Due miliardi e duecento milioni di secondi di piombo rovente!

Due miliardi e duecento milioni di secondi di piombo rovente!
Due esperti e appassionati come Saverio Ceri e Francesco Manetti ci presentano i "numeri di Tex" dal 30 settembre 1948 al 30 settembre 2018: settant'anni di vita editoriale che si è sviluppata in astronomiche cifre di pagine prodotte e di autori coinvolti.

IM01-Tex-striscia-1_Approfondimenti Settanta anni a cavallo, per i deserti, in montagna, nelle praterie, nel Grande Nord, a raddrizzar torti nelle città corrotte, in villaggi indiani e mondi perduti. Da solo o asso di cuori nel poker di Pard. Con il revolver sempre acceso. Una storia editoriale, quella di , che copre tre, quattro generazioni di lettori, di editori, di sceneggiatori, di disegnatori. Tanti anni, tante collane, tanti albi, tante tavole hanno generato nei decenni un fiume di dati più adatto a un server della NASA che alla mente umana. Ma dietro ai numeri ci sono gli uomini, e quella che ora vi andiamo a raccontare non è una semplice sequenza di tabelline, ma una storia vera, in carne, ossa e piombo!

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Le serie bonelliane

Nel 2018 (come era accaduto già nel 2008 e nel 1998) Tex compie in realtà non uno, ma quattro anniversari diversi: 70 anni dalla prima pubblicazione in assoluto in formato striscia; 60 anni della collana regolare tuttora in corso, con 50 anni di inediti; e 30 anni dal varo del Texone, il formato gigante che ha aperto al ranger un invidiabile panorama internazionale di grandi artisti.

 

IM05-romanzo-Tex_Approfondimenti A. I 4000 albi bonelliani
Dal settembre 1948 al settembre 2018 sono stati pubblicati ben 4072 albi con il marchio Tex! Un numero enorme, che si spiega col fatto che il personaggio è apparso non solo sulla collana mensile regolare, che va avanti da sei decenni, ma in una grande varietà di collane, serie e formati diversi.
Il periodo delle strisce (quando Tex era un agile albetto spillato con una superficie di copertina e di tavola grande all’incirca un terzo di quella attuale), con la Collana del Tex che andò avanti dal settembre del 1948 al giugno del 1967, vanta da solo 973 fascicoli spalmati su 36 serie consecutive.
Ci sono poi le 695 uscite del Tex Gigante 2a serie, ovvero la collana mensile inedita tuttora in corso (partita nel 1958), i 636 Tex Tre Stelle (gloriosa collezione di ristampe che si è fermata solo nel febbraio 2017 dopo oltre mezzo secolo di attività), i 570 TuttoTex (serie che va avanti dal 1985 con grande successo), e i 437 Tex Nuova Ristampa (partita nel 1996). E queste citate sono solo le prime sei collane più ricche di albi di un elenco che, come potete vedere dalla tabella, copre 22 voci diverse, la metà della quali riferite a produzioni ancora in corso. Astronomico quattromilasettantadue: mistero svelato!

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B. I formati
IM06-Tex-rotondo_Approfondimenti Come abbiamo accennato sopra, nel corso dei decenni Tex ha cambiato più volte formato, sia come passaggio storico da uno a un altro, sia come cambio per esigenze editoriali diverse in uno stesso periodo.
L’epoca delle strisce inizia nel settembre del 1948 e termina nel marzo del 1972, con quattro collane distinte, la prima delle quali, la Collana del Tex, presentò ai lettori 36 serie diverse in quasi venti anni di vita. Il montaggio successivo per le ristampe, dalle originali tavole a striscia unica in tavole a tre strisce per pagina, lanciò il formato moderno bonelliano standard “alla Tex”: questo è anche il formato dei “bonellidi”, ovvero di quelle pubblicazioni che si ispirano (talvolta anche nei contenuti) allo standard tipografico della . Fanno parte di questo ampio settore i mensili di oggi, ristampe o inediti che siano.
La prima collana texiana ad adottare la tripla striscia fu il Tex Albo d’Oro che, con 8 serie consecutive, andò avanti dal giugno del 1952 al novembre del 1960, pubblicando 205 albi. Nel formato gigante (possiamo dire “alla francese”, senza tema di bestemmiare?) impossibile non sottolineare l’importanza di vero ponte tra il fumetto “popolare” e quello “d’autore” dello Speciale Tex, ovvero del Texone, che compie 30 anni nel 2018 (essendo stato varato per festeggiare nel 1988 il quarantennale del ranger); dal 2005 al 2016 la collana è stata ristampata in Tex Stella d’Oro.
Grande formato hanno anche i volumi cartonati di Tex, le cui origini risalgono alle straordinarie riproposte a colori della CEPIM del periodo 1977/1980 pensate per le librerie, idea proseguita per i tipi della Mondadori, e poi rientrata nell’ovile bonelliano nel 2015. Cartonati inediti, inaugurati da Eleuteri Serpieri nel 2015, sono infine i Tex d’Autore. Ci sono poi alcune curiosità, come i volumi non a fumetti (quali Il massacro di Goldena) e il formato a due strisce, anche questi immortalati in tabella.

