Parliamo di: / /

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC

Il successo televisivo dei prodotti Warner/DC Comics e la crisi dei progetti Marve/ABC, la divinizzazione di Superman e uno sguardo a Preacher.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Marvel e il problema ABC

Un interessante articolo di Variety, pubblicato qualche giorno fa e scritto da Brian Lowry, ha posto la questione della contraddizione tra il successo cinematografico dei Marvel Studios, e la complicata gestazione dei serial televisivi basati sui personaggi della Casa delle Idee, principalmente per quanto riguarda la ABC.
L’articolo infatti evidenzia come la Warner Bros. abbia saputo costruire negli ultimi tempi dei serial di successo che, in casi come quelli di e , hanno completamente abbracciato la loro origine fumettistica, mentre quelli trasmessi dalla ABC quali Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. e Agent Carter hanno lottato non poco per riuscire a trasmettere lo stesso “sense of wonder”.

Comprensibilmente, Joss Whedon emerse dal successo di aver diretto “The Avengers” con una notevole influenza all’interno della Disney, che ha sfruttato come produttore per estendere questi franchise alla televisione, con una potenza inferiore e vaghe connessioni. Da allora, tuttavia, la ABC è sembrata troppo contenta di realizzare il modesto SHIELD e di armeggiare con gli spin-off, a seguito di un esperimento di due anni con l’ammirato dai critici ma praticamente invisibile “Agent Carter”.
Vantaggiosamente, queste serie sono collegate con i film della Marvel, fornendo la promozione integrata per le prossime uscite. Ma questa relazione non ha aumentato gli ascolti, suggerendo che gli eventuali benefici non sono solo gracili, ma anche qualcosa facente parte di una strada a senso unico.
Allo stesso tempo, la Warner Bros. Television ha investito molto nei supereroi DC, con la produzione di “” e “The Flash” – chiari successi per gli standard più modesti del network The CW – così come la super-squadra di “DC’s Legends of Tomorrow” e “Supergirl” della CBS. E lontani dal minimizzare o ammorbidire gli elementi più fantastici, come tanti programmi derivati dai fumetti hanno storicamente fatto, queste serie hanno rivelato questa mitologia, dai costumi colorati all’elaborazione di trame su viaggi nel tempo e universi alternativi.

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC
Flash e Supergirl, due dei migliori prodotti di Warner Bros. Television, recentemente protagonisti di un crossover.

Nel ricordare queste sostanziali differenze, l’articolo aggiunge comunque che la Marvel ha fatto una scelta intelligente nello scegliere di adattare personaggi di “secondo livello” come Daredevil, Luke Cage e Jessica Jones su Netflix. Il quadro generale, comunque, resta lontano da Blockbuster come The Avengers o altri film Marvel, facendo rimanere questi prodotti come una “proposta di nicchia” se paragonati con i serial DC Comics.

Grazie alla natura acquisitiva del CEO Bob Iger, la Disney ha riunito la gamma più formidabile di beni di marca nel settore. Quindi, se lo studio è seriamente intenzionato a far ripartire la ABC, e vuole ampliare il profilo demografico del network, è solo buon senso quello di immergersi in quel sinergico contenitore, che va dalla Marvel fino alla galassia di “Star Wars” (già cedendo i dividendi, in particolare, per la sua rete via cavo per ragazzi Disney XD).
Col senno di poi, la scommessa della Marvel su un quintetto di film a incastro (composti dai due “Iron Man”, “Captain America” e “Thor”, e che si è concluso con “Avengers”) rimane un sorprendente balzo di fede, soprattutto in considerazione del fatto che un inaspettato flop avrebbe potuto fare deragliare l’intero schema. Eppure il concentrarsi della società sull’espandere quelle funzionalità è stata a spese del settore televisivo, con personaggi che si sarebbero potuti prestare al piccolo schermo (si pensi a Black Widow, Black Panther e Ant-Man).

Lowry afferma che non è troppo tardi per rimediare a questi errori, ma che un processo di sviluppo per fare ripartire i prodotti Marvel in televisione richiederà molto tempo, soprattutto se la Disney continuerà a concentrare i suoi sforzi su progetti cinematografici come Captain America: Civil War.

