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Dampyr #243 – Silverpilen (Boselli, Eccher, Lozzi)

18 Giugno 2020
Le leggende urbane svedesi sono il palcoscenico per l’inizio del confronto tra il Dampyr e uno dei suoi nemici più sfuggenti.
Leggi in 1 minuto

dampyr_243_coverMauro Boselli e Giovanni Eccher, autori a quattro mani di soggetto e sceneggiatura, scelgono un paio di leggende urbane tratte dal folklore svedese per dare l’avvio a uno scontro molto atteso dai lettori di Dampyr: quello tra Harlan e Sho-Huan, uno dei suoi antagonisti più letali e sfuggenti.
In quella che all’inizio ci viene appare come un’altra avventura filler – cioè autoconclusiva e slegata dalla continuity più stretta della serie – troviamo Harlan nelle vesti di accompagnatore dell’amico professor Hans Milius a Stoccolma, per una serie di conferenze sulle leggende urbane.
Boselli ed Eccher – forse modificando in itinere un soggetto che nasceva per una storia autoconclusiva – fanno procedere la narrazione facendo credere al lettore di trovarsi davanti a un caso “minore” per il Dampyr, nel quale si è imbattuto in modo fortuito. Mano a mano che le pagine procedono invece, il ritmo degli eventi sale fino ad arrivare alle sequenze finali che disvelano a sorpresa il vero obiettivo degli autori che si concretizza in un cliffhanger efficace che lascia col fiato sospeso in attesa del prossimo albo.
Il tratto preciso, dettagliato e ricco di neri di Arturo Lozzi si struttura per tutta la storia in tavole dalla griglia canonica per aprirsi poco dopo la metà della storia in una serie di tre tavole (di cui una splash al vivo e una doppia) che decostruiscono completamente la pagina classica, andando a segnare anche il punto di svolta dell’avventura che si rivela dunque primo tassello di un passaggio fondamentale per la serie.

Abbiamo parlato di:
Dampyr #243 – Silverpilen
Mauro Boselli, Giovanni Eccher, Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore, giugno 2020
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,90 €
ISSN: 977159000200260243

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David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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