E’ morto Isao Takahata

E’ morto Isao Takahata
Scompare all'età di 82 anni Isao Takahata, regista e fondatore dello Studio Ghibli, dopo una vita dedicata all'animazione.

È morto giovedì 5 aprile 2018 il regista, sceneggiatore e produttore , fondatore insieme ad Hayao Miyazaki dello e uno dei massimi registi nipponici.

La sua carriera è corsa parallela all’evoluzione della storia dell’animazione giapponese moderna, dagli anni Cinquanta fino al gigantismo dei decenni recenti.
Nato il 29 ottobre 1935 nella prefettura di Mie, Takahata trascorre la sua giovinezza nel distretto di Okayama per poi frequentare l’Università di Tokyo, dove si laurea in Letteratura Francese. Fin da piccolo affascinato dall’animazione (specie da opere quali Kumo to tulip di Kenzo Masaoka), inizia a interessarsi seriamente al cinema proprio durante gli anni universitari. La sua carriera nel settore prende avvio nel 1959, quando comincia come apprendista regista presso la Tōei Dōga (l’attuale Toei Animation). Sono gli anni dei primi lungometraggi dello studio, con il successo de La leggenda del serpente bianco (Hakujaden, 1958), mentre gli anime televisivi sono agli inizi.

Nel 1968 arriva la prima prova alla regia: Takahata dirige La grande avventura del piccolo principe Valiant (Taiyō no ōji: Horusu no daibōken), con una produzione che dura ben tre anni e che contempla nello staff anche il giovane Miyazaki. Basato su un racconto epico-fiabesco ispirato a una leggenda del popolo indigeno degli Ainu, il film – che purtroppo sarà un fallimento economico – si rivela un progetto ben più maturo della produzione dell’epoca, anche grazie al controllo di Takahata su ogni aspetto della produzione.

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Negli anni successivi Takahata si dà alle regie televisive: da Ōkami shōnen Ken (Ken il ragazzo lupo, 1963) alla famosissima Heidi (Alps no shōjo Heidi, 1974) o ancora Anna dai capelli rossi (Akage no Anne, 1979). Torna alla regia cinematografica con Jarinko Chie (La monella Chie, 1982) e Goshu il violoncellista (Sero hiki no Gōshu, 1982), adattamento da un racconto dello scrittore Kenji Miyazawa dove la musica ha un ruolo principale.

Nel 1985 fonda con Miyazaki lo Studio Ghibli: l’intento è realizzare produzioni animate di qualità, per tutti. Lo studio produrrà tutti i lavori dei due artisti in veste di registi, compreso Una tomba per le lucciole (Hotaru no haka, 1988), la drammatica storia di un fratello e di una sorella durante l’orrore bellico. Si tratta probabilmente del film più noto di Takahata, con il quale dimostra il suo talento nel trattare temi duri – quali le difficoltà della popolazione giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale – con uno stile asciutto ma emozionalmente potente.

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Tra le opere successive troviamo anche film più leggeri, come il divertente Pom Poko (Heisei tanuki gassen Pom Poko, 1994) e la commedia I miei vicini Yamada (Hōhokekyō tonari no Yamada-kun, 1999). Dovremo però aspettare fino al 2013 per l’ultima realizzazione da regista, l’acclamato La storia della principessa splendente (Kaguya-hime no monogatari), delicato film dove Takahata torna a ispirarsi al folklore nipponico.

Uomo di grande cultura, Isao Takahata era solito esprimere nei suoi film valori universali (la pace, l’ecologismo) senza dimenticare la sue radici culturali, con un’attenzione particolare alla resa psicologica ed emotiva dei suoi personaggi. Formatosi direttamente come regista – a differenza del suo collega Miyazaki, infatti, non è mai stato disegnatore – Takahata ha rappresentato, per più di mezzo secolo, l’eccellenza dell’animazione nipponica e il suo lato “autoriale”.

Per lo storico del cinema d’animazione Giannalberto Bendazzi, Takahata è

uno dei cineasti il cui apporto va situato in primo piano, per il suo lavoro di regista (si pensi al contributo alle innovazioni formali del disegno animato in Giappone) non meno che per i suoi scritti e apporti storici, teorici e critici”.

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