…quando si tratta di supereroi e fantascienza, non c’è niente più di una piccola scommessa, anche in televisione. Ma questo non è il momento di essere timidi. Al fine di sviluppare una strategia vincente, la Marvel potrebbe fare bene a considerare consigli che si trovano nel nome di un certo titolo DC: Fate, che tende a favorire il coraggioso e l’audace.

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC
Accolta positivamente dalla critica, Agent Carter rimane un prodotto di nicchia, anche per via degli ascolti in forte calo.

Mentre continua l’avanzata del film diretto da Zack Snyder al box office USA e mondiale, da parte di molti analisti del settore ci si chiede in che modo il finale di Batman V Superman: Dawn of Justice influirà sul prossimo film della Justice League (le cui riprese sono al via) e soprattutto se la chiave narrativa che descrive Superman quasi come se fosse una divinità possa funzionare in futuro, ancora più se la Warner tornerà a realizzare una pellicola interamente dedicata al figlio di Krypton.
Nei giorni scorsi è stato Graeme McMillian su The Hollywood Reporter a porre al centro la questione sulla divinizzazione del personaggio, molto più accentuata in questo film rispetto a Man of Steel.

Per prima cosa, continua il trend di Snyder di dipingere i personaggi DC come figure mitologiche. Anche se parte di questo è sottolineato nel concetto di Superman – che è, dopo tutto, un figlio con poteri ultraterreni mandato dal padre per salvare l’umanità; e non è difficile non notare l’allusione a Gesù in questa descrizione – Snyder ha certamente appoggiato questa chiave, prima in Man of Steel (in una sequenza, Superman galleggia sopra la Terra in posizione da crocifissione prima di dirigersi verso l’azione, mentre il personaggio è stato stabilito abbia 33 anni, la stessa età di Gesù quando egli fu crocifisso) e ancor più in BvS.

Superman, è chiaro, non è solo un supereroe in questi film, lui è il più speciale, il supereroe più amato di tutti. Nei termini di cercare di distanziare il personaggio dalla sovrabbondanza preesistente di eroi di film in costume, è sicuramente un nuovo approccio che è improbabile possa essere ripetuto da un altro personaggio (Dottor Strange, sia benedetto, può avere un filo diretto con il Grande Antico, ma non è certo la stessa cosa). Allo stesso tempo, però, è qualcosa che potrebbe diventare limitante in futuri sviluppi. Ignorando la questione della narrazione base di: “Come è possibile creare tensione narrativa quando il tuo eroe è sopravvissuto sia ad un’esplosione nucleare e alla morte stessa?” ci sono alcune strade della storia che potrebbero chiudersi quando si è in sostanza affermato che il tuo ragazzo sembra essere Gesù.

In sostanza, McMillian si chiede se trasformare Superman nel “figlio di Dio” può essere una soluzione narrativa fino a un certo punto, che in effetti viene quasi esasperata in Batman V Superman: Dawn of Justice, anche grazie alla presenza di una statua raffigurante il supereroe, poi imbrattata con la scritta “Falso Dio” da uno dei personaggi della pellicola. Lo stesso schema, anche se in chiave minore, era stato sviluppato in Superman Returns da Bryan Singer, con la differenza che in quel film l’eroe DC Comics agiva da solo. In un probabile ritorno di Superman sul grande schermo in un film “standalone” sarebbe quindi meglio percorrere altre strade e raffigurarlo come un eroe di azione, o continuare la metafora cristologica, con il rischio di non fare evolvere anche l’alter ego di Clark Kent, molto più protagonista in Man of Steel rispetto al film attuale?

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC

Nel frattempo, continua la strategia della Warner Bros. inerente il merchandise, con l’ampliamento degli accordi sul licensing della pellicola. Nei giorni scorsi Character World ha lanciato una esclusiva gamma di accessori ispirati ai personaggi di Batman e Superman.
La nuova linea comprende copripiumini, cuscini, tende, sedie, coperte in pile, asciugamani e un poncho. La gamma è attualmente disponibile presso le catene Argo, Tesco e altri importanti rivenditori nel Regno Unito.
Ancora più vasto è l’accordo dei giorni scorsi per il settore EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) che Warner Bros. Consumer Products ha stipulato con Primark, El Corte Ingles, LC Waikiki, Jack Jones, Deichmann, Carrefour, Kaufland, Lidl, HMV che prevede la distribuzione all’interno di queste catene di migliaia di prodotti basati sul film di Zack Snyder.
Per fare un esempio, la tedesca Kaufland  ha attualmente promozioni in atto in 1200 ipermercati, che sono supportati dalla distribuzione di 50 milioni di volantini promozionali, mentre Lidl ha in stoccaggio prodotti in 6.500 dei suoi punti vendita in tutta la regione EMEA.