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C. Gli inediti
Di tutte queste collane solo una parte sono composte da inediti. Le storie nuove sulla collana mensile attuale compiono mezzo secolo di vita nel settembre 2017. Inedite erano le strisce iniziate nel 1948 e inedite sono tutte le serie collaterali a quella regolare: il Texone (dal 1988, primo gigante e unico gigante a oggi rimasto in Bonelli, dopo i tentativi con Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère e Zagor), il Maxi Tex (dal 1991), l’Almanacco del West (dal 1994, trasformatosi in Tex Magazine nel 2016, forse perché la denominazione di Almanacco sembrava desueta alla nuova gestione di via Buonarroti, moto attenta al marketing), il Color Tex dal 2011 e il Tex d’Autore dal 2015.
Una curiosità: dal luglio del 1967 al settembre del 1968 c’è un “buco nero” coperto solo da ristampe. In quei 15 mesi non uscirono storie inedite di Tex!

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D. Il colore
Consuetudine bonelliana era quella di “regalare” il colore ai lettori per i numeri “centenari” e in poche altre occasioni speciali: nelle collane di Tex il primo esperimento in questo senso fu il #100 del mensile uscito nel febbraio del 1969. Poi il colore è dilagato con piglio alluvionale, in edicola e in libreria, e molte serie, fra ristampe e inediti, hanno il colore congenito: Color Tex (lo dice anche il nome!) parte come detto nel 2011, i cartonati del Tex d’Autore vengono pubblicati dal 2015, mentre del 2017 è il primo numero della ristampe del Tex Classic.

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Serie e albi non bonelliani

IM08-Tex-sabato-copia_Approfondimenti L’entusiasmo per Tex e il fascino dell’eroe di Bonelli Padre non poteva rimanere nei confini di Via Buonarroti. Nel 1973 il primo marchio a farsi avanti per la riproposizione dell’avventure del Ranger è quello della Arnoldo Mondadori Editore. Nata a Milano nel 1907, la nobile casa di stampatori – ormai da tempo nella mani della Fininvest berlusconiana – era da sempre stata molto attenta al cosmo fumettistico: basti pensare che a metà degli anni ’30 riuscì a strappare a Disney i diritti per le avventure di Topolino & Co., soffiandoli alla fiorentina Nerbini, diritti che mantenne per oltre mezzo secolo!
Grande il suo impegno nella narrativa di genere, con le collane (e loro filiazioni) dei Gialli, di Segretissimo e di Urania, e nelle pubblicazioni popolari (con gli Oscar), la Mondadori è da sempre stata apprezzata dagli appassionati della lettura “d’evasione”. Negli ultimi anni, uscita dall’orbita disneyana anche per i libri, la ditta di Segrate si è dedicata alla ristampa di pregio degli eroi dello humor e del nero bunkeriano (Alan Ford, Kriminal e Satanik). Ecco dunque Tex presente, fra Oscar, SuperMiti e cartonati di grande formato, nel catalogo mondadoriano per oltre… 40 anni!
Grande impegno anche per la casa editrice concorrente (economicamente e politicamente!) facente capo all’Ingegner De Benedetti: allegate al quotidiano la Repubblica sono uscite, dal 2007 al 2016, circa 450 ristampe texiane. Ultimo arrivato il gruppo Rizzoli – “Corriere della Sera”, con la serie ancora in corso di Tex – 70 anni di un mito iniziata nel dicembre 2017. Non sono contemplate nella tabella le ristampe anastatiche, ne le decine di volumi di saggistica dedicati al personaggio.

