{"id":121,"date":"2017-07-21T07:00:51","date_gmt":"2017-07-21T05:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/?p=121"},"modified":"2017-07-21T01:45:40","modified_gmt":"2017-07-20T23:45:40","slug":"capitolo-2-ovvero-the-furry-trap-ci-introduce-nel-mondo-josh-simmons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/capitolo-2-ovvero-the-furry-trap-ci-introduce-nel-mondo-josh-simmons\/","title":{"rendered":"CAPITOLO 2, ovvero: Dove The Furry Trap ci introduce nel mondo di Josh Simmons"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">La scorsa settimana ho parlato della variegata opera di Josh Simmons, tra performance, racconti a fumetti e cortometraggi video. Ora \u00e8 il momento di entrare pi\u00f9 nel dettaglio della sua produzione, esaminando l\u2019antologia <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">The Furry Trap<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, edita nel 2012 da Fantagraphics Books e che raccoglie il meglio della sua produzione horror pubblicata tra il 2004 e il 2011, una straordinaria selezione che ci permette di capire meglio la sua importanza. Certo, non \u00e8 un\u2019operazione semplice quella di descrivere storie a fumetti che probabilmente saranno in pochi ad aver letto e, nello stesso tempo, cercare di non spoilerare troppo per suscitare l\u2019interesse a cercare questo libro, se le mie parole e argomentazioni vi intrigheranno\u2026 ma cercher\u00f2 di portare avanti questa &#8220;impresa impossibile&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/FurryTrap-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"605\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dietro una copertina a dir poco inquietante &#8211; in due stanze, forse sotterranee, si vedono delle impronte insanguinate che si dirigono verso un altro luogo, fuori campo &#8211; c\u2019\u00e8 la chiave del lavoro di Simmons: nonostante la crudezza delle scene rappresentate, il lavoro principale viene effettuato dal cervello del lettore che amplifica gli elementi orrorifici e le situazioni cruente, riempiendo con la propria fantasia, lasciata libera di scatenarsi in questi nuovi territori in cui \u00e8 stata introdotta, gli spazi di non detto\/non espresso\/non disegnato che l\u2019autore gli lascia. All\u2019interno di questo cartonato sono contenuti undici racconti, alternati in maniera regolare tra un racconto lungo e uno breve, \u00a0che offrono uno spaccato esemplare della variet\u00e0, qualit\u00e0 ed evoluzione della sua produzione.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-127 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/01-Magic-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La prima storia, \u201cIn a Land of Magic\u201d, pu\u00f2 sembrare fuorviante paragonata a quelle successive, sia per l\u2019uso del colore &#8211; adatto al genere fantasy che viene \u201cmassacrato\u201d &#8211; sia per l\u2019apparente goliardia della storia: una coppia di elfi felici vengono attaccati dal classico stregone cattivo, che ha la peggio perch\u00e9 il giovane elfo in realt\u00e0 \u00e8 uno psicopatico che violenta a morte quello che si pensava essere il \u201cvillain\u201d della storia. Se la storia gioca la facile carta del ribaltamento totale della situazione, sono la violenza e l\u2019insistita componente sessuale che rendono questa storia qualcosa di diverso.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-128 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/03-Bat-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/03-Bat-641x800.jpg 641w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/03-Bat-820x1024.jpg 820w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/03-Bat.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo \u201cChristmas Eve\u201d, un breve racconto \u201cnatalizio\u201d dal taglio realistico che, oltre al finale crudele, si caratterizza per la presenza casuale e surreale dell\u2019autore canadese di fumetti Dave Sim, ecco la prima gemma dell\u2019antologia: \u201cMark of the Bat\u201d. In una Gotham City, che per ovvi motivi di copyright non viene citata esplicitamente, composta da edifici fatiscenti e per nulla moderni, Batman continua a fare il suo lavoro di vigilante. Non dorme in una lussuosa villa, ma sulla cima di un grattacielo, e proprio su quello squallido luogo incontra una sua \u201cfan\u201d, vestita con un costume