{"id":882,"date":"2019-07-21T12:13:33","date_gmt":"2019-07-21T10:13:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=882"},"modified":"2024-07-14T15:26:20","modified_gmt":"2024-07-14T13:26:20","slug":"davidmurphy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/davidmurphy\/","title":{"rendered":"David Murphy 911: il turbocapitalismo secondo Recchioni."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-889\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/murphy0.jpg\" alt=\"David Murphy\" width=\"308\" height=\"415\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Con l&#8217;occasione del ritorno in edicola del <strong>David Murphy<\/strong> di <strong>Roberto Recchioni <\/strong>ho avuto modo di riscoprire la prima stagione di quattro numeri in formato bonellide, e finalmente scriverne qualche riga. Avevo immaginato di scriverne sul mio blog personale, <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/\"><strong>Barberist<\/strong><\/a>, dato che qui tratto di interrelazioni tra fumetto e letteratura: ma stendendo la recensione mi sono accorto che, se all&#8217;apparenza David Murphy \u00e8 un fumetto ed un eroe di pura azione, sotto questa patina c&#8217;\u00e8 non solo una struttura piuttosto intricata, ma rimandi precisi a testi anche piuttosto complessi.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-883\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/murphy.jpg\" alt=\"David Murphy\" width=\"267\" height=\"388\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Il David Murphy del titolo rimanda, come abbastanza noto, alla legge di Murphy, quella teorizzata, pare, da <strong>Edward Aloysius Murphy<\/strong>, e poi raccolta da <strong>Arthur Bloch<\/strong> in un aureo libretto del 1977 (con vari seguiti) che raccoglie numerose leggi simili, basate su un certo umorismo aziendale ispirato a un realistico pessimismo.<\/span><\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 colpito da una ambigua maledizione cinese, &#8220;possa tu vivere in tempi interessanti&#8221;, che lo mette al centro di ogni tipo di catastrofe immaginabile. E da questo deriva l&#8217;elemento action della narrazione: il protagonista ha un aspetto vagamente ispirato al <strong>Jack Bauer di &#8220;24&#8221;<\/strong> (2001-2010), serie spionistica allora sulla cresta dell&#8217;onda, e come in &#8220;24&#8221; il tema conduttore \u00e8 quello del terrorismo, la grande paranoia degli anni 2000 tutt&#8217;altro che scemata oggi (ma, in qualche modo, divenuta un elemento del panorama).<\/p>\n<p>Il riferimento a &#8220;24&#8221; funziona anche in un secondo senso: la sperimentalit\u00e0 narrativa. Nel caso di &#8220;24&#8221;, come noto, \u00e8 la rappresentazione degli eventi in tempo reale, con la rappresentazione di ventiquattr&#8217;ore cruciali. Nel caso di Murphy, invece, abbiamo un uso piuttosto radicale dell&#8217;inizio <em>in medias res<\/em> e dell&#8217;alternarsi di <em>flashback<\/em> e <em>flashforward<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Si comincia con una alternanza molto netta nei primi due numeri, che introducono rispettivamente protagonista e antagonista; il terzo vede un &#8220;effetto cornice&#8221;: a fine storia si narra tutto il ritorno al passato e poi si torna al presente (una modalit\u00e0 pi\u00f9 classica). L&#8217;ultimo capitolo rinuncia a tale tecnica per una narrazione lineare: la conclusione dell&#8217;arco narrativo \u00e8 indubbiamente l&#8217;ambito in cui sarebbe stato pi\u00f9 complesso da applicare, ma avrebbe mantenuto la coerenza stilistica del gioco di bravura, evidente soprattutto nelle prime due storie.<\/span><\/p>\n<p>Il gioco dei flashback fa pensare naturalmente alla prima stagione di un&#8217;altra serie degli anni 2000, <strong>&#8220;Lost&#8221;,<\/strong> dove tale tecnica era centrale, segmentando l&#8217;episodio in due: <em>prima<\/em> il presente del personaggio sull&#8217;isola, <em>poi<\/em> il suo passato che spiegava alcuni elementi del suo comportamento. L&#8217;uso di uno stile intrecciato da parte di Recchioni rende nei primi due numeri il gioco d&#8217;incastro pi\u00f9 complesso (va notato che l&#8217;autore sceglier\u00e0 poi il meccanismo del flashback &#8220;semplice&#8221; per la prima stagione della sua serie bonelliana, <strong>&#8220;Orfani&#8221;<\/strong>). Questo aspetto dell&#8217;opera \u00e8 molto marcato, con l&#8217;adozione di una tavola a fondo nero per le sequenze del passato, che lo rende vistoso perfino guardando la costola dell&#8217;albo.<\/p>\n<p>&#8220;Lost&#8221; si ricollega anche al tema centrale di David Murphy, quello delle cospirazioni (che, tra l&#8217;altro, torna anche in &#8220;Orfani&#8221;&#8230;): ma in Murphy la questione \u00e8 affrontata molto pi\u00f9 di petto, e se quel 911 \u00e8 il numero delle emergenze nei telefoni americani, come arcinoto, \u00e8 evidente che tra le righe si strizzi l&#8217;occhio anche al <strong>9-11,<\/strong> l&#8217;attentato alle Torri Gemelle che ha inaugurato e segnato la storia del terzo millennio, almeno finora.