{"id":834,"date":"2019-06-09T15:57:08","date_gmt":"2019-06-09T13:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=834"},"modified":"2020-01-24T20:53:30","modified_gmt":"2020-01-24T19:53:30","slug":"dottrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/dottrina\/","title":{"rendered":"La Dottrina di Bilotta: risignificare V, da Platone al Futurismo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-836 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/dottrina.jpg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"512\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Mi sono approcciato di recente con grande interesse a La Dottrina, di cui avevo letto i primi due capitoli molto tempo fa, e che ora finalmente, dopo una storia travagliata, giunge a un&#8217;edizione definitiva in questo 2019.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Data l&#8217;attenzione di Bilotta ai simbolismi, non trovo casuale che l&#8217;opera nasca nel centenario della fondazione del partito fascista, nato nel (non troppo) lontano 1919.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">L&#8217;opera infatti, anche grazie al magistrale lavoro di Carmine Di Giandomenico ai disegni, costituisce un implacabile affresco fumettistico sugli orrori del totalitarismo, che in Italia rimanda inevitabilmente al Regime (da noi) per eccellenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Inoltre, l&#8217;opera si pone &#8211; in modo consapevole e intenzionale &#8211; come riscrittura di V for Vendetta, a sua volta riscrittura di 1984. Dal dialogo con questi due testi, Bilotta e Di Giandomenico creano un capolavoro di piena dignit\u00e0 autonoma (e chi mi segue sa quanto sia parco nell&#8217;utilizzare questo termine).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Il 1984 di Orwell nasceva infatti, nel 1948, come riflessione duplice sul totalitarismo, con un Grande Fratello fusione di Hitler e Stalin, in una lotta tra totalitarismi che vede s\u00ec un&#8217;Oceania sotto il tallone del Soc-Ing, il Socialismo Inglese; ma anche la presenza di altri due totalitarismi, di cui quello in Estasia, legato al &#8220;Culto della Morte&#8221;, appare pi\u00f9 &#8220;nero&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-837 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/dottrina2.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Alan Moore, con un&#8217;operazione, presumo, che ha molto del suo penchant per il &#8220;magick&#8221;, oper\u00f2 una riscrittura in due sensi primari (con molti corollari, \u00e8 chiaro):<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">1) Netta evoluzione del totalitarismo comunista in un possibile fascismo futuro (anche se il mondo a pezzi dopo una guerra atomica implica, probabilmente, il perdurare e l&#8217;incancrenirsi anche di totalitarismi socialisti ad Est).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">2) Possibilit\u00e0 del rovesciamento del totalitarismo per tramite di un Eroe; anche se di quest&#8217;eroe viene mostrata tutta la paradossalit\u00e0 brechtiana (&#8220;Beato il popolo che non ha bisogno di eroi.&#8221;). V non \u00e8 in fondo altro che un terrorista, seppure un terrorista &#8220;giustificato&#8221; dall&#8217;atrocit\u00e0 del regime; e sicuramente \u00e8 comunque totalmente folle, sia pure di una follia a suo modo lucida.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\"><br \/>\nBilotta, se seguissimo questo schema (da cui si potrebbe ricavare un quadrato semiotico, con un po&#8217; d&#8217;impegno) riprende l&#8217;elemento del totalitarismo fascista. E se quello di Moore \u00e8 pi\u00f9 un nazismo celtizzante e albionico, il suo \u00e8 proprio un Fascismo futuribile, divenuto per\u00f2 totalitarismo perfetto, privato dei lacci storici della monarchia e della chiesa che lo rallentavano nella sua corsa all&#8217;orrore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-838 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/bigbro.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"607\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Tuttavia, allo stesso tempo, torna pienamente a 1984 per la svolta finale, annullando l&#8217;ottimismo della volont\u00e0 di Moore nel pessimismo orwelliano.