Disney+ guarda alla Cina, Dark Phoenix verso i cinema

Disney+ guarda alla Cina, Dark Phoenix verso i cinema
In questa puntata sul futuro dei cinecomics e dell'animazione, praliamo del nuovo servizio streaming targato Disney e il mercato cinese, della campagna promozionale di X-Men: Dark Phoenix e di altre notizie.

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Mentre continua a macinare dollari al box office USA e internazionale, per il colosso Disney si apre una nuova sfida, quella del nuovo canale streaming Disney+. La nuova piattaforma ha davanti a sé l’occasione di fare quello che non è riuscita a fare, ovvero conquistare uno dei mercati più ambiti: la Cina.

In un interessante articolo pubblicato nei giorni scorsi da The Hollywood Reporter, viene evidenziato come la Disney, e soprattutto il suo CEO, Bob Iger, stiano guardando alla Cina con la certezza di riuscire a posizionarsi meglio di Netflix, che nei mesi scorsi ha praticamente alzato bandiera bianca rispetto al tentativo di lanciare la sua piattaforma nel paese, soprattutto per alcuni contrasti inerenti la censura del Partito Comunista che avrebbe colpito la maggior parte degli show del canale streaming.

Problemi questi che non si pongono per la major di Topolino, la quale ha dalla sua anni e anni di consolidati rapporti con il paese asiatico, e anche con gli spettatori, come sottolineato dalla stessa rivista.

Gran parte delle proprietà intellettuali targate Disney hanno già una base di fan molto appassionata in Cina, specialmente per i film Marvel che appaiono regolarmente sugli schermi cinematografici del paese e in cima al box office locale. I prodotti originali di Netflix, al contrario, per lo più hanno dovuto ricominciare da zero una volta concessi in licenza.
Allo stesso modo, la fama di Netflix risulta relativamente nuova nel mercato cinese, mentre i dirigenti della Disney hanno rapporti di lavoro a Pechino da decenni – il più evidente nel successo del Shanghai Disney Resort nel 2016 dopo oltre 20 anni di corteggiamento. (In quel periodo il presidente cinese Xi Jinping accolse persino Iger per un raro incontro all’interno della Grande Sala del Popolo cinese, sede cerimoniale del paese, un onore estremamente raro per un non-capo di stato).

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Ma per la major sono davvero tutte rose e fiori o vi sono ostacoli che nemmeno buone relazioni di lavoro possono superare? La rivista fa il punto in merito alla legislazione del paese, e soprattutto sull’investimento diretto in piattaforme Video On Demand, ufficialmente vietate in Cina. A questo proposito vi sarebbe una vera e propria “lista negativa”, una lista ufficiale di linee guida sugli investimenti esteri redatta dal Ministero del Commercio e dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, che sarebbe molto stringente in materia.

L’operazione di un servizio Video On Demand da parte di Disney+, o qualsiasi altra piattaforma in streaming straniera, richiederebbe una modifica sostanziale di questa lista –  ha dichiarato Mathew Alderson – In alternativa, un’eccezione espressa sarebbe richiesta da qualche altra legge.

Anche nel caso che questa lista fosse in qualche modo superata, esistono ulteriori ostacoli e cavilli che rendono complicata ma non insuperabile la situazione. Come nel settore cinematografico, infatti, Pechino impone una quota sulla quantità di contenuti stranieri consentiti sulle piattaforme VOD cinesi e, in questo frangente, l’unica soluzione sarebbe che la Disney formasse una joint venture o un accordo di licenza esclusivo con uno dei giganti cinesi come iQiyi, Tencent Video o Alibaba’s Youku. Proprio con iQiyi Netflix aveva cercato di costruire una partnership, poi naufragata per i problemi inerenti la censura.

Ma sono queste le soluzioni fattibili che la Disney può compiere pur di riuscire a conquistare una fetta di mercato globale tra le più ambite? Sì e no, visto che sempre la stessa legislazione permette joint venture solamente se a muovere il tutto siano i cinesi stessi.

