{"id":124,"date":"2017-07-28T07:00:23","date_gmt":"2017-07-28T05:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/?p=124"},"modified":"2017-07-28T01:09:29","modified_gmt":"2017-07-27T23:09:29","slug":"capitolo-3-ovvero-si-esplora-labirintico-percorso-black-river-josh-simmons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/capitolo-3-ovvero-si-esplora-labirintico-percorso-black-river-josh-simmons\/","title":{"rendered":"CAPITOLO 3, ovvero: Dove si esplora il labirintico percorso di “Black River” di Josh Simmons"},"content":{"rendered":"
Se nell\u2019antologia <\/span>The Furry Trap<\/span><\/i>, di cui ho parlato diffusamente la settimana scorsa, si vedeva l\u2019evoluzione grafica, ma soprattutto narrativa, di Josh Simmons, per cui l\u2019autore riusciva a passare da storie horror, in cui inizialmente la violenza era rappresentata dettagliatamente, quasi a oggettivizzare la situazione, senza per\u00f2 indugiarvi in maniera morbosa, a dei racconti in cui l\u2019effetto di malessere e inquietudine veniva trasmesso senza passare attraverso un uso esplicito del sangue e della letterale distruzione fisica della vittima, \u00e8 con <\/span>Black River<\/span><\/i>, volume uscito nel 2015 dalla Fantagraphics Books, lo stesso editore dell\u2019antologia appena citata, che la maturit\u00e0 di Simmons raggiunge il suo apice.<\/span><\/p>\n L\u2019autore vede in sogno un gruppo di donne sporche e disperate, talmente segnate dalle loro esperienze e dall\u2019incessante viaggio, iniziato anni prima, da avere un\u2019et\u00e0 indefinita. Nella mente di Simmons questa situazione si espande fino ad arrivare a raccontare la storia di un mondo allo sbando, che in parte pu\u00f2 far venire in mente il suo racconto \u201cCockbone\u201d, dove la civilt\u00e0 \u00e8 stata distrutta da un evento mai descritto e a cui non si fa mai accenno, dove le citt\u00e0 sono diventate dei centri da cui \u00e8 difficile entrare e farsi accettare, e dove tutto quello che resta \u00e8 una strada percorsa da esseri senza futuro, che cercano di sopravvivere e di arrivare a sera, possibilmente vivi. In questa ambientazione, un gruppo composto da sette donne e un uomo si aggira per un mondo desolato, cercando di sopravvivere in mezzo a masse di veri e propri barbari, persone che in breve tempo hanno gi\u00e0 completamente dimenticato la propria umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n La cupezza dell\u2019ambientazione viene sottolineata anche dall\u2019abbandono del colore a favore di un bianco e nero netto, in cui il dettaglio e il tratteggio insistito spesso delineano forme quasi tridimensionali come delle colossali nuvole di fumo, la luce di quella che sembra un\u2019aurora boreale, edifici fatiscenti, la pioggia battente. L\u2019abbandono del colore \u00e8 una scelta quasi obbligata da parte dell\u2019autore che, nonostante la giovane et\u00e0, sente di non avere la forza sufficiente per realizzare tutte le storie che ha in testa, per cui decide che lo utilizzer\u00e0 solo in casi sporadici, a favore dell\u2019utilizzo pi\u00f9 rapido della semplice china.<\/span><\/p>\n Ci troviamo di fronte a un classico esempio di futuro apocalittico, un genere che ha sempre avuto un certo successo e che sembra proliferare in momenti storici come quello contemporaneo, dove l\u2019ansia per il domani e il costante timore di un pericolo incombente \u00e8 diffuso. Determinati elementi di questo che ormai rappresenta un genere vero e proprio sono quindi presenti in questa storia, ma non solo. Una cosa particolare che Simmons ha scoperto solo dopo aver pubblicato il libro \u00e8 l\u2019esistenza di un film cecoslovacco