Come nasce questo progetto? <\/strong><\/p>\nVi sono ovviamente numerose versioni a fumetti della Divina Commedia, ma finora nessuna aveva scelto una vera operazione filologica al testo. L\u2019adattamento di Go Nagai, ad esempio, pur senza infedelt\u00e0 palesi, \u00e8 fortemente interpretativa; in molti altri casi, si \u00e8 scelta una linea \u201ccomica\u201d, parodistica. Qui, invece, si \u00e8 voluto procedere con una strettissima adesione al testo di Dante. Questo ha voluto essere il senso dell\u2019operazione.<\/p>\n
Dalla cover, appare la scelta di definirlo \u201cgraphic novel\u201d, categoria oggi predominante nel fumetto librario. Non sarebbe, in realt\u00e0, forse, pi\u00f9 un \u201cpoema a fumetti\u201d (di buzzatiana memoria) piuttosto che un \u201cromanzo a fumetti\u201d?<\/strong><\/p>\nLeggo fumetti dal 1989: mi sono avvicinato al medium col fumetto popolare bonelliano, Martin Mystere e Dylan Dog. Sono al corrente delle polemiche, anche recenti, sul tema, ma nel nostro caso la scelta di chiamarlo \u201cgraphic novel\u201d nasce dal fatto che, effettivamente, lo \u00e8, e che \u00e8 l\u2019etichetta giusta per presentarlo. Ma non avrei alcun problema a definirlo fumetto, anzi!<\/p>\n
Come \u00e8 avvenuta la scelta dei canti? In linea di massima, si intuiscono essere quelli pi\u00f9 celebri, ma c\u2019\u00e8 stato qualche ragionamento particolare nella selezione?<\/strong><\/p>\nLa realizzazione dell\u2019inferno integrale avrebbe richiesto tempi molto lunghi e significativo impiego di risorse, quindi si \u00e8 preferito uscire con una versione snella, pi\u00f9 agile e immediatamente usufruibile, nonch\u00e9 dalla pi\u00f9 semplice ed immediata distribuzione. Vi era inoltre la necessit\u00e0 di realizzare un libro che funzionasse bene sotto il profilo didattico: da qui, la scelta dei canti pi\u00f9 noti e pi\u00f9 visti in ambito scolastico. L\u2019ideale sarebbe una ripresa integrale della Commedia, a cui sto lavorando: cosa che porterebbe a un\u2019opera, nel complesso, di oltre 400 pagine, da dividersi in pi\u00f9 volumi.<\/p>\n
La figurazione della profezia del veltro, oppure di \u201ccolui che per viltade fece il gran rifiuto\u201d decide di non sciogliere il nodo interpretativo nell\u2019interpretazione visiva. Come nasce questa scelta interpretativa?<\/strong><\/p>\n\u00c8 una conseguenza della scelta di una fedelt\u00e0 assoluta al testo. Ci\u00f2 comporta il rifiuto di ogni interpretazione ulteriore degli autori rispetto a quanto scelto da Dante: laddove il testo dantesco lascia l\u2019interpretazione aperta, abbiamo deciso di non \u201cchiuderla\u201d in nessun modo. Da qui la scelta su questi due snodi ed altri passaggi simili nell\u2019opera. In certi punti invece abbiamo fatto attenzione a inserire rimandi precisi, spesso trascurati: Dante infatti \u00e8 effigiato con una corda legata in vita nei canti che precedono il suo incontro con Gerione, quando getta la corda per evocare il mostro, simbolo della frode, che li guider\u00e0 nei livelli pi\u00f9 bassi dell\u2019inferno. E, dato che egli cita in questo caso di aver estratto la corda contro la lonza durante il suo incontro con le sue fiere, questo gesto \u00e8 rappresentato in questo passaggio.<\/p>\n
Da dove nasce l\u2019idea di usare il termine \u201cpusillanimi\u201d per indicare gli ignavi?<\/strong><\/p>\nDante non usa in verit\u00e0 mai il termine nella sua opera, come espressamente detto nell\u2019enciclopedia dantesca s.v. ignavi, si tratta con ogni probabilit\u00e0 di una incrostazione prodotta dalla critica dantesca successiva. Essi sono invece descritti come vili nel loro rifiuto di ogni scelta, e da qui pu\u00f2 essere una buona sintesi quella di \u201cpusillanimi\u201d, che ha appunto tale significato, stando anche all\u2019etimologia latina.<\/p>\n
Quale edizione della Divina Commedia hai scelto come traccia per il presente adattamento?<\/strong><\/p>\nPrincipalmente, seguo l\u2019edizione Bosco-Reggio, integrata con quella recente della Zanichelli. In ogni caso, sui passaggi dubbi decido io.<\/p>\n
Firenze appare pi\u00f9 volte identificata con la cupola quattrocentesca del Brunelleschi, non ancora compiuta al tempo. Vuol essere un rimando alla valenza \u201cprofetica\u201d delle rivelazioni dantesche?<\/strong><\/p>\nCome molti aspetti della parte visiva, \u00e8 una scelta del disegnatore. Diciamo che, trattandosi di una proiezione nel futuro confusa e non lineare, come sono sempre le profezie dei dannati degli inferi, questa scelta appare legittima.<\/p>\n
