Easy Breezy: la fuga, il sangue, la notte, lo zoo

Easy Breezy: la fuga, il sangue, la notte, lo zoo
Con "Easy Breezy", un fumetto dal sapore tarantiniano, Yi Yang sorprende al suo esordio opera da autrice completa edita da Bao Publishing.

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Cosa succede quando ti comporti da bullo e la situazione si ribalta? E se si ribalta talmente tanto che cambia completamente le carte in tavola, rendendoti poi amico di coloro che in passato ti eri divertito ad opprimere?
Ecco, forse potrebbe essere questa una premessa, un riassunto o una estrema sintesi di quanto viene raccontato nel fumetto dell’esordiente , al suo primo esperimento come autrice unica. Easy Breezy, edito da , racconta un cambio di scena, un rovesciamento di prospettiva parte come una classica storia di bullismo tra giovanissimi per sfociare in un fumetto action, cruento e dal ritmo serrato.

Li Yu è un ragazzo violento in classe e fuori. Yang Kuaikuai è un “quattrocchi” che riceve continuamente le sgradite attenzioni del compagno. Insieme allo “zio”, un adulto dalla personalità debole e chiaramente manipolato dal nipote, Li Yu decide di rubare un furgone parcheggiato di fronte alla scuola per rivenderlo a una banda di malavitosi. Il ragazzino con gli occhiali si ritrova coinvolto suo malgrado nella vicenda e la sua presenza risulta essere fondamentale per la risoluzione della trama. I piani non vanno proprio come da programma, infatti nel momento dello scambio, il mal assortito gruppetto di venditori di furgoni rubati trova una bambina che dorme nel cassone, e si rendono conto di aver sottratto il veicolo a un sequestratore di minori. In quel momento, i protagonisti cambiano i loro obbiettivi e inizia la fuga per portare in salvo la fanciulla e loro stessi.

imgIl racconto si sviluppa tra il tardo pomeriggio e la notte inoltrata: un breve lasso di tempo che rappresenta una vera sfida narrativa, ma che l’autrice riesce a vincere in maniera brillante. Salvo forse una piccola ingenuità su un flashback iniziale che non aggiunge nulla né all’intreccio né stuzzica la curiosità di chi legge, la storia funziona e si regge bene in piedi su una struttura che sperimenta un crescendo di esponenziale ansia e dinamismo. Questo ritmo serrato è alternato a brevi e rari momenti di stasi durante i quali chi legge tira il fiato insieme ai personaggi.
La vivacità della narrazione è favorita da una scelta di tavole che non si rifanno a una griglia standard, bensì alternano vignette di misure e forme non regolari, sovrapposizioni delle stesse e pagine splash. Le tavole con griglia più regolare identificano sezioni più calme, in cui i dialoghi e le interazioni tra i personaggi diventano il centro della narrazione.
Le tavole che contengono una composizione meno uniforme aiutano il progredire per immagini della storia. In effetti viene rispettata in pieno la regola narrativa dello “show, don’t tell, per la quale l’attenzione viene posta sul portare avanti una storia cercando di evitare il più possibile spiegazioni verbali di fatti, antefatti, possibilità. La parola e i dialoghi hanno un ruolo di completamento, sono utili ma non indispensabili, una caratteristica che rende la fruizione del fumetto piuttosto fluida.
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I disegni si qualificano per un tratto marcato e secco, che diventa sempre più nervoso man mano che ci si approccia a scene concitate o dalla crescente tensione emotiva. Le figure dei personaggi sono sgraziate e presentano volti dalle espressioni grottesche, in particolare le rappresentazioni degli adulti che, fatto salvo per lo “zio” problematico, identificano tutti personaggi malvagi.
Una nota di particolare interesse è l’utilizzo che l’autrice fa delle inquadrature: in moltissime occasioni le prospettive scelte sono inaspettate rivelando dei dettagli che in piano classico standard sarebbero apparsi poco pronunciati. L’utilizzo di questo strumento di disegno permette di evidenziare, talvolta anche in maniera esasperata, alcuni dettagli della scena, oppure dà modo di enfatizzare un particolare atteggiamento dei protagonisti di quello “scatto”.
Altro dettaglio molto rilevante è rappresentato dall’utilizzo di due colori in varie tonalità, oltre al bianco e al nero (quest’ultimo non solo caratterizza il tratto nervoso che definisce tutte le figure, ma fa anche da spessa cornice a ogni singola vignetta). I toni del rosso e i toni del blu si combinano senza fondersi mai, e sono caratterizzati da una freddezza che permea tutto. Infatti, per entrambi i colori, le nuance presenti sono quelle date dall’aggiunta del bianco o del nero. Inoltre un procedimento graduale dal colore rosso del tramonto del tardo pomeriggio, preponderante nella prima parte del fumetto, fino alla coltre blu della notte inoltrata, momento in cui la fuga ha il suo termine, sembra accompagnare il lettore/la lettrice nell’avanzare concitato delle ore.
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L’autrice con questo fumetto ha voluto anche regalare al pubblico italiano un assaggio del suo paesino d’origine che si trova in Manciuria (come dichiarato nell’intervista rilasciata a Lo Spazio Bianco durante Lucca Comics and Games 2021), attraverso un’ambientazione fatta di insegne, oggetti e arricchita da onomatopee in forma di caratteri cinesi senza note. Questo aspetto prettamente grafico, insieme ai nomi dei personaggi, potrebbe risultare irrilevante ai fini della storia; nonostante ciò, questi elementi offrono un ulteriore spaccato sulla cultura d’origine dell’autrice e creano un legame tra i suoi due mondi. In effetti, questi stessi fatti avrebbero potuto svolgersi ad esempio a Bologna (città in cui l’autrice vive da 8 anni) e avrebbe funzionato allo stesso modo.

Easy Breezy è un fumetto inaspettato, la cui promozione è passata colpevolmente in sordina. Quel suo sapore underground e il tratto così definito dell’autrice lo rendono una lettura adatta anche a chi cerca un pizzico di sperimentazione tra le proposte sempre un po’ patinate delle case editrici.

Abbiamo parlato di:
Easy Breezy

, 2021
184 pagine, brossurato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788832735611

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