del 1967, <\/span>Konec srpna v Hotelu Ozon<\/span><\/i> (<\/span>Fine agosto all\u2019hotel Ozono<\/span><\/i>), che ha forti affinit\u00e0 con la sua storia (un gruppo di donne cerca di sopravvivere in una ambientazione post-atomica). Similitudini ci sono anche con quello che ormai \u00e8 diventato un classico dell\u2019<\/span>on the road<\/span><\/i> post-apocalittico, nonostante sia stato pubblicato solo nel 2006, cio\u00e8 il romanzo <\/span>La strada<\/span><\/i> di Cormac McCarthy. in quest\u2019ultimo caso, pur utilizzando una situazione analoga, Simmons esprime una propria visione del mondo, oltre a narrare e a sviluppare la storia in modo estremamente personale. Di conseguenza, gli eventuali punti in comune che si possono notare nella storia, rispetto a queste e ad altre opere, non vanno a scapito dell\u2019originalit\u00e0 del fumetto, bens\u00ec mostrano e sottolineano quali possano essere gli elementi base di questo genere e di come, pur partendo da presupposti simili, le vicende si possano sviluppare diversamente.<\/span><\/p>\n Come nella <\/span>Strada<\/span><\/i> di McCarthy, il concetto di sopravvivenza percepito dagli ultimi abitanti della Terra raggiunge il grado minimo della sua accezione: cercare di non morire, senza possedere uno scopo o la speranza di ottenere qualcosa. In entrambe le opere \u00e8 presente un vago obiettivo (nella <\/span>Strada<\/span><\/i> raggiungere il mare, qui invece arrivare alla citt\u00e0 di Gattenburg) che fornisce una spinta iniziale, un obiettivo, anche se probabilmente in entrambi i casi i protagonisti fingono di credere a quell\u2019idea: nel loro subconscio sanno che non arriveranno mai a nulla. A conferma di questo, in entrambe le storie a un certo punto l\u2019obiettivo viene accantonato, completamente dimenticato a favore della sopravvivenza, che ritorna a essere l\u2019unico pensiero principale della loro esistenza.<\/span><\/p>\n Questo espediente narrativo, questo scopo apparente fornisce lo spunto iniziale della storia, quando Simmons \u201cinganna\u201d il lettore realizzando una prima sequenza positiva nella vita del gruppo: trovano una specie di bunker pieno di scorte alimentari, vestiti e armi. Recuperano anche un diario dove si parla di Gattenburg e di come sia possibile farsi accettare ed entrare in quella citt\u00e0 se si riesce a vincere una gara di tiro al bersaglio. Durante la serata spensierata, in cui vengono presentati gli otto personaggi e le loro dinamiche interpersonali, il gruppo decide di provare ad arrivare in quel luogo.<\/span><\/p>\n Dopo quel momentaneo istante felice, la tragicit\u00e0 della loro situazione viene immediatamente espressa dalla prima di una lunga serie di tragedie: il mattino successivo vedono in lontananza una di loro aggrappata a una lastra di ghiaccio nel fiume gelato, quasi morta assiderata: \u00e8 questa la loro quotidianit\u00e0, non quella della scena iniziale, positiva e quasi allegra. Siamo quindi immediatamente catapultati, assieme ai personaggi, nella tragica vita di desolazione e morte che li aveva sempre accompagnati.<\/span><\/p>\n Il mondo rappresentato da Simmons conosce e parla solo il linguaggio della violenza, dello scontro teso all\u2019eliminazione dell\u2019antagonista, ormai riflesso automatico nelle relazione tra i vari individui.