Nel Canto VI \u2013 I Golosi: Cerbero, al pari delle tre fiere, appare con bocca e occhi fiammeggianti. Il parallelismo \u00e8 voluto?<\/strong><\/p>\nCerbero in verit\u00e0 non sarebbe un cane, ma un demone: \u201ccaninamente latra\u201d, nel senso che abbaia come un cane, e dunque non lo \u00e8. La scelta \u00e8 stata caldeggiata dal disegnatore, ma nel complesso \u00e8 ragionevole come rimando al Cerbero virgiliano. Se vogliamo, ad esempio, anche Caronte \u00e8 effigiato col mantello, che in Dante non \u00e8 citato, ma \u00e8 presente in Virgilio.<\/p>\n
A tratti, nella figurazione dei personaggi, sembra esservi un segno \u201csupereroico\u201d, nella muscolarit\u00e0 dei personaggi, nell\u2019epicit\u00e0 delle scene. \u00c8 un voluto richiamo al \u201cgrande genere\u201d del fumetto?<\/strong><\/p>\nDevo dire che per le scelte relative al disegno ho lasciato piena autonomia al disegnatore, Ernesto Carbonetti. Su quello che riguardava la filologia dell\u2019adattamento, ha sempre dovuto prevalere la fedelt\u00e0 a Dante, che io mi sono curato di garantire. Ma su quello che \u00e8 interpretazione artistica ritengo sia giusto lasciare la massima libert\u00e0 possibile all\u2019autore dei disegni, che in questo caso \u00e8 un artista di altissima qualit\u00e0. Ci conoscevamo fin dall\u2019et\u00e0 giovanile, ci siamo reincontrati in tempi recenti e sono rimasto colpito dalla potenza del suo tratto; cos\u00ec \u00e8 nata l\u2019idea di realizzare quest\u2019opera. In effetti alcuni personaggi hanno solitamente una figurazione meno muscolare, ma nell\u2019interpretazione di Virgilio e Caronte, ad esempio, sono stato concorde nel dare enfasi alla loro presenza corporea, classica, potente. Il modello di Dante, invece, \u00e8 stato Adrien Brody, l\u2019attore de \u201cIl Pianista\u201d.<\/p>\n
Quali saranno gli eventuali futuri sviluppi \u2013 se ve ne sono \u2013 di questo progetto?<\/strong><\/p>\nCome accennato prima, ipotizzo un edizione integrale dell\u2019opera. Attualmente sto lavorando sul Purgatorio. L\u2019inferno potrebbe essere pubblicato in forma integrale in tre volumi, i primi due di circa 110 pagine, pi\u00f9 un terzo volume in due tomi da 100 pagine ciascuno, in modo di arrivare alle circa 430 totali previste. Anche il Purgatorio potrebbe essere diviso in pi\u00f9 volumi, con l\u2019antipurgatorio, il purgatorio vero e proprio, magari in due o tre tomi e l\u2019Eden, ad esempio.<\/p>\n
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Intervista a Ernesto Carbonetti, disegnatore dell\u2019opera.<\/em><\/strong><\/p>\n <\/p>\n
La copertina del volume ha un impatto \u201conirico\u201d, con Dante sovrapposto a s\u00e8 stesso e uno sfondo con un turbinio indistinto di demoni. Come nasce questa scelta? (a margine: si riconosce, abbastanza chiaramente, un insetto stilizzato in basso a sinistra. Ha un significato?)<\/strong><\/p>\nVolevo restituire un ambiente “colorato” ma allo stesso tempo che “incutisse timore”, (sfida non facile con cui mi sono dovuto conforntare per tutto l’albo), cosa per cui ad esempio, l’insetto, che pure c’\u00e8 nell’episodio degli ignavi, poteva fungere benissimo. Potevo scegliere una strada pi\u00f9 “dark”, ma non avremmo avuto quella “botta di colore” con quel carattere “pop” che ultimamente mi piace infondere alle cose che faccio.<\/p>\n
Il montaggio della tavola \u00e8 molto interessante, eclettico rispetto alla tradizione italiana anche \u201caggiornata\u201d. Nell\u2019impostazione grafica ricorda molto certe soluzioni della Vertigo, specie il Sandman di Neil Gaiman, anche per il gusto<\/strong> pittorico dei disegni, ma anche per la composizione estremamente mossa e ricca di inserti \u201cpreziosi\u201d (cornicette medievaleggianti, cartigli). Come nasce questa scelta?<\/strong><\/p>\nSemplicemente volevo essere poco ripetitivo, cosa a cui va ovviamente aggiunto il mio amore per i fumetti americani, e nello stesso tempo cercare di essere vagamente “artistico”…se ci sono riuscito o meno saranno i lettori a giudicare (spero). Inoltre ho cercato di dare una patina “antica” al lavoro, sporcando qua e l\u00e0 i disegni o aggiungendo gli orpelli a cui facevi riferimento.<\/p>\n
