Creepy Past a Napoli Comicon: l’orrore per raccontare l’adolescenza

Creepy Past a Napoli Comicon: l’orrore per raccontare l’adolescenza
In occasione del Napoli Comicon 2018 si è tenuto un incontro con gli autori di Creepy Past, il nuovo fumetto di Sergio Bonelli Editore della collana Young. Gli autori hanno parlato del progetto, raccontandone la genesi e gli sviluppi.

Prendi quello che ti racconto di me stesso e usalo per raccontare te stesso

Con questa frase pronunciata da in chiusura dell’incontro tenuto al Napoli Comicon dedicato a potremmo riassumere il fenomeno e lo spirito dei Creepypasta e del nuovo prodotto di casa Bonelli.

All’incontro erano presenti Michele Masiero in rappresentanza della casa editrice e in qualità di moderatore, gli sceneggiatori della miniserie Giovanni Di Gregorio e e Giovanni Rigano, disegnatore del primo e del sesto nonché ultimo numero del primo story-arc, creatore della parte grafica del fumetto e coordinatore del team di disegnatori e coloristi.

La serie, il cui numero 0 è stato distribuito in occasione della scorsa Lucca Comics e il cui primo numero è disponibile in anteprima al Napoli Comicon e da metà maggio in edicola e fumetteria, è il frutto di una gestazione durata diciotto mesi. Durante questo tempo la miniserie è andata definendosi nei suoi elementi e nella sua struttura editoriale, divenendo insieme a 4Hoods e Dragonero Adventures un tassello importante della nuova linea Young della casa editrice.

Bruno Enna ha raccontato come tutto è iniziato grazie ai suoi figli, appassionati del genere Creepypasta, racconti horror creati per un pubblico di adolescenti, diffusi in rete gratuitamente dove vengono continuamente modificati e reinventati.

Scoperto questo fenomeno, Enna e Di Gregorio hanno lavorato sull’idea fino ad arrivare a proporlo all’editore milanese, creando un prodotto che mirava sin dall’inizio a essere trasversale e come lo ha definito Di Gregorio “di frontiera”. Di Gregorio ha poi spiegato quel che intendeva con il termine di frontiera, individuando tre frontiere lungo cui Creepy Past si muove.

La frontiera dell’adolescenza, con tutti i suoi cambiamenti e tormenti.

La frontiera della realtà e della fantasia. Per gli autori, una domanda importante che regge l’intera opera è “fino a che punto la narrazione può creare una realtà nuova?” Gli autori hanno dichiarato di essersi interrogati su come i racconti possono, a furia di essere reiterati, creare una nuova realtà e ridefinire l’immaginario collettivo.

Infine, una frontiera stilistica incarnata dal tratto di Rigano che forte della sua esperienza ha mirato a unire la tradizione francese, con quella italiana, con quella dei manga, con quello dei cartoon. Rigano però ha tenuto a sottolineare come pur mirando a creare un prodotto innovativo, a prima vista non bonelliano, ha ritenuto fondamentale mantenere l’essenza e lo spirito bonelliano, definendo la Bonelli “uno spirito, un approccio alla narrazione”. Sull’argomento è intervenuto anche Masiero sottolineando come la Bonelli sia oggi impegnata a esplorare senza creare però qualcosa di avulso alla storia e alla tradizione della casa editrice.

Di Gregorio ha poi sottolineato l’altra sfida che insieme a Enna ha dovuto affrontare: tenere insieme il carattere disturbante e inquietante dei Creepypasta con lo spirito d’avventura tipico della Bonelli.

Gli sceneggiatori hanno poi parlato di come si è svolto il loro lavoro, con Di Gregorio che ha creato la struttura della serie ed Enna che ha invece agito in profondità per dare un anima ai personaggi e alla storia, in un lavoro fondato su un continuo colloquio.

Sono poi stati fatti i nomi degli altri autori coinvolti in questo progetto, tra cui Angela Vianello (disegnatrice del quarto episodio), Matteo Vattani (colorista del terzo numero). È stato poi ribadito come ogni autore ha dato un tocco personale a ognuno dei sei episodi che compongono la miniserie.

È poi stato discussa la rappresentazione del mondo degli adulti in Creepy Past, che in un primo momento sarà assente per poi entrare a gamba tesa, in particolare nel numero cinque e sei. Gli autori hanno dichiarato di aver badato a non offrire una rappresentazione del mondo adulto unicamente amichevole o rassicurante, ma di essere stati attenti anche ai conflitti che animano l’incontro tra adolescenti e adulti.

L’incontro si è concluso annunciando un team up tra Dylan Dog e Creepy Past nel prossimo Color Fest, con tre storie da 32 pagine ciascuna.

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