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Il tutto, per\u00f2, avviene operando in modo mirabilmente specifico: se Orwell estrapolava dal totalitarismo anni &#8217;40, primariamente sovietico; se Moore aggiornava agli anni &#8217;80 tatcheriani, Bilotta pesca a piene mani dall&#8217;immaginario italico, e il risultato \u00e8 quindi totalmente autonomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Il risultato, dunque, \u00e8 oggi questo lingotto dorato col volto stereotipo dell&#8217;Eroe costruito a tavolino dal regime; elemento marginale e centrale a un tempo: inesistente nella realt\u00e0 e quindi sullo sfondo della trama dell&#8217;opera, ma centrale nella ricostruzione dell&#8217;immaginario che seguir\u00e0 alla pars destruens intenzionale che \u00e8 qui narrata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">La prefazione di Bilotta in stile parolibera futurista sottolinea questa dimensione del fascismo, che verr\u00e0 qui esaltata: la tensione verso la tecnologia, verso la guerra, verso la velocit\u00e0, tutto nel fervore di una mistica scientemente delirante. &#8220;PAZZI, splendida parola d&#8217;oro massiccio&#8221;, come d&#8217;oro \u00e8 il volume che ci guida alla scoperta di questo potenziale fascismo eterno.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-845 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/115057625-9a4b9e7e-464a-4781-a039-f0ef03e51dfc.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"660\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Appare evidente che il magistrale lavoro di Bilotta non sarebbe stato possibile senza il supporto determinante, sotto il profilo visivo, di Carmine Di Giandomenico. Qui ci si soffermer\u00e0 pi\u00f9 sull&#8217;aspetto testuale per chiarezza di analisi (la disamina dei disegni meriterebbe un post autonomo, che si potrebbe anche fare ma esula un po&#8217; dal tema di questo blog, incentrato sul rapporto tra letteratura e fumetto): ma, per dire, \u00e8 fondante nello spiazzamento angoscioso del lettore il segno scavato con cui Di Giandomenico intarsia il volto di ogni personaggio, infiggendovi l&#8217;espressione sofferente che la maschera della Smorfia sintetizza, rendendoli tutti uguali in un atteggiamento che dev&#8217;essere di neutralit\u00e0 per ordine di regime, ma che riesce a mostrare comunque un senso tragico impressionante proprio per il suo essere forzatamente rattenuto. Il gioco di ripresa del futurismo, poi, passa innanzitutto per l&#8217;aspetto visivo, non tanto tramite singoli inserti ma per una compiuta metabolizzazione di quella galassia di segni, a partire forse dalla &#8220;Citt\u00e0 che sale&#8221; di Umberto Boccioni. Qui per\u00f2, per esigenze tematiche e di sintesi, seguiremo soprattutto la fitta trama insita nella scrittura di Bilotta.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-846 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/citt\u00e0-ok-800x534.jpg\" alt=\"\" width=\"617\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/citt\u00e0-ok-800x534.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/citt\u00e0-ok-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/citt\u00e0-ok.jpg 1147w\" sizes=\"auto, (max-width: 617px) 100vw, 617px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Citazioni futuriste aprono dunque ogni capitolo, introdotto dalla grafica littoria che caratterizza gi\u00e0 la cover.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-839 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/dottrina3.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"481\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">La Smorfia, il V della Dottrina, ci appare fin da subito nell&#8217;acquitrino come macchia di Rorschach. Il piede che lo calpesta rimanda alla dichiarazione finale del totalitarismo a Winston Smith di Orwell: l&#8217;idea pi\u00f9 propria del regime \u00e8 &#8220;uno stivale che calpesta un volto&#8230; per sempre&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Si prosegue in senso profondamente orwelliano, l&#8217;orrore del cubicolo (che coincide con la griglia fumettistica), la dominanza del Nocchiero, espresso dal simbolo del Timone che da un lato richiama la croce celtica del neonazismo, dall&#8217;altro evoca il Grande Timoniere Mao. Il tema della virtualit\u00e0 del reale, usato qui per schiacciare i sottoposti, ha valenza metaletteraria che si espliciter\u00e0 in seguito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Appaiono, nel procedere, due grandi privazioni, lasciate tra le righe: il divieto di esprimere emozioni facciali libere col volto (sostituite da espressioni obbligate, caricaturali) e il divieto dell&#8217;apprendimento delle parole, sostituite coi numeri. Due aspetti che rimandano alla Smorfia, che apparir\u00e0 pi\u00f9 avanti come personaggio autonomo. L&#8217;eliminazione della parola appare pi\u00f9 radicale ancora di 1984, e sulla linea della riduzione a numero proprio del totalitarismo nazista del lager.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Allo stesso modo, c&#8217;\u00e8 un costante rimando alla scuola come &#8220;istituzione totale&#8221;, alla Foucault: i Professori sono i controllori mascherati del sistema, una scuola invasiva educa a un totale controllo mentale, e pi\u00f9 volte ritornano nel testo rimandi indiretti ai fumetti come letture &#8220;per scolari&#8221; (su cui torneremo).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-840 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/dott.