Dei, eroi e supereroi, identità, epica ed etica (6/5): backstage

Dei, eroi e supereroi, identità, epica ed etica (6/5): backstage
In questo articolo raccontiamo come è nato e cresciuto l’approfondimento su epica, narrazione supereroica ed etica. Motivazioni, obiettivi e strumenti.

Abbiamo chiesto ai nostri Federico Beghin e Simone Rastelli da dove è arrivata e come si è sviluppata in loro l’idea di un approfondimento che, muovendosi tra epica e fumetto, ha esplorato la figura del supereroe da una prospettiva insolita.

Come è nata questa sorta di analisi comparativa fra epica classica e supereroico?
Federico Beghin (FB): Simone e io siamo lettori di fumetti, amiamo i supereroi, leggiamo i testi antichi come OdisseaMetamorfosiSatyricon e ne studiamo l’esegesi, consultiamo antologie e manuali di letteratura greca e latina. Un giorno, nella chat di Whatsapp dei True Believers de Lo Spazio Bianco, Simone sgancia la bomba: perché non mettere a confronto il famoso passaggio dell’Iliade in cui Priamo fa visita ad Achille per chiedere la restituzione del corpo di Ettore con l’abbraccio tra e in The Killing Joke? Inizio a fantasticare e a espandere, butto lì una definizione ardita, quella di Omeroverso, e la discussione diventa sempre più interessante. David Padovani alza la posta: “Scrivete insieme un approfondimento”, dice. La fa facile, lui. Noi raccogliamo la sfida e cominciamo a porci domande. Domanda dopo domanda, ragionamento dopo ragionamento, arrivano le prime risposte.
Simone Rastelli (SR): Il legame fra supereroico, epica e mitologia è una miniera di spunti. Al di là delle ispirazioni per i vari personaggi, da Superman a Thor passando per Shazam, sono due immaginari che forniscono figure ed elementi per raccontare il mondo, per pensarlo, immaginarlo e quindi anche per tentare di capire la realtà che li usa. Da lì possiamo estrarre non solo storie affascinanti, ma la stessa materia prima per costruire altre storie.

Come vi siete organizzati per la scrittura del saggio?
FB: Abbiamo lavorato in questo modo: Simone ha scritto un cappello introduttivo, io ho problematizzato i primi argomenti e ho digitato pensieri in rime sparse sul foglio Word; gliel’ho inviato e lui, qualche giorno dopo, ha dato ordine e ampliato gli spunti; altre domande da parte mia e nuove risposte da parte sua, qualche nuovo concetto proposto da me e di nuovo una problematizzazione, questa volta da parte sua. Piano piano l’approfondimento ha preso corpo e si è espanso, diventando un vero e proprio saggio. Nel frattempo, più scrivevamo e più ripercorrevamo nella memoria le nostre conoscenze, i nostri studi letterari passati e recenti, le nostre letture supereroiche. Simone ha elaborato il testo vero e proprio e io ho aggiunto frasi e pensieri, ne ho cancellati altri, gli ho ripassato la palla fino ad arrivare alla stesura definitiva da proporre alla redazione. Ricevuto il via libera del boss Ettore Gabrielli, abbiamo inviato a David il file per la revisione che ha ulteriormente migliorato l’opera.
SR: Va detto che scrivendo di supereroi ci capita spesso di realizzare pezzi a quattro o più mani. E qui emerge quello che per me è un tratto fondamentale della nostra redazione: il gusto e la capacità di elaborare idee attraverso una discussione aperta e appassionata, nella quale ciascuno costruisce sugli spunti degli altri. In questo approccio c’è sicuramente una considerazione di efficacia, poiché mettere insieme competenze individuali su un universo narrativo sconfinato aiuta a non smarrirsi, ma il riuscire a far crescere un’indagine insieme rafforza anche il senso di costituire un vero gruppo di lavoro e non un semplice aggregato di persone accomunate da una passione e una competenza specifica. Ma soprattutto è tutto molto divertente.

