Cronache tedesche: Heimat di Nora Krug

Cronache tedesche: Heimat di Nora Krug
“Heimat” è un viaggio alla ricerca delle proprie origini, un diario composito che affronta il tema della memoria e del senso di vergogna di un popolo.

Chi è Nora Krug?

Nora_KrugNata a Karlsruhe ma residente a Brooklyn, Nora Krug è un’autrice e illustratrice tedesca naturalizzata americana. I suoi lavori sono apparsi su The New York Times, The Guardian, Le Monde diplomatique,  A Public Space e in antologie pubblicate da Houghton Mifflin Harcourt, Simon and Schuster e Chronicle Books. Per questi suoi lavori è stata premiata più volte dalla Society of Illustrators, ha vinto il premio Moira Gemmill Illustrator of the Year e nel 2019 il Book Illustration Prize del Victoria and Albert Museum. Inoltre i suoi lavori sono stati inclusi nella Biblioteca del Congresso Americano e nella biblioteca dei manoscritti e libri rari della Columbia University.
Krug nella sua carriera ha ricevuto molteplici fellowship da varie istituzioni, come ad esempio la Fulbright, la John Simon Guggenheim Memorial Foundation, la Pollock-Krasner Foundation, la Maurice Sendak Foundation, and il German Academic Exchange Service.
Kamikaze, opera che parla di un pilota giapponese sopravvissuto alla seconda Guerra mondiale è stato incluso nella lista Houghton Mifflin’s dei migliori fumetti americani come miglior Non-Required Reading. È però con Heimat – L’album di una famiglia tedesca, memoire della ricerca della storia della propria famiglia e dell’intero popolo tedesco, che Nora Krug raggiunge la definitiva consacrazione internazionale: tradotto in oltre quindici paesi e pubblicato in Italia da , è stato accolto come uno dei migliori libri del 2018 secondo New York Times, The Guardian, Time, San Fransisco Chronicle e Boston Globe. Nel 2019 ha vinto, tra gli altri, il National Book Critics Circle Award per la categoria “autobiografia”, il Lynd Ward Graphic Novel Prize, l’Art Directors Club Gold Cube and Discipline, il Literaturförderpreis della città di Aalen, l’Evangelischer Buchpreis e il Ludwig-Marum-Preis.
I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, e alcune delle sue animazioni sono state proiettate al Sundance Film Festival. Oltre alla sua attività di illustratrice, Nora Krug insegna Illustrazione alla Parsons School of Design di New York.

Heimat: la ricerca delle proprie radici, la ricerca di una patria

Heimat_CoverHeimat è un vocabolo tedesco che non ha un vero e proprio corrispettivo italiano. Talvolta tradotto come “patria” o “piccola patria”, altre volte come “casa” nel senso di luogo d’origine, in realtà questo termine esprime qualcosa di più complesso, indica un luogo dell’anima oltre che fisico, quello in cui si è nati e in cui si è trascorsa l’infanzia, quello a cui sono legati ricordi intensi, tradizioni e cultura, quelle radici che definiscono parte (a volte la maggiore) di una persona.

È proprio la ricerca di queste radici che costituisce il cuore dell’opera di Nora Krug, il cui sottotitolo (L’Album di una famiglia tedesca) indica al contempo un manifesto di intenti sia contenutistici che formali. La ricerca di Krug inizia da un episodio piccolo, avvenuto nel nuovo mondo in cui attualmente vive, quegli Stati Uniti crogiolo di popoli e culture, rifugio per emigrati europei in vari periodi della storia, come ad esempio quelli delle guerre mondiali: nel suo primo periodo a New York, Nora Krug si trova per caso a parlare con una vicina di casa, una sopravvissuta all’Olocausto. Questo incontro scatena sentimenti contrastanti, tutti noti e sopiti, intimi eppure fortemente collettivi, che portano Krug a intraprendere un viaggio meticoloso e doloroso, estenuante e necessario, sulle tracce della propria famiglia e su quelle del suo popolo.
Grazie a questo viaggio, l’autrice inizia a rimettere insieme i pezzi della sua storia famigliare, dall’infanzia a Karlsruhe nei pressi di una base militare statunitense a ritroso lungo il proprio albero genealogico, ripercorrendo l’infanzia difficile del padre nella piccola Külsheim, la vita di uno zio morto in guerra fino a quella del nonno, cercando disperatamente quale fosse stato il suo rapporto con il partito nazista.

In questo percorso la vita di una famiglia si intreccia in maniera inscindibile con la storia della Germania, i suoi periodi più bui, quelli del nazionalsocialismo, della guerra e della fame, fino alla ricostruzione e il confronto con il passato, i sentimenti di colpa collettiva e di Vergangenheitsbewältigung (il concetto di riflessione critica sul Nazismo e sui suoi crimini per imparare e costruire un nuovo e migliore futuro per la Germania).

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Krug non risparmia di far luce sui punti più oscuri e meno edificanti del passato della sua famiglia e della sua nazione, affrontati talora con rabbia, talora con vergogna, sempre con sofferenza, una sofferenza che si percepisce in ogni confronto (in particolare quello con una zia mai conosciuta o quelli con un padre chiuso e troppo segnato dal passato). Allo stesso tempo non manca mai un tenero sentimento di pietà umana nei confronti dei suoi parenti, costretti loro malgrado a vivere in tempi drammatici e brutali, cresciuti in un contesto contraddittorio e che poneva di fronte a scelte difficili, spesso di vita o morte.