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"577\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Il primo intervento della Smorfia (31), non a caso, \u00e8 apertamente ricalcato sull&#8217;avvio di V for Vendetta: sottolineando ancor pi\u00f9 di quanto fa, a suo modo, anche Moore, come i metodi del rivoluzionario siano speculari a quelli del fascista: ritorna la pozzanghera iniziale, in cui viene schiacciato il miliziano del regime, perpetuando il meccanismo oppressivo (e a sua volta, la pozzanghera con la simmetria del volto\/maschera rimanda a Watchmen di Moore e allo psicotico personaggio di <\/span><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Rorschach).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Anche g<\/span><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">li inserti della Terapia Perel\u00e0 (un intermezzo &#8220;alla Watchmen&#8221;, di nuovo) riprendono Il Codice di Perel\u00e0, romanzo ritenuto il migliore di Palazzeschi, composto nel 1911 all&#8217;interno del movimento futurista che, come abbiamo gi\u00e0 visto, \u00e8 giustamente fondante, per Bilotta, nel fascismo (specie nella sua proiezione a-storica e potenzialmente futuribile, che il fumetto evoca).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-841 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/Il-codice-di-Perel\u00e0-Aldo-Palazzeschi-IlCult-Flaner\u00ed-399x600.jpg\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Perel\u00e0 \u00e8 un uomo &#8220;di fumo&#8221; (rimando che qui pu\u00f2 divenire un riferimento al fumetto), formato da tre donne, &#8220;Pena, Rete e Lama&#8221; da cui deriva il suo nome. Perel\u00e0 attraversa impassibile l&#8217;ascesa alla corte regale cui giunge, e la successiva caduta, in un percorso che ha una potenziale eco cristologica (egli ha del resto 33 anni).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Qui in Bilotta, per\u00f2, la terapia Perel\u00e0 si rivela una agghiacciante educazione al credo totalitario, reso pi\u00f9 inquietante dal perfetto meccanismo di didattica infantile in cui \u00e8 espresso. Si utilizzano infatti &#8211; con disegni di Rubino riadattati &#8211; i classici protofumetti italiani privati del balloon e ridotti a &#8220;storielle illustrate&#8221; con testi in rima (qui in prosa, ma ugualmente bamboleggianti).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">In particolare, mi pare che qui gli autori riprendano &#8220;Il collegio La Delizia&#8221;, una delle opere pi\u00f9 interessanti di Rubino, in quanto &#8211; partito come descrizione di un puro, comico paese dei Balocchi &#8211; lo sviluppo delle storie (creando una paradossale continuity, assente nel fumetto dell&#8217;epoca&#8230;) mette in crisi questo modello tramite un allievo che si oppone al bengodi mostrandone implicitamente gli elementi educativamente &#8220;totalitari&#8221;, l&#8217;obbligo forzato al divertimento e alla fannullonaggine pi\u00f9 distruttivi di un&#8217;educazione repressiva tradizionale.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-842 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/collegio.jpeg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"583\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">L&#8217;infrazione di Tonio e Tea rimanda di nuovo a 1984, dove Winston mette in crisi la sua timorosa obbedienza al regime per amore; egli tenta, ma non riesce pi\u00f9 a raccontare Il sabato del villaggio di Giacomo Leopardi, cos\u00ec come la piena neolingua neutralizzava la poesia in 1984 (Winston la cerca nei ricordi dei vecchi, ma non riesce pi\u00f9 ad assaporarla). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Anche l&#8217;apparizione pubblica della Smorfia rimanda a V for Vendetta, con un simile discorso libertario (p.58), e il rapporto Nocchiero \/ Primate rimanda a quello tra leader e Creedy in V for Vendetta (con la differenza che il Nocchiero, come pure il Grande Fratello di Orwell, non si vede ed \u00e8 una funzione pi\u00f9 che un uomo, mentre in Moore \u00e8 un omiciattolo su cui davvero il regime si appoggia, con errore fatale).<\/span><\/p>\n<p>Il falso eroe che viene creato \u00e8 di nuovo dalle parti di Orwell: quello \u00e8 il lavoro di Winston. Il fatto che questo falso eroe sia in copertina del volume aggiunge un ulteriore layer disturbante: anche io, pare dire Bilotta, creo &#8220;falsi eroi&#8221; funzionali al regime. I paradosso di ogni prodotto &#8220;libertario&#8221; di massa\u00a0 inserito per in un sistema che, pur non totalitario, \u00e8 cybernetico, nel senso di ossessionato dal controllo. &#8220;Matrix&#8221;, preceduto dall&#8217;avvertenza che la pirateria informatica \u00e8 un reato grave quanto rapinare una macchina, per fare un esempio. Con questa cover, Bilotta per\u00f2 mette in crisi questa dimensione dell&#8217;intrattenimento popolare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-843 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/81-578x800.