Darth Maul: V for Vendetta (e Vuoto interiore)

Darth Maul: V for Vendetta (e Vuoto interiore)
Panini Comics pubblica "Darth Maul", miniserie di cinque capitoli dedicata all'omonimo personaggio di "Star Wars". Cullen Bunn e Luke Ross danno sfogo alla brutalità del Signore Oscuro mentre cerca vendetta contro gli Jedi.

darth_maul_1_cover-e1520624841550_Recensioni Silenziosa macchina da guerra, letale strumento di vendetta, apprendista fedele ma irrequieto, cacciatore e sterminatore di Jedi: ecco chi è Darth Maul. Apparso per la prima volta nella pellicola La minaccia fantasma, questo Signore Oscuro dei Sith ha subito fatto breccia nel cuore degli appassionati di Star Wars, soprattutto grazie al suo aspetto accattivante e all’abilità nelle arti marziali e nell’uso della spada dell’attore che l’ha interpretato, Ray Park.

In Episodio I Maul trova apparentemente la morte per mano di Obi-Wan Kenobi, ma la sua epopea non giunge al termine. Il personaggio viene ripreso e inserito nelle serie animate Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Rebels. La sua fama raggiunge anche il medium-fumetto, prima grazie a Star Wars: Darth Maul, un racconto collocato fuori canone, scritto da Ron Marz e disegnato da Jan Duursema, poi attraverso due storie canoniche: Darth Maul – Figlio di Dathomirir?t=lospait-21&l=am2&o=29&a=8891230677_Recensioni , sceneggiato da Jeremy Barlow per le matite di Juan Frigeri, e il più recente Darth Maul di e Luke Ross.

Figlio di Dathomir è l’adattamento a fumetti della sceneggiatura di una puntata appartenente alla sesta stagione di Star Wars: The Clone Wars, che però non è mai stata realizzata. Il volume è, quindi, ambientato durante le guerre successive al film L’attacco dei cloni e vede un Darth Maul ormai “cane sciolto”, chiamato a combattere per i propri interessi contro i vecchi alleati. Il guerriero Zabrak non riesce a mettersi in luce, spogliato di quel fascino misterioso che lo avvolgeva in precedenza.

Discorso opposto vale per la miniserie di Ron Marz, collocata cronologicamente prima del debutto cinematografico del protagonista. Lo sceneggiatore affida alle matite della Duursema una storia fatta di intrighi e azione in cui il Sith, come al cinema, si esprime con le sue movenze acrobatiche piuttosto che con le parole.

Veniamo, ora, al volume in oggetto. Pubblicato da , raccoglie i cinque capitoli della miniserie realizzata da Cullen Bunn, firma ormai affermata nell’ambito dei comics supereroistici e indipendenti. L’autore di Magneto e Harrow County dà voce a Darth Maul attraverso didascalie dall’incedere frammentato e dialoghi semplici e laconici.
Nella sua missione antecedente a La minaccia fantasma, l’apprendista di Darth Sidious deve aiutare la Federazione del commercio a sconfiggere una banda di pirati. Le intenzioni di Maul però sono diverse poiché il guerriero brama lo sterminio degli Jedi. La storia, principalmente d’azione, gode di un ritmo incalzante e punta sugli elementi portanti dell’universo di Guerre stellari: viaggi e inseguimenti nello spazio, duelli con le spade laser, dualismo tra Jedi e Sith, luoghi d’incontro che pullulano di individui dall’aspetto alieno e bizzarro…

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Il nucleo della narrazione è costituito dalla bruciante sete di vendetta del Signore Oscuro: egli è impaziente di immergere la sua spada laser a doppia lama nel sangue dei paladini della Repubblica e, per raggiungere l’obiettivo, è pronto a disobbedire al suo Maestro. La riflessione che Bunn consegna al lettore, però, riguarda ciò che resta una volta raggiunto lo scopo. Cosa sente Maul dopo che si è lasciato andare alla paura, all’ira, all’odio e alla sofferenza? Il vuoto. E con esso si identifica.