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Tavole & storie inedite

06-tavole-e-storie_Approfondimenti Una classifica delle collane che hanno pubblicato più tavole e più storie di Tex ci fa ben comprendere… la legge dei grandi numeri! Il podio ci mostra cifre non troppo lontane dal 100.000! In prima posizione c’è ovviamente la serie mensile, con circa 300 storie per quasi 66.000 tavole; ecco poi l’universo degli albi “a striscia”, con quasi 13.000 tavole (ovvero quasi 39.000 strisce) e 106 storie; terzo si posiziona il Texone, con circa 7.400 tavole spalmate su 33 albi di grande formato. Il Maxi Tex è più o meno “terzo alla pari”, con quasi 7.000 tavole per 24 fascicoli. Per quanto riguarda le 23 “storie brevi extrabonelliane”, con le loro 118 tavole (praticamente un albo mensile), vediamo la tabella successiva.

Storie brevi extrabonelliane

IM13-Tex-su-Comic-Art96_Approfondimenti Esiste tutto un florilegio di brevissime storie aventi Tex come protagonista non pubblicate dalla SBE, seppur da essa autorizzate. Iniziate con l’episodio L’accampamento apparso nel 1985 su un supplemento del giornale napoletano Il Mattino, il numero di tavole di queste “micro-avventure” varia da 1 a 32; in realtà la media è molto bassa, circa 5 tavole a storia, perché la maggior parte sono composte da un’unica tavola autoconclusiva e quella “lunga” di 32 tavole è una “mosca bianca”.
Notiamo che la maggior parte di queste storie brevi sono apparse nel 2004 in un volume della Hazard, Il riposo del guerriero, uniche del genere nel primo decennio del 2000. Nel conteggio di 118 tavole non sono state considerate le 29 che risultano dalla somma di 4 storie più o meno “apocrife” uscite nel corso dei decenni.

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Curiosità sulle storie

A. Le storie più lunghe

08-storie-più-lunghe_Approfondimenti Una collana come Tex, nata per continuare a lungo le sue avventure, non poteva non presentare alcuni episodi davvero “da primato”. La storia più lunga la leggiamo addirittura su sei albi (586 pagine), con un record che regge da ben 25 anni! Impegnò i lettori dal gennaio al giugno del 1993, con uno dei capolavori misteriosi del ranger, un classico di Nolitta & Letteri, con protagonista uno dei comprimari più amati della saga, El Morisco!
Sul podio troviamo subito dopo un altro superclassico, ma stavolta dobbiamo precipitare indietro nel tempo addirittura nel 1972, con Bonelli Padre ai testi e Nicolò ai disegni. Terza un’altra storia degli anni Novanta, scritta da Nizzi per i disegni di Fusco e Civitelli. Mauro Boselli, ovvero lo sceneggiatore capo attuale e curatore del personaggio, si piazza ottavo nella classifica delle storie più lunghe, con un’avventura piuttosto recente, uscita a cavallo fra il 2013 e il 2014, lunga 395 pagine.

B. Le avventure con lo stesso titolo

09-stessi-titoli_Approfondimenti Può capitare nelle migliori famiglie di dare lo stesso nome a più figli: lo diceva anche Geppetto, quando, pensando al nome da dare al più famoso ciocco di legno dell’universo, decise di ispirarsi a una famiglia dove tutti si chiamavo Pinocchio! Ci sono ben sette casi di nominativi uguali affibbiati a due avventure diverse (con uno di questi “intoppi” avvenuto in anni ravvicinatissimi, 1988 e 1990) e addirittura una tripletta, ovvero tre avventure iniziate con uno stesso titolo (in anni piuttosto distanti fra loro).