<\/p>\n<p>Il primo episodio inizia infatti con un dirottamento aereo terroristico, e si chiuder\u00e0 col crollo di una torre-grattacielo: ma, soprattutto, fin da questo numero si intuisce che i servizi segreti &#8220;deviati&#8221; americani sono dietro a tutto quanto. Murphy \u00e8 un vigile del fuoco: gli eroi dell&#8217;11 settembre, che hanno sacrificato le loro vite per salvare le vittime dell&#8217;attentato.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-885 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/friedman1.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"396\" \/><br \/>\nE a questo si conduce la principale citazione &#8220;alta&#8221; della serie, quella (ipercritica) di <strong>Milton Friedman<\/strong> (1912-2006), da poco scomparso all&#8217;epoca della pubblicazione dell&#8217;opera (ma con un espediente Recchioni lo rende personaggio della stessa). L&#8217;economista aveva avviato la produzione saggistica\u00a0 pi\u00f9 specialistica gi\u00e0 negli anni &#8217;50, ma una sorta di manifesto teorico del liberismo americano moderno \u00e8 &#8220;Capitalism and freedom&#8221; (1962), in cui si collegano inestricabilmente sistema capitalistico e libert\u00e0.\u00a0 Anche all&#8217;interno di questo sistema, Friedman rappresenta la &#8220;destra economica&#8221;: egli infatti \u00e8 contrario alla politica inflazionistica, e quindi alle misure keynesiane (di John Maynard Keynes) che erano state usate, ad esempio, nella crisi del 1929.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-884 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/friedman.jpg\" alt=\"David Murphy\" width=\"328\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Nobel dell&#8217;economia nel 1976, le sue teorie economiche influenzeranno in modo determinante <strong>Reagan e Tatcher<\/strong>, i due pilastri del capitalismo angloamericano degli anni &#8217;80 (e anche loro fanno un cameo nell&#8217;opera): il saggio ideologico di quegli anni \u00e8 &#8220;Free to choose&#8221;, in collaborazione con la moglie, dove torna sul tema.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Curioso notare che, se il Nobel a Friedman \u00e8 del 1976, le leggi di Murphy escano nel 1977. Non \u00e8 probabilmente casuale per Recchioni aver voluto associare, nella sua feroce satira del capitalismo contemporaneo, il suo massimo teorico e la critica bonaria delle grandi organizzazioni aziendali, molto vicine temporalmente.<\/span><\/p>\n<p>Molto significativo appare il fatto che il figlio, <strong>David Friedman<\/strong>, abbia evoluto il suo pensiero in modo ancora pi\u00f9 radicale, giungendo all&#8217;anarco-capitalismo, per il quale lo stato deve disciogliersi in favore del puro libero mercato (tale tesi, naturalmente sgradita al &#8220;deep state&#8221; e al senso comune dell&#8217;elettorato di centrodestra, ne ha causato la meno stretta connessione con i frontman del liberismo globale rispetto al padre).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-887 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/1973.png\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"334\" \/><span style=\"font-size: x-large;\">L&#8217;opera in cui tutto questo \u00e8 evidente \u00e8 <strong>&#8220;The machinery of freedom&#8221; (1973)<\/strong>; ma ai fini del nostro racconto appare interessante che il protagonista prenda il nome di David. Murphy &#8211; che lo combatte &#8211; \u00e8 in qualche modo &#8220;il figlio di Friedman&#8221;, ovvero si muove in un sistema totalmente plasmato dall&#8217;interpretazione del suo antagonista.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-886 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/2007.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"412\" \/><span style=\"font-size: x-large;\">Come detto, Recchioni \u00e8 qui fortemente critico contro la visione friedmaniana: per la sua decostruzione, riprende il saggio della grande polemista del liberismo anni 2000, <strong>Naomi Klein<\/strong>. L&#8217;autrice di No Logo, che aveva ispirato il movimento No Global (poi affondato sotto le ceneri dell&#8217;11 settembre&#8230;), nel 2007 aveva composto &#8220;The Shock Doctrine&#8221;. In esso esplora il concetto di &#8220;Shock Economy&#8221;, per cui il turbo-capitalismo, nella sua attuale fase di accelerazione, \u00e8 ghiotto di disastri che consentono una radicale distruzione di sistemi precedenti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Il tutto, ovviamente, all&#8217;alba di una crisi, quella della Lehman Brothers, che avrebbe trascinato con se tutto il mercato drogato dei subprime, portando alla grande crisi sistemica globale i cui effetti perdurano tuttora. La risposta, come si era intuito fin da subito, non sarebbe stata Keynesiana. Recchioni collega i due temi e i due anni chiave, mostrando le connessioni tra 2001 e 2008: se la shock economy \u00e8 linfa vitale per il capitalismo, questo potrebbe limitarsi a non cogliere le occasioni, ma produrle.