Intervistata nel corso della Wonder Con da CBR, l’attrice ha parlato per la prima volta del personaggio di Tulip, da lei interpretato in Preacher, soffermandosi principalmente sul rapporto tra la ragazza e Jesse Custer.

Penso che lei venga introdotta come la ex fidanzata di Jesse, perché è fondamentale per lo script e la serie, ma credo che il modo in cui esploriamo Tulip, come la ritroviamo  nel corso di tutta la serie TV, sviluppiamo un rapporto che è abbastanza unico perché si tratta di  un individuo unico. Il suo rapporto con Jesse è fondamentale, ovviamente…
Penso che in questa stagione, sicuramente, la sua relazione con Jesse sia…tutta la stagione è imperniata su questo. Ma penso che quello a cui gli scrittori e i registi siano interessati è come… penso che ci sia un equilibrio di potere, in realtà, nel loro rapporto. Come si muove. In fondo, sono cresciuti insieme e sono così intrecciati e non si tratta semplicemente di una ragazza che cerca di conquistare il suo ragazzo. È molto più complicato. È la sua vita. Non è proprio come una cosa ragazzo-ragazza, lui è la sua stabilità. È la sua ancora. Penso che sia qualcosa di più grande rispetto a tutto il genere di cose fidanzato-fidanzata.
Avevo letto tutto il pilot – non ci sono stati altri script a quel punto – ma ero consapevole dei fumetti e sapevo quanto all’estremo si sarebbe andati. Inoltre, avendo familiarità con i fumetti, sapevo che Garth Ennis è uno scrittore molto intelligente…  lui è uno sceneggiatore molto, molto intuitivo sui rapporti umani. Questo è un altro livello che stiamo esplorando e questo è molto importante. È la roba grossa, ma ci sono anche i dettagli molto intimi della natura umana e delle relazioni umane. Credo che sia quello che stiamo esplorando in questo momento. Penso che la gente sarà entusiasta. Non c’è bisogno di essere un fan dei fumetti per venire conquistati da questo mondo.
Un bel privilegio di essere un attore è che arrivi a esplorare le diverse parti di te stesso che non ti è permesso fare nella vita di tutti i giorni. C’è qualcosa, alcune regole che si presume applichino ad un essere umano, non è vero? Come attore si arriva a rompere queste regole e sapere che siamo fatti di estremi…Essere un attore ti permette di essere più empatico verso le persone e le circostanze.

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC

Jinnrise

La società tedesca m4e realizzerà l’adattamento per la televisione della collana a fumetti Jinnrise di Sohaib Awan, in una nuova serie animata in CGI per bambini.
La nuova serie seguirà le avventure di un ragazzino di 10 anni, Yunus, e del suo genio e amico Jabal mentre viaggiano il mondo per liberare altri genii, ognuno con le proprie competenze, per combattere i conquistatori alieni Ki Rani.
Jinnrise sarà co-prodotto con Jabal Entertainment e m4e gestirà la distribuzione in tutto il mondo dei diritti di licensing e merchandising.

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC

Cinebrevi

Marvel Entertainment ha collaborato conFactory Entertainemnt per una nuova linea di action figure di metallo con i personaggi del film Avengers: Age of Ultron.
Le nuove miniature in metallo includeranno Iron Man, Capitan America, Vedova Nera, Occhio di Falco, Thor, Visione, Ultron, Hulkbuster e Hulk. Ogni figurina è realizzata in scala 1:32 utilizzando metallo fuso, per rimuovere le imperfezioni ed è dipinto e rifinita a mano.

DC Comics sul piccolo schermo, Marvel e il problema ABC

 

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio