FIP #19: Arriva l’evento War of the Realms

FIP #19: Arriva l’evento War of the Realms
Dopo una gestione durata ben sette anni, arriva l'apogeo del Thor di Jason Aaron con "War of the Realms", nuovo evento che coinvolge l'intero universo della Marvel Comics e che segna il lascito dello scrittore dell'Alabama al Dio del Tuono e al suo mondo.

[La puntata #44 di First Issue, originariamente prevista per oggi, slitta a mercoledì prossimo 17 aprile. Al suo posto un nuovo appuntamento con il nostro spin-off First Issue Presenta, nel quale approfondiamo il nuovo maxi evento della , War of the Realms.]

Alfheim, Vanaheim, Jotunheim, Nidavellir, Svartalfheim, Niffleheim, Muspelheim, Heven, Asgard, Midgard.
I dieci regni tenuti insieme da Yggdrasill, l’Albero del mondo, sono in fiamme. La guerra portata avanti da Malekith il Dannato e dal suo esercito oscuro ha messo a ferro e fuoco molti di essi, mentre Asgard cadeva sotto i colpi del Mangog e i sopravvissuti si ritiravano sulla Terra. Adesso Midgard è l’ultimo regno nelle mire dell’Elfo Oscuro, il frutto più prelibato da cogliere e da schiacciare di fronte agli occhi di , Feya e degli altri asgardiani. Il dio del Tuono, gli Avengers e pochi altri alleati si preparano ad affrontare una delle battaglie più dure: così comincia la Guerra dei Reami, l’attesissimo evento costruito da fin dall’inizio della sua gestione di Thor.

Un lungo cammino verso la guerra

War-Of-The-Realms_cover_First Issue Era il 2013 quando Aaron, al termine del suo primo maxi-arco di storie su Thor: God of Thunder, reintrodusse Malekith, il diabolico stregone degli Elfi Oscuri creato da Walt Simonson nel 1984 su Thor #334. In molti pensarono a una mera trovata pubblicitaria: stava per uscire Thor: the Dark World, secondo lungometraggio sul Dio del Tuono che vedeva come antagonista principale proprio Malekith, interpretato da Cristopher Ecclestone.
Un’altra volta, il cinema influenzava i fumetti. Ma laddove l’Elfo Oscuro cinematografico passava alla storia come uno dei peggiori villians del Marvel Cinematic Universe, quello scritto da Aaron assurgeva a nemesi crudele e pericolosa, terrificante come non era stata nemmeno nella run di Simonson. Con un lavoro preciso, lento e inesorabile, lo scrittore dell’Alabama ha costruito una saga imponente, mettendo insieme tanti piccoli tasselli che hanno creato mosaico monumentale.

L’avanzata di Malekith è avvenuta con costanza dietro le quinte delle storie che di volta in volta venivano raccontate, una minaccia costruita con credibilità e intelligenza. Al tempo stesso, Thor ha perso fiducia e potenza, addirittura in Original Sin (maxi evento passato abbastanza in sordina) è diventato indegno di sollevare il magico Miljonir e ha dovuto intraprendere un percorso di ricostruzione personale e di confronto con se stesso. Al tempo stesso, un nuovo Thor ha preso il suo posto, l’umana Jane Foster, e ha dimostrato il proprio valore in molte battaglie, fino a quella decisiva contro Mangog, che ha visto Miljonir andare distrutto e la Grande Tempesta (divinità primordiale contenuta nel martello) andare perduta.
Molti altri alleati sono stati colpiti duramente: Volstagg è diventato il War Thor impugnando il martello dell’universo Ultimate (arrivato sulla Terra 616 al termine della miniserie legata a Civil War) e ha perso il senno, Odino si è isolato e si è scontrato con il suo popolo, Freya è stata pugnalata da Loki, che è stato dunque ripudiato, Cul (il Serpente di Asgard) ha fiaccato il popolo asgardiano, la Lega dei Regni (apparsa su Thor: God of Thunder #13) ha perso membri e coesione.

Bastano questi elementi (e molti altri se ne potrebbero citare) per ammirare il complesso e certosino lavoro svolto da Aaron in sette anni di storie sul personaggio, una gestione che rivaleggia per contenuti e potenza quella del maestro Simonson. La run è riuscita a conquistare il pubblico grazie a una miscela sapiente di azione degna del miglior fantasy e della miglior fantascienza, di emozioni che hanno scavato nel profondo di ogni personaggio, di colpi di scena che hanno costruito un senso di attesa e di tensione sempre più intensi, il tutto raccontato con consapevolezza della gestione dei tempi narrativi e con eccezionale eleganza formale, in una storia che si svolge su tre piani temporali diversi.

