{"id":983,"date":"2019-10-07T18:44:59","date_gmt":"2019-10-07T16:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=983"},"modified":"2019-10-15T21:39:50","modified_gmt":"2019-10-15T19:39:50","slug":"rsdivg-il-muro-del-pianto-di-recchioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/rsdivg-il-muro-del-pianto-di-recchioni\/","title":{"rendered":"RSDIVG: il muro del pianto di Recchioni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-985\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/10\/A.jpg\" alt=\"RSDIVG\" width=\"291\" height=\"432\" \/><\/p>\n<p>RSDIVG di Roberto Recchioni \u00e8 un canto dolente alla romanit\u00e0, sospeso tra un ritmo ultramoderno e pi\u00f9 letteratura di quanto possa apparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>S&#8217;i&#8217; fosse foco, arderei &#8216;l mondo<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse vento, lo tempesterei<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse acqua, \u00ec&#8217; l&#8217;annegherei<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse Dio, mandereil &#8216;en profondo.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse papa, sar\u00e8 allor giocondo<\/em><br \/>\n<em>Che tutt&#8217;i cristiani imbrigherei<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse &#8216;mperator, sa che farei?<\/em><br \/>\n<em>A tutti mozzerei lo capo a tondo.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse morte, andarei da mio padre<\/em><br \/>\n<em>S&#8217;i&#8217; fosse vita, fuggirei da lui<\/em><br \/>\n<em>Similmente faria da mi&#8217; madre.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>S&#8217;i&#8217; fosse Cecco, come sono e fui<\/em><br \/>\n<em>Torrei le donne giovani e leggiadre<\/em><br \/>\n<em>E vecchie e laide lassarei altrui.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Cecco Angiolieri)<\/p>\n<p>Su questo blog de Lo Spazio Bianco mi occupo del rapporto tra fumetto e letteratura: dopo una prima fase dedicata al tema pi\u00f9 ovvio degli adattamenti letterari a fumetto, mi sono concentrato su casi pi\u00f9 particolari di questo rapporto. Un esempio era stato, appunto, l&#8217;uscita di un primo romanzo a fumetti di <strong>Roberto Recchioni<\/strong> a inaugurare la collana Feltrinelli Comics, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/principio-della-ragione\/\"><strong>La fine della ragione<\/strong><\/a>: con la nuova collana si era, oltre il resto, consolidata la scelta ormai evidente degli editori tradizionali in favore di una sempre maggiore presenza del fumetto in libreria.<\/p>\n<p>Il trend \u00e8 proseguito e ora Recchioni pubblica un nuovo romanzo a fumetti, <strong>&#8220;Roma sar\u00e0 distrutta in un giorno&#8221;<\/strong> o in sigla RSDIVG (con tanto di carattere romano per la U maiuscola), che rovescia il noto detto americano divenuto anche una canzone pop di qualche anno fa, <strong>&#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FLGJXbl6g8o\">Rome wasn&#8217;t built in a day<\/a>&#8220;<\/strong>.<\/p>\n<p>Il precedente romanzo dell&#8217;autore romano era, come avevo scritto, un tentativo azzeccato di adattare lo stile del pamphlet illuministico alla nuova epoca e al medium fumettistico. Qui l&#8217;operazione \u00e8 diversa, e per molti versi pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p><strong>Il muro del canto<\/strong><\/p>\n<p>Come evidenziato fin dai credits di copertina, l&#8217;opera nasce da una collaborazione con <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_Muro_del_Canto\"><strong>Il muro del canto<\/strong><\/a>, gruppo musicale romano nato nel 2010 che fonde la tradizione dei canti popolari con influssi moderni di tipo rock. Nell&#8217;opera, sono presenti i testi di tre loro canzoni, fuse in modo armonico con il testo dell&#8217;opera: <em>Roma Maledetta<\/em> in apertura del primo capitolo, <em>Domenica a pranzo da tu madre<\/em> al