Gli sceneggiatori

IM15-Bonelli-G.L._Approfondimenti Molti i nomi di quelli che si sono cimentati con la parte scritta delle avventure del Capo Bianco dei Navajo, ma sono solo quattro quelli che emergono dal mare magnum. Stiamo parlando del creatore Giovanni Luigi Bonelli, del figlio Sergio “Guido Nolitta” Bonelli, del successore designato Claudio Nizzi e dell’ultimo grande erede, Mauro “The Boss” Boselli.
Al primo e al secondo posto troviamo Bonelli Padre e Nizzi: il grande G.L. batte il grande Claudio per un numero tutto sommato piccolo di tavole, 500 su oltre 30.000 scritte da ciascuno, cinque albi mensili, due avventure nemmeno tanto lunghe. Ma Nizzi batte il capostipite sulle pagine del mensile tuttora in edicola di quasi 5.000 pagine!
Nizzi batte anche Boselli, su quasi tutte le testate più longeve: il mensile, il Texone, il Maxi e quello che un tempo era l’Almanacco. Mauro Boselli ha comunque già scritto una percentuale vicina a 1/5 di tutta la saga di Tex, toccando un livello davvero ragguardevole. Da notare che i primi tre sceneggiatori del ranger hanno scritto da soli praticamente l’80% di tutte le avventure uscite. Quarto arriva Nolitta, ben staccato, con poco più di 5.000, gloriose pagine. Subito sotto da notare i buoni piazzamenti di Pasquale Ruju e Tito Faraci, con oltre 4.000 tavole a testa.
Se consideriamo anche Ruju e Faraci, rispettivamente quinto e sesto in classifica, arriviamo a coprire quasi al 95% di tutti i testi scritti per il personaggio: ciò significa che i restanti 21 sceneggiatori texiani hanno prodotto soltanto il 5% delle storie! Una curiosità finale: anche Galep, creatore grafico di Tex, entra in questa classifica, con solo due tavole all’attivo (due storie brevi a tavola autoconclusiva degli anni ’80).

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A. Storie sceneggiate
11-storie-SCE_Approfondimenti Riguardo agli scrittori possiamo entrare nel dettaglio delle storie da loro sceneggiate. La classifica è diversa già osservando le prime cinque posizioni: Ruju è quarto al posto di Nolitta in quanto a numero di storie prodotte (anche se, ovvio, Sergio Bonelli, vanta una media più alta per storia rispetto a Ruju).
Ai primi tre posti il risultato non cambia se si guarda alla quantità di storie pubblicate. Cambia invece la classifica se guardiamo la media di pagine per storia: al primo posto si piazza infatti Segura, seguito da Nolitta, Canzio, Nizzi, Boselli e Bonelli Sr.
Se si punta invece al numero di disegnatori che hanno lavorato per gli sceneggiatori notiamo che al primo posto sale Nizzi (che ha scritto storie per ben 44 artisti, quasi la metà del totale di tutti i disegnatori di Tex), seguito da Boselli, Faraci (che sarebbe al 6° posto sia come storie, sia come tavole scritte), Ruju e Bonelli Padre. Per Nolitta, sugli albi di Tex hanno invece disegnato “solo” sette artisti diversi.

I disegnatori

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Galep

Se gli sceneggiatori di Tex che si sono avvicendati in 70 anni sono 27, i disegnatori sono quasi 100! I primi due sono Galep, il creatore dell’aspetto del personaggio, e Guglielmo Letteri: insieme coprono oltre ¼ della parte grafica dell’intera cavalcata del Ranger. Galep, soprattutto, sembra irraggiungibile (almeno per qualche secolo!), visto che il terzo in classifica, il senese Giovanni Ticci, è arrivato soltanto a metà dell’immensa produzione galleppiniana. Degli altri solo il quarto, Fusco, si innalza sopra al 5% della produzione: significa che i primi quattro in classifica hanno disegnato quasi 1/3 di tutta l’epopea del ranger.
Da notare il caso di Claudio Villa, copertinista che sostituì Galep dopo il #400 del mensile, e disegnatore d’eccezione, con al suo attivo alcune fra le più memorabili avventure “moderne” di Tex: il Reuccio del fumetto italiano è solo tredicesimo, e anche se per pochissime tavole, viene battuto persino da Roberto Diso, ricordato soprattutto per Mister No in ambito bonelliano.
Un occhio infine all’affollatissimo 46° posto. Cos’ha di particolare questa posizione a metà classifica? Beh, grazie a un Texone a testa troviamo proprio a questo gradino alcuni fra i più grandi nomi del fumetto “d’autore” italiano e internazionale: provate a scorrerli e ne viene fuori un elenco impressionante.

