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L’evoluzione di Shockdom spiegata dal suo ideatore, Lucio Staiano

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Lucio Staiano, creatore di Shockdom, con il quale abbiamo parlato dell'evoluzione del suo portale, del mondo dei webcomics e di cosa ci aspetta in...
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Lucio Staiano è l’ideatore della casa editrice e del portale , specializzata nel campo dei webcomics.

Quando e come è nato Shockdom?
Shockdom nasce ufficialmente il 19 luglio 2000, come prodotto di Studio Hyperion, una web agency fondata dal sottoscritto e da Maximiliano Bianchi. Come idea, tre anni prima, da me e altri due neolaureati in Fisica a Pisa. Una storia più approfondita può essere letta su Wikipedia.

L'evoluzione di Shockdom spiegata dal suo ideatore, Lucio Staiano

Cosa è cambiato nel mondo dei webcomics in questi 13 anni?
Tutto e niente. E’ cambiato il mondo, questo è sicuro. Tredici anni fa Google era quasi sconosciuto, Facebook non era stato creato, si navigava con i modem 56K e l’adsl doveva ancora essere lanciato. Non esistevano i blog, né tutto il web2.0. Smartphone e Tablet erano voci dal futuro. Dal punto di vista storico, non c’era ancora stato l’11 settembre con quel che ne è seguito, compresa la crisi che stiamo ancora purtroppo attraversando.I primi veri webcomics creati da noi, Nebula e Firewall, ancora raggiungibili qui, erano montati in Flash e un paio di anni dopo Armadel  (progetto di Corriere.it) fu fatto, se non ricordo male, in javascript. Si provava a lanciare il fumetto drammatico e avventuroso. Dopo pochi anni esplose il fenomeno dei blog ed eriadan ed altri pionieri iniziarono a fare la storia dei webcomics con le care e vecchie strisce umoristiche.
Dopo tredici anni, sono cambiati i metodi di diffusione, ma il tipo di fumetto è rimasto quello e stiamo ancora cercando di far decollare i webcomics non umoristici. Ma forse non siamo lontani dal riuscirci.

Più o meno a metà della sua vita Shockdom ha deciso di assumere un carattere Open, aprendo gratuitamente le porte a tutti gli autori. Come è cambiato Shockdom dopo quella data?
All’inizio Shockdom aveva bisogno di posizionarsi come editore di webcomics di qualità e non chiudersi al mondo del fumetto. Gli anni fino al 2007/2008 sono serviti a questo, a selezionare un gruppo di autori e a far diventare Shockdom un punto di arrivo per gli altri, un sito a cui aspirare. Nel frattempo stavano nascendo alcune communities, tra cui Nuvole Elettriche di cui molti autori Shockdom facevano parte.
Ricordo che un anno, in cui ne pubblicammo l’antologia, lo stand Shockdom a  Lucca sembrava fosse di NE. Allora capii che il movimento dei webcomics aveva raggiunto una massa critica non indifferente e che Shockdom era la confluenza naturale del fenomeno. Così abbiamo creato Open Shockdom (oggi webcomics.it) e da lì la casa editrice è cambiata notevolmente, nel bene e nel male.
Nel bene perché il numero di autori di talento è aumentato a dismisura e continua tuttora a crescere, nel male perché abbiamo perso di vista l’evoluzione del mezzo internet. Questo ha causato, negli ultimi due anni, un offuscamento del nostro brand e Shockdom aveva iniziato a perdere la propria notorietà nelle nuove generazioni di autori. Il tutto è coinciso con l’esplosione dei social media e Shockdom ha rischiato di diminuire in autorevolezza, anzi il processo era già iniziato. Probabilmente ci siamo un po’ troppo seduti sugli allori e guardato troppo a noi stessi. Continuavamo ad essere uno dei siti più visitati in Italia per il fumetto, ma non c’era novità.
Per questo motivo, un paio di anni fa circa, ho deciso di prendere il toro per le corna, ammettere gli errori e rimetterci in gioco. È stato un cammino lungo e faticoso, che sta avendo i propri frutti solo in questo periodo: adesso, infatti, le cose sono molto cambiate, abbiamo pianificato tutta una serie di iniziative – ad esempio in questi giorni sponsorizziamo l’Internet Festival a Pisa e Albo ne farà il reportage fumettistico – che hanno avuto come conseguenza l’interessamento dei media generalisti e di magazine importanti (Vogue, Panorama, Espresso, Repubblica…) e ci hanno riportato al centro dei webcomics. Nel nuovo anno lo saremo ancora di più, grazie ad un progetto su cui adesso non posso dire altro.