Il pezzo ruota fondamentalmente intorno alla riflessione sui valori etici che nutrono l’epica classica e il supereroico: perché questa centralità?
FB: Il confronto tra epica omerica e virgiliana ed epica supereroica non ha potuto prescindere dall’etica. Come agivano i personaggi di Omero e di Virgilio? Come si comportavano le persone di quelle epoche? Come agiscono i supereroi e come si comportano gli uomini oggi? Poiché le letterature greca e latina e i fumetti sono prodotti di menti che vivono nei rispettivi hic et nunc, non si possono separare dalla loro contemporaneità. Ecco perché non potevamo escludere una riflessione sul piano etico, che ci ha portato ad analizzare a fondo le motivazioni dietro le scelte e le azioni dei character. Se esistono punti di contatto tra gli eroi antichi e i supereroi moderni, è altrettanto vero che la società è cambiata e si è creata una frattura tra individuo e collettivo. Con determinazione sempre maggiore l’uomo cerca di porsi come faber ipsius fortunae, mentre nelle comunità descritte da Omero e Virgilio era impossibile percepirsi al di fuori del gruppo dei pari: gli eroi achei e troiani agivano restando nella società, mentre spesso i personaggi DC e Marvel scelgono o sono costretti a uscirne. Ancora, l’etica dei vari Achille, Ettore ed Enea coincideva con il nomos; i vari Batman, Superman e Spider-Man si rifanno a un’idea di Bene che è spesso estranea al mondo delineato dall’epica classica.
SR: Una lettura parallela di epica e supereroico consente di mettere in evidenza le diverse strutture fondamentali della convivenza e dell’identità che vi sono riflesse. O meglio, facendo emergere quelle che sembrano differenze irriducibili, alla fine quelle storie ci mostrano legami e offrono spunti per comprendere le nostre stesse azioni quotidiane. Per esempio, le scelte degli eroi dell’Iliade si muovono pienamente entro i canoni di quella che definiamo “società della vergogna” e il mantenimento dello status di eroe ha ben poco a che fare con i concetti di giustizia come possiamo intenderli noi. La difesa dell’onore vale più della vita stessa. Le scelte di un Batman o di un Capitan America sono guidate (per quanto si possa generalizzare) da motivazioni e obiettivi che invece fanno riferimento a un principio di giustizia. Ricordiamo poi che in quel mondo aristocrazia e popolo sono fra loro distanti quanto umanità e divinità; si pensi alla figura di Tersite, che osa protestare contro le scelte degli aristocratici condottieri achei, e al suo trattamento: vile, sgradevole e brutto secondo gli antichi, portatore degli interessi dell’esercito secondo alcuni studiosi moderni.