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A. Storie disegnate
Entrando nei particolari delle storie troviamo, come abbiamo visto per gli sceneggiatori, varie stuzzicanti curiosità anche per i disegnatori. I primi quattro in classifica sono gli stessi quattro che abbiamo già visto come maggiori “produttori” di tavole. Guardando la media delle tavole disegnate per storia troviamo invece Diso al primo posto, seguito da… Yannis Ginosatis (che ha disegnato solo due storie) e da Ortiz.
Il disegnatore che ha lavorato per più sceneggiatori è Letteri, seguito da Ticci e da Ortiz a pari merito con Repetto: da notare che nessun disegnatore ha mai lavorato per più di otto sceneggiatori diversi. Per gettare uno sguardo sull’incredibile numero di superstar che hanno disegnato Tex occhio alla 51esima posizione!

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I copertinisti

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Caludio Villa

Incredibile come alla corte di Tex ci siano stati ben 44 copertinisti, e su appena nove posizioni! Si spiega soprattutto grazie al Texone, la serie in grande formata nata per il quarantennale e pensata come ribalta per autori non canonicamente texiani. E infatti molti di questi “44 gatti in fila per tre col resto di due” hanno all’attivo una sola cover a testa, su un totale di quasi 2.000 nell’intera saga. La classifica è infatti interessante solo per i primi due: Galep, il creatore grafico, e Villa, l’erede legittimo. Il primo, soprattutto grazie all’epoca pionieristica delle strisce, batte il secondo di ben cinque volte! Non c’è storia… Infine, occhio anche qui a un gradino speciale, con il Gotha del fumetto internazionale: il nono posto!

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Collaborazione sceneggiatore/disegnatore

Accanto un grande numero di relazioni effimere (oltre 170), negli anni si sono formate, grazie a Tex, coppie artistiche inossidabili!
Al primo posto ecco il tandem G.L. Bonelli e Galep, i due creatori dell’universo texiano: insieme hanno sfornato quasi 100 storie, per un totale di oltre 13.000 tavole! Lo scrittore Bonelli Padre lo troviamo anche al secondo posto, stavolta con l’affezionatissimo Letteri, e poi al quarto posto (con Nicolò), al sesto (con Ticci) e così via. L’ultima posizione nella quale appare G.L. è la 21esima, con Francesco Gamba.
Se guardiamo a Galep, l’artefice grafico, lo vediamo affiancato anche con Nolitta (17° posto) e con Nizzi (al 27° posto). In quanto agli altri sceneggiatori più importanti Nizzi lo troviamo soprattutto insieme a Fusco (3° posto), Boselli pare avere una predilezione per Font (8° posto), mentre il preferito di Nolitta è stato Galep (17° posto). Il copertinista Villa appare al 13° posto, insieme a Nizzi (la coppia che su Dime Press, per la qualità delle loro storie, avevamo definito Gens Claudia). La folla di artisti del fumetto, sempre grazie al Texone, la individuiamo qui al 70° posto.

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La legione straniera

A riprova del fatto delle enormi potenzialità della collana, a partire dal 1986, con una storia disegnata da Jesus Blasco sul mensile, Tex guada il Rio Grande ed esce dai confini italiani.

A. Gli sceneggiatori
16-stranieri_Approfondimenti La tabella parla da sola! Per il momento due soli scrittori stranieri (su un totale di 27) si sono cimentati con le sceneggiature del ranger, raggiungendo però nel complesso quasi 2.000 tavole (un po’ meno del volume di venti albi mensili), ma in realtà questo risultato è dovuto quasi esclusivamente all’opera di Segura.