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Si possono leggere anche alcuni tratti \u201cmilleriani\u201d, soprattutto il Miller di \u2018300: scene in controluce (vedi ad es. P.65) come gi\u00e0 in Sin City, corpi muscolosi, prevalenza di bianco, rosso e nero (ovviamente coerenti con Dante). Vi \u00e8 una connessione o \u00e8 una convergenza casuale?<\/strong><\/p>\nDirei una bugia se affermassi il contrario, ma credo di amare di pi\u00f9 il Miller cinematografico che quello fumettistico. La scelta geniale di Miller \u00e8 stata quella, comunque, di semplificare il disegno guadagnando in leggibilit\u00e0. Pensavo che questo artificio si potesse sposare bene con un fumetto che \u00e8 molto basato sui dialoghi, per non annoiare il lettore con “millemila” particolari disegnati ad ogni vignetta.<\/p>\n
La closure tra vignette sovente \u2013 come nel fumetto nipponico e orientale in genere \u2013 non fa progredire la narrazione, ma indaga un gioco di sguardi tra i personaggi, o la loro posizione in un momento icastico. Da dove deriva tale scelta?<\/strong><\/p>\nDovevo fornire al lettore le emozioni dei personaggi, per evitare che potessero essere evinte solo dal testo… mi hanno sempre ripetuto che un buon fumetto si legge anche senza baloon, e questa era l’occasione per provare a dimostrarlo (riuscirci \u00e8 un altro discorso).<\/p>\n
L\u2019inquadratura dei personaggi risulta spesso potentemente angolata, con frequenti tagli inusuali, dal basso all\u2019alto o viceversa, e comunque scaleni rispetto ai comuni tagli \u201chollywoodiani\u201d recepiti dai fumetti anche italiani. \u00c8 una scelta intenzionale o una semplice esigenza di variet\u00e0?<\/strong><\/p>\nDiciamo che tutta l’opera \u00e8 pervasa da una certa “epicit\u00e0” che non poteva rimanere nel cassetto, per cui ho cercato di adeguarmi come non mai. Disegnare le persone dal basso o dall’alto, poi, \u00e8 davvero interessante, mai scontato.<\/p>\n
Molto bella la figurazione della Porta degli Inferi, che (una volta valicata) si apre su una sorta di corridoio di scritte, geroglifiche e di altro segno. Quale ne \u00e8 la valenza simbolica?<\/strong><\/p>\nIn quella parte dell’Inferno, tra lamenti e grida, si sentono parlare varie lingue ed era molto difficile rendere la cosa coi baloon, per cui mi sono inventato una specie di percorso virtuale con “tutte le lingue del mondo”, una sorta di matrix dantesco.<\/p>\n
A p.97 il montaggio ricorda De Luca, come anche prima, la narrazione di fatti storici tramite vetrate. \u00c8 un rimando voluto?<\/strong><\/p>\nHo sempre pensato che una buona storia debba progredire in avanti, non ho mai amato molto i flashback, ma l’Inferno \u00e8 l’apoteosi, il festival di tale espediente, per cui ho dovuto pensare a un trucchetto grafico che differisse dal resto della narrazione, come a fermare delle istantanee dipinte.<\/p>\n
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Non mi resta che ringraziare Cristiano Zuccarini ed Ernesto Carbonetti per la disponibilit\u00e0 dimostrata, e invitarvi ad addentrarvi nella selva oscura in questa sua nuova, potente e fedele interpretazione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cristiano Zuccarini ed Ernesto Carbonetti hanno realizzato per le Edizioni Il Viandante un innovativo adattamento dell’Inferno di Dante Alighieri che mette al centro un rispetto filologico accurato del testo originario dantesco. Il risultato \u00e8 particolarmente interessante…<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":992,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il Dante filologico di Zuccarini e Carbonetti - Come un romanzo","description":"Cristiano Zuccarini ed Ernesto Carbonetti hanno realizzato per le Edizioni Il Viandante un innovativo adattamento dell'Inferno di Dante Alighieri che mette al c"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[180,32,181],"class_list":["post-988","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-cristiano-zuccarini","tag-dante-alighieri","tag-ernesto-carbonetti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=988"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/988\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}