{"id":47,"date":"2017-10-11T16:21:31","date_gmt":"2017-10-11T14:21:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/?p=47"},"modified":"2017-10-17T17:54:34","modified_gmt":"2017-10-17T15:54:34","slug":"3-2-1-azione-non-si-sfugge-agli-anni-90","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comicscalling\/3-2-1-azione-non-si-sfugge-agli-anni-90\/","title":{"rendered":"3, 2, 1… Azione! Non si sfugge agli anni ’90"},"content":{"rendered":"

Comincia qui Comics Calling<\/strong>. Potrei stare a spiegarvi tutti i miei fantastici piani su questo nuovo Blog all’interno de Lo Spazio Bianco ma, conoscendomi, so gi\u00e0 che li smentirei tutti in maniera goffa e imbarazzante. Per cui partiamo subito in quarta o, come direbbe il buon Ren\u00e9 Ferretti “alla c…”<\/em><\/p>\n

—————————————————————————————————————————————–<\/p>\n

Circa sette mesi fa Warren Ellis<\/strong> si \u00e8 preso sulle spalle il difficile compito di rinnovare il marchio Wildstorm<\/strong><\/em>, operazione tentata pi\u00f9 volte in passato anche tramite l’integrazione dei personaggi WS nell’universo DC. Come sta procedendo?<\/p>\n

Una premessa:<\/p>\n

I fumetti di supereroi sono fumetti d’azione.<\/strong>
\nSi possono sollevare eccezioni, fare distinguo e portare avanti esempi eccellenti di come alcuni autori abbiano fatto anche altro ma alla fin fine siamo sempre di fronte a questa forma di intrattenimento.<\/p>\n

Ovviamente negli anni il modo di rappresentare l’azione \u00e8 cambiato ed \u00e8 stato declinato con mille sfumature differenti da centinaia di autori. L’intenzione dell’excursus qui sotto \u00e8 quella di vedere cosa \u00e8 rimasto di un modo di intendere il fumetto che negli anni 90 ha messo l’azione al centro di tutto<\/strong>.<\/p>\n

“…i fumetti Image cominciarono a somigliare a cataloghi di pin-up. Liefeld svilupp\u00f2 uno stile narrativo ipercinetico per cui nuovi supergruppi erano introdotti quasi a ogni doppia pagina […] i supereroi della Image guidavano l’orda urlante in modo pittoresco, perennemente ringhianti e con occhi stretti a fessura […] galoppavano in passaggi artistici assurdamente non naturalistici, guizzando con muscoli in mostra e atteggiamenti steroidei. […] con il suo cappello da baseball e la sua candida passione per la cultura trash, Liefeld era portavoce di una nuova generazione di ragazzini americani […] appartenevano alla generazione X […] l’entusiastico e arrogante dilettantismo di Liefeld infiamm\u00f2 una generazione di giovani disegnatori. Se Rob riusciva a cavarsela con personaggi vagamente originali, una tormenta di linee tratteggiate, gambe muscolose che si assottigliavano in minuscoli piedi a cacciavite e un’innumerevole serie di nuovi muscoli inventati anche solo per un avambraccio, allora poteva farcela chiunque. Tutti lo prendevano in giro ma il suo era uno stile personale” (Grant Morrison – Supergods<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n

Quanto scritto da Grant Morrison<\/strong> qui sopra potrebbe essere una sintesi efficace e corretta nella descrizione di quello che viene comunemente percepito come il fumetto supereroistico anni ’90.<\/p>\n

Tanto s’\u00e8 scritto e detto su Rob Liefeld<\/strong>\u00a0per\u00f2 che vale la pena parlare di altri interpreti di questa filosofia per vedere se e come l’industria del fumetto si sia affrancata da questo modo di intendere il fumetto.<\/p>\n

Cominciamo parlando di chi questo “stile personale” l’ha tradotto al cinema:<\/p>\n