{"id":819,"date":"2019-04-29T11:55:39","date_gmt":"2019-04-29T09:55:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=819"},"modified":"2020-01-24T20:54:17","modified_gmt":"2020-01-24T19:54:17","slug":"risoamaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/risoamaro\/","title":{"rendered":"Riso amaro per i comics."},"content":{"rendered":"<p><em>Riso Amaro<\/em> (1949) di <strong>Giuseppe De Santis<\/strong> \u00e8 uno dei capolavori del neorealismo cinematografico e, in generale, del cinema italiano. Il tema del film &#8211; come ben chiarito gi\u00e0 dal titolo &#8211; \u00e8 il duro lavoro delle mondine nei campi di riso vercellesi: ma, come vedremo, all&#8217;interno di questo macro-tema vi \u00e8 una lettura che interessa il fumetto, innegabile ma indubbiamente meno nota.<\/p>\n<p>Su questo blog, usualmente, mi occupo di temi inerenti al rapporto tra letteratura e fumetto: ma questo caso mi pare interessante ugualmente, dato che il <strong>neorealismo \u00e8 l&#8217;ultimo grande movimento letterario italiano<\/strong>, intrecciato a filo doppio col cinema e, per certi versi, un paradigma ancora presente (<em>Gomorra<\/em> di Saviano, per dire, potrebbe esser visto come neo-neorealismo).<\/p>\n<p>Come sa chi ha visto il film, <strong>il tema del lavoro nei campi (strettamente neorealistico) si intreccia con un tema &#8220;poliziesco&#8221;<\/strong>: il film inizia a Torino, Walter e Francesca hanno compiuto un furto ma sono inseguiti da due agenti in borghese che danno loro la caccia. Allora Walter &#8211; interpretato da <strong>Vittorio Gassman<\/strong> &#8211; fa salire la compagna (<strong>Doris Dowling<\/strong>), con la refurtiva, su un treno di mondine in partenza per Vercelli.<\/p>\n<p>Questo <strong>inserto &#8220;di azione&#8221;<\/strong> (che continua ad essere presente in tutto il film) non viene gradito particolarmente dalla critica, e <strong>viene letto come relativamente &#8220;spurio&#8221;<\/strong> rispetto ai principi veristici del movimento, interpretato spesso come un &#8220;compromesso&#8221; commerciale; si sottolinea inoltre come &#8211; se proprio andava inserito il tema &#8211; Gassman sia un delinquente troppo &#8220;cinematografico&#8221;, il topos incarnato dell&#8217;affascinante mascalzone, lontano dalla reale mala della Italia postbellica, ben pi\u00f9 miserabile.<\/p>\n<p>Tuttavia, il tema \u00e8 utile in connessione con la<strong> figura centrale, quella di Silvana Meliga,<\/strong> interpretata da Silvana Mangano (interessante l&#8217;implicita sovrapposizione di attrice e personaggio, Silvana M.) al suo esordio cinematografico. Silvana divenne poi un&#8217;icona, un sex symbol dell&#8217;Italia del periodo. Tuttavia, \u00e8 interessante sottolineare che si tratta di <strong>una mondina &#8220;moderna&#8221;<\/strong>. <strong>Silvana infatti vuole evadere dal mondo di duro lavoro<\/strong> a cui \u00e8 legata per estrazione, e vive l&#8217;incontro con Walter e Francesca come una occasione di fuga. Una fuga reale che, per\u00f2, \u00e8 anticipata dalle letture di evasione: e, nel suo caso, si tratta per l&#8217;appunto di <strong><em>Grand Hotel.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-820\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/riso-amaro-800x515.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/riso-amaro-800x515.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/riso-amaro-1024x659.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/riso-amaro.jpg 1162w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Il momento cruciale in cui Silvana contatta Francesca la vede apparire in scena alzando gli occhi dalla rivista, con una scelta visiva molto insistita: e in tutta la storia il personaggio \u00e8 fondato sull&#8217;alternanza del pragmatismo contadino cui \u00e8 costretta e la volont\u00e0 di evasione nel mondo immaginario portatole dai fotoromanzi.<\/p>\n<p><strong>Grand Hotel,<\/strong> infatti, era nata nel <strong>1946<\/strong> come rivista rivolta a un pubblico femminile, e aveva fondato il suo successo su fumetti a tema sentimentale; ben presto, <strong>ai fumetti disegnati si erano affiancati i fotoromanzi<\/strong>, ovvero fumetti realizzati con immagini fotografiche (spesso detti anche <strong>&#8220;cineromanzi&#8221;<\/strong>, per sottolineare la vicinanza col medium cinematografico, la principale &#8220;fabbrica dei sogni&#8221;). Il genere venne inventato nel <strong>1947<\/strong>, e ne \u00e8 contesa la paternit\u00e0 tra Cesare Zavattini e Damiano Damiani. Comunque, sar\u00e0 proprio Grand Hotel &#8211; che negli anni &#8217;50 raggiunse il milione di copie &#8211; a portare il genere ad un grande successo.<\/p>\n<p>Nonostante oggi, di fatto, anche per via del suo declino (soppiantato da prodotti equivalenti nell&#8217;ambito televisivo), il fotoromanzo non sia cos\u00ec ampiamente studiato nell&#8217;ambito fumettistico, la connessione col fumetto \u00e8 innegabile, tanto che in USA il termine <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Italian_comics\"><strong>&#8220;fumetto&#8221;<\/strong><\/a> indica anche i fotoromanzi.<\/p>\n<p>Quindi, come dichiara <strong>Georges Sadoul<\/strong> ne <em>Il cinema<\/em> (Sansoni, Firenze 1968):<\/p>\n<p>\u00abAttraverso un intrigo che vuol essere &#8220;a suspense&#8221;, il giovane regista ci mostra la vita delle mondine, operaie agricole temporanee, che faticano duramente nelle risaie della pianura padana e presenta due personaggi &#8220;tipici&#8221;: il sergente che sta per essere smobilitato, generoso e cavalleresco, grande odiatore della guerra e della polizia, e, soprattutto,<strong> una mondina con la testa montata dai rotocalchi, i fumetti,<\/strong> i film di natura deteriore, e che vive col fango sino alle cosce ma perduta in assurde fantasie. Per De Santis era il <strong>&#8220;tipo di giovani incoscienti, incapaci di comprendere la propria condizione e di lottare accanto ai propri compagni, perch\u00e9 deviati verso una vita fittizia che li condanna all&#8217;annientamento<\/strong>&#8220;. Si ha per\u00f2 l&#8217;impressione che, pur criticando questo &#8220;gusto americano&#8221;, il regista vi ceda un po&#8217; troppo in una sceneggiatura molto macchinosa. Il film ebbe negli Stati Uniti un successo addirittura superiore a quello di Pais\u00e0 e di Sciusci\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-821 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/riso-amaro_03.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"507\" \/><\/p>\n<p>Naturalmente, dato il successo del film, ne fu ricavato a sua volta sia un <strong>fotoromanzo<\/strong>, nel 1954 sia un fumetto vero e proprio &#8211; negli stessi anni &#8211; con un bel cortocircuito tra medium e messaggio (vedi <a href=\"http:\/\/www.umbertocantone.it\/riso-amaro-cineromanzo-in-cineromanzo-gigante-n-2-novembre-1954\/#prettyPhoto\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Infatti, stando almeno a Sadoul, il punto focale del film si rivelerebbe di fondo essere un moralismo &#8220;contro i fumetti&#8221; coerente del resto con l&#8217;ideologia marxista soggiacente al neorealismo pi\u00f9 schierato: una critica non poi cos\u00ec lontana da quella di <strong>Fredric Wertham<\/strong>, che pochi anni dopo (nel 1954) avvi\u00f2 con <em>La seduzione degli innocenti<\/em> la sua crociata contro il fumetto. Wertham stesso, del resto, subiva l&#8217;influsso delle teorie della <strong>Scuola di Francoforte<\/strong>, volta a coniugare dottrina freudiana e marxismo, pur adattandola alla societ\u00e0 americana: vi \u00e8 quindi una matrice comune di fondo.<\/p>\n<p>La stampa cattolica e filodemocristiana, invece, adott\u00f2 critiche simili a quelle di Sadoul, trovando che &#8211; con la scusa dell&#8217;apparente condanna &#8211; De Santis trovava il modo di rappresentare ampiamente, e in modo seducente, quello che a parone criticava. Probabilmente, se al Comics Code americano &#8211; nato dalla crociata di Wertham &#8211; fosse capitato tra le mani il fumetto di <strong><em>Bitter Rice<\/em><\/strong>, la loro scelta sarebbe stata unanime: censurare, per il bene delle giovani menti. E De Santis, in fondo, non si sarebbe potuto nemmeno lamentare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-822 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/fumetto_riso1_gif.gif\" alt=\"\" width=\"517\" height=\"362\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-823 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/fumetto_riso3_gif.gif\" alt=\"\" width=\"517\" height=\"396\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema del fotoromanzo &#8211; e del fumetto &#8211; ha un ruolo significativo, sebbene poco appariscente, all&#8217;interno del capolavoro-manifesto del neorealismo filmico, &#8220;Riso Amaro&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":820,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Riso amaro per i comics. - Come un romanzo","description":"Il tema del fotoromanzo - e del fumetto - ha un ruolo significativo, sebbene poco appariscente, all'interno del capolavoro-manifesto del neorealismo filmico, \"R"},"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-819","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/819","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=819"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/819\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/820"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}