L’altra tappa fondamentale nella storia di Shockdom è stata la decisione di affiancare la “classica” editoria cartacea a quella digitale. Cosa vi ha spinto verso questa direzione e come ha influito su Shockdom?
Anche questa decisione, in realtà, ha una propria storia. Inizialmente Shockdom pubblicava su carta per far piacere agli autori, che vedevano nella pubblicazione tradizionale una soddisfazione personale. I libri venivano distribuiti al nostro meglio, ma purtroppo nei limiti di una casa editrice inesperta e piccola.
Poi c’è stato quel momento di appannamento di cui parlavo prima, in cui ci siamo accorti appunto che Shockdom non era più conosciuto nel mondo del fumetto. Ci leggevano persone che solitamente non sono appassionati di fumetto e questa era la nostra grande conquista, qualcosa che molte case editrici ci invidiavano; ma avevamo perso il nostro habitat naturale e un po’ ci mancava.
Inoltre ci eravamo accorti che i nostri autori erano cresciuti e, dunque, potevamo prendere la grande decisione: lanciarci seriamente nell’editoria cartacea. Questo ci avrebbe aiutato sia economicamente, perché finalmente qualche autore stava diventando anche “profittevole”, sia come brand awareness.
Quest’anno Shockdom pubblicherà venti albi nuovi. Tengo anche a dire che sono TUTTI autori ITALIANI e la maggior parte ESORDIENTI: cioè Shockdom sta investendo sulle novità, sul futuro.
In un momento come questo, credo che sia importante e coraggioso.

Nella galleria d’immagini che segue, alcune delle copertine dei fumetti che saranno presentati a Lucca Comics & Games 2013.

Qual è, a suo parere, il rapporto tra editoria cartacea e digitale? Due mondi che si competono ed elidono o che possono completarsi e alimentarsi vicendevolmente?
Da questo punto di vista la mia visione è molto filosofica. Io credo che esista il Fumetto, come idea nel senso platonico del termine, il concetto generale, le cui istanze sono i mezzi su cui viene declinato. Ho sempre considerato il fumetto digitale alla stessa stregua di quello “analogico”. Il fumetto su carta, quello in Flash, quello scansionato, quello su tablet o su qualsiasi altra piattaforma verrà in futuro, sono “casi particolari” del Fumetto come concetto.
Dal punto di vista business la cosa è diversa: il fumetto cartaceo si deve porre molte domande, idem quello digitale, ma sono domande diverse.
Il commercio tradizionale – edicole, librerie di varia, fumetterie – soffrono e soffriranno sempre più, sono canali che probabilmente non moriranno mai definitivamente, ma non potranno più assicurare incassi sostenibili.
Dall’altra parte, il digitale ancora non garantisce introiti sufficienti. Ci sarà un momento, molto vicino, in cui ci troveremo nel punto di mezzo tra un’era ed un’altra, e dovremo sperare che qualcosa di nuovo sia arrivato, altrimenti l’industry dei comics andrà a gambe all’aria. Shockdom sta sperimentando da sempre nuove strade e nuovi modelli di business, iniziando dalla pubblicità. Qualche risultato è arrivato, ma ancora non c’è continuità, la strada è appena intrapresa.
Provando e riprovando, diceva Galileo Galilei…

L'evoluzione di Shockdom spiegata dal suo ideatore, Lucio StaianoShockdom come editore cartaceo va, inoltre, allargandosi verso altri orizzonti (penso ad esempio alla biografia su Elio e le storie tese); è previsto per il futuro l’esplorazione di nuove aree?
Shockdom sta affrontando l’ennesima sfida della propria storia, cioè l’approccio al pubblico femminile. Abbiamo inaugurato la collana “Rosa Shockdom” con la pubblicazione di una raccolta di Sketch and Breakfast, due giovani autori sconosciuti nel mondo del fumetto, ma che hanno la pagina facebook con più fan (118.000) dopo Topolino. A Lucca porteremo altre pubblicazioni dedicate alle donne, sempre con Sketch and Breakfast affiancati da Simple & Madama (oltre 60.000 fan), Lupi e Mipi e UPI. Vedremo come andrà.
Dal 2014 riprenderemo a pubblicare su carta serie proprietarie, cioè create da noi: sarà un grande impegno, ma speriamo bene.