C’è stato un lavoro preparatorio e una ricerca sulle fonti?
FB: Come già accennato, per gestire epica, fumetti ed etica, abbiamo scelto di procedere per domande e risposte, ragionando prima autonomamente e poi insieme, confrontandoci di continuo. Nel farlo, Simone e io “in diretta” abbiamo consultato solo poche fonti, piuttosto ci siamo affidati alla memoria e alla conoscenza pregressa, sedimentata negli anni attraverso letture a volte inserite in un percorso strutturato, altre volte semplicemente incontrate per passione. La compilazione di una bibliografia, quindi, è per entrambi azione difficile e complessa. Per quanto mi riguarda, posso affermare con sicurezza di aver ripescato le informazioni studiate e apprese durante il mio percorso di studi: dalle lezioni di greco e latino di Don Roberto Ravazzolo al liceo classico, dai corsi di letteratura greca del Prof. Davide Susanetti e da quello di letteratura latina del Prof. Gianluigi Baldo, con i libri da loro consigliati; dai miei approfondimenti personali, ossia dallo studio dei manuali Storia e forme della letteratura greca di G. Aurelio Privitera e Roberto Pretagostini e Il libro della letteratura latina di Gian Biagio Conte ed Emilio Pianezzola, dei saggi Dioniso a cielo aperto di Marcel Detienne, Nella terra del mito di Dario e Lia Del Corno, Gli dei e gli eroi della Grecia di Károly Kerényi, l’introduzione di Antonio La Penna presente nell’edizione Bur dell’Eneide, quella di Maria Grazia Ciani all’Odissea e il relativo commento di Elisa Avezzù e dalla lettura diretta delle opere antiche, come appunto l’Iliade, con l’introduzione di Giovanni Cerri, il commento di Antonietta Gastoli e il saggio di Wolfgang Schadewaldt. Non nego di essermi rifatto anche alle mie stesse tesi di laurea, visto che per completare il percorso triennale in lettere antiche ho scritto La figura della Giustizia nelle tragedie di Sofocle, dopo aver letto moltissimi studi relativi alle opere del drammaturgo, e per conseguire la laurea magistrale “Uno storico sospettoso verso dichiarazioni teoretiche e confessioni autobiografiche”. Analisi delle Res Gestae e della figura di Augusto secondo Ronald Syme. Mi rendo conto che non sia facile per il lettore dell’approfondimento estrapolare le singole informazioni inserite nello stesso, leggendo un elenco così personale e sommario di fonti, però quando la materia si è sedimentata nella mente resta per sempre a portata di mano. Con certezza posso solo dire che i ragionamenti riguardanti l’Eneide sono scaturiti proprio dalla lettura del lavoro di La Penna, contemporanea alla stesura del saggio.
SR: Anche io ho sfruttato studi, letture e suggestioni sedimentati attraverso gli anni, in maniera più o meno disordinata: da un libriccino su Achille e Patroclo letto alle medie a Gli dei e gli eroi della Grecia di Károly Kerényi (Il Saggiatore, 1963), passando per Le nozze di Cadmo e Armonia di Roberto Calasso (Adelphi, 1988). Ho poi accompagnato il lavoro con la lettura de Le lacrime degli eroi di Matteo Nucci (Einaudi, 2014), che propone una serie di riflessioni indagando sulla famigerata ostilità che Platone mostra per l’epica nella Repubblica. La considerazione della Guerra di Troia come atto che chiude l’era degli eroi legati agli dei l’ho incontrata in Omero e il suo tempo di Barbara Patzek (Einaudi, 2004). L’idea di quella greca come Cultura della Vergogna, contrapposta alla Cultura della Colpa ha una lunga storia, che inizia con il volume di Eric Dodds del 1947 I Greci e l’Irrazionale (Sansoni, 2003). Spunti per le considerazioni su giustizia e vendetta nella Grecia classica sono venuti da Il cammino di Dike: l’idea di giustizia da Omero a Eschilo di Anna Jellamo (Donzelli, 2004) e dalla tesi di Federico La figura della Giustizia nelle tragedie di Sofocle!