che ricorda quello di Catwoman, a cui spiega la sua attuale strategia: poich\u00e9 non \u00e8 in grado di riconoscere chi commette i crimini, quando trova chi pensa possa compiere qualche azione illegale, gli lascia preventivamente un marchio indelebile, in modo che tutti possano capire che cosa potenzialmente potrebbe fare. Questo grottesco e truculento marchio, reminiscente della lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, \u00e8 il colpo di scena che unisce perfettamente e logicamente lo spirito del personaggio messo alla berlina e quello dell\u2019autore, soprattutto nel finale che, in modo molto sottile, fa percepire il dolore e la frustrazione del super-eroe che non riuscir\u00e0 mai a concludere definitivamente l\u2019impossibile compito che si \u00e8 prefissato.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-129 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/05-night-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/05-night-641x800.jpg 641w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/05-night-820x1024.jpg 820w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/05-night.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cAsshole Roommate\u201d \u00e8 un racconto di una manciata di pagine che ritrae in maniera grottesca le traversie che si possono avere durante la convivenza con un compagno di appartamento poco amichevole (in questo caso si tratta di una specie di \u201ccosa\u201d che pu\u00f2 cambiare aspetto e che cerca di uccidere il ragazzo umano), a cui fa seguito un\u2019altra storia lunga dallo spessore maggiore: \u201cNight of the Jibblers\u201d. C\u2019\u00e8 un\u2019iniziale apparenza di normalit\u00e0 nella storia di un anziano che vive in una baracca e sopravvive vendendo delle bamboline, accanto al micro-negozietto di Valdez, un uomo dal volto sfigurato. L\u2019elemento straniante si introduce grazie al racconto che il proprietario dello stand fa a una coppia di bambini: si sta avvicinando al loro villaggio un branco di esseri che, di notte, attaccano e mangiano piccoli animali. Valdez si raccomanda di non uscire di notte, cosa che, ovviamente, i due faranno, finendo massacrati nel bosco da questi mostri assetati di sangue. Nel frattempo, il vecchio ha un incubo: si trova in un edificio e un ufficiale gli ordina di riempire, assieme ad altri soldati, un buco usando il cumulo di sterco che si trova l\u00ec accanto. L\u2019umiliazione arriva a livelli quasi intollerabili quando ordinano al vecchio, siccome non \u00e8 sufficientemente veloce, di usare non solo le mani ma di portare le feci anche con la bocca. L\u2019uomo si sveglia di soprassalto e sente le voci dei jibbler che hanno raggiunto la capanna. Tira fuori una pistola, forse il retaggio del passato a cui l\u2019incubo potrebbe fare riferimento, e cerca di rimanere sveglio per tutta la notte. Il giorno dopo arriva tardi al lavoro perch\u00e9 si era addormentato, e Valdez lo informa che i bambini del giorno prima sono scomparsi. Il vecchio ritorna a casa, cerca nuovamente di restare sveglio ma non ce la fa, e il sogno della sera precedente riprende. Si risveglia a causa dei guaiti disperati del proprio cane: esce e vede che i mostri lo stanno torturando. Cerca inutilmente di salvarlo e poi si barrica in casa. Ricade addormentato e si trova a parlare con un ragazzo &#8211; il figlio? Oppure un amico? -, di come si fosse sentito disperato quando il giovane era morto di cancro. \u00c8 un dialogo malinconico quello che i due si scambiano, anche se viene espresso chiaramente che \u00e8 l\u2019anziano a parlare e a esprimersi per entrambi. \u00c8 un momento toccante, questo, che ricrea il senso di abbandono, quando si perde tutto e tutti, che verosimilmente Simmons voleva esprimere con questa storia. Tutto il resto \u00e8 sovrastruttura, mascheramento, utilizzo del genere. Il protagonista si sveglia per l\u2019ultima volta, trovando una delle creature nella stanza: lo attacca, e ha ovviamente la peggio. Questo \u00e8 forse la storia che usa in maniera pi\u00f9 evidente il genere per parlare e raccontare qualcosa di diverso. \u00c8 un viaggio doloroso quello che viene intrapreso, ma probabilmente pi\u00f9 per l\u2019autore, che si mette a nudo rivelando emozioni molto personali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-130 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/07-Christ-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/07-Christ-641x800.jpg 641w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/07-Christ-820x1024.jpg 820w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/07-Christ.