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Analizzando <em>in primis<\/em> le fonti letterarie dell&#8217;opera (che, come evidenziato, si basa su una saggistica piuttosto ampia e articolata) ho trascurato inevitabilmente il disegno. Va quindi sottolineato come le cover di <strong>Gabriele Dell&#8217;Otto<\/strong> dell&#8217;edizione originaria, con la loro maestosit\u00e0 pittorica, sono fondamentali a evocare fin da subito al lettore l&#8217;iconicit\u00e0 di Murphy come grande eroe d&#8217;azione americano, che viene poi decostruita all&#8217;interno anche grazie al segno di <strong>Matteo Cremona,\u00a0<\/strong>che \u00e8 notevole nel seguire Recchioni su tutti i complessi livelli di narrazione. A un primo livello, l&#8217;azione frenetica, che viene resa con un segno e un montaggio di tavola molto moderni, frequenti splash pages, anche doppie e sempre smarginate, un taglio prevalentemente &#8220;orizzontale&#8221; della tavola, dal gusto cinematografico, ma con frequenti variazioni a imprimere un ritmo frenetico anche sotto il profilo visuale. A un secondo livello, la capacit\u00e0 umoristica nello studio dell&#8217;espressione dei personaggi (pur restando nei canoni del realismo bonelliano) permette di conferire alla storia il valore paradossale e sarcastico che vuole avere. Infine, fondamentale \u00e8 la capacit\u00e0 di vivacizzare, con montaggio ed espressivit\u00e0 dei personaggi, le numerose sequenze di spiegazione, collegate al livello &#8220;economico&#8221; di cui si \u00e8 parlato in questo articolo: rese meno pesanti dall&#8217;alternarsi costante del ritmo, ma comunque spesso ampie e non di facile lettura per il pubblico generico.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-888 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/07\/murphy1.jpg\" alt=\"David Murphy\" width=\"400\" height=\"611\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">In conclusione, letto a posteriori, in David Murphy colpisce la capacit\u00e0 di Recchioni di intuire molto del mondo che si sarebbe profilato: non tanto per chiss\u00e0 quale profezia miracolistica, ovviamente, ma per la capacit\u00e0 di annusare per tempo un mood che all&#8217;epoca non era cos\u00ec facile da cogliere: apparentemente la risposta \u00e8 di sfiducia nell&#8217;iperliberismo, con due mandati (poi deludenti) di Obama su vaghe infatuazioni keynesiane. Poi, ISIS, attentati in Europa, Brexit, Trump segnano un ritorno allo &#8220;spirito del 2001&#8221; che sta spiegando tutt&#8217;ora le sue conseguenze. Una capacit\u00e0 intuitiva che ritorna anche in opere pi\u00f9 recento, come &#8220;La fine della ragione&#8221;, di cui ho trattato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/principio-della-ragione\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Da qui, questo nuovo capitolo della saga, che inizia davanti al famigerato muro col Messico, con un formato e una narrazione pienamente da comic book americano, dove probabilmente si pensa di lanciare questa nuova stagione, disegnata da <strong>Pierluigi Minotti<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>Del resto, David Murphy \u00e8 propriamente anche un super-eroe: in una specie di &#8220;Last Action Hero&#8221; senza parte metanarrativa esplicita, il protagonista ha il dono di non poter essere facilmente distrutto dai mille pericoli in cui si trova immerso, la classica invulnerabilit\u00e0 del protagonista davanti agli Stormtroopers e altre minacce pi\u00f9 serie. Ma il vero potere, di cui si accenna solo nella prima stagione, \u00e8 la sua capacit\u00e0 di stimolare nelle persone atteggiamenti anti-egoistici, spingendoli alla cooperazione al di l\u00e0 del loro stretto interesse materiale: l&#8217;eresia suprema per il capitalismo friedmaniano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;occasione del ritorno in edicola del David Murphy di Roberto Recchioni ho avuto modo di riscoprire la prima stagione di quattro numeri in formato bonellide, e finalmente scriverne qualche riga. Avevo immaginato di scriverne sul mio blog personale, Barberist, dato che qui tratto di interrelazioni tra fumetto e letteratura: ma stendendo la recensione mi sono accorto che, se all&#8217;apparenza David Murphy \u00e8 un fumetto ed un eroe di pura azione, sotto questa patina c&#8217;\u00e8 non solo una struttura piuttosto intricata, ma rimandi precisi a testi anche piuttosto complessi. 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