Dante Alighieri raccontato da Beatrice

Dante Alighieri raccontato da Beatrice
Pubblicato nel 2015, "Amor mi mosse" di Kleiner Flug torna in una nuova edizione cartonata deluxe, ricca di contenuti inediti

“Donne ch’avete intelletto d’amore,
ì vo’ con voi de la mia donna dire,
non perch’io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente.”
(Dante, Vita Nuova, XIX)

COPERTINA_Dante_CARTONATO 2021Il Dante Alighieri pubblicato nel 2015 da , nella sua collana Prodigi fra le nuvole, torna in una nuova versione cartonata deluxe con contenuti inediti, a celebrare i 750 anni della nascita del Sommo Poeta e come apripista all’uscita di altri tre volumi (a settembre 2021) a completamento di una tetralogia dantesca dell’editore toscano.
Amor mi mosse – questo il sottotitolo dell’opera che ora campeggia anche in copertina – non è un’opera facile da avvicinare. Ma proprio in questa complessità, come nel conseguente impegno richiesto al lettore, si possono trovare la qualità e il valore di questo prodotto.

Non è mai compito semplice provare a parlare della vita di Durante di Alighiero degli Alighieri, passato alla Storia con il nome di Dante, poeta e scrittore (politico) italiano per eccellenza; in special modo, perché si rischia sempre di cadere nel didascalico o, all’opposto, nella semplificazione di una figura cardine della cultura e letteratura del nostro Paese appiattendole nella sola sua opera letteraria.

La lingua e la parola

Alessio D’Uva (che in questa intervista racconta ai lettori alcuni retroscena della nascita di questo volume), da toscano, doveva avere ben presenti questi rischi nel momento in cui – affiancato da Filippo Rossi allo storyboard e dalla allora debuttante Astrid Lucchesi ai disegni e colori – ha deciso di trasporre in un’opera a fumetti la vita e l’opera di una personalità così complessa e importante.
Le scelte narrative fatte dall’autore, non scontate e che certo non possono essere tacciate di ammiccare ai lettori presentandogli la materia con “faciloneria”, vanno in una direzione che indica – da un lato – l’imponente studio e lavoro documentativo fatto da D’Uva a monte della scrittura del libro e – dall’altro – la persistente ricerca della qualità e la forte impronta culturale che caratterizzano da sempre la casa editrice da lui fondata.

La prima scelta operata è stata quella del punto di vista narrativo, che nel libro è quello di Beatrice Portinari, la donna amata da Dante e personaggio fondamentale de La Commedia, che racconta il suo rapporto con il Poeta, gli eventi che hanno segnato quel grande amore e i fatti descritti nei Canti del Purgatorio e del Paradiso dalla propria prospettiva.
Va detto che la scelta di focalizzare l’attenzione sull’“oggetto amoroso” di Dante si iscrive in un filone diffuso che negli ultimi anni ha (ri)scoperto l’importanza della figura di Beatrice, analizzandola anche da nuove prospettive storiche e letterarie e rivelando di riflesso inediti aspetti della poetica dantesca.

Dante_02L’altra peculiarità di D’Uva è il registro linguistico usato per la narrazione di questa storia.
Premesso che nel libro non viene ovviamente narrata l’intera biografia di Dante, impossibile da ridurre nel numero di pagine a disposizione, l’autore sceglie di dare avvio al racconto nell’infanzia dei due protagonisti, quasi coetanei.
Salta poi agli eventi più importanti del loro rapporto – il primo incontro, le donne dello schermo, il saluto negato – andando a chiudere la storia con l’abbandono della “diritta via” dei fatti storici e scivolando, con estrema naturalezza, nella finzione letteraria de La Commedia,  fino al momento in cui Beatrice decide di abbandonare il beato scanno nella Candida Rosa1 e raggiungere Dante che si è perso e che per arrivare fino a lei tanta strada ha dovuto percorrere “tra le perdute genti”.

Il percorso cronologico dei fatti scelti da D’Uva per essere inseriti nel suo racconto viene accompagnato da un preciso sviluppo linguistico dei dialoghi e delle didascalie.
Se durante l’infanzia dei due protagonisti viene usato un italiano moderno e contemporaneo – a tratti “contaminato” da alcuni termini e costruzioni sintattiche più arcaiche – , quasi a indicare la “semplicità” che contraddistingue la visione del mondo agli occhi dei bambini, mano a mano che si procede verso la maturità di Beatrice e Dante si fa sempre più uso di quella “lingua volgare”, che proprio il poeta fiorentino contribuì ad affermare nel Dolce Stil Novo e che sta alla base della lingua italiana.

