
Shouhei Sasaki basa la sua trama su un’idea non nuova ma che avrebbe potuto stimolare interessanti riflessioni se originalmente sviluppata.
L’evoluzione delle vicende del manga tuttavia mostra limiti evidenti e persino veri e propri buchi di sceneggiatura: non soltanto il profilo psicologico del protagonista appare poco approfondito e inverosimile ma anche i temi portanti della trama, come la rivolta della natura contro l’uomo, sono banalizzati e presentati con superficialità.
L’autore non fornisce spiegazioni sull’evoluzione dei membri del movimento terroristico, come ad esempio il loro acquisto della facoltà di parlare, e affastella frenetiche e inutili scene piene di violenza e sesso che però non riescono a coinvolgere il lettore, lasciandolo all’oscuro delle motivazioni e dei sentimenti degli animali.
Ulteriori interrogativi lasciati aperti nel primo volume, come la causa della trasformazione di Sadao in un uomo con la faccia di cane, sono destinati a rimanere senza risposta dal momento che questo secondo volume chiude la miniserie.
I disegni, improntati a un efficace realismo ottenuto con linee chiare e nitide, costituisce un ulteriore motivo di rimpianto per un’opera rimasta ancorata alla sua prima fase di ideazione e non in grado di reggere il confronto con altre opere dello stesso genere, basti pensare a Blacksad, che hanno saputo invece sfruttare la forza espressiva della rappresentazione antropomorfa degli animali.
Abbiamo parlato di:
Faccia di cane #2
Shouhei Sasaki
Traduzione di Manuel Majoli
Panini Comics, 2015
272 pagine, brossurato, bianco e nero – 7.50 €
ISBN: 9788891260567