Negli anni Shockdom ha ospitato sulle pagine virtuali alcuni tra i più talentuosi e apprezzati autori. Penso, tra i tanti, ad esempio a eriadan, RX, Sio, Kaneda. Quali criteri hanno guidato e come è avvenuta la vostra azione di reclutamento?
Il mio gusto. Ti faccio un esempio: Sio in questo momento è uno degli autori più conosciuti, grazie ai suoi video su Youtube. Sette anni fa, quando gli chiesi di entrare a far parte del team di Shockdom, era uno sconosciuto, ma a me divertiva da matti e continua a farlo tuttora, per cui ho deciso di puntare anche su di lui. Vado dove mi porta il mio fiuto, che ovviamente non sempre ci prende e a volte si fa scappare autori importanti. Fa parte del mestiere. Una delle componenti fondamentali dentro Shockdom è il rapporto UMANO. Con molti autori, anche tra quelli che sono andati via, siamo veramente amici. Esiste una lista interna che usiamo per scambiarci opinioni, in cui io vengo sistematicamente  bastonato dagli autori per alcune scelte “stilistiche” e in cui ci sono anche discussioni sul cosa fare in determinate situazioni. Shockdom è una srl, quindi una società a tutti gli effetti, e le decisioni finali sono mie, ma sono molto contento di avere autori appassionati al progetto che si esprimono e con cui si discute.

Mi pare sia prevalente tra i webcomics di shockdom il genere umoristico, tale preponderanza è dovuta a una precisa volontà editoriale o è nella natura dei webcomics?
Del mezzo che si usa. “il mezzo è il messaggio” diceva McLuhan e nel nostro caso la dimostrazione è eclatante. Un fumetto  di diverse pagine è forse troppo lento rispetto a un video e, soprattutto, le persone si aspettano che un fumetto le faccia ridere, perché vogliono svagarsi.
Tuttavia, sono sicuro che il fumetto “lungo e drammatico” digitale abbia i propri spazi e il proprio futuro. Bisogna trovarli e lo si fa sperimentando.

L'evoluzione di Shockdom spiegata dal suo ideatore, Lucio StaianoUn altro vostro progetto davvero interessante è Donne a matita, una graphic fiction che ha per protagoniste donne, realizzato da donne e che mira a intercettare un pubblico soprattutto femminile. Quale riscontro avete ottenuto? Pensa che in generale i webcomics abbiano maggiori possibilità, rispetto ai prodotti dell’editoria cartacea tradizionale, di intercettare quei pezzi di pubblico spesso trascurati come quello femminile o, ad esempio, quello Queer?
Ci rifacciamo alla domanda precedente. DAM è un progetto non umoristico, dedicato alle donne, su cui abbiamo puntato. I risultati ci stanno dando ragione. Oltre 40/50mila accessi ad episodio sono veramente tanti e i commenti sono lusinghieri. Hanno parlato del progetto anche Vogue, Panorama e altri magazine importanti. Adesso dobbiamo sperare che qualche investitore ci creda e ci punti un budget. Se vogliamo, DAM è la parte online della collana “Rosa Shockdom”, di cui parlavamo prima.

Shockdom negli anni ha avuto la capacità di intuire con tempestività l’evoluzione del web e le opportunità offerte da questo all’industria dei fumetti e, come abbiamo visto, non ha esitato a mutare e ad aggiornarsi per intercettare tali cambiamenti. Qual è secondo lei il futuro prossimo del fumetto italiano e come reagirà Shockdom?
In questo momento Shockdom è il più importante talent-scout fumettistico italiano. Puntiamo sugli esordienti e continueremo a farlo.  Shockdom non deve  più fare l’errore di fermarsi, ma continuare a monitorare il mondo intorno. Il futuro del fumetto è difficile da capire, soprattutto nei tempi. Come dicevo prima, ci sarà un momento in cui i canali distributivi tradizionali non saranno efficaci più neanche  per la Bonelli o la Disney, mentre temo che il digitale starà ancora cercando una propria strada. Probabilmente proprio questi colossi potranno dare una scossa al nuovo mercato. Il Fumetto, nel futuro, verrà fruito su mille device differenti, in mille modalità differenti e probabilmente ciascuno con i propri formati.  Noi cercheremo di essere pronti.

Grazie Lucio per la tua disponibilità.

Intervista rilasciata via mail a ottobre 2013.

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