centro, al quarto, <em>So&#8217; morto per sbajo<\/em> in chiusura dell&#8217;ottavo, l&#8217;ultimo. L&#8217;effetto non \u00e8 quello di un riferimento musicale magari azzeccato ma comunque elemento &#8220;esterno&#8221; all&#8217;opera, nella forma della citazione o della &#8220;colonna sonora implicita&#8221; secondo le modalit\u00e0, ad esempio di Sclavi. No, le liriche delle canzoni si fondono nell&#8217;opera divenendone una efficace didascalia, dando particolare rilievo alla valenza poetica del gruppo cantautorale. La prima \u00e8 una sintesi del complesso alternarsi di splendore e degrado della Roma maledetta prima della catartica distruzione: la seconda diviene una delle vicende degli abitanti tramite cui \u00e8 letta la distruzione del mostro, l&#8217;ultima pu\u00f2 essere un efficace epitaffio per tutti loro.<\/p>\n<p>La collaborazione \u00e8 certo cercata da Recchioni per tangenze forti, in certi punti fino all&#8217;idem sentire, sull&#8217;identit\u00e0 romana: ma anche il nome del gruppo risuona perfettamente il senso dell&#8217;opera: tutto il fumetto \u00e8 infatti un &#8220;muro del pianto&#8221;, un canto funebre per il &#8220;tempio&#8221; di Roma distrutto oltre ogni possibilit\u00e0 di edificazione (almeno apparentemente: ridotta a rovina, Roma \u00e8 per\u00f2 in s\u00e9 stessa rovina e vestigia, e quindi destinata a sopravvivere ad ogni destino avverso).<\/p>\n<p>La cover, efficacemente iconica, associa il Colosseo (anch&#8217;esso parzialmente gi\u00e0 una rovina, del resto) e il mostruoso Kaiju giunto a distruggere la citt\u00e0 (non a caso, Nerone: e il Colosseo &#8211; landmark di Roma &#8211; prendeva il nome dalla statua colossale dell&#8217;imperatore ritenuto l&#8217;anticristo, il 666, dall&#8217;Apocalisse cristiana).<\/p>\n<p>Un demone cornuto dall&#8217;ossea parvenza di morte, per una storia cupissima e in fondo &#8211; al primo livello &#8211; semplice, lineare e ineluttabile. Come da tradizione nipponica, un Kajiu giunge a Roma, e la distrugge, complice l&#8217;inefficienza del governo italiano (come, similmente, nella tradizione giapponese l&#8217;avvento dei mostruosi Oni mette in luce l&#8217;incapacit\u00e0 del ceto dirigente nipponico: zelante ma burocratico fino al bizantinismo questo, delirante nella sua inettitudine da bassissimo impero quello italiano nella visione di Recchioni &#8211; ardua da contestare, del resto).<\/p>\n<p>Il Colosseo \u00e8 anche figurato &#8211; con una delle immagini pi\u00f9 potenti &#8211; come una macabra corona in testa a un teschio, nuova connessione al mortifero Nerone, e simbolo di una Roma preda, dopo la fine della sua et\u00e0 aurea, delle voglie di un potere avido e stolido al tempo stesso, che la brama ma non sa capirla e reggerne il peso.<\/p>\n<p><strong>Pasolini<\/strong><\/p>\n<p>La efficace premessa storica sui testi della canzone Roma Maledetta porta a un omaggio obliquo, sotto il profilo letterario, a Pasolini. Un nume tutelare importante per tutta la letteratura romana (e non solo), ma anche per Recchioni, che ha fatto scontrare il suo <strong>Pietro Battaglia<\/strong> (altra indagine sull&#8217;anima nera di una nazione, ma con un particolare sguardo alle cose romane) con l&#8217;autore, in <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/2017\/08\/battaglia-ragazzi-di-morte.html?q=pasolini\"><strong>Ragazzi di morte<\/strong><\/a>. Battaglia, del resto, fu il mentore dei &#8220;Mostri di Roma&#8221; di <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/search?q=caput+mundi\"><strong>Caput Mundi<\/strong><\/a>, che continua ancor oggi la sua avventura editoriale.