Distopia e vendetta nello sperimentale mix di generi di Osamu Tezuka

Distopia e vendetta nello sperimentale mix di generi di Osamu Tezuka
l corposo Il Mondo in una bottiglia mescola temi filosofici e sociali dell’autore nipponico in un’avventura straniante e quasi shakespeariana attraverso una sperimentazione imperfetta ma intrigante.

Chikyuu_o_Nomu-cover_Recensioni Famoso come uno dei numi tutelari e pionieri del manga e dell’animazione, quello che ha contraddistinto la figura di è stata la continua inclinazione alla sperimentazione.

Seppur mantenendo alcuni suoi punti cardine, come lo stile grafico dalle soluzioni prettamente umoristiche e molti personaggi che compaiono con ruoli differenti in diverse storie come fossero una sorta di attori, Tezuka ha esplorato qualsiasi genere e forma di racconto disegnato, spesso ibridandole tra loro e alternando prodotti dal profilo più commerciale a titoli meno generalisti.
Se il suo interrogarsi sulla natura umana e sui grandi cambiamenti che hanno attraversato il mondo tra gli anni ‘50 e ’60 del secolo scorso è qualcosa che filtra e fa parte di tutte le sue opere, è ovviamente nei titoli meno commerciali che lascia loro campo libero.

A innescare le vicende narrate è Zephyrus, una donna che in punto di morte chiede alla sue sette figlie di sacrificare la propria esistenza per realizzare un unico proposito: la vendetta. I bersagli sono tre e sembrano decisamente improbabili: gli uomini, il denaro e la legge. Grazie al giacimento d’oro dell’antica civiltà di Mu, all’invenzione di un incredibile pelle artificiale e alla possibilità di esercitare un fascino quasi sovrannaturale, le sette sorelle portano avanti un piano articolato e dalle conseguenze dirompenti. Sulla loro strada l’unico ostacolo sembra rappresentato da Gohonmatsu Seki, uno marinaio appassionato d’alcool, sciocco ma integerrimo e, apparentemente, l’unico uomo ad essere immune al fascino delle Zephyrus.

Composto da una serie di capitoli che prendono il nome da termini musicali, come Preludio, Leitmotiv, Adagio Moderato, etc., quasi l’intera storia fosse una sorta di partitura, Il mondo in una bottiglia è un manga decisamente atipico. Ogni capitolo ha una sua identità autonoma: non per forza narrativamente compiuto, ogni capitolo ha un sua peculiare atmosfera e un suo ritmo.

il-mondo-in-una-bottiglia-int-2-e1564653681365_Recensioni La storia si svolge in un arco narrativo molto lungo e tra un episodio e l’altro possono passare brevissimi periodi o anni. Passiamo da episodi più drammatici ad altri thrilling, da romantici all’avventura, con diversi momenti surreali e la tipica comicità di Tezuka che straborda frequentemente.
Sia per questo alternarsi di generi e atmosfere che per la natura piuttosto intricata, ma non respingente, della trama, è letteralmente impossibile riuscire a prevedere gli sviluppi, trovandosi in una lettura che è un continuo e completo spiazzamento.

Anche la gabbia delle tavole, che per la maggior parte dei casi contiene un numero elevato di vignette, varia di continuo, seguendo soprattutto il ritmo del racconto, come quando si fa frenetico nelle scene d’azione, con vignette a contorni obliqui o con forme diverse da quadrati e rettangoli, utilizzando anche vignette verticali, qualche splash page e fondi neri in diversi momenti drammatici.

L’articolato piano di vendetta di Zephirus e i suoi obiettivi diventano il veicolo per Tezuka per affrontare lo straniamento del periodo vissuto dal Giappone, la cui economia è in piena ascesa portando sì benessere, ma anche mettendo in crisi la stabilità sociale e diversi valori etici tradizionali, ponendo dubbi sull’impatto ambientale, suscitando così una serie di tensioni manifestate soprattutto dai giovani.

il-mondo-in-una-bottiglia-int2-e1564653823872_Recensioni I riferimenti alla situazione sociale del tempo sono piuttosto evidenti, con la figura di Gohonmatsu che finisce per rappresentare lo scontento giovanile, e altri personaggi che portano avanti ognuno dei temi che stanno a cuore all’autore. Non mancano ad esempio le incursioni di figure americane, a rappresentare le azioni di un alleato piuttosto invasivo della rinascita giapponese, mentre la figura delle sette sorelle permette di interrogarsi anche sul ruolo femminile nella società.

Questo libro è un ibrido dalle aspirazioni metaforiche, costituito da una combinazione di più anime, come un racconto di fantascienza con spunti quasi fiabeschi e shakespeariani (la vendetta che grava quasi come una maledizione), con momenti da feuilletton e di pura avventura e una deriva distopica che vira al post apocalittico.

È un lavoro interessante, intrigante e con alcuni momenti molto alti e alcuni elementi tristemente ancora attuali, ma è anche vittima della propria anima sperimentale. Lo spiazzante si fa a tratti straniante e la lettura oscilla e cambia come il volume stesso, passando da momenti appassionati ad alcuni più faticosi. Ma è uno specchio del percorso di un autore eclettico che, nonostante i grandi successi, non ha mai voluto adagiarsi e rinchiudersi in una sola, facile etichetta.

Abbiamo parlato di:
Il mondo in una bottiglia
Osamu Tezuka
Traduzione di Tommaso Ghirlanda
, 2019
Brossurato, b/n – 15,00€
ISBN: 97888832757149

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