B. I disegnatori
Molto più folto il gruppo dei disegnatori allogeni: ben 16 su un totale di 98, con più di 17.000 tavole all’attivo (oltre il 27% del totale). Nella classifica primeggia il mondo di lingua spagnola, sia europeo, sia americano, con la Spagna in testa: per trovare un artista che parla un diverso idioma occorre scendere infatti fino al 7° posto, dove troviamo il greco Ginosatis. Grazie ai Texoni si infiltrano nella banda di madrelingua castigliana un croato, uno neozelandese e uno statunitense (Joe Kubert, l’unico connazionale di Willer): è la sola collana texiana più variegata in quanto a bandiere. I primi tre (Ortiz, Font e Repetto) coprono oltre 10.000 tavole sul totale.

C. I copertinisti
I disegnatori stranieri delle copertine di Tex sono solo 13 e il numero corrisponde anche a quello delle copertine. In questa classifica, rispetto a quella dei disegnatori, esce il greco ed entra un inglese, Frank. La parte del leone la fa ancora il cosmo ispanico, con in testa la nazione madre iberica.

D. Le nazioni
Unendo le nazionalità degli sceneggiatori e dei disegnatori stranieri, con un totale di quasi 20.000 tavole, un dato già emerso non cambia: la Spagna vince queste olimpiadi di otto bandiere della Frontiera a fumetti, seguita dall’Argentina e dalla Grecia (stato non ispanico che solo in questa classifica sale sul podio). I primi due posti coprono una grande fetta del totale, con circa 17.500 tavole. Quarta arriva la terra (ispanica) dei Castro. La metà inferiore della classifica è dominata invece dalla lingua inglese (tre posti su quattro).

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E. Apporto straniero anno per anno
Il disegno texiano comincia a tingersi con colori esotici a partire dal 1986, ma prima di avere un dato percentuale importante, sulla totalità delle tavole sfornate in una anno, occorre attendere il 1993, quando ben ¼ della produzione grafica del ranger è straniero.
Il 1997 è l’anno della svolta, allorquando la percentuale arriva quasi a 40 punti; l’anno dopo ci avviciniamo addirittura al 50%! Nel 2000 i disegnatori stranieri battono per la prima volta quelli italiani, toccando quasi il 56% della produzione, ed è un record anche in numeri assoluti, con 1.115 tavole. La soglia del 50% straniero ai disegni verrà varcata anche nel 2010 e nel 2012.
Discorso più ridotto per quanto riguarda gli sceneggiatori d’oltreconfine, che hanno scritto all’incirca il 5% di tutte le storie di Tex: anche qui l’anno chiave è il 1997, quando i testi allogeni arrivano a superare il 17% del totale. Cifre interessanti, in quanto a percentuali, anche nel 2000 e nel 2004. Facendo un discorso più generale, il periodo più “straniero” sembra essere stato il quindicennio fra il 1997 e il 2012.

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I record di carriera

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Testi

A. Gli sceneggiatori
I primi tre sceneggiatori più precoci come esordio texiano sono Testi (che ha iniziato a 26 anni), Medda e G.L. Bonelli: la media d’età dell’arrivo sulle pagine di Tex in quanto a scrittura si aggira intorno ai 30 anni. G.L. è lo scrittore del ranger che ha firmato sceneggiature nell’età più avanzata, scrivendo fino al 1991 a 82 anni! Seguono, sempre intorno agli ottanta, D’Antonio e Nizzi.
Bonelli Padre batte tutti anche nella classifica della carriera più lunga, avendo lavorato alla sua creatura per  42 anni (dal 1948 al 1991). Nizzi, il secondo, ci lavora da 36 anni (dal 1983 al 2017). Boselli è terzo, con già 32 anni di onorata attività (dal 1986 al 2018). Sergio Bonelli arriva quarto, con oltre 23 anni dedicati a Willer (dal 1976 al 1999). Curioso leggere la classifica dei più prolifici, ovvero di quelli che hanno scritto in media più tavole al giorno nella loro carriera: Nizzi è primo, con quasi due tavole e mezzo giornaliere, tallonato da Canzio e Bonelli padre.