D’Uva riesce a usare in modo appropriato quel registro complesso, ricorrendo anche alla riproposizione di intere parti tratte dalle opere dantesche, come in occasione del confronto tra Dante e le amiche di Beatrice, durante il quale il poeta rivela il suo amore per la ragazza usando le parole tratte direttamente da La Vita Nuova, opera interamente dedicata al suo oggetto d’amore.

L’immagine e il colore

Dante_03L’estrema cura e approfondimento filologico dei testi ha un analogo contraltare nei disegni che li accompagnano.
Le tavole di Astrid, realizzate sulle impostazioni di layout suggerite da Filippo Rossi, muovono da un registro quanto più lontano possibile dal realistico, che nel tratto cartoonesco della disegnatrice trovano l’efficace resa degli stati d’animo dei protagonisti, ricchi di espressioni, gesti e mimica capaci di renderli personaggi reali, anche e soprattutto nelle scene più austere ambientate nella finzione letteraria della Commedia.

Da menzionare anche qui l’accurato lavoro di ricerca iconografica fatto a monte della lavorazione al fumetto, a iniziare dalla fisionomia di Dante, assieme ai costumi e alla restituzione di una Firenze medievale che sapientemente viene lasciata lontana dalla città da cartolina nota ai più, per immergerla invece in un dedalo urbano di strette vie e alte case torri, che era l’aspetto del capoluogo toscano all’epoca di Dante.
Non sfuggono a un occhio attento nemmeno i riferimenti all’iconografia pittorica dantesca, a cominciare dall’omaggio al dipinto del pittore ottocentesco Henry Holiday raffigurante l’incontro (immaginario) fra Dante e Beatrice sul ponte fiorentino di Santa Trinita, fino alle raffigurazioni dei regni ultraterreni di Inferno, Purgatorio e Paradiso che rimandano alle più famose rappresentazioni della storia dell’arte.

Un’ulteriore notazione spetta ai colori, tinte acquerellate che spaziano su un’ampia tavolozza per regalare a ogni ambientazione i colori più consoni con una nota di merito per la resa cromatica dei luoghi tratti dalla Commedia, dal rosso e nero dell’Inferno fino all’ora delle anime beate.

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Esperimenti danteschi

Nella prima edizione di Amor mi mosse, le ultime sedici pagine del volume contenevano la trasposizione a fumetti di tre Canti del Purgatorio, il XXX, XXXI e XXXII. In questa nuova edizione cartonata del fumetto, alcune di quelle vignette sono state modificate per venire incontro a questioni narrative, ma questa non è l’unico nuovo contenuto.
Nel 2015 c’era stata una edizione a tiratura limitata del volume che conteneva la “parafrasi fumettistica” dei tre canti sopra citati con i versi dello stesso Dante.
Questa nuovo cartonato presenta alcune di quelle vignette col testo in versi accompagnate a fronte dal testo dantesco in terzine.

È questo un altro indizio che avvalora la tesi che questo Dante Alighieri – Amor mi mosse per essere apprezzato a pieno ha bisogno di una conoscenza, quantomeno scolastica, della figura del poeta e della sua opera e la lettura deve essere attenta per cogliere la profondità accademica di certi passaggi testuali, ma tutto questo non può essere visto come un limite dell’opera.
Anzi, questo libro è l’ulteriore dimostrazione dell’importante visione editoriale che sta portando avanti nel fumetto, per dimostrare che un’opera di arte sequenziale come anche questa di D’uva, Rossi e Astrid può a pieno titolo assurgere a ruolo di compendio didattico della scuola italiana.

CANTO XXX

Abbiamo parlato di:
Dante Alighieri – Amor mi mosse
Alessio D’Uva, Filippo Rossi, Astrid Lucchesi
Kleiner Flug – collana Prodigi Deluxe, 2021
72 pagine, cartonato, a colori ­- 16,00 €
ISBN: 9788894950380

 


  1. La Candida Rosa è il luogo dove risiedono le anime nel Paradiso costruito da Dante. Si tratta di una sorta di anfiteatro dotato di sedili a forma di rosa, dove siedono le anime del Paradiso che sono candide; esse sono fatte di pura luce, simbolo di beatitudine divina, tanto che è quasi difficile riconoscerne i tratti. 

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