Non è certamente una risposta originale, dal momento che nella nostra stessa quotidianità, mutatis mutandis, patiamo l’insoddisfazione che spesso ci avviluppa quando, dopo tanti sforzi, finalmente tagliamo un traguardo.
E se invece di abbatterci ci fermassimo ad assaporare il nuovo, inaspettato sentimento? Se diventasse il punto di partenza e non l’arrivo?Mi aspettavo che mi avrebbe soddisfatto…almeno momentaneamente. Ma la mia rabbia e il mio odio si sono solo intensificati. […] Adesso devo solo…attendere“: ecco la soluzione. Il piano è molto più vasto, un assaggio va misurato come tale, la fame è stata solo spezzata, ma l’acquolina è aumentata. Lo slancio di Maul appare quasi positivistico, la fiducia nel futuro è più salda che mai.

maul-e1520625040105_Recensioni In apertura si scriveva del look del personaggio, una scelta illuminata degli addetti ai lavori per rendere indimenticabile un soggetto che, nel grande mosaico di Star Wars, non possiede certo la rilevanza di un Darth Vader o di un Obi-Wan Kenobi. Principalmente valorizzando l’aspetto del Sith il disegnatore Luke Ross offre la parte migliore della sua buona prova. Già noto ai lettori Marvel per aver collaborato con Steve Epting alla realizzazione della lunga saga dedicata a Capitan America da Ed Brubaker e per aver illustrato i Mighty Avengers di Al Ewing, l’artista sembra aver raggiunto la piena maturità professionale proprio sulle pagine di questa miniserie.

Volti espressivi, impostazione variegata e dinamica delle tavole, transizione fluida dai campi larghi ai primi piani, anche molto stretti, cura nei dettagli, pose plastiche nei combattimenti alternate a guizzi repentini dei corpi: il repertorio di Ross è ampio e ben si sposa con una storia in cui il protagonista è uno spadaccino versato e un lottatore irriducibile.

Dal punto di vista della caratterizzazione, i comprimari arricchiscono come impatto visivo la popolazione colorata e affascinante della galassia lontana lontana. Anche la loro recitazione appare spontanea e la loro presenza scenica non viene schiacciata da quella di Darth Maul, come invece accade quanto al carisma. Al tempo stesso rappresentano una nota dolente a livello di sceneggiatura, poiché la loro presenza procrastina lo svolgimento della trama principale senza condurre a sviluppi interessanti.

Quando si ha a che fare con un Signore Oscuro, non si può prestare il fianco a critiche riguardanti la colorazione: il nero e le ombre non devono mancare. Ross e il colorista Nolan Woodard non tradiscono il lettore giocando con le chine, le tinte cupe, il tratteggio e i retini. Sono di grande impatto le vignette in cui dalla sagoma tenebrosa dell’apprendista emergono soltanto gli occhi rossi e gialli. Ancora più significativa è la doppia splash-page del secondo capitolo, dedicata a una lugubre visione avuta dal protagonista stesso: lo sfondo fosco e fitto è rischiarato dalle lame colorate delle spade laser, mentre il suo volto diventa una maschera di terrore.

Terminata la storia principale, capace di offrire un intrattenimento gradevole, ma presto dimenticabile, rivolto soprattutto (esclusivamente?) a quanti rimasero colpiti dal fascino del Sith, il volume raccoglie in appendice un racconto breve, scritto da Bunn per i disegni di Chris Eliopoulos. Problema da droide sonda occupa solo dieci pagine e segue le disavventure di una delle spie tecnologiche di Darth Maul.
I toni sono prevalentemente comici, amplificati dal segno morbido e arrotondato dell’artista, ma in cauda cedono il passo a un’estemporanea riflessione sull’amicizia. L’atmosfera aliena e surreale della narrazione priva di testo, eccezion fatta per i “versi” perlopiù incomprensibili dei droidi, è trasmessa anche dalla colorazione a tratti corposa, a tratti sfumata di . La notte cala sul paesaggio desertico di Tatooine e viene rischiarata solo da una rumorosa esplosione.

Infine, a corredo di un volume dall’impatto visivo significativo, quasi allegoria della caratterizzazione dello stesso Darth Maul basata più sull’estetica che sul contenuto, si sottolinea l’apprezzabile inserimento delle copertine dei singoli capitoli, realizzate da Raphael Albuquerque, oltre a quella principale firmata da Rod Reis. In tutte queste illustrazioni lo Zabrak viene colto nella sua efferata iconicità.

Abbiamo parlato di:
Darth Maul (Star Wars Collection)
Cullen Bunn, Luke Ross, Chris Eliopoulos
Traduzione di Luigi Mutti
Panini Comics, gennaio 2018
128 pagine, cartonato, colori – 13,00 €
ISBN: 9788891235374

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