{"id":29,"date":"2017-05-10T21:41:50","date_gmt":"2017-05-10T19:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/facciatostasediacomoda\/?p=29"},"modified":"2017-05-10T22:13:05","modified_gmt":"2017-05-10T20:13:05","slug":"missione-leo-ortolani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/facciatostasediacomoda\/missione-leo-ortolani\/","title":{"rendered":"Missione Leo Ortolani"},"content":{"rendered":"
Ho avuto la fortuna e il piacere di placcare Leo Ortolani<\/strong> dopo un incontro con gli studenti del Liceo Artistico di Varese,\u00a0ha gridato “Fletto i muscoli e sono nel vuoto!” ma io sono stata pi\u00f9 rapida e l’ho stordito con una serie di domande.<\/p>\n <\/p>\n Secondo te, per diventare un fumettista, servono davvero una sedia comoda e la faccia tosta?<\/b><\/p>\n Io di solito scrivo per terra per cui non mi serve una sedia, la faccia tosta purtroppo non ce l’ho. Pi\u00f9 che la faccia tosta serve non perdersi d’animo e avere il sorriso perch\u00e9 quando vai a incontrare gli editori devi avere una buona disposizione d\u2019animo che si vede nel sorriso, nei modi.<\/span><\/p>\n A proposito della sedia, ci sono fumettisti che lavorano in piedi, un mio amico, per esempio, quando deve finire un lavoro e gli tocca fare le nottate, per non addormentarsi disegna in piedi. Anche John Romita Junior, dopo un incidente sciistico, disegna stando in piedi. Quindi la sedia potrebbe essere superflua. Diciamo, per\u00f2, che \u00e8 una sedia comoda aiuta a non far venire il mal di schiena, anche perch\u00e9 devi passare un sacco di tempo a disegnare.<\/span><\/p>\n <\/p>\n A proposito di tempo, quanto ce ne vuole per completare un numero di Rat-Man?<\/b><\/p>\n Visto che ogni due mesi questo numero deve uscire in edicola, ho a disposizione circa 2 mesi. La parte pi\u00f9 interessante per me \u00e8 la scrittura: capisco se una storia \u00e8 venuta bene gi\u00e0 dalla scrittura. Il disegno \u00e8 pi\u00f9 da mestiere, ci sono cose che mi danno pi\u00f9 da fare,esperimenti con le ombreggiature, coi pennelli. Una volta che ho la sceneggiatura la suddiviso in tre quattro pagine al giorno e so quanto tempo mi porter\u00e0 via il disegno.<\/span><\/p>\n <\/p>\n Pu\u00f2 essere utile trovare un maestro o frequentare una scuola di fumetto?<\/b><\/p>\n Io non ho mai fatto scuole e i miei maestri li ho trovati leggendo i fumetti, quindi non \u00e8 necessario secondo me, \u00a0\u00e8 necessario avere una grossissima capacit\u00e0 di autocritica, rendersi conto di essere o non essere in grado di fare qualcosa cambia dal giorno alla notte il tuo approccio a questo lavoro. Quando ti rendi conto di non essere in grado di fare una cosa o ti eserciti fino a che non sei in grado di farla oppure trovi delle scorciatoie, uno stile che ti salva.<\/span><\/p>\n Un tempo c\u2019erano \u00a0studi che prendevano dei ragazzi a bottega. Io non lo farei, sono abituato da una vita a lavorare per conto mio senza nessuno intorno, anzi se qualcuno mi guarda disegnare mi sbaglio, non sono a mio agio.<\/span><\/p>\n <\/p>\n Oggi ci sono molti mezzi per promuoversi e farsi conoscere. Hai qualche suggerimento?<\/b><\/p>\n Se tu sei bravo ed emergi dal gruppo si vede subito. Bisogna mostrare i propri lavori, partecipare a eventi, sempre. <\/span><\/p>\n Io all\u2019inizio andavo a cercare spazi, strisce quotidiane, sono andato alla gazzetta di Mantova, alla gazzetta di Parma, sono andato in giro a propormi e spesso non succedeva niente, intanto per\u00f2 ci provavo e questo fatto di provarci, di cercare delle strade che possano essere adatte a te, \u00e8 una cosa che bisogna assolutamente fare. <\/span><\/p>\n Partecipare alle fiere, far vedere i disegni in giro, anche un po\u2019 rompere le palle, allora forse un po\u2019 la faccia tosta \u00e8 utile! Io non sono mai riuscito a fare cos\u00ec, sono stato chiamato perch\u00e9 hanno visto le mie opere, mi \u00e8 andata bene, se dovessi andare a rompere le palle farei molta fatica, sono di una generazione che \u00e8 abituata a sentirsi dire dalla mamma \u201cmi raccomando non dare fastidio alla gente\u201d e questa cosa mi \u00e8 rimasta.<\/span><\/p>\n <\/p>\n Ti capita mai di vedere un esordiente e dire \u201cEcco, questa \u00e8 una promessa\u201d<\/b><\/p>\n All\u2019inizio mi capitava di andare in giro vedere mostre di autori esordienti e vedevo cose meravigliose, per\u00f2 poi alla fine non tutti ce la fanno perch\u00e9 al di l\u00e0 della bravura occorre anche conoscere persone che ti possano introdurre in una casa editrice. Ecco, dipende anche dal carattere: se sei una persona schiva che fa delle cose meravigliose ma sta chiusa in casa non farai mai niente.<\/span><\/p>\n Un\u2019ultima domanda: cosa serve per fare fumetti umoristici?<\/b><\/p>\n L\u2019umorismo non si impara. \u00a0O se un umorista \u00a0o \u00e8 difficile che tu possa creare un umorismo, perch\u00e9 l’umorismo non si pu\u00f2 spiegare o ce l’hai di natura e quindi sai che in quel momento quella cosa fa ridere o se no non funziona. Devi averlo dentro poi al limite affinarlo devi notare le assurdit\u00e0 che ci sono nella vita e riuscire a raccontarle facendo vedere come sono paradossali creando un’iperbole senza \u00a0per\u00f2 sfociare nel tragico, senza farsi sopraffare.<\/span><\/p>\n Ringrazio Leo Ortolani<\/strong> per la pazienza, la gentilezza e i suoi favolosi fumetti!<\/p>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Ho avuto la fortuna e il piacere di placcare Leo Ortolani dopo un incontro con gli studenti del Liceo Artistico di Varese,\u00a0ha gridato “Fletto i muscoli e sono nel vuoto!” ma io sono stata pi\u00f9 rapida e l’ho stordito con una serie di domande. Secondo te, per diventare un fumettista, servono davvero una sedia comoda e la faccia tosta? Io di solito scrivo per terra per cui non mi serve una sedia, la faccia tosta purtroppo non ce l’ho. 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