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“E alla fine muoiono” : la sporca verità sulle fiabe

21 Ottobre 2024
Una pungente graphic novel che sfata il mito delle fiabe come solo per bambini
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Se c’è un genere che sin dalla notte dei tempi riesce a far presa sull’immaginazione degli esseri umani in ogni angolo della terra, quello è senza dubbio la fiaba.
Radicate nel folklore e nella cultura di popoli diversi, le fiabe sono nate come racconti collettivi, tramandati oralmente, ricchi di simbolismo e significati profondi, capaci di riflettere paure, speranze e le dinamiche sociali delle varie epoche.

Eppure, oggi, tale genere, poiché è ritenuto semplicemente un mezzo per intrattenere i bambini, è ridotto spesso a un insieme di storielle ingenue, lontane dai contenuti originali carichi di mistero, crudezza e insegnamenti morali.

E alla fine muoiono di Lou Lubie, a metà tra una graphic novel e un saggio critico, si tuffa senza remore nella complessa e talvolta inquietante tradizione delle fiabe, riportando alla luce la loro autentica essenza attraverso un’analisi sagace e ironica. L’autrice non si limita a raccontare, ma scava in profondità, dissezionando i testi originali di autori come i fratelli Grimm, Charles Perrault e Giambattista Basile. L’obiettivo è chiaro: sfatare il mito della fiaba come racconto edulcorato e confortante, facendo emergere i temi più cupi, scomodi e profondamente umani che queste storie in realtà contengono.

Con una narrazione visiva accattivante e uno stile dissacrante, Lubie esamina alcune delle fiabe più famose, mettendo in evidenza il loro contenuto simbolico e psicologico. Prendiamo ad esempio l’analisi della fiaba La Gatta Cenerentola di Giambattista Basile.

Lubie esplora il lato oscuro e crudo del racconto, in cui la violenza familiare e la manipolazione sono centrali. La protagonista, invece di essere una figura di bontà e purezza come nelle versioni successive, è una giovane che utilizza mezzi subdoli per migliorare la propria condizione, rivelando un’ambiguità morale che Disney ha completamente eliminato nelle sue reinterpretazioni. Questo, secondo Lubie, priva la storia della sua carica sovversiva, riducendo Cenerentola a un’eroina docile e modellata secondo standard patriarcali.

L’ironia è il mezzo con cui  l’autrice smonta la visione idilliaca delle fiabe trasformate in pellicole Disney, mentre la critica diventa una riflessione sul ruolo pedagogico e psicologico che questi racconti esercitano sui bambini. L’attuale pratica di censura degli elementi oscuri e problematici delle fiabe originali non solo edulcora la storia, ma ne impoverisce il valore educativo. Questi racconti, nel loro essere brutali e scomodi, erano destinati a insegnare ai bambini a confrontarsi con le difficoltà e le complessità della vita reale. Invece, l’opera di censura e gli atteggiamenti bigotti promossi da molte rivisitazioni moderne, che spogliano le fiabe di ogni minaccia e di ogni sfumatura di grigio, tradiscono l’essenza originaria delle storie.

Tutti questi temi vengono presentati attraverso personaggi dai corpi stilizzati ma contraddistinti da una forte carica emotiva. Ciò è riscontrabile in uno stie di disegno contraddistinto da una linea chiara e pulita, sottile e continua; dai movimenti dei personaggi, nella marcatura spesso buffa degli occhi e del volto; nonché dall’uso di una gamma di colori tendenzialmente caratterizzata dal giallo e dal viola. Il che rende la palette prevalentemente piatta e uniforme.
Inoltre, i colori hanno una funzione narrativa precisa: sono spesso legati alle emozioni o agli stati d’animo dei personaggi. Ad esempio, toni caldi per rappresentare intimità o sicurezza e toni freddi per l’ansia o il distacco. Gli ambienti, non particolarmente dettagliati, lasciano che il lettore si concentri maggiormente sui protagonisti delle storie.


Lubie invita a riflettere sulla necessità di preservare il lato più autentico e grezzo delle fiabe, anche per permettere alle nuove generazioni di avere un’immagine del mondo che non sia esclusivamente fatta di arcobaleni e principi azzurri.
E alla fine muoiono è un’opera che sfida il lettore a guardare oltre la superficie, a ridere amaramente delle rappresentazioni deformate e a riconoscere il valore e l’importanza dei racconti nelle loro versioni originali, anche quando non sono rassicuranti.

Abbiamo parlato di:
E alla fine muoiono. La sporca verità sulle fiabe
Lou Lubie
Bao Publishing, 2023
248 pagine, cartonato, colori – 27,00€
ISBN: 97788832738254

Maria Concetta Amato

Maria Concetta Amato

Nata nel 2000 a Palermo, ha sempre coltivato una grande passione per la letteratura e la scrittura. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Classiche nel 2022, ha deciso di spingermi oltre i confini della tradizione, trasferendosi a Genova per immergersi nel mondo dell’editoria moderna. È lì che ho completato il suo percorso magistrale in Informazione ed Editoria, presentando una tesi intitolata Il Mercato del Fumetto Italiano: Analisi e Prospettive, una riflessione su un settore in continua evoluzione che non smette mai di affascinarla. Ama leggere, scrivere e perdersi nelle storie delle serie TV, ma ciò che più la appassiona è condividere queste riflessioni online. Il suo sogno è lavorare in una casa editrice, idealmente specializzata in fumetti, dove poter contribuire alla nascita e alla diffusione di nuove storie capaci di emozionare e sorprendere. Il suo obiettivo è trasformare la passione in un mestiere e contribuire a rendere il mondo dell’editoria un po’ più magico.

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