Ciò che stupisce è la capacità dello scrittore di usare ogni episodio per inserire un elemento nuovo che porti avanti la saga e che al contempo interroghi l’essenza stessa dei personaggi e del protagonista: in mezzo a intrighi e battaglie mozzafiato, si trovano riflessioni sulla religione e la spiritualità, sulla divinità e la mortalità, sul femminismo e il ruolo della donna (nella società così come nella narrazione eroica), su paternità, maternità e famiglia, fino ad arrivare alla politica e all’ambientalismo. Ognuno di questi elementi meriterebbe un approfondimento a parte, nonché un confronto con alcune grandi gestioni del personaggio (non solo quella di Simonson, che ha ispirato molti elementi della saga di Aaron, ma anche quelle di Dan Jurgens e addirittura l’originaria di Stan Lee e Jack Kirby).
Meriterebbero un approfondimento anche i grandi artisti che hanno contribuito a questa notevole run, da Esad Ribic a Russel Dauterman, da Mike del Mundo a Ron Garney, passando per i contributi speciali di Tony Moore, Das Pastoras, Nic Klein, Frazer Irving, Steve Epting e molti altri. Magari un giorno uno speciale verrà scritto, perché il Thor di Aaron è già una pietra miliare della storia Marvel moderna. Ma adesso non è il momento, perché…

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La guerra è qui

Data l’importanza dell’evento e dato che Aaron sta scrivendo anche la serie dedicata agli Avengers, la Casa delle Idee ha deciso di espandere War of the Realms, trasformandolo in un vero e proprio evento in sei parti, a cui si aggiungono alcuni tie-in (compresi quelli contenuti in The Avengers, Asgardians of the Galaxy e ovviamente Thor).
Dovendo portare a termine una gestione pluriennale, ma anche introdurre la storia a un pubblico più ampio, Aaron sceglie di spiegare la situazione ai nuovi lettori e al tempo stesso cura alcuni piccoli dettagli che soddisfano coloro che hanno seguito la sua gestione fino al climax tanto atteso.
Il primo numero dell’evento si apre con una sequenza shock, per poi spostarsi sulla Terra, mentre tutte le pedine prendono posto sullo scacchiere: Thor lontano da Midgard, gli asgardiani che si alleano con gli eroi della Terra, Loki che agisce come al solito in maniera ambigua, alla perenne ricerca di una redenzione che non arriva, Malekith che fa il suo ingresso trionfale dopo aver ingannato tutti, dimostrandosi ancora una volta un nemico temibile e insidioso. Il tutto mentre Spider-Man fa battute e Tony Stark flirta con gli angeli (sì, avete letto bene).
Lo scrittore sfrutta la presenza degli Avengers e del Ragno per mescolare abilmente il tono drammatico che caratterizza Thor con il tono più spaccone ed esagerato degli eroi più potenti della Terra. Il risultato è un primo numero equilibrato, dal ritmo intenso e ricco di avvenimenti, di confronti tesi e divertenti, in cui ogni personaggio ha il suo spazio e crea un’alchimia ottimale con gli altri.

War-Of-The-Realms-Directors-Cut-01-of-06-026_First Issue Russel Dauterman, dopo la pausa necessaria per permettergli di concludere i sei numeri della mini, ritorna con tutta la sua potenza, il dinamismo estremo delle inquadrature e dei corpi, sempre in movimento e pronti a scattare. L’artista riesce a gestire con attenzione e precisione scene dense di personaggi che si muovono e combattono senza soluzione di continuità. Questa frenesia di battaglia è costruita rompendo la struttura della tavola, distorcendola con vignette che sconfinano l’una nell’altra, che si spezzano e si inclinano, si sovrappongono e si moltiplicano. In questo modo, Dauterman conferma il grande talento narrativo, che gli permette di creare momenti di grande pathos ed energia senza mai risultare confuso o frettoloso.
L’esplosione di azione è rafforzata dai colori di Matthew Wilson, che usa una tavolozza dai colori piatti, pieni e squillanti. Dauterman è però anche attento nel dipingere la sofferenza, il coraggio e l’energia dei personaggi, dedicando profonda attenzione ai dettagli espressivi dei volti.

Pur essendo un numero di preparazione e il tipico inizio di un maxi-evento, i colpi di scena, il ritmo e la forza narrativa infusa dai due autori non delude nessuna aspettativa, e anzi ne crea di ancora più grandi per il proseguimento della storia. Il gran finale sta arrivando, ed inizia con i fuochi di artificio!

Abbiamo parlato di:
War of the Realms #1
Jason Aaron, Russel Dauterman, Matthew Wilson
Marvel Comics, aprile 2019
32 pagine, spillato, colori – 5,49 € (digital edition)

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