Cosa vuoi che sia una recensione: Fabrizio Nocerino

Cosa vuoi che sia una recensione: Fabrizio Nocerino
Forme, sfide e senso delle recensioni secondo chi le scrive: oggi è il turno di Fabrizio Nocerino.

Fabrizio Nocerino è la persona dietro Uncanny Comics, dal 2012 una delle colonne portanti della community amante del fumetto statunitense, che propone quotidianamente notizie e spunti di discussione. A questa impresa in solitaria, affianca la collaborazione con varie testate, fra le quali la rubrica Wednesday Warriors su Dimensione Fumetto insieme ad Andrea Gagliardi, gemellata con la nostra First Issue.

Che senso ha per te scrivere una recensione, quali sono le tue motivazioni e i tuoi obiettivi?
Circa un anno fa Warren Ellis scrisse nella sua newsletter un piccolo pensiero riguardo la critica, non solo a fumetti. Un passaggio che mi colpì particolarmente e che, dopo anni, riuscì a dare forma ai miei pensieri riguardo la mia passione, la mia voglia di analizzare, parlare e scrivere di fumetto e cinema.
Il ruolo del critico è di reale importanza: un critico scava tra le ossa e ripercorre le tracce di un prodotto affinché questo possa essere compreso in modi completamente nuovi. È il lavoro di un pubblico intellettuale. Non è fatto per l’autore, non è rivolto a esso, non riguarda l’autore – è un lavoro fatto per il prodotto e indirizzato a tutti”.
Ho sempre considerato Warren Ellis il mio autore preferito a fumetti e non credo sia un caso sia stato proprio lui a donarmi questa perfetta sintesi di ciò che ambisco a fare ogni volta che siedo alla scrivania e accendo il computer. Una storia, non importa in che formato si presenti, diventa decisamente più interessante una volta metabolizzata ed esplorata nei suoi dettagli, nella sua costituzione: cosa muove la storia, cosa fa discutere, emozionare i personaggi, quali scelte stilistiche ne influenzano l’aspetto, il mondo a loro intorno.

Dai tuoi riscontri e discussioni, quale è secondo te il maggior fraintendimento intorno alle recensioni?
Sono piuttosto convinto che molte persone non abbiano ancora ben compreso che dietro il recensore si trovi un individuo diverso da loro, ricco di sfumature, gusti, sensibilità diverse. Dietro questo stesso individuo c’è un “lavoro” di studio, critica, analisi, discussione che implica diverse ore passate ad accumulare materiale, a formulare opinioni basate su tutti gli elementi presi in analisi – questo, ovviamente, nel migliore dei casi. Quando il gusto del lettore-fruitore non incontra il gusto dello scrittore-recensore si crea attrito e purtroppo, con internet, ogni attrito tende a essere esagerato dalla mancanza di barriere e filtri. Al cuore di tutto ci saranno sempre una o più persone coinvolte in una discussione che, si spera, possa far crescere e migliorare l’un l’altra: ognuno di noi percepisce e vive l’essenza di un prodotto in base alle proprie esperienze. Nessuna recensione andrebbe scritta (o interpretata) con la supposizione di superiorità e di assoluta oggettività.

Leggi molto altro oltre a ciò di cui scrivi: come scegli che cosa recensire? E il tuo approccio a un fumetto da recensire è diverso da quello che segui quando non pensi di recensirlo? Ovvero, esiste un “leggere per leggere” distinto da un “leggere per recensire”?
Non credo esista più una divisione tra “leggere per leggere” o “leggere per recensire”. Con il tempo credo di aver purtroppo guastato irrimediabilmente la mia mente: una volta terminata la lettura di un fumetto risulta davvero difficile non recensirlo, almeno nei miei pensieri! Alla creazione di Uncanny Comics fissai un appuntamento con i followers ogni mercoledì, in cui avrei discusso dei fumetti usciti negli Stati Uniti. Ciò mi permise di rimanere sempre aggiornato e di poter dare una sorta di recensione/anteprima effettiva a un pubblico che, all’epoca, era ancora lontano dall’idea di poter seguire in maniera digitale le uscite della settimana statunitense. Ciò crea una sorta di mentalità da guerriglia: ogni fumetto ha un pubblico, ogni pubblico aspetta aggiornamenti.
Può cambiare il formato, il modo in cui farlo, la destinazione (se per un sito o per la mia pagina Facebook) – il pubblico, sostanzialmente, esiste per ogni tipo di fumetto in circolazione: che abbia i riflettori puntati addosso, sia scritto o disegnato da autori emergenti o veterani, se ne parli o meno sui social. Non esiste un vero criterio di scelta, a essere onesto. Seguo l’istinto, l’idea che si forma immediatamente dopo la lettura che sussurra all’orecchio “Qui c’è qualcosa di più da poter dire, da poter sviscerare”.

Su Gli Audaci: Fabrizio Nocerino, Benvenuti nella fossa: Prison Pit di Johnny Ryan.

Nel tempo, il modo in cui affronti una recensione è cambiato? Se sì, in che cosa e perché?
Credo che con l’acquisizione di nuovo linguaggio, più ponderato e riflessivo grazie soprattutto al confronto con altre realtà simili, il mio modo di scrivere di fumetto sia in uno stato di costante evoluzione. Non avendo propriamente studiato il medium ed essendomi “limitato” a essere un lettore, non ho mai avuto la possibilità di esplorare a fondo quanto la correlazione tra disegno e testo sia importante e vitale nella resa finale di un fumetto; se prima consideravo i due elementi complementari ma separati, adesso cerco di porre particolare attenzione al modo in cui si instaura il dialogo tra le parti, cosa facilita la loro fusione e come essa può aiutare i temi e il messaggio dell’opera che vado ad analizzare di volta in volta.

Su Dimensione Fumetto: Fabrizio Nocerino, Andrea Gagliardi, Wednesday Warriors #61 – Strange Adventures: tra Propaganda e Dittatura della Narrazione.

È più difficile scrivere di fumetti imperfetti/mal riusciti o di fumetti ben riusciti, senza particolari difetti?
Decisamente scrivere di fumetti ben riusciti! Ancor peggio di fumetti che, una volta letti, ti stupiscono, lasciandoti a bocca aperta. Trovo molto più complicato calmare la mente, ricomporsi e cercare di dare ordine all’ondata di entusiasmo ed eccitazione. Un fumetto mediocre o semplicemente brutto ha dei “punti deboli” che possono fungere da snodo cruciale: iniziando a discutere di un particolare difetto può innescare una reazione a catena che, battuta dopo battuta, espone le imperfezioni di un prodotto non riuscito.

FABRIZIO NOCERINO

Nasce nel 1993 a Napoli e tocca il suo primo fumetto soltanto pochi anni dopo. Scatta l’amore per il media ed il percorso di studi classico e la laurea in Lingue, Lettere e Culture Comparate non ferma la sua passione, che si trasforma in dipendenza: qualche anno dopo e con l’avvento di Facebook comincia a raccogliere e condividere i suoi pensieri, discutendo e analizzando principalmente eroi in calzamaglia su Uncanny Comics. Scrive online per la già citata Uncanny Comics, Gli Audaci e Dimensione Fumetto.

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