FF #6 (Fantastici Quattro #330) (AAVV)

FF #6 (Fantastici Quattro #330) (AAVV)

Nel serial dedicato alla Fondazione Futuro c’è qualcosa che non ingrana.
Hickman sin dall’inizio della sua gestione si è dimostrato uno scrittore astuto ed imprevedibile: tra rimandi, citazioni e flashback aveva costruito un affresco coerente in cui ogni pezzo andava pian piano al proprio posto; eppure, questo quadro generale a volte si muove con eccessiva lentezza, lasciando spazio ad episodi come questo “Brucialo”, denso di situazioni differenti che francamente si fatica un po’ a seguire. Il protagonismo langue in una storia sin troppo corale e gremita. Epting dal canto suo non brilla, risultando a tratti approssimativo nel rappresentare i lineamenti rispetto ai suoi standard.
Segue il secondo episodio della miniserie sul supergruppo canadese Alpha Flight, che aggiunge buoni spunti riguardo il controllo mentale e la vendetta personale. La storia, connessa solo nominalmente con il crossover Fear Itself, è opera di Pak, Van Lente e Eaglesham: sono soprattutto i disegni di quest’ultimo a farsi notare, per l’inusuale eleganza dei primi piani e la plasticità nella descrizione dei movimenti.
Lo scrittore Spurrier imbastisce poi una trama convincente per “Silver Surfer: In Thy Name”, introducendo tematiche poco comuni per il fumetto Marvel, tra momenti intimisti e riflessioni filosofico-religiose. La chiusura dell’albo è affidata a una classica storia di Namor da “Tales To Astonish” del ’65, realizzata dalle sapienti mani di Stan Lee e Adam Austin. Austin è lo pseudonimo del grande Gene Colan, cui il sempre puntuale Giuseppe Guidi dedica una breve biografia a puntate nelle note finali dell’albo.

Abbiamo parlato di:
FF #6 (Fantastici Quattro #330)
Jonathan Hickman, Steve Epting, Greg Pak, Fred Van Lente, Dale Eaglesham, Simon Spurrier, Tan Eng Huat, Stan Lee, Adam Austin
Panini Comics, Marzo 2012
Traduzione di Giuseppe Guidi
80 pagine, spillato, colori – 3,50€
ISBN : 977112422390320330

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