La Disney ha un buon senso del quadro generale e dei piccoli dettagli quando si tratta del mercato cinese – risponde Adams Lee, un avvocato specializzato in diritto commerciale a Pechino – Probabilmente hanno già preso in considerazione una varietà di scenari a seconda che la guerra commerciale americana e cinese finisca, si intensifichi o mantenga qualche variazione dello status quo attuale.

Nella bolgia generale causata dall’uscita (e dal successo) di Avengers: Endgame, continua la campagna promozionale di X-Men: Dark Phoenix, ultimo capitolo cinematografico dei mutanti Marvel targato Fox.
Nei giorni scorsi, il cast ha iniziato il press tour riguardante la pellicola, che ha visto la presenza del regista e sceneggiatore Simon Kinberg a Parigi, in compagnia di parte del cast, ovvero Sophie Turner, Michael Fassbender e Jessica Chastain, mentre nelle stesse ore la 20th Century Fox diffondeva numerosi character poster che mettevano in risalto il lato oscuro degli X-Men, a partire da Jean Grey.

Comunque, proprio il film dei sta servendo come magnete per accrescere l’interesse del pubblico verso X-Men: Dark Phoenix, in quanto la Fox sta presentando una esclusiva anteprima nelle sale IMAX proprio durante gli spettacoli di Avengers: Endgame nelle sale americane.

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Altra iniziativa collegata al film è una campagna di donazioni lanciata dal sito Omaze, che aiuterà fondazioni e società non governative quali RainCatcher, il cui obiettivo è quello portare acqua potabile pulita e sicura nelle regioni povere di tutto il mondo. Altra fondazione a beneficiare di questa campagna sarà Women for Women International, che sostiene le donne che vivono in alcuni dei luoghi più pericolosi del mondo. Il loro programma di formazione di un anno insegna alle donne sopravvissute alla guerra come guadagnare e risparmiare denaro, migliorare la salute della propria famiglia e far sentire la propria voce a casa e nella propria comunità.

Oltre a questa, sono coinvolte anche Venice Family Clinic, il cui obiettivo è quello di fornire assistenza sanitaria di base di qualità alle persone bisognose, e The Prince’s Trust, fondata dal Principe di Galles Carlo D’Inghilterra, che aiuta i giovani a sviluppare la fiducia e le capacità di cui hanno bisogno per realizzare le loro ambizioni, in modo che possano vivere, imparare e guadagnare, oltre che realizzare il proprio potenziale nel mondo.
I partecipanti potranno incontrare il cast della pellicola e prendere parte alla registrazione di una puntata del Jimmy Kimmel Live Show assieme agli attori, oltre a soggiornare in un hotel a 4 stelle a Los Angeles.

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Mattel e

Mattel ha ampliato nei giorni scorsi il suo accordo di licenza globale con la Walt Disney per includere i personaggi cinematografici di Pixar Animation Studios.
Il produttore mondiale di giocattoli ha annunciato di aver aggiunto i diritti internazionali per realizzare prodotti di consumo dai prossimi film Pixar in uscita nel 2020 come Onward, oltre ai franchise più conosciuti come Coco, Alla Ricerca di Nemo, Monsters, Inc. e Gli Incredibili.
La Mattel sta costruendo il suo successo con le serie Toy Story e Cars in vista dell’uscita cinematografica di il prossimo 21 giugno.
L’accordo di licenza di Mattel con Disney include i diritti per creare una serie di prodotti giocattolo come action figures e miniature.

Sia sotto il mare, tra le nuvole, in pista o nello spazio profondo, siamo entusiasti di dare vita alla creatività innovativa di Pixar attraverso nuove esperienze di gioco interattive con Mattel – ha dichiarato Josh Silverman, vice-presidente esecutivo per i prodotti della Disney.

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