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cHead of a Dog\u201d \u00e8 la criptica storia di una tavola di un uomo che su una nave, che assomiglia quasi a un piccola citt\u00e0, grida che quella stupida barca ha la testa di un cane. A questa segue \u201cJesus Christ\u201d, un racconto senza parole che abbandona ogni pretesa realistica e abbraccia il registro surreale e simbolico: qualcosa cade su un pianeta e si rivela come un gigantesco centauro pieno di cicatrici, che sconvolge la vita degli abitanti, visti solo in qualche vignetta come esseri microscopici che emettono suoni incomprensibili. Alternando momenti violenti ad altri pi\u00f9 onirici, la creatura si scatena sul pianeta e sulla citt\u00e0 tentacolare. Il senso del racconto non \u00e8 immediatamente comprensibile sebbene, sia per il titolo che per certi simboli, possiamo intuire che rappresenti i sentimenti contrastanti di attrazione e repulsione di Simmons verso la religione, probabilmente considerata come una commistione inestricabile di violenza e amore. \u00c8 una storia che lascia al lettore la propria interpretazione, che agisce nel subconscio, come molte delle situazioni descritte negli altri racconti, che agita qualcosa nel profondo, che riesce a entrare in contatto con chi guarda sbigottito queste pagine apocalittiche che si dispiegano sotto i nostri occhi e che si interrompono improvvisamente, sebbene si possa intuire che la sospensione corrisponda a un momento di pausa da parte dell\u2019essere \u201cdivino\u201d (?) prima che si scateni ancora una volta in una nuova zona del pianeta oppure su un\u2019altra citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-131 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/09-Bone-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/09-Bone-641x800.jpg 641w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/09-Bone-820x1024.jpg 820w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/09-Bone.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nella storia breve \u201cMutant\u201d un essere mutante uccide un ragazzo, viene inseguito e apparentemente distrutto con una violenza e un odio analogo a quello che si scatena in dimostrazioni di intolleranza. Di registro completamente diverso\u00a0\u00e8 l<\/span><span style=\"font-weight: 400\">a storia lunga \u201cCockbone\u201d: molto intensa, spiazzante e, per certi aspetti, anticipatrice del successivo libro <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Black River,\u00a0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">\u00e8<\/span><i> <\/i><span style=\"font-weight: 400\">ambientata<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0in un futuro imprecisato e concentra l&#8217;attenzione su\u00a0una famiglia composta dai due genitori e tre fratelli, di cui uno &#8211; quello a cui fa riferimento il titolo &#8211; ritardato. Rozzi, volgari e legati da legami incestuosi, all\u2019apparenza sembrano la classica famiglia redneck, come \u00e8 stata rappresentata in molte storie ambientate negli Stati Uniti rurali. A tenere \u201clegati\u201d i componenti \u00e8 il fatto che tutti si nutrono dello sperma di Cockbone, dotato di una sostanza psicotropa che li rende felici. Un giorno il protagonista scopre di avere una malattia venerea e, nel tentativo di \u201ccurarsi\u201d, rompe in due il suo pene. I familiari sono disperati perch\u00e9 temono di non poter pi\u00f9 bere il suo sperma e, in uno scoppio di rabbia, i due fratelli e il padre si massacrano accusandosi a vicenda di avere infettato Cockbone. La madre e il giovane malato partono per andare alla ricerca della zia, una strega che forse potrebbe curarlo. Attraversano un mondo devastato, con aerei che sganciano bombe e distruggono citt\u00e0, e branchi di cani che attaccano chiunque. Ii dialoghi sono come sempre fondamentali perch\u00e9 rivelano quali siano i reali interessi dell\u2019autore. In questo caso i personaggi &#8211; o meglio, la madre, attraverso un monologo &#8211; tratteggiano la disperazione della vita in quel mondo, il loro tentativo di creare dei rapporti e dei legami che li possano far sopravvivere in un ambiente spietato che non cerca altro che di divorarli