L’epica è un argomento curricolare a scuola: il vostro approccio può entrare nelle aule?
SR: Il nostro lavoro credo mostri le potenzialità dell’utilizzo del fumetto per percorsi di approfondimento degli argomenti curricolari e per stimolare un confronto attivo e partecipato da parte dei ragazzi. L’approccio attraverso una problematizzazione condivisa è d’altra parte non solo il metodo principe della ricerca, ma anche un metodo didattico fondamentale. Aggiungo che fra gli stimoli per questa lettura comparata è stata per me importante anche una discussione con mio figlio sulla figura di Achille e sul suo essere “eroe”, in coda a una sua ricerca scolastica. Per il poco che vedo, attraverso discussioni con professori, la criticità nell’utilizzo del fumetto a scuola sta semplicemente nel fatto che pochi insegnanti lo conoscono e lo frequentano, perché in effetti chi lo conosce non manca di utilizzarlo. Tutto ciò in un contesto generale in cui il fumetto è comunque una forma d’espressione frequentata da una stretta minoranza. Per dire: ricordo che Davide Grilli e io anni fa proponemmo un sondaggio fra le classi quinte di un Liceo Scientifico e risultò che su oltre 100 ragazzi solo una quindicina leggeva fumetti con una qualche regolarità. Ma il punto importante è che un numero molto più grande aveva abbandonato il fumetto negli anni precedenti. È forte la tentazione di proiettare quella tendenza e concludere che di quei quindici ragazzi forse due o tre continueranno a leggere fumetto anche nell’età adulta. Il punto è: quanti di questi diventeranno genitori, quanti insegnanti? La trasmissione della passione fumettistica potrà quindi contare su forze molto ridotte.
FB: Essendo un insegnante e allo stesso tempo un appassionato di fumetti, vorrei tanto dire che l’approfondimento scritto con Simone entrerà sicuramente a scuola. Purtroppo, però, devo scontrarmi con la realtà: c’è l’ossessione dei programmi da portare a termine e questi, lo sappiamo bene, sono vecchi, desueti e non prevedono il fumetto. Per fortuna, esistono dei margini di manovra e in questi spazi angusti sto già cercando di inserirmi da quando ho iniziato il mio percorso, nel 2017. Portare in classe questo saggio sarebbe bellissimo, anche perché agli studenti l’epica piace molto. I ragazzi dimostrano anche grande curiosità, quando nomino qualche fumetto: ne abbiamo sfogliati e letti in aula e i più entusiasti mi hanno chiesto di istituire un ciclo di lezioni dedicate esclusivamente ai fumetti. Ovviamente ci sto pensando! Più in generale, l’approccio che ha animato questo nostro saggio è lo stesso che ho utilizzato da studente e che applico da insegnate, con la speranza di trasmetterlo agli alunni. Comparazione, problematizzazione, analisi e sintesi mi hanno sempre accompagnato e si sono rivelate fondamentali anche quando traducevo i testi latini e greci. Ma, cosa che a volte da giovani si fa fatica a comprendere, sono soprattutto indispensabili nella vita quotidiana, direi per affrontare qualsiasi situazione.

Ci sarà un seguito a questo lavoro?
SR: Contiamo di sì, perché ci siamo divertiti molto. Serve molto lavoro, ma abbiamo già almeno un paio di spunti. Vediamo se riusciremo a farli fruttare.

BIBLIOGRAFIA

F. Beghin, La figura della Giustizia nelle tragedie di Sofocle, tesi triennale, 2014
F. Beghin, “Uno storico sospettoso verso dichiarazioni teoretiche e confessioni autobiografiche”. Analisi delle Res Gestae e della figura di Augusto secondo Ronald Syme, tesi magistrale, 2017
R. Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, Adelphi, 1988
G. B. Conte ed E. Pianezzola, Il libro della letteratura latina, Le Monnier, 2001
Dario e Lia Del Corno, Nella terra del mito, Oscar Mondadori, 2012
M. Detienne, Dioniso a cielo aperto, Editori Laterza, 2000
E. Dodds, I Greci e l’Irrazionale, Sansoni, 2003
A. Jellamo, Il cammino di Dike: l’idea di giustizia da Omero a Eschilo, Donzelli, 2004
K. Kerényi, Gli dei e gli eroi della Grecia, Il Saggiatore, 2009
M. Nucci, Le lacrime degli eroi, Einaudi, 2014
Omero, Iliade, introduzione di G. Cerri, commento di A. Gastoli e saggio di W. Schadewaldt, Bur Rizzoli, 2003
Omero, Odissea, introduzione di M. G. Ciani e commento di E. Avezzù, Bur Rizzoli, 2008
B. Patzek, Omero e il suo tempo, Einaudi, 2004
G. A. Privitera e R. Pretagostini, Storia e forme della letteratura greca, Einaudi Scuola, 1997
Virgilio, Eneide, introduzione di A. La Penna, Bur Rizzoli, 2008

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