<\/span><\/p>\n Durante il loro viaggio, incontrano vari esempi di questa umanit\u00e0 che sta regredendo in maniera sempre pi\u00f9 accentuata. Una ragazza, Caramel, li conduce in un locale dove un vecchio comico si esibisce in uno spettacolo di cabaret, davanti a uno scarso pubblico pi\u00f9 interessato alle pasticche di Gumdrop, una droga gratuita a disposizione degli avventori, che al monologo dell\u2019uomo. Entra un nuovo gruppetto di disperati strafatti: prima il capo ammazza uno dei suoi perch\u00e9 disturba lo spettacolo, poi fa letteralmente a pezzi il comico e inizia a improvvisare lui stesso un monologo. La conseguenza \u00e8 che viene crivellato di proiettili dal gruppo delle donne. Un\u2019esplosione di violenza immotivata che finisce bruscamente cos\u00ec come era iniziata.<\/span><\/p>\n Successivamente, trovano un momentaneo rifugio in una specie di anfiteatro e vengono assalite da un gruppo di motociclisti che le rapisce e le porta nel loro rifugio. Questa sequenza narrativa \u00e8 centrale non solo perch\u00e9 arriva “fisicamente” all\u2019incirca a met\u00e0 del libro, ma anche perch\u00e9 segna un punto di svolta per le protagoniste e d\u00e0 inizio al declino del gruppo. Dopo che Benji, un ragazzo dai tratti quasi angelici, le informa che dovranno attendere il loro turno per farli divertire, gli aggressori iniziano a prendere una alla volta le donne, dopo aver ucciso l\u2019unico uomo del loro gruppo. La sequenza \u00e8 terribile, quasi insostenibile nell\u2019attesa e nel vano tentativo di una di loro di ribellarsi a quello che stanno subendo. Dopo qualche sforzo, la donna pi\u00f9 colossale, fisicamente, riesce a sopraffare una delle guardie e a liberare le altre, che si impadroniscono di alcune armi e massacrano tutti gli aguzzini. La violenza ha nuovamente il sopravvento e, sebbene in questo caso abbia anche una funzione catartica per tutto quello che le protagoniste hanno subito e per quello che le attendeva, ne usciranno distrutte psicologicamente e con un’altra compagna in meno.<\/span><\/p>\n Il viaggio continua, senza particolari eventi: il cammino procede, punteggiato solo dalle soste per riposarsi, mangiare e dormire. Due donne sembrano particolarmente segnate dagli avvenimenti precedenti, e parlottano tra loro: durante la battaglia erano finite in un lago, ma erano riuscite a salvarsi. Anna, una delle due, afferma di essere sicura di quello che aveva visto e a un certo punto, durante la marcia, si suicida sparandosi in bocca. L\u2019altra donna si confida e rivela quello che aveva sconvolto cos\u00ec profondamente Anna: la morta era convinta di aver visto viva la compagna che era stata uccisa dai violentatori mentre, in fondo del lago, si stava mangiando un uomo. <\/span><\/p>\n Per quanto la situazione sia diversa, anche qui c\u2019\u00e8 una similitudine con <\/span>La strada<\/span><\/i>. Nel romanzo le nuove generazioni, incarnate dal figlio del protagonista, sono persone differenti da quelle che avevano abitato il \u201cvecchio mondo\u201d, rappresentato dal padre. Non hanno conosciuto la civilt\u00e0 come era prima dello sconvolgimento, non hanno coscienza di che cosa possa essere la tranquillit\u00e0 e la pace, di conseguenza rappresentano e sono diventati un\u2019altra \u201crazza\u201d, che non potr\u00e0 mai capire completamente coloro che sono venuti prima; in maniera analoga, questa scena di <\/span>Black River<\/span><\/i>, nella sua oniricit\u00e0 – non si sa infatti quanto reale possa essere – fa intuire una possibile modifica \u201cfisica\u201d e un\u2019evoluzione di quella che un tempo era la razza umana: un essere predatore le cui regole di vita sono completamente distanti da quelle che una volta possedevano, portando quindi a compimento la trasformazione nel fisico, e quindi non solo a livello psicologico, di quello che un tempo era l\u2019uomo.<\/span><\/p>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a>
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\n