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Giovanni Ticci

B. I disegnatori
Come età di esordio quella dei disegnatori è più bassa rispetto a quella degli sceneggiatori, e risulterebbe antipatico approfondire il discorso sulla necessaria maggiore maturità di uno scrittore rispetto a un maestro della matita e della china. Copello entra in “Tex” addirittura 21enne nel 1994; nello stesso anno ecco Biglia, con 24 anni in carta d’identità. Ticci, Villa e Uggeri hanno iniziato con Tex alla stessa età, all’incirca 27enni, il primo nel 1967, il secondo nel 1986 e il terzo nel 1951. Se guardiamo la classifica dei decani, i primi cinque si sono cimentati con Tex fino agli ottanta e oltre, con Diso in testa, grazie al Maxi Tex del 2018. Due di questi hanno avuto postuma l’ultima pubblicazione: Ortiz nel 2015 e Letteri nel 2006.
La carriera più lunga la può vantare Ticci, con oltre 51 anni al servizio del Ranger, dal 1967 al 2018! Lo segue il creatore grafico, l’indimenticato Galep, che ha lavorato con Willer per più di 45 anni. Terzo arriva Letteri, con quasi 42 anni di disegni texiani. Aurelio Galleppini è primo nell’ultima classifica, quella dei disegnatori più prolifici: nella sua storia artistica riuscì a sfornare in media quasi una tavola al giorno del suo personaggio. Dal suo record sono lontani tutti gli altri.

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Anno per anno

A. Vittorie annuali
21-albo-doro_Approfondimenti In questa tabella vediamo chi vince, anno per anno, per numero di tavole firmate. Il periodo che va dal 1948 al 1969 è dominato dalla coppia G.L. Bonelli/Galep, i due creatori di Tex (che vinceranno anche nel 1971 e nel 1983). Nel 1965 Galep batte il record quantitativo di sempre, con quasi 800 tavole da lui firmate!
Il decennio successivo è quello della svolta. Il primo “estraneo” vittorioso su Galep, il disegnatore Letteri, arriva infatti nel 1970; poi Nicolò nel 1972 e Fusco nel 1977. Il 1976 è il primo anno nel quale G.L. Bonelli non scrive tutte le tavole pubblicate. Cose dunque tranquille anche negli anni Settanta: anche se comincia a demandare parte dei testi al figlio, vince sempre Bonelli Padre, con quattro disegnatori in classifica.
Le cose cominciano a farsi movimentate con gli anni Ottanta: nel 1981 Nolitta batte il padre e il grande G.L. esce dalla classifica nel 1984, lasciando il posto a Nizzi. In quello stesso 1984 esce anche Galep, e può dirsi quindi concluso definitivamente il periodo “classico” di Tex, quello dei fondatori vincenti. In quanto alle sceneggiature l’era di Nizzi copre il lasso di tempo che va dal 1984 al 2007 (con Boselli vittorioso nel 1997 e nel 1999) e segna il record di sempre di tavole scritte (1.768) in un solo anno, il 2003 (anche se Boselli si è avvicinato molto nel 2013); il dominio boselliano inizia nel 2008.
Parlando dei disegni, il primo ingresso nuovo fra i collaboratori più antichi dei creatori si ha nel 1986, con Civitelli. Nei Novanta due soli volti nuovi fra i vittoriosi. Poi, nel XXI secolo, una vera esplosione di nomi. Da notare che il 2015 è stato l’anno in cui sono state pubblicate più tavole di Tex: ben 2.342!

B. Sceneggiatori con più vittorie annuali
Un’altra tabella che parla da sola! Bonelli Padre, che ha vinto per 35 anni su 70, è lontanissimo dall’essere battuto, e chissà se lo sarà mai, visto che Nizzi è a 22 punti (e vi rimarrà) e Boselli è a 10.

C. Disegnatori con più vittorie annuali
Mutatis mutandis il discorso sugli sceneggiatori può essere fatto per i disegnatori con Galep: 24 vittorie. Secondo arrivò Letteri, staccatissimo, con 9 vittorie. Poi Fusco con 7. Una sfida impossibile, quella di superare il creatore grafico.

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Settanta anni dopo il debutto, Tex – il ranger, il capo bianco dei Navajos, il pard, il padre, l’infallibile tiratore, il raddrizzatore di torti – cavalca ancora sulle piste dell’immaginario, nel panorama di una Monument Valley immensa, fatta di decine di migliaia di tavole e di decine e decine di artisti internazionali. Molti i motivi del suo successo, ma uno sovrasta tutti: se è vero che ‘in nomen omen’, in ‘Tex’ ci sei anche ‘te’.

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