{"id":509,"date":"2018-10-01T11:05:36","date_gmt":"2018-10-01T09:05:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/?p=509"},"modified":"2018-10-01T11:05:36","modified_gmt":"2018-10-01T09:05:36","slug":"from-script-to-panel-cloak-dagger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/from-script-to-panel-cloak-dagger\/","title":{"rendered":"From Script to Panel – Cloak & Dagger"},"content":{"rendered":"

\u201cThe art is more important\u201d (Ron Marz, intervista a CBR)<\/em><\/p><\/blockquote>\n

\"\"<\/a><\/a>Uno dei temi pi\u00f9 dibattuti nella storia del fumetto \u00e8 quello riguardante il valore dei singoli aspetti costitutivi del linguaggio<\/strong> e quale di questi sia predominante sugli altri: la risposta politicamente corretta vuole che ogni aspetto sia ugualmente importante alla riuscita del fumetto. Una risposta pi\u00f9 articolata indica invece l\u2019arte sequenziale come un linguaggio a s\u00e9 stante che \u00e8 pi\u00f9 della mera somma tra la parte letteraria e quella artistica<\/strong>, il Fumetto ha quindi una unitariet\u00e0 non riducibile alle sue singole parti, e come tale va analizzato, valutato e recensito.
\nD’altra parte, periodi storici diversi hanno visto specialmente valorizzata l’una o l’altra figura, secondo dinamiche che sarebbe superficiale ridurre a semplice effetto di politiche commerciali. Si pensi alla nascita della Image negli anni \u201890 o al periodo attuale in cui ci si focalizza maggiormente sul ruolo dello scrittore.<\/p>\n

Ma il fumetto \u00e8 un medium visivo.<\/strong><\/p>\n

\u201cCome scrittore devi venire a patti con il fatto che la tua storia verr\u00e0 giudicata in gran parte da quanto sar\u00e0 ben eseguita la parte artistica, e quanto questa si adatti alla storia\u201d (Ron Marz)<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Un fatto troppo spesso sottovalutato nel mondo del fumetto contemporaneo \u00e8 proprio quello che, come detto, il fumetto \u00e8 un medium visivo: tutto il lavoro di scrittura che sta a monte arriva nelle nostre mani \u201ctradotto\u201d dal disegnatore di turno<\/strong>. \u00c8 per questo che, dovendo scegliere, Ron Marz indica come pi\u00f9 importante la componente artistica rispetto al lavoro di sceneggiatura. Si tratta ovviamente di una forzatura che per\u00f2 ci aiuta a comprendere un dato fondamentale del Fumetto: in questo linguaggio la forma \u00e8 il contenuto<\/a>.<\/p>\n

Cerchiamo di entrare maggiormente nel dettaglio aiutandoci con degli estratti dal testo \u201cWords for Pictures: The Art and Business of Writing Comics and Graphic Novels\u201d<\/em> di Brian Michael Bendis<\/strong>, nel quale lo scrittore di Ultimate Spider-man, Iron Man e Superman sviscera il ruolo dello scrittore di fumetti.<\/p>\n

Pitch, bozza e sceneggiatura.\"\"<\/a><\/a><\/strong><\/h3>\n

\u201cUn pitch \u00e8 un documento di uno o due paragrafi che descrive la storia o la serie che lo scrittore vuole vendere. la bozza \u00e8 un tipo di documento pi\u00f9 complesso che entra maggiormente nel dettaglio sui beats e sui percorsi dei personaggi”<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Ogni fumetto parte da qui, da quelle poche righe che poi diventeranno una sceneggiatura o una serie di sceneggiature<\/strong>. Durante questa fase del processo creativo lo scrittore affronta il suo primo lettore, l\u2019editor, e qui deve essere presente, nella sua forma primigenia, tutta l\u2019essenza del racconto che verr\u00e0 successivamente sviluppato in fase di sceneggiatura. In questa fase normalmente si d\u00e0 una prima forma ai personaggi e alle ambientazioni, gi\u00e0 da questo punto si comincia a ragionare anche in termini visivi<\/strong>, si studiano edifici, personaggi, vestiti, armi, veicoli astronavi e tutto quello che pu\u00f2 servire. Questo fa capire quanto venga considerato fondamentale l\u2019aspetto visivo del fumetto sin dalle sue primissime battute.<\/strong><\/p>\n

Si passa quindi alla fase di sceneggiatura<\/strong>: attenzione, non \u00e8 solo una questione che riguarda gli autori che lavorano in team (sceneggiatore-disegnatore-inchiostratore-colorista ecc\u2026) ma anche di chi, autore completo, fa tutto da s\u00e9. Per realizzare il suo Dark Knight Return, Frank Miller per esempio ha prima realizzato una sceneggiatura completa e dettagliata di quello che avrebbe disegnato. Altri autori seguono altri metodi (come descritto nel prologo a “From Script to Panel” QUI<\/a>) ma la pianificazione dell\u2019intera storia \u00e8 fondamentale nell\u2019economia della gestione della stessa<\/strong>.
\nQuando si passa alla sceneggiatura, le cose si fanno pi\u00f9 complesse: nel fumetto americano, ad esempio non c\u2019\u00e8 un formato universale per la sceneggiatura e la maggior parte degli script si divide sostanzialmente in due categorie: il Full Script e il Marvel Style.<\/strong><\/p>\n

Nel caso del Full Script<\/strong>:<\/p>\n

\u201cTutte le pagine del fumetto e le vignette sono descritte chiaramente e una prima stesura della narrazione e dei dialoghi \u00e8 inclusa”<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Il Marvel Style<\/strong> invece prevede:<\/p>\n

\u201cUna pagina o una pagina e mezza con la descrizione della storia dell’albo. L’artista la sceneggia in pagine e vignette portandola alle venti-e-rotte pagine di storytelling. Quando i disegni sono finiti, lo scrittore passa a inserire i dialoghi”<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Questo metodo, brevettato e portato avanti da Stan Lee all\u2019alba della Marvel Comics<\/strong>, ha il grande vantaggio di offrire una narrazione per immagini significativamente efficace:<\/strong> tutto il lavoro di visualizzazione e di regia finisce infatti in mano a quello che \u00e8 il vero esperto in materia. Nel caso di Stan Lee \u00e8 poi doppiamente vantaggioso: Stanley Lieber (questo il suo vero nome) infatti ha ben altra considerazione di s\u00e9, si reputa uno scrittore di romanzi prestato temporaneamente al fumetto – tant’\u00e8 che crea ad hoc il suo nome d\u2019arte per non \u201crovinare\u201d il suo vero nome associandolo ai fumetti – e in quanto tale non \u00e8 particolarmente versato nella scrittura per immagini. Non meno importante \u00e8 il team di disegnatori con i quali si trova a lavorare: Jack Kirby, Steve Ditko, Bill Everett, Al Williamson<\/strong>\u2026 artisti che si sono fatti le ossa sulla produzione a fumetti, massiccia e dai ritmi paragonabili a quelli delle catene di montaggio, della golden age, su sceneggiature spesso esigue o inesistenti.
\nSi guardi ad esempio questo script per New Heroic Comics #84<\/em><\/strong> (Famous Funny Publications – Giugno 1953<\/em>)<\/p>\n