Patrick, oltre alla polizia, ci sono bande di criminali comuni, che cercano il suo denaro, e una specie di maniaco, che parla di sé in terza persona, apostrofandosi “Zeus” e che intende aggiungere Patrick alla sua collezione di vittime. 
Questo il contenuto dell’albo di debutto di There’s something wrong about Patrick Todd – serie firmata da Ed Brisson (testi), Gavin Gaudry (disegni) Chris o’Halloran (colori), (lettering) per – che ci porta ad Halifax, cittadina della provincia canadese di Nova Scotia, nel 2010. La vicenda è narrata in maniera lineare, alternando le scene che ci raccontano le vicissitudini di Robert a quelle che mostrano le indagini della polizia locale, cosicché, al termine dell’albo, abbiamo lo scenario chiaramente definito: conosciamo motivazioni e modalità di azione di Patrick e che cosa muoverà l’intreccio.
Struttura di tavola e resa visuale contribuiscono alla leggibilità con griglie regolari la cui scansione interna guida la velocità di lettura – quindi il ritmo temporale interno delle scene – e la cura per l’interpretazione dei personaggi, dai volti alla voce, grazie al lettering. La chiarezza della messa in scena, tuttavia, è ottenuta al costo di un racconto cronachistico, magari adatto al prologo di un volume, ma che risulta in un albo di debutto debole.
Simone Rastelli

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Non ci resta che augurare a tutti i nostri lettori buone ferie estive (a chi le farà e anche a chi non potrà farle) e vi diamo appuntamento a settembre con First Issue #108 e la nuova stagione di novità made in USA.
Stay tuned!

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