e distruggerli. Sar\u00e0 proprio quello il loro destino: la madre verr\u00e0 massacrata da dei cani rabbiosi, mentre lui probabilmente far\u00e0 una fine analoga, a opera di un essere femminile sporco, disgustoso, ributtante che emette versi e che potrebbe essere quella zia che tanto avevano cercato. Ci\u00f2 che colpisce non \u00e8 solo l\u2019ambientazione rappresentata n\u00e9 i rapporti familiari, ma la voluta incompiutezza della storia: lo scopo del viaggio viene negato quando si interrompe bruscamente, senza permettere ai due personaggi di avere la possibilit\u00e0 di raggiungere la propria destinazione per cercare di risolvere e migliorare la propria situazione. La loro inutilit\u00e0 e insignificanza viene esplicitata in questo fallimento che lascia nel lettore un senso di malessere per l\u2019insensatezza di tutta la vicenda, a cui non viene fornita la bench\u00e9 minima possibilit\u00e0 di soluzione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-132 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/10-Furry-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/10-Furry-641x800.jpg 641w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/10-Furry-820x1024.jpg 820w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/10-Furry.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il racconto che d\u00e0 il titolo all\u2019antologia conferma la sensazione di inquietudine strisciante, di stranezza sempre pi\u00f9 presente e insinuante, in cui non c\u2019\u00e8 nemmeno pi\u00f9 bisogno di utilizzare la violenza. Un uomo guarda un film: non si capisce di che cosa si tratti, ma dai dialoghi e da qualche scena si intuisce che si potrebbe trattare di un film porno particolarmente violento. Nel buio della sala cinematografica gli si avvicina qualcuno che cerca di sbottonargli i pantaloni affermando di avere un istinto che non riesce a reprimere. L\u2019uomo lo allontana e quando esce si accorge che \u00e8 sporco di quello che sembra &#8211; almeno dai colori &#8211; un misto di sangue ed escrementi. In lontananza, il tipo che ha cercato di abbordarlo, di schiena, a torso nudo, canticchia e accenna un passo di danza. L\u2019inquietudine del non detto, l\u2019incomprensibilit\u00e0 del fatto apre la strada all\u2019interpretazione di quello che si \u00e8 appena visto e di che cosa possa significare. Lo squallore della situazione e i pochi indizi, lasciati in maniera casuale, scatena automaticamente la fantasia in chi legge, proprio come la copertina dell\u2019antologia descritta all\u2019inizio, e i territori in cui ci si trova a entrare timidamente sono tutto tranne che rassicuranti. In questa manciata di pagine Simmons dimostra di essere evoluto dall\u2019autore del primo racconto della raccolta, e di riuscire a realizzare dei piccoli gioielli di orrore psicologico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-133 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/11-Demon-641x800.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/11-Demon-641x800.jpg 641w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/11-Demon-820x1024.jpg 820w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicsisthedrug\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2017\/07\/11-Demon.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La storia lunga \u201cDemonwood\u201d chiude il libro, elevando le tematiche e le atmosfere dei racconti precedenti. Un uomo inizia a lavorare in un parco giochi. Il suo compito, come quello degli altri compagni, \u00e8 di liberare le fondamenta da vari pezzi di legno prima che quello spazio riapra in estate. La giornata passa nella monotonia del lavoro e quando sta per andare via, la macchina non parte. Un paio di colleghi gli chiedono se ha bisogno di aiuto, ma lui minimizza il problema. I due gli consigliano di non restare l\u00ec a lungo perch\u00e9 sembra che di notte si aggirino dei demoni. Quando il sole tramonta, compare un bambino che minaccia di violentare l\u2019intera famiglia dell\u2019uomo, mentre con la massima tranquillit\u00e0 si mangia un hot dog, beve una lattina di coca cola e fuma una sigaretta. Il piccolo lo denigra per quello che non \u00e8 riuscito a fare nella vita, per quanto \u00e8 povero e per i fallimenti che ha subito. Tira fuori un lungo bastone, gli spiega che cosa far\u00e0 alla sua famiglia con quello, e lo invita a non restare l\u00e0 ma a tornare