{"id":649,"date":"2020-03-10T17:06:54","date_gmt":"2020-03-10T16:06:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/?p=649"},"modified":"2020-03-10T17:16:01","modified_gmt":"2020-03-10T16:16:01","slug":"una-questione-di-contesto-the-last-god","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/una-questione-di-contesto-the-last-god\/","title":{"rendered":"Una questione di Contesto – The Last God"},"content":{"rendered":"
Uno degli obiettivi di questo blog \u00e8 quello di prendere in esame le molteplici possibilit\u00e0 di approccio alla narrazione a fumetti<\/strong>: le caratteristiche dell’ambiente fumetto, dei linguaggi che ingloba e trasforma, permettono di interpretare una storia con intenzioni, modalit\u00e0 e finalit\u00e0 differenti che portano a soluzioni spesso diametralmente opposte tra loro<\/strong>.<\/p>\n L’obiettivo di un fumetto, di ogni fumetto, \u00e8 sempre e solo uno: quello di essere venduto. L’autore, o gli autori, di un fumetto impostano la loro narrazione in base al tipo di pubblico che desiderano raggiungere.<\/p>\n Parlando di 4Hoods<\/a> ad esempio abbiamo sottolineato come si puntasse a un pubblico giovane in cui la componente di immedesimazione con i protagonisti era fondamentale: si cerca una partecipazione attiva del lettore inserendo dei personaggi graficamente essenziali in un contesto descrittivo molto pi\u00f9 dettagliato. Da questo contrasto nasce cos\u00ec un’esperienza prossima a quella della realt\u00e0 virtuale, o a quella del videogioco, che a sua volta simula un’esperienza reale: un personaggio che vediamo pochissimo (se non quando ci specchiamo) all’interno di un mondo ricco di sfumature e dettagli.<\/p>\n In The Last God<\/strong><\/em>, Phillip Kennedy Johnson e Riccardo Federici<\/strong> – pur trattando il genere fantasy come 4Hoods – sono alla ricerca di un linguaggio che catturi un pubblico specifico. A differenza di quanto succede in 4Hoods, i due autori non sono alla ricerca di un lettore desideroso di sentirsi protagonista<\/strong>: non puntano al processo di immedesimazione quanto a quello della fascinazione. Il lettore che Kennedy e Federici hanno nel proprio mirino \u00e8 quello abituato a divorare letteratura fantasy<\/strong>, che ama perdersi nelle complessit\u00e0 di mondi minuziosamente descritti e studiati e nei quali vengono compiute gesta di proporzioni epiche. Il segno di Federici quindi, lontano dall’essere sintetico, si propone come tassello fondamentale di un world-building<\/strong> che deve mostrare quanto pi\u00f9 possibile dei dettagli di un mondo nuovo e sconosciuto ai propri lettori.<\/p>\n La cura del dettaglio, delle finiture dei vestiti e degli oggetti, le acconciature e i diversi lineamenti dei volti non sono qui un vezzo, o un virtuosismo fine a se stesso: c’\u00e8 l’effettiva necessit\u00e0 di rendere realistico ci\u00f2 che \u00e8 lontanissimo dall’esperienza di chi legge. C’\u00e8 da creare un mondo, la sua cultura, le tradizioni e le centinaia di sfaccettature e inserirlo in un contesto narrativo avvincente<\/strong>.<\/p>\n In questo tipo di narrazione lo iato, lo spazio bianco tra le vignette<\/strong>, che stimola l’atto creativo e immersivo del lettore, lavora in opposizione all’intenzione degli autori<\/strong> che invece hanno la necessit\u00e0 di governarlo il pi\u00f9 possibile. Ovviamente l’esperienza della lettura di un fumetto sar\u00e0 sempre e comunque determinata dalla Closure<\/em>, il destino finale della storia \u00e8 sempre nelle mani di chi, leggendo, deve “riempire i puntini” tra una vignetta e un’altra, ma sta a chi realizza l’opera indirizzare quest’atto verso i propri obiettivi.<\/p>\n A questo scopo, non a caso, Riccardo Federici spesso scompone la tavola e annulla fisicamente lo iato per dettagliare la propria narrazione<\/strong> tramite l’uso degli inserti: la spread page qui sopra \u00e8 composta da una vignetta-contesto<\/strong>, grande quanto tutta la tavola, in cui sono incastonate altre vignette che analizzano singoli momenti del racconto offrendo informazioni supplementari. Cos\u00ec come il segno di Federici si esprime tramite la cura del dettaglio, la stessa narrazione viene circostanziata e specificata tramite un’operazione di costante raccordo tra il quadro generale<\/strong> (la vignetta-contesto) e il particolare<\/strong> (gli inserti).<\/p>\n Qui sotto vediamo un altro esempio in cui l’azione, presumibilmente di durata molto breve, viene rallentata, sminuzzata ed esaminata in 8 vignette inserite all’interno di una vignetta-contesto<\/strong>: in alto a sinistra abbiamo la situazione di partenza – Vekko che si lancia nel vuoto per salvare Eyvindr mentre Cyanthe \u00e8 prigioniera del mostro – che viene poi mostrata al rallentatore nelle vignette successive. Il movimento verticale imposto all’occhio<\/strong> di chi legge \u00e8 qui funzionale alla necessit\u00e0 di rendere il movimento dei personaggi<\/strong> mentre la vignetta-contesto continua a essere presente in sottofondo ricordandoci costantemente qual \u00e8 la situazione in corso. C’\u00e8 poco, o nessuno, spazio per l’immaginazione, \u00e8 tutto sempre presente e costantemente mostrato.<\/p>\n
<\/a>Se altrove (tipo QUI<\/a>)abbiamo sottolineato ad esempio la necessit\u00e0 di una narrazione non didascalica<\/strong>, che favorisca la partecipazione del lettore mediante una efficace sintesi tra disegno e testo letterario, in altri casi si pu\u00f2 rendere necessario un approccio totalmente diverso<\/strong>: descrittivo e contestualizzante.<\/p>\n
\nSento gi\u00e0 il rumore di milioni di bocche che si storcono (ottimismo esagerato vista l’effettiva portata di questo blog): “Ma come? E l’arte? E la suprema bellezza del creare? E…?”
\n…e nulla, anche l\u00ec, anche chi ha gli obiettivi pi\u00f9 alti e nobili e disinteressati di questo mondo opera una scelta di tipo commerciale: determina il parco dei propri interlocutori (i lettori) e propone la sua opera di conseguenza.<\/p>\n
\nNon a caso ogni albo \u00e8 corredato da compendi testuali, racconti, mappe e tutto quello che in genere fa felici gli appassionati del genere fantasy.<\/p>\n
<\/a><\/p>\n