Don Camillo tra racconto, cinema e fumetto

Don Camillo tra racconto, cinema e fumetto
Davide Barzi e un nutrito pool di disegnatori realizzano per ReNoir Comics questo interessante adattamento a fumetti del film di Don Camillo realizzato da Duvivier nel 1952. Un’occasione per un confronto a tre tra letteratura, cinema e fumetto.

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Mondo Piccolo (1947) di Giovannino Guareschi è una delle opere più significative della letteratura italiana del secondo dopoguerra, per quanto ancora in parte misconosciuta dalla critica letteraria. Se però i racconti legati al sanguigno prete della Bassa hanno un loro fedele pubblico, la fama nazionale del personaggio è venuta indubbiamente dal ciclo di film su Don Camillo, a partire da quello del regista francese Julien Duvivier del 1952.

Su proposta di Giovanni Ferrario, a partire dal 2010 e un nutrito pool di disegnatori hanno realizzato una trasposizione cronologica particolarmente fedele dei racconti originari, giunta ormai al sedicesimo volume, coprendo così buona parte della prima fase di vita del personaggio.

Tale scrupolosa accuratezza filologica è stata indubbiamente una caratteristica che ha contribuito al successo del fumetto, in contrapposizione al ciclo di film che, al di là della loro riuscita artistica, non avevano pienamente soddisfatto Guareschi per una certa infedeltà al suo lavoro, causando anche dissidi piuttosto netti di cui il presente volume dà conto nelle ricche schede analitiche conclusive, per le quali Barzi è coadiuvato da Matteo Laudiano, attingendo al fondo guareschiano con la supervisione del figlio dell’autore, Alberto Guareschi.

L’operazione compiuta con questo “film a fumetti” ha quindi, di nuovo, il senso di una sorta di restauro filologico: Barzi ha ripreso la sceneggiatura guareschiana originaria – non quella, segnata da rimaneggiamenti, poi effettivamente realizzata nella pellicola – e ha ricostruito il progetto originario con la maggior fedeltà possibile. Anche la bella copertina di , che riprende una ipotetica locandina cinematografica in perfetto stile anni ’50, contribuisce a calare nella giusta atmosfera.

Il fumetto viene così ad assemblare le trasposizioni a fumetto già effettuate dei racconti guareschiani inseriti nel primo film, aggiungendovi delle tavole inedite per le parti di raccordo. Detta trasposizione era giocata sul raffronto con l’adattamento cinematografico: la griglia molto regolare rimandava al susseguirsi delle sequenze cinematografiche, così come il segno realistico e l’adozione delle mezze tinte in retinatura avvicinava nei limiti del possibile l’immagine fumettistica a quella filmica.

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Al tempo stesso, spiccavano anche le differenze tra i due adattamenti: intanto nel fumetto, ai luoghi di Brescello si sostituiva un patchwork di riferimenti al mondo emiliano di Guareschi, più fedele a ricostruire il paesino immaginario di Mondo Piccolo. E, ancor di più, i volti dei due protagonisti non rimandavano a Cervi e Fernandel ma divenivano entrambi riletture del volto di Guareschi, che aveva realmente provato a intepretare Peppone, salvo poi rinunciare per ragioni di tempo e di inesperienza attoriale.

Queste differenze spiccano forse ancor di più ora che l’adattamento va a inseguire più da vicino quello su pellicola e diviene in pratica uno strumento comparativo intermedio tra i racconti originali e il film. Le solite schede conclusive molto dettagliate evidenziano ancor meglio le differenze di trama, volte a smussare le asperità dei racconti e della sceneggiatura: i comunisti appaiono meno cattivi (la scena censurata più importante è quella in cui si spara a Don Camillo), mentre il suicidio finale dei “Giulietta e Romeo della Bassa” – che viene sventato anche nel racconto originale – non viene nemmeno tentato nella pellicola: essendo un peccato grave, non può essere associato ai due personaggi positivi, che rappresentano la linea sentimentale del film.

Interessanti, e più sperimentali, alcune soluzioni di lettering (realizzato da Simone Campisano): al di là dei titoli di testa del fumetto, realizzati in stile filmico, spiccano gli effetti di sovrapposizione dei balloon di fronte al  frequente sovrapporsi di voci negli scontri tra i due collerici protagonisti e i rispettivi comprimari.

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Al di là della minuziosa ricostruzione, sono molto interessanti anche i dietro le quinte riportati nell’appendice finale, che spiega come inizialmente si pensasse di coinvolgere nel progetto nomi ancora più prestigiosi, come Frank Capra e Spencer Tracy; come Orson Welles sia divenuto la voce narrante del film nella versione inglese, e di come la CIA si sia opposta al suo successo agli Oscar.

 

In conclusione, un volume prezioso per i fan guareschiani, mentre al lettore occasionale resta, comunque, una lettura godibile grazie al certosino lavoro di adattamento effettuato: soprattutto se non ha già letto la versione adattata dai racconti, che qui, come detto, viene ripresa. Se questo lavoro sui film proseguirà, sarà interessante vedere le opere successive, dove la divaricazione dai testi originali diviene spesso ancora più ampia.

Abbiamo parlato di:
Don Camillo – Il film a fumetti
Davide Barzi, Tommaso Arzeno, Francesco Bonanno, Ennio Bufi, Sergio Gerasi, Alberto Locatelli, Werner Maresta, Roberto “Dakar” Meli, Elena Pianta, con la collaborazione di Francesco Bisaro, Andrea Dotta, Matteo Mosca e Manuela Nerolini
ReNoir, 2018
240 pagine, cartonato, bianco e nero – 29,90 €
ISBN: 9788865672082

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