
La storia ruota come sempre intorno al personaggio di Felinia, che condivide lo stesso nome di uno dei suoi due autori e che si presenta ai lettori come una donna poco elegante ma molto imperfetta, pigra, sempre affamata e insonnolita, mai depilata, costantemente desiderosa di sesso, egoista, falsa, sbruffona e ansiosa. Innamoratasi di un ragazzo intravisto alla fermata del bus, Felinia mette in gioco tutta se stessa – con l’aiuto di molte azzeccate comparse – per trovarsi finalmente un bel fidanzato… o, in mancanza di esso, un qualsiasi “puttanello penemunito” da portarsi a letto.
Ma nonostante le provi tutte per raggiungere il suo obiettivo – lungo l’arco di alcuni brevi ma validi capitoli, comici e sguaiati al punto giusto–, ogni suo tentativo di elevarsi al di sopra di sé la porta a scontrarsi con il peggiore dei nemici: l’amore e le sue conseguenze.
Ma è un amore, quello che vediamo in queste pagine, che ha poco a che spartire con il romantico sentimento che riempie capitoli e capitoli di libri e metri di pellicola: Felinia è da sempre sinonimo di ribaltamento delle regole, anticonformismo, acido realismo, comica volgarità e surreale ironia; e dunque – più che la passione – ciò che la ragazza affronta sono una terrena fame d’amore e sesso, le trappole della seduzione e le conseguenze del desiderio, narrate e demistificate all’interno di una trama che pur mostrandosi apparentemente strampalata e politicamente scorretta non rinuncia a un suo obiettivo, a una sua morale e a un paio di messaggi tutt’altro che banali o sciocchi, che trovano un senso (forse) compiuto proprio nella loro umanità e prosaicità.

Lo stesso sembra accadere alla nostra Felinia, che ci diverte e intrattiene in un lungo racconto nel quale offre il meglio e il peggio di sé, e che nonostante la sua ineleganza non risulta volgare ma intrattiene e diverte con efficacia.
Il tutto grazie a scenette sempre riuscite e a una protagonista d’impatto nella quale credo molte donne potrebbero riuscire a riconoscersi, un’eroina che nonostante la sua apparente durezza è in fondo il personaggio più “puro” di tutto il fumetto, che parte sempre svantaggiato ma non rinuncia a quelli che considera i suoi valori, e che nonostante le prove da affrontare e le tentazioni quando le cose si fanno serie non è disposto a svendere la propria dignità.

Coadiuvato da vivacissimi colori pop, oltre a essere personale e immediatamente riconoscibile, lo stile di Felinia risulta perfetto per ciò che narra, facile da interpretare e capace di conquistare anche quella stessa parte di pubblico poco avezzo ai fumetti che contemporaneamente si riconosce nell’ironico realismo delle sue storie.
Oltre alla comicità e alla levità dimostrata anche nei momenti più “crudi”, uno dei maggiori punti di forza di Singol a caccia, così come degli altri volumi del duo Sketch & Breakfast, è la capacità di mostrare una figura di donna che pur nella sua esagerazione è molto più realistica di tanti stereotipi eccessivamente perfetti. Imparare ad accettarsi spesso per le donne non è facile, e ben vengano fumetti come questo, capaci di parlare di quotidianità, di desideri, di sesso, del corpo e delle sue “funzioni” senza falsi moralismi e senza pretese di impossibili perfezioni.
C’è un unico possibile difetto in tutto ciò, e cioè che qualcuno estragga da storie come questa un alibi per non abbandonare i propri oggettivi difetti, adoperando la bandiera della libertà a tutti i costi come utile mantello dietro al quale nascondere la propria inettitudine al cambiamento e la propria mancanza di iniziativa.
Ma per quanto riguarda tutto il resto, possiamo confermare che Singol a caccia centra esattamente il suo obiettivo di far ridere e far riflettere, offrendo oltre a una mezz’ora di sano divertimento anche un messaggio – per una volta – molto positivo.
Abbiamo parlato di:
Felinia – Singol a Caccia
Sketch&Breakfast [Simona Zulian, Andrea Ribaudo]
Magic Press 2016
96 pagine, brossurato con bandelle, colore – 10,00€
ISBN: 9788877599230