<\/p>\n<p>Fin da subito Recchioni dichiara un segno visivo improntato a un fortissimo impatto visivo: la splash page costituisce non la parca eccezione, come nel fumetto italiano (e il pi\u00f9 recente!), ma la norma, la struttura base del narrare. Il formato, in ogni caso, \u00e8 quello della griglia larga del pocket italiano (omaggiato anche in una serie di Battaglia, prima del ritorno al formato quaderno), non a caso quello del noir erotico e poliziesco, un fumetto ritenuto sordido nei &#8217;60 che furono la sua era di gloria, ma in grado di scavare a fondo le contraddizioni dell&#8217;Italia nell&#8217;esplosione del boom (cui seguirono presto altre bombe). Una griglia a quattro vignette massimo, 2X2, ma pi\u00f9 usualmente due o tre vignette, secondo una semplificazione dello schema &#8220;a mattoncino&#8221; codificato dalla Bonelli sul 2&#215;3.<\/p>\n<p>Recchioni si \u00e8 impadronito bene del formato (su cui, oltre Battaglia &#8211; come curatore &#8211; ha ragionato proprio ne &#8220;La fine della ragione&#8221;, in modo meno esplicito) e, complice un formato librario pi\u00f9 ampio del fumetto tascabile, oltre al colore (impensabile nei neri da edicola sixties-style), l&#8217;alta qualit\u00e0 della carta e della stampa, raggiunge l&#8217;apice dell&#8217;effetto studiato, che crediamo intenzionale. L&#8217;opera \u00e8 &#8220;autoriale&#8221;, nell&#8217;adozione di un segno iconico, asciutto ma anche pittorico negli efficaci effetti sfumati: ma anche popolare nella suggestione del formato e del ritmo.<\/p>\n<p><strong>Bulgakov<\/strong><\/p>\n<p>La cartina di Roma scandisce il progredire del mostro, con ineluttabile luttuosit\u00e0. Dopo il rimando pasoliniano gi\u00e0 insito nel testo musicale citato, la citazione letteraria pi\u00f9 evidente, nel terzo capitolo, \u00e8 quella fornita in anteprima su Fumettologica (vedi <a href=\"https:\/\/www.fumettologica.it\/2019\/10\/roma-sara-distrutta-in-un-giorno-recchioni\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>). Il romanzo letto dalla protagonista del capitolo non \u00e8 certo casuale: <strong>&#8220;Il maestro e Margherita&#8221; di Bulgakov<\/strong> \u00e8 il romanzo maledetto del sistema sovietico, composto tra il 1928 e il 1940, anno della morte dell&#8217;autore, e non pubblicato fino alla sua fortunosa esportazione in Occidente nel 1967.<\/p>\n<p>L&#8217;explicit del romanzo, citato come chiusura del capitolo, sottolinea il parallelismo con quanto Recchioni va narrando: come quell&#8217;opera prefigura la crisi del sistema sovietico allora all&#8217;apice della sua insorgente potenza, disegnando la crepa lungo cui la maceria si ritaglier\u00e0, quest&#8217;opera di Recchioni mostra &#8220;la conclusione dell&#8217;opera&#8221;: ovvero il franare dei tronconi ormai sul punto di sfracellarsi al suolo nell&#8217;edificio della Civitas (in ampio senso) italica in questo momento storico. L&#8217;insistita e quasi didascalica sottolineatura dell&#8217;amore di Lucia per i grandi romanzi dell&#8217;Ottocento, se conosciamo un certo gusto beffardo dell&#8217;autore, \u00e8 anche una sottile provocazione verso suoi eventuali detrattori, quasi a rendere ancor pi\u00f9 potenzialmente blasfema la citazione (e il parallelo, di per s\u00e9 corretto, che istituisce).<\/p>\n<p>A margine, appare curioso come un epifenomeno dell&#8217;era di decadenza che Recchioni coglie con precisione sia il fatto che la sua opera sia divenuta superata &#8211; nelle sue parti di satira politica &#8211; nel momento stesso in cui viene pubblicata, nonostante il fiuto usuale dell&#8217;autore per la componente di instant book: non tanto negli sfott\u00f2, ormai marginali, alla Raggi (apparsi in parte anche online) o all&#8217;uso di Mentana come sintetico anchorman al modo di Frank Miller: ma nella parte dedicata a un Salvini gi\u00e0 autodistruttosi con una rapidit\u00e0 tale da superare il pi\u00f9 vorace dei Kaiju. Un segno, appunto, del declino della classe politica (un autocannibalismo da cui, come noto, non \u00e8 esente nemmeno la nuova maggioranza, tra l&#8217;altro): la satira al veleno sul Divo Giulio poteva durare mezzo secolo, come i migliori imperatori (magari malvagissimi) della classicit\u00e0 aurea; ora la calata dei barbari offre una teoria desolante di Odoacre qualsiasi, pronti a fracassarsi virtualmente il cranio nel rapido giro di un valzer di sondaggi e decisioni avventate.