Questo sentimento si sviluppa non solo nella necessità di verità dell’autrice e nella sua ricerca di ricomposizione del conflitto, ma anche nella Heimweh, nostalgia di casa e di quelle piccole cose che solamente casa può dare, piccoli elementi (tipici della tradizione tedesca) che riportano all’infanzia e che vengono raccolti con dolce attenzione nel corso dei vari capitoli. Un racconto complesso e stratificato, narrato con dovizia di particolari tipica dell’attenta ricostruzione documentaristica e al tempo stesso intrisa di sentimenti profondamente umani che traspaiono da ogni pagina e che coinvolgono visceralmente il lettore, il quale percepisce in ogni momento la tenacia granitica e la difficoltà dilaniante con cui l’autrice si addentra in un passato che potrebbe travolgerla e al tempo stesso liberarla.

 

Segnali di stile: oltre il fumetto e la graphic novel

Heimat_3Per raccontare una storia del genere si sarebbero potuti utilizzare molti mezzi diversi: un documentario d’autore, un fumetto, un libro. Ma forse nessuno di questi basta a Nora Krug per esprimere le emozioni di cui sopra. Per questo l’autrice assembla un vero e proprio diario che segue il suo flusso narrativo e si adatta alle necessità della storia. Considerando gli elementi minimi del linguaggio fumetto, Heimat non può essere catalogato come una graphic novel vera e propria, nonostante in molti la definiscano in questo modo.

Non può essere nemmeno considerato un libro illustrato e men che meno una raccolta fotografica: nelle 288 pagine dell’opera si susseguono fotografie alternate a parti scritte, stralci di altri testi, quaderni e documenti ufficiali, appunti e riflessioni, illustrazioni di paesaggi su cui si stagliano parole assemblate secondo precise necessità grafico-narrative, piccoli disegni circondati da descrizioni che ricordano cahiers di viaggio o raccolte di oggetti fatte da un bambino curioso, vignette che illustrano pezzi di storia famigliare o cittadina.Tutto confluisce in un’opera dal forte impatto visivo, che non rassicura il lettore ma che lo trasporta nel mondo interiore turbato e combattuto dell’autrice, lo coinvolge in una esperienza sensoriale che diventa un modo per comprendere anche la cultura tedesca, non quella storica quanto più quella quotidiana, fatta di piccoli elementi essenziali (a questo contribuiscono gli oggetti raccolti nei mercatini dell’usato e quelli illustrati nelle pagine dedicate al Diario di un’emigrata nostalgica).

È affascinante vedere come la ricostruzione dell’identità personale nonché culturale e nazionale passi quindi non solo dal ricordo di luoghi e persone, ma anche da quello degli oggetti: l’anima si scompone nella materia e così facendo ricongiunge l’io al noi, l’intimità si connette alla collettività e questa si apre al resto del mondo, mostrando le sue fragilità e contraddizioni, diverse da quelle di altri popoli eppure non incomprensibili e anzi in qualche modo affini.

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Proprio per questa intima connessione tra storia e sentimenti, che salda all’empatia personale la voglia di approfondire e affrontare criticamente una storia drammatica come quella tedesca, Heimat ha avuto grande successo e numerose traduzioni. L’adattamento di un’opera che presenta una tale densità di contenuti e una tale eterogeneità e peculiarità formale non è affatto semplice: l’edizione italiana presenta un ottimo lavoro di traduzione, lasciando giustamente in originale termini chiave per la narrazione e effettivamente intraducibili (sebbene un piccolo glossario a fine volume avrebbe giovato per i lettori a digiuno di tedesco).
Più difficile è invece il lavoro di adattamento di alcuni passaggi, in particolare quelli tratti da quaderni originali o da lettere e documenti, impossibili da modificare con programmi di grafica: in questo l’idea dell’editore (sovrapporre al testo originale delle specie di post-it o note, come se fossero trascritte in maniera intellegibile dall’autrice) si inserisce bene nella concezione originale dell’opera, nella sua forma composita, ma toglie spazio sia all’impatto visivo originale che ad alcune informazioni, necessariamente sintetizzate o ridotte. L’edizione originale, cartonata e di grande formato, accentua ancora di più il carico emotivo e storico dell’opera.

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Tutti gli elementi esposti finora fanno ben capire perché Heimat abbia ricevuto così tanti consensi internazionali e sia stata definita una delle opere di narrativa autobiografica (e in alcuni casi, forse non propriamente a proposito, graphic novel) più importanti del 2018: un racconto che scava nel profondo, che accompagna il lettore in un percorso complesso che non può lasciarlo indifferente, in cui individuo e Storia si incontrano e si confrontano con sofferenza e con voglia di non semplificare, di affondare il dito in una ferita non per trovare una cura, ma bensì per compiere un ulteriore passo nel definire una propria identità. Una identità non granitica, ma molteplice e complessa, proprio come le piccole cose, così diverse tra loro, che ci fanno sentire a casa.

Abbiamo parlato di:
Heimat – L’album di una famiglia tedesca
Nora Krug
Traduzione di Giovanna Granato
Einaudi, 2019
288 pagine, cartonato, a colori – 19,00 €
ISBN: 9788806224400

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