{"id":713,"date":"2020-05-27T11:43:24","date_gmt":"2020-05-27T09:43:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/?p=713"},"modified":"2020-05-27T20:30:38","modified_gmt":"2020-05-27T18:30:38","slug":"x-force-o-di-come-rob-liefeld-cambio-il-mondo-dei-supereroi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/x-force-o-di-come-rob-liefeld-cambio-il-mondo-dei-supereroi\/","title":{"rendered":"X-Force – O di come Rob Liefeld cambi\u00f2 il mondo dei supereroi"},"content":{"rendered":"

“Con il suo cappello da baseball e la sua candida passione per la cultura trash, Liefeld era il portavoce di una nuova generazione di ragazzini americani. Non punk, non hippy o geek; appartenevano alla Generazione X, il settore demografico dimenticato, i ragazzi troppo ordinari per meritare un movimento loro, troppo depoliticizzati per un manifesto. Le loro fantasie di potere non riguardavano giustizia sociale o riforme utopistiche, ma edonismo e vignette nichilistiche e prive di alcuno scopo. Tuttavia, come molti dei miei gruppi punk preferiti, l’entusiastico e arrogante dilettantismo di Liefeld infiamm\u00f2 una generazione di giovani disegnatori […] tutti lo prendevano in giro, ma il suo era uno stile personale.” (Grant Morrison – Supergods)<\/p><\/blockquote>\n

\"\"<\/a>Con queste parole Grant Morrison riesce a sintetizzare efficacemente la divisivit\u00e0 del lavoro e del personaggio di Rob Liefeld<\/strong>: un autore tanto denigrato quanto determinante nella storia del fumetto supereroico americano.
\n<\/strong>
\n\u00c8 fin troppo semplice aprire un albo di Liefeld e trovare dei difetti, delle anatomie scorrette, delle scelte di layout incomprensibili e una generale approssimazione.<\/p>\n

“I suoi disegni non perdevano mai l’occasione di infliggere qualche nuova ed elaborata deformit\u00e0 al fisico umano. Le sue idee erano di seconda mano, le sue ricerche inesistenti, la sua visione eccentrica e singolare da qualsiasi punto di vista. Era una superstar.” (Grant Morrison – op. cit.)<\/p><\/blockquote>\n

Rob \u00e8 un assoluto autodidatta, privo di alcuna preparazione artistica formale, che all’et\u00e0 di 24 anni riesce a vendere quattro milioni di copie di un singolo albo a fumetti<\/strong> (X-Force # 1<\/em>): spesso viene rimarcato questo dato come il fattore principale che ha impedito al disegnatore californiano di sviluppare uno stile formalmente “corretto” – con anatomie proporzionate e tutto il resto. Dopotutto se disegnando male si vendono quattro milioni di copie che motivo c’\u00e8 a impegnarsi oltre. Giusto?<\/p>\n

Sbagliato.<\/p>\n

La verit\u00e0 \u00e8 che quello di Liefeld \u00e8 uno stile fortemente voluto e ricercato dall’autore<\/strong>, \u00e8 il frutto di una progressiva evoluzione che parte da un’impostazione sostanzialmente ordinata e attenta alla forma per arrivare nel tempo alla forma che conosciamo oggi. Se prendiamo infatti alcune pagine a caso della miniserie Hawk & Dove<\/strong><\/em> del 1988 (con Barbara Kesel ai testi) non troviamo traccia dei capolavori di grossolaneria presenti nella produzione successiva di Liefeld.<\/p>\n