{"id":74,"date":"2017-11-24T10:16:45","date_gmt":"2017-11-24T09:16:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/deadmanwalking\/?p=74"},"modified":"2017-11-24T10:40:15","modified_gmt":"2017-11-24T09:40:15","slug":"ronin-la-rivoluzione-frank-miller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/deadmanwalking\/ronin-la-rivoluzione-frank-miller\/","title":{"rendered":"Ronin : la rivoluzione di Frank Miller"},"content":{"rendered":"
Alzi la mano chi non conosce Frank Miller<\/strong>. Ok, ok, lo conosciamo tutti, \u00e8 ed \u00e8 stato uno degli artisti pi\u00f9 importanti della storia del fumetto americano. \u00c8 ammirato da tutti per gli innumerevoli capolavori: da Daredevil Born Again<\/strong>, del quale ho gi\u00e0 parlato, a Batman Anno Uno<\/strong>, passando per Il Ritorno del Cavaliere Oscuro<\/strong> e 300<\/strong>.<\/p>\n Sono tutte opere che adoro e a cui potrei affiancarne molte altre (Sin City<\/em>, per dirne una) ma in questi giorni mi sono dedicato alla lettura di un volume che mi mancava: Ronin<\/strong>, pubblicato dalla DC COMICS<\/em> tra il 1983 e il 1984, nonostante con i super eroi centri davvero poco o nulla.<\/p>\n La storia comincia mostrandoci il destino di un samurai del Giappone feudale devoto alla difesa del suo padrone, al quale Agat<\/em>, un demone mutaforma<\/em>, sta dando la caccia. Il padrone del samurai viene alla fine ucciso da Agat<\/em>, che vuole recuperare la spada magica che gli era stata in precedenza rubata. Proprio la spada rubata \u00e8 l\u2019unico modo che il samurai ha di uccidere il demone, per\u00f2 tale spada, per riuscire a uccidere Agat<\/em>, deve essere bagnata con il sangue di un innocente. Cos\u00ec, penetrato nella fortezza di Agat<\/em>, il samurai si suicida con la spada colpendo per\u00f2 anche il demone, che con le ultime forze lo imprigiona insieme a lui.<\/p>\n Nel ventunesimo secolo il sigillo viene rotto e il samurai si reincarna in Billy, un ragazzo senza gli arti ma con incredibili capacit\u00e0 psicocinetiche, che lavora per Aquarius, una sorta di multinazionale ultratecnologica che sta costruendo un’incredibile struttura formata da biocircuiti nel centro della degradata New York. Anche Agat viene per\u00f2 liberato, cos\u00ec ricomincia la battaglia tra i due.<\/p>\n Non vorrei soffermarmi troppo sulla trama o sulla storia in s\u00e9, che \u00e8 sicuramente avvincente, ritmata, ben strutturata e accompagnata da atmosfere fantastiche che ricordano vagamente proprio quelle di Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. Delle influenze di Miller (Lone Wolf and Cub<\/em> su tutte) si sar\u00e0 parlato mille volte, quindi anche questa analisi sarebbe probabilmente poco interessante.<\/p>\n Ronin \u00e8 il fumetto migliore di Frank Miller e uno dei migliori fumetti di sempre, ma il \u201cperch\u00e9<\/strong>\u201d per me non riguarda n\u00e9 la storia n\u00e9 il tratto, ma la potenza rivoluzionaria di quest\u2019opera, che sarebbe d\u2019avanguardia anche se uscisse oggi, nel 2017.<\/p>\n Cio\u00e8 che mi ha sorpreso di pi\u00f9 in Ronin, quello che mi ha davvero lasciato allibito, \u00e8 la totale capacit\u00e0 di Miller di giocare con il mezzo fumetto. La conoscenza<\/strong> sconfinata del genere da parte del fumettista del Maryland gli permette di piegare alla sua volont\u00e0 le potenzialit\u00e0 del medium, rivoluzionandolo<\/strong>.<\/p>\n La conoscenza di Miller non \u00e8 semplicemente didattica o accademica, neanche solo empirica, si tratta di qualcosa di pi\u00f9 ampio: pi\u00f9 che di conoscenza parlerei quasi di coscienza<\/strong> del mezzo fumetto.<\/p>\n Miller sfrutta ogni spazio, ogni immagine, ogni linea. Aumenta esponenzialmente le possibilit\u00e0 e le soluzioni di una pagina.\u00a0 Le composizioni<\/strong> delle sue tavole in Ronin sono pazzesche, da studiare e ristudiare per la capacit\u00e0 di narrare in maniera cos\u00ec chiara e forte e allo stesso tempo di scandire in modo stupefacente tempi e spazi, sfruttando ogni possibilit\u00e0, ogni millimetro, ogni ombra, ogni sfumatura.\u00a0 La gabbia<\/strong> per lui non \u00e8 semplicemente lo spazio in cui raccontare ma diventa parte della narrazione stessa.<\/p>\n Per fare qualche esempio:<\/p>\n In questa striscia le tre vignette nere successive al primo piano della donna vengono usate come puntini sospensivi<\/strong> e allo stesso tempo rappresentano il buio in cui si perde la domanda, la distesa nera in cui si ritrova il personaggio.<\/p>\n Nell\u2019ultima striscia in basso a destra le due vignette che dividono i personaggi rappresentano perfettamente la lontananza<\/strong> e la separazione<\/strong> tra i due, su ogni piano. Miller ha la capacit\u00e0 di utilizzare, piegare, reinventare la gabbia per raccontare su pi\u00f9 livelli: emozionale<\/strong>, temporale<\/strong>, spaziale<\/strong>.<\/p>\n
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