dai suoi familiari. Quando entra a casa, vede un gruppo di uomini, tutti estremamente pallidi, che sembrano la versione pi\u00f9 grande &#8211; ma non adulta &#8211; del bambino. Anche lui \u00e8 l\u00e0, sopra le spalle di uno di quegli strani individui che tiene sotto il braccio il bastone che avevamo visto prima. La storia si chiude con il bambino che, in maniera casuale, afferma che il divertimento sta per cominciare. Malessere \u00e8 di nuovo la parola d\u2019ordine per questa storia, a cui si aggiunge il senso di inadeguatezza che prova il protagonista, dettagliatamente illustrato dal bambino che, inspiegabilmente, sa tutto di lui e, attraverso la sua superiorit\u00e0, lo giudica e lo umilia. Ridicolizza le sue debolezze e lo conduce verso il suo inevitabile destino di dolore, sopraffazione e morte. Viene trasmesso anche un senso di impotenza: l\u2019uomo non si ribella a quello che, almeno nell\u2019aspetto, sembra un piccolo inoffensivo e indifeso. Balbetta qualcosa all\u2019inizio, ma ben presto tace, ascolta affranto e obbedisce a quello che gli viene detto di fare. \u00c8 facile intuire che, come sta subendo l\u2019arroganza del suo interlocutore, cos\u00ec avr\u00e0 subito il potere delle altre persone incontrate nella sua vita. Come si pu\u00f2 intuire da questa descrizione, Simmons \u00e8 perfettamente in grado di gestire la materia e le sensazioni di disagio e di sopraffazione senza far vedere una sola goccia di sangue. \u00c8 la creazione di ambientazioni realistiche e quotidiane dove si scatena la violenza (psicologica) quello che gli interessa rappresentare, una (ri)creazione delle dinamiche della vita di tutti i giorni &#8211; in un\u2019intervista condotta qualche anno fa ha definito il suo lavoro quotidiano \u201cdeprimente\u201d &#8211; inserite nell\u2019ambientazione apparentemente fantastica del genere. La violenza verbale del monologo del bambino \u00e8 terrificante, ma la si accetta perch\u00e9 \u00e8 inserita in una cornice in cui l\u2019autore ci richiede una volontaria \u201csospensione della credibilit\u00e0\u201d: siamo in uno scenario \u201chorror\u201d, dove il monologo \u00e8 pronunciato da un bambino che palesemente non pu\u00f2 sapere, dire o fare quello che invece sa, dice e fa. Capiamo inconsciamente che siamo di fronte a uno scarto fantastico, e accettiamo quello che viene espresso, per quanto sia duro: se infatti quelle stesse parole fossero espresse in una storia quotidiana e realistica, diventerebbero molto pi\u00f9 spietate di quello che gi\u00e0 ci sembrano in questo modo. Il genere, in questo caso, attenua e rende pi\u00f9 accettabile il contenuto centrale e importante di questa storia e delle altre presenti in questa antologia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019insieme di tutto questo materiale e la maturazione raggiunta come autore hanno avuto un ulteriore effetto, e cio\u00e8 di preparare la strada al libro successivo, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Black River<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, uscito nel 2015: un &#8220;on the road&#8221; posto in uno scenario post-apocalittico in cui vengono messe a frutto le lezioni imparate nel corso dei lunghi anni passati a lavorare per riviste e antologie, e di cui parler\u00f2 la prossima volta.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scorsa settimana ho parlato della variegata opera di Josh Simmons, tra performance, racconti a fumetti e cortometraggi video. Ora \u00e8 il momento di entrare pi\u00f9 nel dettaglio della sua produzione, esaminando l\u2019antologia The Furry Trap, edita nel 2012 da Fantagraphics Books e che raccoglie il meglio della sua produzione horror pubblicata tra il 2004 e il 2011, una straordinaria selezione che ci permette di capire meglio la sua importanza. Certo, non \u00e8 un\u2019operazione semplice quella di descrivere storie a fumetti che probabilmente saranno in pochi ad aver letto e, nello stesso tempo, cercare di non spoilerare troppo per suscitare<\/p>\n","protected":false},"author":63,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"CAPITOLO 2, ovvero: Dove The Furry Trap ci introduce nel mondo di Josh Simmons - Comics is the Drug","description":"La scorsa settimana ho parlato della variegata opera di Josh Simmons, tra performance, racconti a fumetti e cortometraggi video. 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