<\/p>\n<p><strong>Un cupo romanticismo<\/strong><\/p>\n<p>E quindi l&#8217;alternanza di parti cartoonesche (ma, da notare, con uno stile sempre sottilmente diverso, a cogliere il meglio del rapido squarcio di quotidianit\u00e0 melanconica sul procinto di squarciarsi in tragedia) e di parti epiche, in un trionfo di rossi e neri di infernale possanza pittorica, funziona meglio quando si allontana dalla satira, anche sociale, e diviene ipostasi di un attimo, con esattezza. Riuscito \u00e8 infatti il ritratto papale, che ha un sottile debito a Pazienza (sviluppato in piena autonomia) e che non cerca la velenosit\u00e0 del pamphlet, riuscendo quindi pi\u00f9 icastico e distruttivo.<\/p>\n<p>Se nella <em>Fine della Ragione<\/em> Recchioni argomentava con polemico illuminismo, questa \u00e8 un&#8217;opera di esattezza dei sensi e &#8220;de core&#8221;, un <strong>cupo e carnale romanticismo recchioniano,<\/strong> un sofferto, sprezzante, sarcastico inno d&#8217;amore ed odio alla sua citt\u00e0. E anche la causticachiosa finale, che riesce a dare uno slancio di speranza fuso col massimo del cinismo (nel pi\u00f9 pieno della tradizione romana) rimanda, a molti livelli, a una visione viscerale, oltre il puro ragionamento. La distruzione analizzata con freddezza, e in modo pi\u00f9 universale, nell&#8217;opera precedente, qui appare nel suo puro manifestarsi.<\/p>\n<p>&#8220;Ci\u00f2 che non strozza ingrassa&#8221; era anche sapienza romana evocata da <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/search?q=mercurio+loi\"><strong>Mercurio Loi<\/strong><\/a>, opera che &#8211; sottilmente, indirettamente &#8211; ha un suo rapporto quasi simmetrico con questa. Il raffinato labirinto di Bilotta e il &#8220;taglio al nodo di Gordio&#8221; di Recchioni, ai due estremi dello specchio, mostrano al lettore uno scorcio di quella Roma che chi non \u00e8 romano sente usualmente di non poter mai comprendere davvero, tagliato fuori in fondo dal mito vivente che sta al cuore della storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-984 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/10\/RSDIUG_13_29083450-566x800.jpg\" alt=\"rsdivg\" width=\"566\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/10\/RSDIUG_13_29083450-566x800.jpg 566w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/10\/RSDIUG_13_29083450.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Ma la vecchiezza \u00e8 una Roma<\/em><br \/>\n<em>senza burle e senza ciance<\/em><br \/>\n<em>che non prove esige dall\u2019attore<\/em><br \/>\n<em>ma una completa autentica rovina.<\/em><\/p>\n<p>(<a href=\"https:\/\/nonsoloproust.wordpress.com\/2016\/01\/08\/pasternak-majakovskij-e-carmelo-bene\/\"><strong>Boris Pasternak su Majakowskij<\/strong><\/a> nel 1932, Carmelo Bene nel 1980, Andrea Pazienza nel 1987)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RSDIVG di Roberto Recchioni \u00e8 un canto dolente alla romanit\u00e0, sospeso tra un ritmo ultramoderno e pi\u00f9 letteratura di quanto possa apparire.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":986,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"RSDIVG: il muro del pianto di Recchioni - Come un romanzo","description":"RSDIVG di Roberto Recchioni \u00e8 un canto dolente alla romanit\u00e0, sospeso tra un ritmo ultramoderno e pi\u00f9 letteratura di quanto possa apparire."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[82],"class_list":["post-983","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-roberto-recchioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/983\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/986"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}