
A differenza delle normali soap televisive, Eva Miranda è raccontato con un tono cinico e sarcastico, sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello del disegno. I personaggi cattivi sono crudeli, di una cattiveria gratuita e senza ritegno; quelli buoni sono un po’ idioti, ingenui e bambocci. I cattivi sono tutti magri, se sono in là con gli anni (l’età è sempre indefinita) sono liftati ma comunque un po’ raggrinziti e, soprattutto, hanno gli occhi sottili, a differenza dei poveri che hanno grandi occhi spesso pieni di lacrime e, se sono più maturi, sono bene in carne. Ci sono poi i personaggi misteriosi come Eva che, a differenza dei buoni e dei cattivi, ha in mente un piano del tutto oscuro al lettore, quindi risulta essere una confabulatrice scaltra e affascinante. Non ci sono caratteri sfumati o complessi, tutto deve essere molto semplice, in modo che per il lettore la comprensione sia immediata, proprio come in una soap. Gli stessi nomi degli “attori” sono banali e assonanti e, in fondo, sembrano tutti uguali: Dan, Ron, Randa, Cindy, Mirna… Alla fine i nomi non contano perché i personaggi devono essere degli stereotipi assoluti: Lui e Lei, il Padre di Lui e la Madre di Lei, l’Amante e il Rivale, ecc. Tutti i protagonisti, proprio in quanto “attori” di una soap, sfoggiano un’espressività e un dialogo degni del contesto: sorrisi smaglianti, mascelle squadrate, sguardi perfidi e sguardi innocenti, pianti amari e lacrime di coccodrillo… il tutto condito da dialoghi leggeri e melensi, spesso interrotti dalla pubblicità o da un’altra sequenza, nel momento in cui tutto è sufficientemente chiaro ma abbastanza sospeso da lasciare aperta ogni possibilità di sviluppo.
In ogni soap che si rispetti ci sono abbondanti stacchetti pubblicitari ed Eva Miranda rende giustizia anche a questi. Arrivano sempre in un momento di climax, durano poche vignette e sono cinici e surreali come il fumetto: la merendina per i bambini pestiferi contiene bromuro per addormentarli; lo snack dietetico è a base di segatura; il bianco che più bianco non si può si ottiene col plutonio, quindi nel fustino ci trovi in regalo una tuta antiradiazioni. Si possono leggere alcuni degli stacchetti esclusi nella stesura finale nell’articolo correlato allo speciale Eva Miranda.
Le vignette pubblicitarie non vengono differenziate dal resto del fumetto. In questo modo lo stacchetto è perfettamente integrato nella narrazione in un continuum narrativo insensato e insensibile. L’effetto finale è quello di leggere un’unica poltiglia di vicende e prodotti assurdi, molto simile al disturbo continuo e senza interruzione prodotto da un televisore acceso ad alto volume.
Nell’introduzione al fumetto, Barbieri spiega che la soap è un genere narrativo che addormenta il pensiero e solletica morbose e pettegole curiosità. In occasione della presentazione del volume a Lucca Comics and Games 2005, Gianni ha spiegato che il fumetto è stato concepito per criticare lo strapotere della tv. Iniziato circa 10 anni fa e pubblicato alla fine del 2005 in Italia (Lizard), Francia e Belgio (Casterman), Spagna (Norma) e Portogallo (ASA), Eva Miranda ha l’unico difetto di raccontare un genere televisivo che ormai è superato dal trash dei reality show. Per il resto, descrive e caricaturizza perfettamente un certo tipo di TV e l’assuefazione acritica con cui la si guarda, e lo fa parodiando alcuni dei topoi classici delle soap operas. Rappresenta in modo grottesco non semplicemente il mondo finto e patinato delle soap, ma anche e soprattutto, in senso lato, una cultura di massa basata sulla semplificazione e sul mercato. Il tono quasi sadico con cui viene scritto e disegnato riflette bene la spaccatura tra chi è spettatore felice di questo genere di programmi e chi invece li guarda affascinato e rapito, perché odia loro e il loro pubblico cloroformizzato. In Eva Miranda, il tocco di Barbieri e Giardino è molto presente: lo sceneggiatore e il disegnatore sono un po’ burattinai e un po’ protagonisti occulti della storia, a metà tra baratro e salvezza, tra fascinazione per le soap e rito voodo contro il trash.
Riferimenti:
Lizard Edizioni: www.rizzolilizard.eu