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"605\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/81-578x800.jpg 578w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/81.jpg 611w\" sizes=\"auto, (max-width: 437px) 100vw, 437px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">La rivelazione di met\u00e0 albo nel quinto capitolo fornisce una nuova potenziale chiave di lettura in grado di risignificare il testo: non \u00e8 solo la rivelazione di V a Evey, o quella che riceve Winston quando legge il manuale segreto di Goldstein (il presunto nemico del regime orwelliano). Infatti in quel caso il lettore sa e condivide il messaggio &#8220;rivelatorio&#8221;, che \u00e8 tale solo per quel mondo distopico: qui invece la spiegazione risignifica il testo al lettore, che pu\u00f2 rileggerlo per scovarvi pi\u00f9 dettagliate corrispondenze. Naturalmente, \u00e8 pienamente coerente con il tema della Smorfia, nelle perfette <em>fearful simmethries<\/em> di Bilotta. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Il capitolo sei cos\u00ec nega il numero, simboleggiando l&#8217;uscita dal simbolismo totalitario. Questa negazione diviene anche metaletteraria nel capitolo sette (o meglio S, nel prosieguo di questa denegazione del numero), sia con tecniche tipiche di questo gioco di specchi (appaiono gli autori, i personaggi riflettono su cosa sia un fumetto&#8230;) sia con un discorso rivelatore che sottolinea la potenza dei comics nel loro essere al contempo parola e immagine, coinvolgendo entrambi gli emisferi della mente.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-844 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/06\/IMG_20190504_1642261.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"390\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\" data-blogger-escaped-style=\"font-size: large;\">Il colpo di scena finale non \u00e8 tale per chi avesse colto il costante restauro di 1984 sotto le apparenti citazioni di V. Il finale \u00e8 infatti nel medesimo segno di Orwell, e il rimando a Platone e del suo mito della Caverna \u00e8 la citazione pi\u00f9 ancestrale e pi\u00f9 seminale. Nel settimo libro della Repubblica (e qui siamo nel settimo libro del romanzo a fumetti&#8230;), Platone infatti cita il mito della caverna per indagare il tema dell&#8217;educazione, che \u00e8 il fulcro anche del romanzo di Bilotta (anche la rivoluzione \u00e8 vista come &#8220;ricreazione&#8221;, con termine volutamente duplice: intervallo o rigenerazione). Qui la lettura del filosofo viene &#8220;rovesciata&#8221;, mostrando una lettura totalitaria del pensiero platonico, affine del resto a una corrente esistente che vuole nell&#8217;ideale della Repubblica dei Filosofi il modello del totalitarismo.<\/span><\/p>\n<p>Insomma, un&#8217;opera raffinatamente stratificata, e &#8211; come spesso in Bilotta &#8211; profondamente letteraria, nel suo rapportarsi a due grandi classici letterari &#8211; Orwell da un lato, il futurismo italiano dall&#8217;altro &#8211; per riscrivere e risignificare uno dei grandi capolavori del fumetto moderno come V for Vendetta.<\/p>\n<p>Numerose altre letture si potrebbero dare dell&#8217;opera, ma su questo blog incentrato sui rapporti tra letteratura e fumetto ci basta averne evidenziato questa dimensione.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Un grazie a <strong>Chiara Cvetaeva<\/strong> per l&#8217;illuminante conversazione sulla Dottrina, da cui sono stati ripresi alcuni spunti. La Chiara-analisi \u00e8 leggibile qui:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/fumettiavventurarecensioni.blogspot.com\/2019\/05\/la-dottrina-di-alessandro-bilotta-e.html\"><strong>http:\/\/fumettiavventurarecensioni.blogspot.com\/2019\/05\/la-dottrina-di-alessandro-bilotta-e.html<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Dottrina di Bilotta e Di Giandomenico \u00e8 un raffinato lavoro di riscrittura di V for Vendetta, il cui archetipo viene rovesciato tramite un robusto utilizzo, da parte di Bilotta, di suggestioni letterarie. Tra Futurismo e Platonismo, un ritorno a 1984.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":835,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La Dottrina di Bilotta: risignificare V, da Platone al Futurismo - Come un romanzo","description":"La Dottrina di Bilotta e Di Giandomenico \u00e8 un raffinato lavoro di riscrittura di V for Vendetta, il cui archetipo viene rovesciato tramite un robusto utilizzo,"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[99,111,123],"class_list":["post-834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-alan-moore","tag-alessandro-bilotta","tag-george-orwell"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}